banda http://blografando.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta rai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rai. Mostra tutti i post

giovedì 17 luglio 2008

Isola dei Famosi 2008: Ecco i prossimi naufraghi e Luxuria c'è.

L'isola dei famosi

(Panorama) Continuano a rincorrersi indiscrezioni sui prossimi partecipanti all’Isola dei famosi 2008. Ma oramai alcuni nomi si fanno sempre più certi. Nella rosa dei quasi sicuri naufraghi che avrebbero già firmato il contratto, ci sono l’attore Massimo Ciavarro, Giucas Casella, la modella Belen Rodriguez, l’ex onorevole di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, Giuseppe Lago, Veridiana Mallmann (ex velina bionda di Striscia la notizia) Jennifer Rodriguez ed il nuotatore Leonardo Tumiotto, mentre la ballerina Heather Parisi e l’ex calciatore Antonio Cabrini avrebbero chiesto di pensarci ancora un po’, ma vengono considerati anche loro quasi nel cast. Intanto gli ultimi rumours riferiscono anche della possibile partecipazione al reality show di Raidue di Flavia Vento. L’ex valletta di Teo Mannuccari non è nuova al genere: alcuni anni fa aveva partecipato già ad una edizione de La fattoria su Italia uno. Ma l’avventura si era conclusa abbastanza presto, in quanto la Vento era uscita dopo poche puntate. Anche quest’anno il cast sarà suddiviso il personaggi noti e persone comuni. Per queste ultime sono ancora in corso le selezioni in tutt’Italia. E sembra che non ci siano ancora nomi certi. Si cercano uomini e donne di un certo spessore in grado, come lo scorso anno di tener testa ai Vip. La padrona di casa sarà come sempre, Simona Ventura che quest’anno nelle dieci puntate previste del reality vestirà mise dello stilista Valentino e non più della coppia Dolce e Gabbana. L’inviato de L’Isola dei famosi sarà Francesco Facchinetti che nella seconda edizione era stato tra i concorrenti assieme ad Aida Yespica. L’appuntamento è fissato per la prima metà di settembre, il mercoledì in prima serata su Raidue. Confermate anche le strisce quotidiane del reality in onda sulla medesima rete, nella fascia preserale.

Sphere: Related Content

mercoledì 16 luglio 2008

Domani su Rainews 24. Puntata dedicata all'Aids.

(Italpress) Sara' dedicata all'Aids e agli ultimi approdi della ricerca dell'Istituto Superiore di Sanita' per debellare il virus la puntata della rubrica di Rainews24 "Altrevoci Diritti Negati" in onda domani alle 9,33.

Ogni giorno nel nostro paese 11 persone vengono infettate dal virus dell'Hiv per un totale di circa 4.000 nuovi casi all'anno. I dati sono stati diffusi dallo stesso Istituto, secondo il quale nel 2007 la malattia non e' arretrata, anche se le caratteristiche delle persone sieropositive risultano cambiate. Si tratta cioe' sempre meno di tossicodipendenti, mentre aumenta la diffusione del virus tra gli eterosessuali rispetto agli omosessuali. Aumenta anche l'eta' delle persone colpite, che ormai supera i 40 anni.

Nel corso della trasmissione si parlera' dell'andamento della malattia e delle prospettive di cura. In studio con Luce Tommasi, che coordina e cura la rubrica, ci sara' la ricercatrice Barbara Ensoli, vice presidente della Commissione nazionale per la lotta contro l'Aids.

Sphere: Related Content

martedì 15 luglio 2008

L’Authorithy: “Rai da riformare subito. E basta ai processi in tv”.

(Panorama) Non più rinviabile. La riforma della Rai va fatta subito, perché l’azienda non può competere “impacciata” dalle norme amministrativo-contabili e “paralizzata da spinte e controspinte politiche”. Chiaro e secco, ecco il monito del presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, che nella Relazione annuale al Parlamento avanza l’ipotesi di un provvedimento ad hoc per cambiare la governance della tv pubblica. Calabrò chiede che “alla riforma della Rai si arrivi al più presto, puntando sull’efficienza” e coniugando “il carattere imprenditoriale della governance con il perseguimento degli obiettivi di fondo di un servizio pubblico con marcate finalità d’interesse generale, svincolato dall’abbraccio dei partiti”.
Tra i principali compiti della Rai c’è il recupero della qualità, secondo Calabrò, che cita l’esempio positivo della Bbc: la nostra tv pubblica si è infatti appiattita sulla tv commerciale, con una “omologazione al ribasso che sbiadisce la missione del servizio pubblico e colloca la nostra televisione al di sotto di altre televisioni europee”. “Il contratto di servizio con la Rai” ricorda Calabrò nella Relazione “prevede l’elevazione della qualità, e si è insediato l’apposito Comitato chiamato a monitorare l’osservanza di quella indicazione”.
Ricerca di qualità che l’azienda di Viale Mazzini deve riprendere, abbandonando la “mimesi del processo” televisivo, con schemi, riti e tesi tipicamente processuali. “La giustizia viene percepita soprattutto per come appare, ed essa appare per come è rappresentata dai media”. E così finisce che dall’informazione sul processo, giustificata dal diritto di cronaca, si è passati al “processo celebrato nei mezzi di informazione: un’aula mediatica che si costituisce come foro alternativo, un modo onnivoro di raccogliere ogni conoscenza che arriva a un microfono e a una telecamera”. Per Calabrò, il paradosso è che in tale dinamica “è la sentenza pronunciata nel processo vero a risultare la meno attendibile e comunque tardiva”, perché l’opinione pubblica ha invece già registrato come “vera” la sentenza “subliminalmente propinata dal mezzo audiovisivo”.
Parlando poi dell’evoluzione del settore tv Calabrò afferma che si sta passando dal duopolio, che ancora caratterizza la distribuzione degli ascolti, al “mercato a tre” (formato da Rai, Mediaset e Sky) grazie alla crescita del satellite: “permane la concentrazione binomiale di emittenti per quanto riguarda l’audience” (Rai e Mediaset sono all’82.3% e raggiungono insieme l’84.1% dei ricavi nel mercato della raccolta pubblicitaria), ma “in un assetto economico complessivo che vede ormai tre soggetti in posizioni comparabili, per il ruolo sempre crescente assunto da Sky Italia”. Nel 2007 la Rai ha registrato ricavi per 2.739 milioni di euro, Rti per 2.411 milioni, Sky per 2.347 milioni. Fatturati che, fa notare l’Autorità, si riferiscono al mercato italiano e prendono in considerazione solo ricavi netti da pubblicità e pay tv.
Nell’ultimo anno, sottolinea Calabrò nella Relazione, si sono registrati “un ulteriore consolidamento del peso della televisione a pagamento rispetto all’ammontare complessivo delle risorse del settore, un rafforzamento delle nuove piattaforme digitali, satellitare e terrestre, a scapito della tv analogica (con oltre metà delle famiglie, il 54.3%, dotate di tv digitale), un aumento della pressione competitiva determinato da un processo di transfluenza che vede le televisioni tradizionalmente free fare il loro ingresso nella tv a pagamento e l’acquisto di crescenti quote di mercato pubblicitario da parte degli operatori di pay tv”.
Ma, ricorda l’Autorità delle telecomunicazioni, “l’auspicio è che entro i prossimi 24 mesi oltre la metà della popolazione italiana possa fruire del passaggio al digitale”. Il che, scandisce Calabrò, “può rappresentare una svolta”. In particolare, il presidente dell’Autorità si riferisce “alla gara per l’assegnazione del 40% della capacità trasmissiva dei maggiori broadcaster integrati (Rai, Mediaset e Telecom Italia)”: “Siamo ormai alle battute finali della procedura di selezione ad evidenza pubblica, che ha visto la presentazione di 25 domande da parte di 18 soggetti (molti stranieri)”, spiega. E, ancora, “per la normalizzazione del mercato sarebbe opportuno, come ho già segnalato nella passata legislaturaa, sopprimere la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti”, conclude Calabrò.
Intanto, oltre alla riforma del sistema televisivo pubblico, va riscritta anche la legge sulla par condicio, “per adeguare la legge sia alla realtà cui intendeva riferirsi sia al mutamento tecnologico intervenuto”. Valutazioni che Calabrò fa alla luce delle “difficoltà riscontrate nell’applicazione” della normativa vigente in occasione delle ultime elezioni politiche e del fatto che, nonostante il proliferare dei nuovi media, “la campagna elettorale si fa ancora quasi interamente in televisione”. L’Autorità, spiega Calabrò, si è trovata di fronte a uno scenario “ben diverso da quello presupposto dalle leggi da applicare, vale a dire la convergenza degli attori della campagna elettorale su due coalizioni”, dovendo gestire “diciotto liste in competizione e quindici candidati premier che reclamavano tutti uguale spazio in televisione e confronti incrociati”.
L’Autorità, poi, “darà puntuale esecuzione - nei limiti della sua competenza - alle sentenze del Consiglio di Stato del 6 maggio di quest’anno sui ricorsi proposti da Europa 7 e fornirà supporto tecnico al Ministero dello sviluppo economico per gli adempimenti ad esso demandati”.

Dalla relazione del presidente Agcom emerge nuovamente la passione degli italiani per la telefonia mobile. “Lo sviluppo delle settore delle tlc - ha spiegato Calabrò - è stato, fino a tempi recentissimi, a getto continuo”. Secondo le rilevazioni dell’Autorità “siamo all’avanguardia nell’innovazione ed evoluzione tecnologica e nelle offerte innovative. Al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per diffusione dei servizi mobili di terza generazione; leader mondiale nel mercato dei contenuti e servizi per la telefonia mobile (con un fatturato di 1,2 miliardi di euro e un tasso di crescita del 15%, quasi invariato rispetto al 2006) e in particolare per la televisione su cellulare”. “L’espansione del settore tlc con le vecchie tecnologie, che pure ha registrato tanti successi, è ormai giunta al capolinea” chiude Calabrò, secondo il quale “senza il passaggio alla banda larga il digital divide” si estenderà.
Telecom Italia mantiene il suo primato storico di ex monopolista nella telefonia fissa, ma negli ultimi tre anni la sua quota di mercato è scesa di 10 punti, dal 94 all’84%, rimanendo ciò nonostante più elevata che altrove. Tracciando il bilancio del fisso nell’ultimo triennio, dove la quota dell’84% attribuita a Telecom è riferita alla linee di accesso alla rete fissa (nella spesa totale la quota dell’operatore è invece del 70%, nei ricavi da servizi voce del 76%), Calabrò ha spiegato che in parallelo vi è stato “un deciso recupero di redditività degli operatori alternativi a Telecom, con incrementi che arrivano al 60%”.

Sphere: Related Content

sabato 12 luglio 2008

Sul digitale terrestre non arriva Retequattro ma Rai4.

(Katerpillar) Il 14 luglio inizieranno le trasmissioni di Rai 4, il nuovo canale Rai per il digitale terrestre indirizzato ad un pubblico giovane e navigatore abituale di internet.

La nuova tv del digitale terrestre gratuito della Rai prenderà il via lunedì 14 luglio alle 21 con “Elephant”, il film di Gus Van Sant già Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2003.

Si tratta, spiega il presidente di Raisat Carlo Freccero, di “una rete per un pubblico giovane, che naviga su internet, sensibile alle suggestioni della moderna comunicazione”.

Rai4 ci, dice il presidente nella nota, si propone di “intercettare questo pubblico nuovo”, che ha come caratteristica principale l’utilizzo di internet, anche trasformando, in alcuni casi, “gli spettatori in autori, capaci di contribuire a creare alcuni dei programmi che andranno in onda con i materiali che propongono in Rete”.

Nella fase di partenza, Rai4 trasmetterà soprattutto serie americane cult, film e telefilm, cartoni animati, programmi musicali, oltre ai `fuoricampo’ di alcuni reality della generalista.

In seconda serata, il 14 luglio, “Day-Break”, seguito da “Alias” e da “Last Days”, sempre di Gus Van Sant, ispirato alla figura del leader dei Nirvana, Kurt Cobain.

Si prosegue poi con “21 grammi” di Alejandro Gonzalez Inarritu, “Million dollar baby” di Clint Eastwood, “Final destination” di James Wong, e “I diari della motocicletta” di Walter Salles.
---
"Elephant"

---

Sphere: Related Content

giovedì 22 maggio 2008

Luca Barbareschi. «Abbiamo vinto occupiamo la Rai».

Parla Luca Barbareschi, attore, produttore e deputato del pdl.
«Come ha fatto prima il centrosinistra. e per la direzione generale.
Cominciamo aguardare anche fuori dall’italia...» così parla l’uomo che disse: «An, in viale mazzini, ha portato solo mignotte».
(Vittorio Zincone - Magazine del Corriere della Sera) Luca Barbareschi, 51 anni, star riempi-teatri col Gattopardo, importatore delle opere di David Mamet in Italia, pioniere della tecnonavigazione informatica, nonché ballerino e cantante nei musical londinesi, ora è anche deputato del Pdl: in quota Fini, con liaison berlusconiane. Quando ho pensato per la prima volta
di intervistarlo, l’attore-regista-manager-produttore era uno dei nomi papabili per il ministero dei Beni Culturali. Quando ho contattato il suo assistente, aveva ridotto le aspettative ed era in lizza per un semplice sottosegretariato. Nel momento in cui abbiamo fissato la data dell’incontro, la partecipazione al governo era sfumata, ma restava la possibilità di un assessorato alla corte del
sindaco Gianni Alemanno. Quando gli ho citofonato per raggiungere il suo attico romano (zona Ghetto), il Campidoglio ormai era un miraggio. A fine intervista, l’ex conduttore del Grande Bluff, mi ha comunicato che anche la presidenza della Commissione Cultura sarebbe andata a qualcun altro. Barbareschi, veterano dello showbusiness, neofita del Teatrone della politica: «Ho rinunciato al film di Ron Howard perché pensavo di poter dare una mano a riformare il Paese. Ma non mi stupisco di nulla, ci ho scritto un film (Il Trasformista), su come funzionano certe cose, quindi...».
Sembrano funzionare come il gioco delle tre carte.
«Durante tutta la campagna elettorale, Alemanno mi ha presentato come il futuro assessore alla Cultura di Roma».
Poi ha scelto Umberto Croppi, amico antico, nonché “spin doctor” dell’ultimo trionfo.
«Croppi è bravo. Chapeau. Ma insomma, ha lavorato pure con Rutelli».
Sgarbi potrebbe atterrare sulla Capitale...
«Sì, sì, dopo essere stato cacciato da Milano».
Il sottosegretario alla Cultura, invece...
«È questo Giri».
Si chiama Francesco Giro.
«Uomo del cardinale Camillo Ruini. Mi chiedo se si voglia seguire il modello Sarkozy o sarkofaghy».
Si dia una risposta.
«Mi pare sarkofaghy. Si annunciano grandi cambiamenti, ma alla fine sale in cattedra il Gattopardo: per non cambiare nulla».
Forse, non avendo una militanza di partito alle spalle, lei ha pagato le molte dichiarazioni poco allineate degli ultimi mesi?
«Quando mi hanno candidato sapevano chi ero».
Lei si è detto favorevole alle adozioni da parte delle coppie omosessuali.
«In Europa esistono. Questo è il governo con meno persone che rappresentano il
cattolicesimo. Non mi pare Berlusconi sia un baciapile».
Ma al Cavaliere nessuno può sfilare la poltrona da sotto al sedere. A lei, sì.
«Magari dirò cose sconvenienti, ma insomma... i leader principali del Pdl, Fini e Berlusconi, sono separati e hanno figli da mogli diverse».
Lei si è anche detto contrario al giannilettismo. Sembra autolesionismo.
«Con Letta ho un buon rapporto. Ma il Paese rischia di morire di accordi bipartisan. Il centrodestra ha vinto? E allora mettiamo i nostri uomini nei ruoli chiave e proviamo a governare».
Un’altra sua sparata di un paio di anni fa: «An in Rai ha portato solo mignotte».
«In pratica ho fatto da Cassandra».
Di Cattaneo, uomo vicino al centrodestra, ha detto: «Un poverino».
«Mi dovrebbero ringraziare. Ho chiarito prima di altri che non aveva le competenze adatte per guidare la macchina della Rai. L’anno scorso, poi, dissi che la Rai non avrebbe dovuto permettere a Endemol di fare banchetto con il budget della tv di Stato. Ricevetti una lettera di richiamo etico da parte del direttore generale Cappon. No dico, richiamo etico! Ora è Cappon a beccarsi i
richiami... ma bipartisan, per il caso Travaglio-Schifani».
A proposito di etica. La sua difesa di Saccà, intercettato mentre parlava con
Berlusconi di attrici da raccomandare, era spericolata.
«Quelle intercettazioni erano una trappola».
Saccà...
«È una risorsa che non va bruciata».
... non ha fatto una bella figura.
«Telefonate di quel tipo, in cui si segnalano attrici e attricette, le fanno e
le ricevono tutti».
Questo non vuol dire che sia una bella cosa.
«Quando dirigevo il teatro Eliseo, a Roma, mi chiamavano da destra e da sinistra. Vado fiero del fatto di non aver mai favorito un raccomandato».
Secondo lei il centrodestra dovrebbe occupare con nomine fresche la Rai?
«Certo. Come ha fatto il centrosinistra».
Un nome per la direzione generale?
«Cominciamo a guardare anche in Europa, come fanno tutti: in Spagna l’italiano Paolo Vasile sta facendo grandi cose con TeleCinco».
A parte i possibili outsider europei?
«Molti manager tv, italiani e bravi, ormai si sono messi in proprio o lavorano per i privati».
Parla di Giorgio Gori e Marco Bassetti?
«Loro sono parecchio in gamba. Ma non amo il totonomine».
Non è che spera di rientrare nella prossima infornata di incarichi Rai?
«No. Non mi pare ci sia il clima per una nomina come la mia. E a destra la lealtà non viene ripagata come a sinistra».
Che cosa intende dire?
«Che la sinistra con tutti i vari attori militanti come Claudio Bisio o Paolo Rossi è stata generosa».
Si lamenta? Vorrebbe più generosità nei suoi confronti?
«Ma no, guardi. Io ho parlato con i numeri uno: Berlusconi e Fini. Gli ho messo in mano i miei progetti per la Cultura in Italia».
Fine del finanziamento pubblico al cinema.
«Certo, per evitare che spariscano soldi e che il cinema sia legato ai partito. Vedremo come va a finire. Sono abituato a portare a casa risultati: a diciott’anni risparmiavo i cents facendo il cameriere in America, ora ho: la casa dove vivo, quella di Filicudi, il mio studio. Una società, la Casanova, che fattura 20 milioni di euro e produce una decina di film l’anno. Non ho debiti,
sono trasparente e ho fatto una fondazione contro la pedofilia».
Un tema che le è caro. Anche lei ha subito una violenza da bambino.
«Sono stato violentato, da un prete. Al di là dei danni ai singoli esseri umani, si deve capire che la pedofilia è un danno di macroeconomia: tanti bambini molestati, fanno una generazione che cresce con una struttura debole. Ora su questo argomento si è svegliato pure Papa Ratzinger».
La sua infanzia?
«I miei si separarono quando ero piccolissimo. Io ho vissuto con mio padre a Milano e ho girato molti anni per i Paesi del Medio Oriente dove lui costruiva strade. A diciotto anni...».
Parliamo del ’74, la Milano delle occupazioni...
«Quelli del Movimento mi stavano un po’ sulle palle. Ricordo alcune riunioni maoiste in una villa in Engadina. Roba senza senso. Comunque a 18 anni mio padre mi disse che se volevo fare l’università mi aiutava, se volevo fare l’attore mi dovevo arrangiare. Mi arrangiai».
Come?
«Cominciai a lavorare gratis con Virginio Puecher. Gli facevo da assistente alla regia nell’Enrico V. Il 20 agosto dell’anno della maturità, ho venduto la Vespa e sono partito per Chicago, sempre con Puecher. Poi mi sono trasferito a New York. Facevo il cameriere e contemporaneamente collaboravo con Frank Corsaro al Metropolitan e con Lee Strasberg dell’Actor’s studio».
Era una New York parecchio swinging.
«I sei anni più belli della mia vita. Il re era Oliviero Toscani. Per un po’ ho dormito a casa sua e lui mi portava a queste cene pazzesche con Lou Reed, Mick Jagger, David Bowie...».
Chi più ne ha più ne metta. In quel periodo c’era anche Isabella Rossellini a New York.
«Con lei ho avuto un flirt durato una sera. Io ero pazzo di lei, anche a causa del suo cognome. Mi dichiarai, mi disse che ero troppo ambizioso. Allora collaboravo con la Rai e Gianni Minà».
Quando rientrò in Italia?
«All’inizio degli anni Ottanta. Poco più che ventenni, con Massimo Mazzucco realizzammo Summertime e al Festival di Venezia vincemmo la sezione “De Sica”. In America ero andato a trovare pure Spielberg. Lo avevo beccato che giocava a scacchi da solo. Un’illuminazione. Incontrare uno che a trent’anni aveva già fatto così tanto, mi aveva spronato. Pensai: “Perché lui sì ed io no?”».
È una lezioncina per i giovani dell’Italia gerontocratica?
«A me non piace la retorica filo-giovani. Sono per recuperare tutte le intelligenze vive fino a 90 anni. Soprattutto quando poi i cosiddetti giovani sono rappresentati da persone come la deputata del Pd, Marianna Madia. Ad ascoltarla a Porta a porta qualche giorno fa, mi è venuto naturale difendere il veterano Ciriaco De Mita. Detto ciò, sì, i giovani si dovrebbero svegliare».
I giovani più bravi nel cinema?
«Mi piacciono Elio Germano e Matteo Garrone».
Le giovani?
«Io stesso ne ho lanciate parecchie. Con Roman Polanski scegliemmo Nicole Grimaudo per un Amadeus teatrale. Ma poi anche Gabriella Pession e Bianca Guaccero».
I sopravvalutati?
«In questo momento Toni Servillo mi pare sovraesposto. È bravo e serio, in teatro e mi pare un po’ di maniera. A me non piace nemmeno il linguaggio filmico di Nanni Moretti».
E l’attore Moretti?
«È inesistente. Non ti dimentichi mai che hai davanti Moretti. Io sono per la mimesi. Come attore ho dato il meglio quando ho fatto il Grande Bluff. Truccato e travestito, mi intrufolavo nelle trasmissioni altrui: nella prima serie non mi hanno beccato mai».
Reputa se stesso un buon attore?
«In teatro non mi batte nessuno. Il Gattopardo del Quirino ha il record d’incasso degli ultimi anni».
Le fiction che produce e che interpreta non sono sempre dei successi incredibili, però. La Rai sospese Giorni da leoni 2.
«Quella fiction la uccisero. Capita anche che chi pensa i palinsesti faccia scelte sbagliate».
Morando Morandini, il critico cinematografico, ha detto che lei, come attore... ha sbagliato mestiere.
«Morandini ha cominciato ad odiarmi all’inizio degli anni 90. Eravamo a Mosca, io producevo un film del russo Galin. Nella prima scena si diceva: “Lenin è peggio del re dei Tartari”. I critici de sinistra, tra cui Morandini, si alzarono e se ne andarono. Diciamo che sono sempre stato socialista. Ma i radical chic non mi hanno mai adottato».
Questo sembra anche il motivo per cui si è buttato a destra. Perché secondo lei non l’hanno adottata?
«Sarà che a differenza di altri mi sono dichiarato socialista fino all’ultimo giorno di vita di Bettino Craxi. Molti hanno rinnegato...».
Di chi parla?
«Quello che mi ha fatto più impressione è stato Gabriele Salvatores. Claudio Martelli, che ama il teatro, trovò un miliardo per il suo Elfo. Lui sembra essersi scordato l’appartenenza al Psi. Voglio bene a Gabriele e negli anni Ottanta abbiamo fatto molte cose insieme, ma insomma...».
I socialisti le chiesero mai di fare politica?
«Ai tempi di Mani pulite. Ricordo lunghe discussioni sul mio terrazzo con De Michelis e i repubblicani La Malfa e Cisnetto sul da farsi».
È vero che lei è uno dei primissimi frequentatori dell’Ultima spiaggia, lo stabilimento vippissimo dalle parti di Capalbio?
«È vero. Ci andavo prima che la sinistra chic se ne appropriasse. Chissà se chi va lì oggi sa che i proprietari sono di destra?».
Lei ha un clan di amici?
«Pochi, poco noti, ma decennali: Beppe, Fabrizio, Susanna e Aureliano».
Nessun politico?
«Gianni De Michelis. Ma dai socialisti non ho mai avuto un favore».
Come è il suo rapporto con Fini?
«Ottimo».
Con Berlusconi?
«Gli parlo da amico. Una volta è venuto a trovarmi in camerino al teatro Manzoni...».
Lo sa che è così che ha incontrato la moglie Veronica Lario?
«La sera siamo stati a cena fino alle 4 di notte».
A cena col nemico?
«Goffredo Bettini».
Alemanno dovrebbe mantenere Bettini alla direzione della Festa del Cinema di Roma?
«Alemanno valuti bene quali alternative proporre a quel che ha fatto Veltroni».
Lei la abbatterebbe la famosa teca dell’Ara Pacis di Meier?
«Non la amo. Ma prima di spendere un euro per distruggere un muretto, mi preoccuperei di fornire mezzi pubblici sicuri».
L’errore più grave nella carriera di Barbareschi?
«Parlare troppo».
La svolta che le ha cambiato la vita?
«Decidere di affrontare con le sedute di gruppo i miei problemi di fragilità interiore».
La canzone della vita?
«Little wing di Jimi Hendrix. Una delle prime canzoni che ho provato a suonare con la chitarra».
Il film?
«Otto e mezzo di Fellini, su tutti».
Cultura generale. “Dolente fulgore/ mite regina/ misteriosa malia/ polvere di stelle”, chi l’ha scritto?
«Non ne ho idea».
Sono versi del ministro della Cultura, Sandro Bondi. Quanto costa un litro di latte?
«Prendo quello di soia. Tre euro».
Che cosa si intende per podcast?
«Un file scaricato in Rete».
I confini dell’Afghanistan?
«A Nord... la Russia».
No.
«Vabbè... ci sono quelle repubbliche ex sovietiche».
È vero che da molti anni tiene un diario quotidiano?
«Sì. Ci appunterò anche queste ultime domande del cavolo».

Sphere: Related Content

martedì 20 maggio 2008

Da Bologna l'organizzazione del Gaypride lancia una campagna di boicottaggio del Tg1.

(Dire) Il Gay Pride invita a spegnere "la tv della violenza: sabato sera chi ha cuore la democrazia boicotti il Tg1". Il perche' lo spiega una furente Marcella Di Folco, storica rappresentante del Movimento transessuale (Mit) e portavoce del Pride: "Il servizio andato in onda sul Tg1 delle 20 di ieri e' stato indegno per il servizio pubblico. Il racconto di un linciaggio, un accanimento mascherato da giustizia privata, nello quale lo Stato, cioe' le sue divise, sospende leggi e diritti e abdica le sue funzioni alla folla inferocita. Una grave legittimazione della furia di strada. Riprese e tono del servizio degne di un filmato amatoriale di Forza Nuova".

Per questo, dice Di Folco in una nota, "invitiamo tutti coloro che non condividono questo tipo di informazione a boicottare un servizio pubblico che non corrisponde piu' a tale caratteristica ma che e' piuttosto propaganda di Stato, uno Stato sull'onda di una deriva fascista, verso il quale e' bene reagire subito". Dal direttore del Tg1, Gianni Riotta, vengono invece pretese scuse pubbliche "in particolar modo con la comunita' trans per l'indegno spettacolo". Intanto, Di Folco, getta altra benzina sul fuoco: "E' gia' da un po' di tempo che anche l'informazione, anche quella che dice di non aver colore, si e' piegata alle logiche dello strillone senza esercitare alcuna razionalita' critica contro questa strategia dell'odio verso tutto cio' che e' diverso, verso tutto cio' che 'non puo' stare nel mio giardino'".

In questo contesto, "i soggetti sociali piu' deboli diventano un fastidio da eliminare, la violenza contro di essi legittima" e, protesta Di Folco, "questo clima d'odio, di violenza ed intolleranza transfobica, omofobica, e razzista sta divenendo un mefitico veleno che traspira dalla politica, passa attraverso l'informazione e sta corrodendo democrazia, senso civico e vivere comune. Le forze democratiche di questo paese debbono ribellarsi a tutto cio'".

Sphere: Related Content

lunedì 12 maggio 2008

A me Travaglio starebbe antipatico… però... Il video dell'intervento da Fazio.

(Stefano Minguzzi) …però non si può tacere del linciaggio mediatico al quale è stato sottoposto dal partito di Schifani, il presidente del Senato accusato di collusione con alcuni esponenti mafiosi, e purtroppo anche da alcuni esponenti del PD.

I fatti. Travaglio nella trasmissione di Fabio Fazio sostiene in maniera sinceramente maleducata ed irritante (che però non sono reati) che Schifani non è degno di essere presidente del Senato in quanto ha parecchie amicizie con persone condannate per mafia. E si chiede se qualcuno ha pensato di chiedergliene conto prima di farlo diventare la seconda carica dello Stato.

A me pare ineccepiblie. E’ ineccepibile che un giornalista tiri fuori un fatto del genere: è di una rilevanza tale che non riportatlo alla pubblica opinione sarebbe censura.

Se mi pare scontata la presa di posizione tutta a favore di Schifani del PdL, che ha preso da Forza Italia, più che da Alleanza Nazionale, la linea da tenere in materia di giustizia, mi lascia senza parole che Angela Finocchiaro non trovi di meglio che accordarsi. Cara Angela, occupati della tua sconfitta in Sicilia causata anche dalla campagna elettorale fatta più a Roma che sul territorio.

Il PD non deve fare l’errore di sentirsi obbligato a dialogare con la maggioranza. Il dialogo è produttivo quanto è sincero e libero, non quando diviene una costrizione. In quel caso si è portati ad insabbiare, nascondere, tergiversare e piegare la realtà ai propri fini. Temo che ancora una volta una generazione che dell’”interesse pubblico” e del dialogo maggioranza-opposizione ha tradizionalmente sempre detto peste e corna oggi non sia la più adeguata a gestire questa fase.

Qualcuno dovrà pur lasciar la mano, no?
---

Sphere: Related Content

martedì 6 maggio 2008

XFactor. Tony: Al provino per "Amici" hanno tentato di distruggermi: "Mi hanno detto che non sapevo gestire l'emozione".






(Intervista rilasciata da Tony alla giornalista Alice Voltolina di Libero.it)

"Come sta andando ?
Sta andando bene, grazie

Alla fine hai cambiato il brano che ti era stato assegnato, Io canto (di Cocciante, ndr) è stato cambiato: con Il tempo di morire di Battisti era meglio?
Sì... non è che non lo sentivo è che io devo divertirmi, devo avere sempre quella voglia di cantarla la canzone che mi hanno dato, di fischiarla, in genere la canto sempre mattina e sera, ma questa volta non me la sentivo addosso, non la sentivo. Questa riesco più a interpretarla! Niccolò dice che ora sto scoprendo il mio animo rock e in effetti sto imparando ora a conoscere la mia voce. Io ho studiato solo per 7 mesi impostazione diaframmatica (con Valeria Guida della Sinfonica Records ci tiene molto a precisare, ndr) e ora che faccio canzoni lente, ma anche ritmate, r'n'b, rock sto scoprendo tutte le sfumature.

Com'è lavorare con Mara?
Bellissimo, ti insegna tante cose, non solo della musica, ma anche nella vita...di comportarmi qui esattamente come mi comportavo prima e come mi comporto anche fuori e di, scusa la parola, cacciare fuori i coglioni quando salgo sul palco perché non devono dire solo che sono bello ma anche che ho la voce! E poi anche Niccolò è un mostro! Mi dà un sacco di dritte sulle note, poi sono entrato che non avevo una grande intonazione, ma lui mi ha corretto anche quello, mi ha fatto fare degli esercizi.

A ottobre dell'anno scorso hai fatto il provino per entrare ad Amici: cosa pensi non sia andata allora rispetto a oggi?
Il modo in cui sono stato giudicato non è stato buono. Mi hanno detto che non sapevo gestire l'emozione, che la mia voce non aveva colore, che era inutile scegliere il meno peggio: tutte cose che comunque distruggono un ragazzo che sta iniziando. Io non avevo sentito tutto questo disastro e comunque non presi quei giudizi tanto bene. Perché eravamo stati giudicati non per il talento, cioè se c'era anche solo l'ombra talento allora non è stata minimamente presa in considerazione.

Non è che forse cercavano un tipo diverso di persona?Non lo so. Forse li cercavano persone un po' più sveglie, io sono calmo, sono sincero, non parlo dietro le spalle. Per loro insomma era meglio una come Maria Luigia...

Oggi però puoi dire che per te è stato un bene non essere stato preso ad Amici, o no?
Senza nulla togliere agli altri direi di sì. Sicuramente con quello che mi interessa fare X Factor è sicuramente il programma più adatto e più interessante.

Sembra che da voi non ci siano rivalità e competizioni maligne, o non è così?
No, no: è esattamente come la gente vede dalla tv: non ci sono né scontri nè liti, è una competizione buona!

Sei rimasto in contatto con alcuni dei ragazzi che sono usciti?
Con Antonio Marino che aveva fatto il provino con me ad Amicie poi ho i numeri di Dante dei Four Sound: spero di lavorare ancora con loro...

Cosa mi dici di Morgan?
Che ha un gusto musicale altissimo, sa consigliarti veramente in questo senso. Per esempio mi ha consigliato di eliminare quelli che lui chiama fronzoli, che mi sono abituato a fare ascoltando sempre Mariah Carey, Alex Baroni, Steve Wonder, Brian Mcnight. Si può dire che Morgan e Mara sono i due giudici che ne sanno più di tutti in fatto di musica, mentre Simona Ventura è sicuramente in grado di capire al volo chi può avere presa sul pubblico della tv

Una volta hai detto che X-Factor ti serviva anche per buttare fuori la tua timidezza: come ti senti ora prima di salire sul palco?
Sicuramente è diverso ora, mi sento più sicuro, ho più padronanza, prima il mio pubblico era di 100 persone al massimo, quando cantavo ai matrimoni, ai battesimi, quando facevo piano bar, ora davanti a me ci sono almeno 300 persone. Ecco: sto imparando a gestire l'emozione

Essere così popolari ti dà più la vertigine o ti fa sentire la responsabilità?
È tutto molto surreale, prima salutavo solo quelli che conoscevo, quando uscivo con gli amici, per una pizza, ora invece firmo autografi e ne firmo talmente tanti che dopo un po' non so più cosa scrivere, mi imbarazzo un sacco e alla fine faccio solo la firma, poi saluto persone che non conosco... Comunque è bello e mi gratifica molto.

Niente di negativo insomma?
No, quando leggo le critiche chi non crede in me... ecco queste non fanno altro che motivarmi di più

Ma è indubbio che piaci, anche perché sei arrivato all'ottava puntata praticamente andando in ballottaggio una sola volta...

Sì, guarda, mamma mia, è una cosa che non auguro a nessuno, davvero, tremendo!

Comunque finirà cosa ti aspetti?
Ma insomma prima vediamo chi vince... poi si vedrà una volta fuori di qui, dove inizierà veramente tutto: X Factor è un buon allenamento, per il palco e tutto il resto, ma il vero lavoro è fuori. Spero di lavorare ancora con Mara e Niccolò, ma comunque vada: io non mi fermerò!"

Sphere: Related Content

sabato 3 maggio 2008

L'editto di Emilio Fede su Santoro. E' bufera politica su "Annozero" con la Rai che censura Santoro. Gli insulti di Sgarbi. Il video.

(Wikinews) Ieri sera ad Annozero, il programma di Michele Santoro, sono piovute parole pesanti. Già la puntata era dedicata al V2 Day di Beppe Grillo, che è stato tenuto il 25 aprile scorso, a Torino, dal comico ligure, in contemporanea a centinaia di altri appuntamenti organizzati in Italia e all'estero, e che hanno tra l'altro consentito di raccogliere centinaia di migliaia di firme per i 3 referendum proposti (abolizione della Gasparri, dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico ai giornali) da parte di Grillo.

Dai grandi schermi televisivi delle pareti dello studio scorrevano le immagini un Beppe Grillo scatenato, sagoma scura stagliantesi contro un cielo moderatamente nuvoloso, che tuonava contro il sistema dell'informazione che in sostanza, a suo dire, non ha indipendenza e non informa correttamente i cittadini, pur incassando oltre un miliardo d'euro l'anno in contributi. Le affermazioni di Grillo su Umberto Veronesi/Cancronesi, e sul sonno di 'Morfeo' Napolitano, benché già apparse sul suo blog e negli spettacoli dal vivo, hanno suscitato le ire di Claudio Petruccioli, che ha seccamente condannato l'accaduto, anche se Santoro non ha fatto altro che trasmettere una parte dello spettacolo/comizio di Grillo.

Petruccioli ha detto che: «A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro- insiste il presidente della Rai- è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto di fatto della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono "zone franche". Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano e con la Rai collaborano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico».

La puntata di Annozero non si è contraddistinta solo per questo, perché parole molto grosse sono volate anche dentro lo studio tra i presenti. Tra gli ospiti non coinvolti nella bagarre c'era il cantante degli Afterhour, che era reduce dalla grande giornata del 1 Maggio a Roma, dove in Piazza S. Giovanni si è radunata una folla stimata in circa mezzo milione di persone (era più piena del solito ha commentato).

Chi non ha avuto nessuna intenzione di mettere la discussione in un piano di serena dialettica è stato invece Vittorio Sgarbi, che quasi gomito a gomito con Marco Travaglio lo ha interrotto in continuazione e lo ha insultato pesantemente.

Sgarbi ha dato a Travaglio dello 'stronzo' , della 'faccia di .. niente', e così via. Ha insultato e attaccato anche Norma Rangeri, del Manifesto, pure presente in studio in un compito difficile (era già stata ospite di Annozero in un'altra puntata dedicata a Grillo), quello di difendere sia la libertà di informazione sul V2 Day che di non approvarne i contenuti (sul finanziamento pubblico ai giornali). Ma è stato sopratutto Travaglio il bersaglio di Sgarbi. Oltre agli insulti diretti, lo ha interrotto almeno 4 volte quando questi stava dicendo che Enzo Biagi è stato cacciato dalla Rai, cosa che Sgarbi invece ha smentito con veemenza. Sgarbi ha anche cercato di interrompere i filmati andati in onda ad Annozero su Grillo, sopratutto quando questi ha cominciato ad elencare i finanziatori di Umberto Veronesi. Si è alzato, ha fatto un giro attorno alla sedia e poi ha chiesto a Santoro di interrompere la trasmissione del filmato. Travaglio, tra una interruzione e un altra ha continuato con freddezza ad esporre i propri argomenti, ma ha anche ricambiato le attenzioni veementi di Sgarbi con qualche battuta veloce, come la richiesta, durante uno dei suoi sfoghi verbali più violenti, di farlo portare via dalla Neuro.

Alla fine della trasmissione Vauro ha presentato le sue solite vignette satiriche, ma per prima cosa ha iniziato con una richiesta a Sgarbi: 'siccome ha dato dello stronzo a tutti, lo dica anche a me'. Poi ha avuto l'ultima frase disponibile prima della 'sfumatura': per dire telegraficamente che sì, Enzo Biagi è stato veramente cacciato dalla Rai.

Ieri sera al TG4 delle 19.00 Emilio Fede, nel dare notizia dell'attacco di Petruccioli ad Annozero, ha attaccato Michele Santoro augurandosi che 'levi le tende' dalla RAI, per avere concorso ad insultare il presidente Napolitano e Veronesi. Non ha fatto nessuna menzione, invece, del comportamento e delle parole di Sgarbi.
---

Da Petruccioli dura reprimenda a Santoro per le esternazioni di Grillo.
(L'Unità) Critiche pesanti dal presidente della Rai, Claudio Petruccioli, all'indirizzo di Michele Santoro per la conduzione dell'ultima puntata di AnnoZero, andata in onda giovedì sera e finita tra l'altro con un violento battibecco tra Marco Travaglio e Vittorio Sgarbi. Secondo la valutazione del presidente Rai «Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili- rimarca Petruccioni- per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno,nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi».

«A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro- insiste il presidente della Rai- è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto di fatto della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono "zone franche". Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano e con la Rai collaborano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico».
---

Annozero su Grillo: la Rai censura Santoro.
(Il Giornale) È stata una puntata tutt’altro che tranquilla quella di Annozero su Beppe Grillo andata in onda ieri sera su Raidue: protagonista è stato Vittorio Sgarbi che ha apostrofato Marco Travaglio con insulti e parolacce. Bene comunque gli ascolti con 3.6 milioni di telespettatori e il 15,79% di share. Linguaggio colorito da parte dell’assessore alla Cultura di Milano anche nei confronti di Beppe Grillo che, in Piazza San Carlo a Torino, lo scorso 25 aprile ha, tra l’altro, attaccato Umberto Veronesi: lo spezzone è stato mostrato in studio, provocando la reazione irata del critico. Sgarbi, ascoltando le parole del comico contro l’oncologo, si è alzato più volte come se volesse abbandonare lo studio, dicendo: "Questa è m... Basta".

Ma la tensione è salita alle stelle ogni volta che Travaglio ha preso la parola con Sgarbi che puntualmente lo interrompeva e Santoro che tentava una difficile mediazione. Travaglio ha evocato l'allontanamento di Enzo Biagi dalla Rai: "Se non fossimo quel Paese nel quale Biagi...". Ma non ha fatto in tempo a terminare la frase che Sgarbi ha detto: "Siamo un grande Paese con un pezzo di m... come te". "Questa è la casa della Libertà, anzi il Popolo della Libertà", ha commentato Travaglio. "E tu sei il popolo del nulla...".

Inarrestabile Sgarbi che ha accusato il giornalista di essere "un diffamatore", di "dire bugie" e sostenendo che Biagi non è stato mai cacciato dalla Rai: in realtà, secondo Sgarbi, gli era stato proposto un semplice cambio di orario. Travaglio oggi ha reso noto di aver ricevuto un messaggio da Bice Biagi: "Questa è la cosa che mi ha fatto davvero un grandissimo piacere".

Petruccioli: "Faccio ammenda per Santoro"
"A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l’appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Claudio Petruccioli, presidente della Rai, interviene sull'ultima puntata di Annozero: "Ieri sera - dice in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l’umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell’ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi".

Sgarbi: "Santoro? Cassa di risonanza agli insulti di Grillo"
"Santoro ieri ha concesso a Beppe Grillo di avere un megafono di milioni di telespettatori che hanno ascoltato i suoi insulti. Santoro non ha preso adeguatamente le distanze da quegli insulti senza possibilità di replica", Vittorio Sgarbi, torna a parlare della puntata di ieri di "Annozero" e attacca il conduttore. "L’autorità garante dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente della Repubblica Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Dell’Utri, Cuffaro, direttori di rete come Mazza e Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile", aggiunge Sgarbi. "Nessuno è indispensabile - afferma ancora - bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l’impropriamente definito 'editto Bulgaro'. Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso. È giusto che un palinsesto possa cambiare senza per questo che qualcuno si atteggi a vittima". "Non si può chiamare censura - sostiene - l’impedire questa cassa di risonanza compiaciuta di uno che fa comizi in piazza per insultare destra e sinistra e disinformare come ha fatto sulle basi della Nato che non vuole la guerra ma ci difende. Non ci vedrei nulla di male - conclude Sgarbi - se Santoro venisse spostato in fascia pomeridiana. Come è lecito che un direttore non pubblichi un articolo pieno di insulti e ingiurie, altrettanto è lecito evitare che Grillo insulti attraverso la tv di Stato".
---

---

--

---

Ndr. Eppure quest'uomo che fa dell'"incontinenza" il suo verbo, a parere di molti è un paladino dei gay. E' grottesco. Può un intollerante essere amico dei gay?

Sphere: Related Content

lunedì 28 aprile 2008

Su raitre da domenica la Raznovich "Tatami" per raccontare la società in conflitto. Nella prima puntata si parla di l'omogenitorialità.

(Apcom) Il Tatami è la tradizionale pavimentazione giapponese sul quale si svolge buona parte della vita. Sul tatami si dorme, si mangia, si combatte, si muore. E' da questa precisa citazione alla filosofia orientale che parte il nuovo talk di costume di Raitre, 'Tatami' appunto, che andrà in onda da domenica 4 maggio alle 23.40 per sei puntate. A condurlo Camila Raznovich presenza gia nota al pubblico di Raitre ('Amore criminale', ndr) che, con questo nuovo progetto - del quale è anche autrice insieme a Stefano Coletta, Serena Bortone ed Emanuela Imparato - dice addio definitivamente ad Mtv, dove ha lavorato per 13 anni. "Una scelta precisa, oltre che anagrafica" come ha detto la Raznovich in conferenza stampa. "Ad Mtv sono nata, ma è arrivato per me il tempo di crescere, anche professionalmente". "Tatami è un progetto ambizioso, nello studio, nella regia e nei contenuti, e ambizioso anche per me che sarò mediatrice, arbitro, giudice, intervistatrice e complice dei miei ospiti".

In uno studio strutturato come un grande tatami dalla scenografa Trixie Zitkowwsky, il programma si suddivide in tre segmenti. Il primo segmento, recuperando l'idea del duello, presenta il confronto tra due punti di vista diversi. Argomento della prima puntata: l'omogenitorialità e il diritto degli omosessuali. A discuterne Luca Barbareschi, attore produttore e noedeputato del Pdl e Imma Battaglia, presidente dell'onlus Di' Gay Project.

Il secondo momento, in chiave più leggera, propone un'intervista in coppia sui grandi temi della vita. Protagonisti: un volto noto accompagnato da una persona a lui cara, per questa settimana, Giovanna Mezzogiorno e l'amico Rocco Papaleo. La terza e ultima parte del programma è dedicata invece alle storie di uomini e donne comuni e delle loro scelte di vita. Il primo ospite sarà Horacio, un ragazzo argentino che, dopo aver scoperto di essere figlio di un desaparecidos, sta ripercorrendo le sue origini alla ricerca dei suoi veri familiari. "Questo incontro l'ho voluto fortemente - ha raccontato la Raznovich - perchè vengo da una famiglia (padre russo-ebreo, madre italiana, ndr) che vivendo per anni in Argentina ha sentito culturalmente il dramma dei desaparecidos".

Un programma ambizioso 'Tatami' che, nell'ottica del direttore di Raitre Ruffini, "vuole percorrere il genere del talk in una chiave di lettura nouova e diversa". "Consapevoli del rischio di banalità che si può correre - ha detto Annamaria Catricalà, capostruttura Rai - deponiamo le armi dello steccato ideologico, provando a raccontare e descrivere la realtà e la società contemporanea attraverso l'esperienza dei suoi reali protagonisti".

Sphere: Related Content

domenica 27 aprile 2008

Alessandro Preziosi è Il Commissario De Luca, Quattro gialli firmati da Carlo Lucarelli.

commissariodeluca01.jpg(Reality & show) Quattro film (Indagine non autorizzata, Carta bianca, Estate torbida, Via delle oche), quattro indagini, quattro periodi della nostra storia. Unico legame il protagonista: il commissario Achille De Luca, poliziotto scomodo e incorruttibile, interpretato da Alessandro Preziosi. Tratti da altrettanti romanzi di Carlo Lucarelli, con la regia di Antonio Frazzi, andranno in onda da domenica in prima serata su Raiuno (e poi lunedì, domenica 4 maggio e domenica 11).

Ambientati tra Bologna e la riviera adriatica, in un arco di anni che va dal 1938 al 1948, oltre ad essere delle appassionanti storie poliziesche perfettamente costruite, costituiscono, per la esemplare ricostruzione storica e la precisa caratterizzazione dei personaggi, un efficacissimo e spietato ritratto di un'Italia destinata nel giro di una decina d'anni a cambiare profondamente. L'unica cosa che in questi racconti sicuramente non cambia è il rapporto del commissario De Luca con il potere. Troppo bravo e troppo "pulito'" per non diventare spesso molto scomodo. Scomodo durante il fascismo e scomodo dopo. Certo, il suo carattere solitario e un po' scontroso non lo aiuta, come non lo aiuta il fatto che piacendo alle donne qualcuna a volte lo trascina nei guai.
"Alessandro Preziosi è perfetto nell'interpretazione del Commissario De Luca - ha raccontato a Tv Sorrisi & Canzoni Carlo Lucarelli, il prolifico autore di gialli e noir - Non conoscevo Alessandro ma quando l'ho visto nei panni del commissario mi è sembrato corrispondere perfettamente al mio personaggio. Ha il suo carattere, fragile, vive di paure, ha tante ossessioni. Che poi abbia la barba o i baffi, sia moro o biondo, per me non ha importanza. Sono certo che nell'interpretazione di Preziosi i lettori e i telespettatori troveranno almeno una faccia o un aspetto del protagonista dei romanzi". I romanzi sono tre. Come mai, in tv, gli episodi saranno invece quattro? "In effetti, i miei romanzi sono tre. La produzione ha poi preso Indagine non autorizzata, che apre la serie tv, e l'ha adattata. In effetti il testo, l'ambientazione, il contesto e i personaggi si prestavano molto".
"Fiction come queste, che portano in tv personaggi integerrimi che fanno il proprio dovere fino in fondo, come De Luca ma anche come Falcone e Borsellino - ha detto Alessandro Preziosi - lanciano messaggi preziosi al pubblico". Nel cast ci sono tra gli altri Raffaella Rea (la si vedrà anche in Di Vittorio), Stefano Pesce, Ana Caterina Morariu (nel Sangue dei vinti, in coppia con Preziosi), Corrado Fortuna e Kasia Smutniak.
"Ho pensato al Pasticciaccio di Germi", ha detto Max Gusberti di Rai Fiction, riferimento condiviso da Preziosi per la costruzione del personaggio De Luca, "un commissario anti eroe con l'ossessione per la verità". Per "pigrizia" o "paura" De Luca - sottolinea il regista - non prende posizione politica, "piuttosto la subisce e anzi il rischio di essere strumentalizzato dalla politica lo allontana". Così De Luca è nel '38 commissario di polizia fascista e nel '48 commissario dell'Italia Repubblicana, secondo una parabola storica comune a tanti funzionari pubblici dell'epoca.

Dopo aver presentato i primi quattro episodi agli Screenings e al Mip, la serie, coprodotta da Rai Fiction-Ager 3 verrà trasmessa in Romania, Bulgaria, Croazia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Albania, Ungheria e nell'ex Jugoslavia, mentre sono in corso trattative con altre emittenti europee, oirientali, medio orientali e sudamericane. "Il primo dato evidente - ha spiegato Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade - è quello relativo all'interesse creato intorno alle nostre produzioni di fiction di alta qualità. Il Commissario De Luca arriva dopo Montalbano, Caravaggio, Guerra e pace che hanno saputo portare il 'made in Italy' fuori dai confini nazionali". Una riscoperta del prodotto italiano che è "sempre più spesso capace di reggere la concorrenza statunitense e di lingua inglese".

Sphere: Related Content

sabato 12 aprile 2008

Censura a Salerno. E' polemica sul cartone animato gay canadese.

Al via “Cartoons on the bay”, ieri sera di scena l’anteprima Tous à l’Ouest.
(Corriere canadese) L’Italia è il Paese delle polemiche di cui pare non si possa fare a meno, come per esempio all’inaugurazione di “Cartoons on the bay” che pur con un’offerta molto generosa di 176 programmi, vede accendersi i riflettori su due proposte non proprio ben accette, vedi caso tutte e due centrate su un ipotetico papa, quella canadese Rick e Steve, la coppia più felice del mondo il cui tema è l’omosessualità, mentre in quella spagnola Amici per la pelle, il nuovo papa si parla di un futuribile pontefice eletto con accordi poco ortodossi e niente affatto in linea con i principio religiosi. In pratica si racconta di una banda che tenta di fare soldi approfittando dell’elezione pontificia dopo la morte di Paolo VI.
Rick e Steve, la coppia gay più felice del mondo, racconta le disavventure di due omosessuali alla moda e fa parte di una serie tv canadese e del cartone basco. Detto questo va anche sottolineato però che Alfio Bastiancich, appassionato direttore storico di una delle più importanti manifestazioni mondiali del settore non avrebbe mai permesso l’entrata di qualcosa di men che corretto, infatti ci spiega che queste «sono produzioni rivolte ad un pubblico di teenager e di adulti. Nella fotografia della televisione nazionale esistono canali tv che in orari appropriati trasmettono commedie animate con temi adatti ai trentenni. Abbiamo così pensato di segnalarne 2 degne di nota per realizzazione e qualità di fattura su 176, senza far gridare allo scandalo. Quello che è certo è che potranno essere visionati solo dagli addetti ai lavori e che invece non passeranno mai né in Rai, né verranno proiettate per il pubblico al teatro Augusteo di Salerno».
Alfio Bastiancich ha poi concluso dicendo che «piuttosto che puntare su questi due lavori, preferirei che si guardasse alla grande produzione orientale presente quest’anno che testimonia come gli orizzonti del cinema d’azione si stiano realmente allargando».
Ieri sera l’attesissima proiezione in anteprima nazionale di Tous à l’Ouest: une aventure de Lucky Luke, l’incomparabile cow boy che parla francese, firmato da quel genio dell’animazione di Olivier Jean Marie. Raccontarlo non è un’impresa facile perché è semplicemente impossibile tradurre in parole l’umorismo dissacrante e affettuoso che anima questo solitario cow boy dalle poche parole ma dalle rapide intuizioni, nato nel 1946 dalla fantasia del cartoonist belga Maurice de Bevere le cui storie dal 55 al 77 sono proseguite con l’umorismo di Renè Goshinny (padre anche di Asterix).

Sphere: Related Content

mercoledì 9 aprile 2008

Ascolti tv. Mariangela Melato e Alessio Boni battono il GF8 malgrado la bestemmia in diretta.

Ascolti tv: testa a testa Rebecca- Gf. Fiction Raiuno la piu' vista, record stagionale per reality.
Testa a testa nel prime time di lunedì 7 aprile tra 'Rebecca, la prima moglie' e il Grande Fratello che fa record stagionale.
La 1/a puntata della fiction di Raiuno con Mariangela Melato e Cristiana Capotondi e' stata vista da 6.869.000 spettatori (share 25.79%).

Battuto il Gf che pero' vince in share, col 29.68% e 6.742.000 raggiungendo il record stagionale.
A Canale 5 la prima serata col 25.40% di share, per Raiuno il 24.64%. Striscia la notizia il piu' visto, 28.61% e 7.718.000.

Sphere: Related Content

martedì 11 marzo 2008

"Flop factor" La Ventura battuta anche da "Chi l'ha visto". Raidue mai così male. Il pubblico è stanco di Simona Ventura.

(Diego Brunella - Il Velino - La rivincita per la famiglia di Graziella Campagna, uccisa a soli 17 anni dalla mafia, è cominciata ieri sera. Prima della sentenza in Corte d’Appello il prossimo 18 marzo, il film tv “La vita rubata”, che racconta la ricerca di verità e giustizia del fratello Pietro interpretato da Beppe Fiorello, in onda su RaiUno in prima serata, ha ottenuto 7 milioni 604 mila telespettatori e il 28,50 per cento di share.

Su Canale5, il “Grande fratello” si è difeso bene, facendo scendere in campo il capitano della Roma Francesco Totti che ha portato a casa un buon risultato: 5 milioni 77 mila telespettatori e il 23,18 per cento di share. Falsa partenza per il talent show basato sul canto in onda su RaiDue: “X Factor” ha reso solo un milione 978 mila telespettatori e il 9,35 per cento di share. A Simona Ventura e Francesco Facchinetti, baciati dagli ascolti con il reality show “L’Isola dei famosi”, ieri è mancato un vero “x factor”, su cui invece ha puntato il “Grande Fratello” con il fuoriclasse Totti.

Su Italia1, l’attualità targata “Mistery Csi-Oltre la scena del crimine” ha raccolto 648 mila telespettatori e il 6,48 per cento di share. Su RaiDue, “Scorie”, con Nicola Savino, programma ripartito in tandem col talent show di Ventura e Facchinetti, dopo la fortunata accoppiata con “L’Isola dei famosi” l’autunno scorso, ha registrato 582 mila telespettatori e il 10,63 per cento di share. Su RaiTre, il telefilm “Blind Justice” è stato seguito da 444 mila telespettatori, con il 4,24 per cento di share. Su La7, l’attualità targata “Cognome & Nome” ha siglato 146 mila telespettatori e l’1,94 per cento di share.

Sul fronte dei tg della sera, il Tg1 ha confermato il proprio primato con 7 milioni 970 mila telespettatori e il 31,30 per cento di share; mentre il Tg5 ha raccolto 7 milioni 132 mila telespettatori e il 27,91 per cento di share, decisamente un risultato che accorcia le distanze con il competitor.

Nella sfida tra i programmi traino dei due principali tg delle 20, “L’eredità” (inclusa “La sfida dei 6”), su RaiUno, ha ottenuto 5 milioni 515 mila telespettatori e il 28,43 per cento di share; mentre “Chi vuol essere milionario” (incluso “Verso il milione”), su Canale5, ha realizzato 4 milioni 603 mila telespettatori e il 23,41 per cento di share.

In access prime time “Striscia la notizia”, su Canale5, è volata a 8 milioni 432 mila telespettatori e al 29,54 per cento di share, aggiudicandosi la palma di programma più visto della giornata. Su RaiUno, il competitor “Affari tuoi” ha raccolto 6 milioni 474 mila telespettatori e il 22,82 per cento di share. Nella stessa fascia “Otto e mezzo”, su La7, ha registrato 821 mila telespettatori e il 2,96 per cento di share. Infine, nelle 24 ore, RaiUno si è aggiudicata lo share più alto con il 24,51 per cento. A seguire: Canale5 con il 23,20; Rete4 con il 9,46; Italia1 con il 9,43; RaiDue con il 9,27; RaiTre con l’8,11; La7 con il 3,01.

Migliori della performance d’esordio del talent show di RaiDue, sono stati i risultati ottenuti da: “Chi l’ha visto?”, su RaiTre, con 2 milioni 647 mila telespettatori e il 9,68 per cento di share; “Mission impossible”, film di Brian De Palma, su Rete4, con 2 milioni 521 mila telespettatori e il 9,66 per cento di share; e “Anni 90 Parte II”, di Enrico Oldoini, su Italia1, con 2 milioni 414 mila telespettatori e il 9,43 per cento di share. Su La7, il programma “Niente di personale”, condotto da Antonello Piroso, ha realizzato 569 mila telespettatori e il 2,48 per cento di share.

In seconda serata è stata scritta un’altra pagina della campagna elettorale: Gavino Angius del Partito socialista, Oliviero Diliberto de La Sinistra-l’Arcobaleno, Roberto Manzione dell’Unione Democratica per i Consumatori, Francesco Storace de La Destra e Bruno Tabacci della Rosa Bianca si sono confrontati nel salotto politico di Bruno Vespa. Il dibattito a “Porta a Porta”, cominciato alle 23.35 su RaiUno, è stato seguito da un milione 483 mila telespettatori, con il 17,89 per cento di share. Su Canale5, il “Maurizio Costanzo Show”, cominciato alle 0.26, ha ottenuto 879 mila telespettatori e il 19,20 per cento di share. Su Rete4, il film “Demolition man” di Marco Brambilla, è stato visto da 843 mila telespettatori, con il 12,31 per cento di share.

Sphere: Related Content

lunedì 3 marzo 2008

Da stasera XFactor presenta i concorrenti. Il serale dal 10 marzo su RaiDue.


---
Inizia oggi, ufficialmente, l’avventura di XFactor che inaugura alle 19.50 su RaiDue la striscia preserale che accompagnerà la trasmissione per tutta la sua durata. La prima puntata del serale è fissata per lunedì 10 marzo, in diretta concorrenza con il Grande Fratello 8. In alto uno degli speciali dedicati ai provini trasmessi durante la settimana del Festival.

Dei 10.000 candidati presentatisi ai provini in giro per l’Italia ne sono rimasti novanta, che vedremo nella striscia quotidiana che anticipa di una settimana la prima puntata del reality. La scrematura è stata faticosamente fatta dai tre selezionatori/giudici, ovvero Simona Ventura, Mara Maionchi e Morgan, che nel frattempo sono diventati anche i capisquadra delle tre categorie in gara. Simona Ventura guiderà il gruppo degli Over 25, la Maionchi quello degli Under 25, mentre Morgan curerà i Gruppi Vocali. La gara per incoronare il vincitore di XFactor li vedrà quindi direttamente coinvolti: la vittoria di un membro della propria squadra sarà dunque una loro vittoria.

Il pubblico a casa potrà già iniziare a conoscere gli aspiranti concorrenti e votare, tramite televoto, il proprio preferito per scegliere tra i 90 papabili i 15 definitivi elementi del cast della prima edizione italiana del reality. La speranza, per tutti, è quella di seguire le orme di Leona Lewis, rivelazione internazionale del pop britannico balzata in pochissimo tempo in vetta alle classifiche, conquistando anche il titolo di superospite all’ultimo Festival di Sanremo.

In un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, Francesco Facchinetti, conduttore del programma per volere della madrina Ventura, promette un crescendo, per qualità e pathos. Intanto, sul modello del GF, sono già previsti degli innesti ulteriori nel cast definito dalle selezioni. Tre gli ingressi annunciati, per altrettanti aspiranti al titolo finale scelti in casting aggiuntivi che procederanno parallelamente alla trasmissione. Insomma, se qualcuno non rispetta le attese verrà prontamente sostituito.

Accanto a ciascun concorrente si muoverà una squadra composita, formata da coreografi e stylist, per preparare tutti al meglio alle sfide del palcoscenico. Facchinetti si dichiara pronto a questa nuova avventura, che lo vedrà nel “doppio ruolo” di cantante e scopritore di talenti, “un po’ alla Pippo Baudo” dice lui: un’avventura che promette emozioni per il pubblico e tanto impegno e molta serietà da parte dei talenti in gara. E per prendere le distanze da Amici Francesco descrive così le linee guida del programma: “Tra questi ragazzi ci sarà tanta serietà. Sono come degli atleti delle Olimpiadi: per fare cento metri devono sacrificarsi giorno dopo giorno, in questo caso davanti alle telecamere. Riprenderemo i passaggi più significativi, il momento delle prove. Discuteremo con ordine, parleremo di musica e dei loro sogni”.

Staremo a vedere. Dopo una serie di slittamenti, intanto, è stata decisa la collocazione del serale, inizialmente previsto al mercoledì, poi anticipato al martedì dopo lo spostamento al mercoledì di Amici, infine fissato al lunedì, in diretta concorrenza con il Grande Fratello, forse nel tentativo di dargli il colpo di grazia.

Come gli altri reality in onda, anche XFactor potrà contare sull’appoggio di Sky Vivo, in leggero anticipo sulla messa in onda Rai. Riepilogando, a partire da oggi gli appuntamenti con X Factor sono dal lunedì al venerdì alle 18.00 su Sky Vivo e alle 19.50 su RaiDue. Dal 10 marzo si raddoppia, con ExtraFactor su Sky Vivo alle 18.30 e con il serale su RaiDue alle 21.10.
In basso il promo di Sky Vivo.
---

Sphere: Related Content

venerdì 29 febbraio 2008

Raidue ci prova: X-Factor al lunedì contro il Grande Fratello. Un flop annunciato?

(Tvblog) Tutto è pronto per l’esordio del nuovo talent show di Raidue X-Factor, un programma al quale su TvBlog abbiamo dedicato molto spazio e che ha ricevuto la benedizione di Giorgio Gori, convinto del possibile successo di un format già apprezzatissimo all’estero, specialmente in Inghilterra dove la vincitrice della terza edizione Leona Lewis (ospite a Sanremo) sta spopolando nelle classifiche di vendita.

L’unico dettaglio che mancava, decisamente importante, era la data dell’esordio e di conseguenza il giorno di collocazione nel palinsesto. La “sfida mancata” con Amici sembrava suggerire la voglia di una maggiore prudenza, di evitare uno scontro dal quale X-Factor rischiava di uscire decisamente con le ossa rotte. Proprio per questo l’ultimissima novità, pubblicata da Antonio Genna sul suo blog, sorprende non poco. X-Factor partirà lunedì 10 Marzo affrontando la concorrenza del Grande Fratello 8 e dalla forte controprogrammazione di Raiuno.

Si ridisegna così il palinsesto di Raidue che vedrà protagonista al martedì Ghost Whisperer mentre Voyager di Roberto Giacobbo, in partenza il prossimo lunedì 3 marzo, andrà ad occupare stabilmente il mercoledì sera. Tutto questo, ovviamente, sempre che i risultati di X-Factor siano all’altezza anche in una collocazione così impegnativa. Difficile prevedere a scatola chiusa quale sarà l’esito di questo confronto, non ci resta che attendere la quotidiana rubrica del nostro Share martedì 11 Marzo. Voi cosa ne pensate?

Sphere: Related Content

martedì 19 febbraio 2008

Aborto, Scintille tra Giuliano Ferrara e Luciana Littizzetto.

Casini: «Commissione su legge 194». Il leader Udc: indagare sulla inattuazione di alcune parti della legge, ma il testo non va messo in discussione.
(Il Corriere della Sera) Non si vuole mettere in discussione la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, ma veder chiaro sulla sua effettiva applicazione. L'aborto è uno dei temi «caldi» della campagna elettorale appena cominciata ed è Casini a lanciare la palla dalla trasmissione «Porta a porta». Il leader dell'Udc annuncia che intende proporre una commissione d'inchiesta sulla legge 194 per indagare sulla inattuazione di alcune parti della legge. Quanto alla lista pro-life di Giuliano Ferrara, Casini commenta: «È una testimonianza bella quella di Ferrara sull'aborto, però non credo sia possibile amministrare un Paese parlando solo di aborto».

FINI SU FERRARA - Dubbi sull'iniziativa del direttore del Foglio arrivano anche dal leader di An, Gianfranco Fini, intervistato da Maurizio Belpietro a «Panorama del giorno». «Personalmente ho molti dubbi sull'opportunità di una lista collegata a una battaglia pur sacrosanta come è quella per la vita e contro l'aborto. Ma fatta questa premessa, quello che decide Ferrara non dipende da me». Fini ribadisce dunque il suo giudizio positivo sulla 194: «Sono convintamente antiabortista ma - sottolinea il leader di An -, sono convinto che l'aborto è un dramma che colpisce tutte le donne e la 194 è una legge equilibrata che va fatta rispettare, anche nella parte relativa alla prevenzione». In serata al Tg1 torna a bocciare la lista pro-life: «Mi auguro che Ferrara desista dal presentare una lista autonoma» impegnata nella battaglia contro l'aborto.

FAZIO-LITTIZZETTO - Ferrara dal canto suo affila le armi e se la prende con Luciana Littizzetto e Fabio Fazio. «Sono la regina e il re del buonumore serale televisivo, specie la domenica. Siccome hanno molta grazia, consiglio loro di informarsi meglio su quel che è successo a Napoli, al Nuovo Policlinico. Lì è stato abortito, cioè ucciso, un bambino di ventuno settimane, e solo perché malato di una sindrome comune e curabile, la sindrome di Klinefelter. Questa è l'unica notizia sicura» attacca Ferrara, prendendo di mira uno dei punti del dialogo tra Littizzetto e Fazio nel corso di «Che tempo che fa», la trasmissione di Raitre. Littizzetto parlando del film «Caos calmo» e dell'accusa da parte del Vaticano di «svilimento della figura femminile» in relazione alla scena di sesso tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari, aveva detto che si tratta di un finto scandalo e che ciò che è davvero preoccupante è quanto accaduto al Policlinico di Napoli.

«VOLGARE» - «Hanno detto che la scena è volgare e distruttiva, che si fa male all'immagine della donna. Ma io non mi sento svilita, quello che mi fa stare male è sentire che la polizia fa irruzione in un ospedale a Napoli e interroga una donna ricoverata» aveva detto Littizzetto. «Per le modalità dell'accertamento ci sono diverse versioni - aggiunge Ferrara -. La prima, diffusa dai giornali e allarmistica per il diritto alla riservatezza di una paziente, si è rivelata una clamorosa montatura. Non credo che Fazio e la Littizzetto siano moralmente indifferenti di fronte al maltrattamento della vita umana. Allora perché cascare in questa trappola ideologica e sembrare moralmente indifferenti?. Quando vogliono, sono disposto a parlarne con loro. In privato o in pubblico».

Sphere: Related Content

mercoledì 13 febbraio 2008

Emergenza Mediaset: Il Grande Fratello battuto da Nostra Signora di Lourdes .

Gli ascolti premiano Bruno Vespa, mentre al Grande Fratello va in onda una puntata densa di sentimenti. Tra l'arrapamenti e lacrime e...

(G. M.) Non facciamo gli ipocriti, quest'anno il Grande Fratello è triste, mesto, terribilmente noioso e non bastano tutte le trappole messe in giro dalla sua redazione per accalappiare il pubblico. Andiamo per ordine e decifriamo tutte queste trappole "acchiappa-ascolto".
Fin'ora sono stati buttati, soprattutto in rete, una serie di pettegolezzi e chiacchere: troviamo una famigliola surreale con dei figli maschi in odore di omosessualità. Che ci sia un gay (o più? e maschio e/o femmina non importa...) è un dato evidente, si tratta di aspettare e perlomeno questo sembrerebbe più discreto di Jonathan (ricordate? uno degli attuali artefici del detto "In Tv dove c'è un gay c'è il checca-trash"...).

Il trans "a modo" truccatrice per la M. V. Brambilla a Telelibertà che poi si scopre mettere in mostra tette a destra e a sinistra. La schiaffeggiata da Albano. Il bel brasiliano, Thiago, dal faccino dolce, che sembra il mantenuto della moglie alquanto incartapecorita e del quale si dice abbia girato dei film porno dove ha messo a disposizione il suo popò, evenienza questa però smentita dai gay stessi, salvo poi in futuro, chissà, magari in un'emergenza peggio di questa, tirare fuori qualche fotogramma.

Roberto, il simil-venditore stereotipato alla Publitalia, piangente e che sembra il nipote babbeo del povero Guido Nicheli, il cumenda dei films dei Vanzina. E che dire poi degli abiti della "stitica" Marcuzzi, un vero insulto al tanto invidiato "made in Italy".

Insomma come si dice a Rimini una "patacca" veramente colossale, ieri sera poi è stato sparso del sale sulla casa del GF8 -quasi a stabilirne la definitiva sconfitta- raso al suolo dai risultati ottenuti da Bruno Vespa.

"Si tratta di un risultato straordinario, anche dal punto di vista psicologico", commenta Vespa. "Puntavo su un buon risultato, ma non mi sarei aspettato di battere il Grande Fratello con una trasmissione a sfondo spirituale. Il Grande Fratello è esattamente l'antitesi di Lourdes e, in generale, l'offerta tv di ieri sera era gigantesca".

Più che le parole di Vespa sono i numeri dell'Auditel a parlar chiaro: il risultato di ascolto dello speciale Porta a Porta su Lourdes, che ieri in prima serata su Raiuno ha ottenuto 5 milioni 494 mila telespettatori pari al 21.52% di share, battendo in sovrapposizione il Grande Fratello su Canale 5. Dalle 21:17 alle 23:18, infatti, il programma di Vespa ha avuto il 21.43% con 5 milioni 492 mila spettatori, contro il 20.79% con 5 milioni 302 mila del reality di Canale 5.

Lo speciale sui 150 anni di Lourdes "ha avuto punte di 6 milioni 650 mila spettatori: ripeto - conclude Vespa - avere più di sei milioni e mezzo di persone che guardano una trasmissione sulla Madonna, qualche riflessione la porta". Già eccome se la porta, infatti à emergenza a Mediaset. Chissà cosa s'inventeranno, già perchè, parliamoci chiaro, qualsiasi cosa succede sarà un'invenzione.

Sphere: Related Content

sabato 26 gennaio 2008

Lopez, Marchesini e Solenghi: Il ritorno. «Ancora insieme con gioia: Siamo storia della tv.

In Rai dopo 18 anni per «raccontare» le loro gag più famose: «E' il risveglio da un letargo». Un regalo ai ragazzi, ci guardano su Internet».

(Emilia Costantini - Il Corriere della Sera) Alla fine il Trio si è riunito. L'ultima volta che Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi sono stati visti insieme in tv risale al 1990, con la parodia dei «Promessi sposi». In teatro, invece, il sodalizio è durato fino al '93, con la lunga e trionfale tournée di «In principio era il Trio». Poi i tre attori si erano lasciati e avevano intrapreso percorsi artistici diversi. Tante volte si è ipotizzato, invocato un loro ritorno, ma stavolta è vero: tre serate speciali, 8, 15 e 22 marzo su Raiuno, tutte per loro, di nuovo insieme appassionatamente. Un atteso evento, fortissimamente voluto dal direttore della rete ammiraglia Fabrizio Del Noce e prodotto dalla Ballandi entertainment, con la supervisione ai testi di Giampiero Solari.
Spiega Solenghi: «È un'occasione particolare. Il Trio quest'anno compie 25 anni, le nozze d'argento: abbiamo pensato a una vera e propria festa ». Conferma Lopez: «Siamo nati alla radio nel 1983 con "Hellzapoppin Radiodue", lo stesso successo, allora, che adesso riscuote Fiorello».

E la Marchesini: «Come un gruppo musicale che dopo essersi sciolto torna a fare un concerto insieme. Ma con ciò non significa che d'ora in poi rifaremo compagnia stabile: è solo una parentesi».
Lo spunto per ricongiungersi è stato il ritrovamento, nelle teche Rai, di un materiale prezioso: la partecipazione del terzetto alla «Domenica in» del 1985, condotta da Elisabetta Gardini e Mino Damato. Osserva Tullio: «Un autentico ritrovamento archeologico e, siccome l'età senile, parlo per me, c'è tutta, ci ha fatto piacere rivederci com'eravamo. Quell'edizione di "Domenica in" fu per noi una vera palestra ». Aggiunge Massimo: «Alcuni di questi pezzi sono perfino inediti, mai andati in onda. E visto che molti giovani, che all'epoca non erano nati, ci seguono oggi su Internet, ci siamo detti: questa è l'occasione buona per ricomparire».

E a proposito dei giovani, Anna, che insegna all'Accademia d'Arte Drammatica, racconta divertita: «Quando qualche mio allievo ventenne ha saputo del nostro progetto, ha urlato "ma davvero ritornate? Lo devo dì a mio padre… a mia madre! Saranno contentissimi!"».

L'idea delle tre serate, infatti, ruota proprio intorno ai «reperti archeologici »: i tre protagonisti, commentando il materiale di allora, ripercorreranno la loro carriera, i successi, i dietro le quinte di un quarto di secolo trascorso sotto i riflettori. Riprende Tullio: «Questa è la novità: per la prima volta, noi dal vivo, non ci travestiamo, non interpretiamo altri personaggi, siamo solo noi stessi, giocando anche su come siamo diventati, su qualche ruga o capello bianco». Avverte Massimo: «È il Trio che racconta se stesso. Una volta, mentre riscrivevamo a modo nostro i "Promessi sposi", ci addormentammo esausti al termine di una nottata: abbiamo fatto più fatica di Manzoni!».

Un Trio che rifarebbe anche la fatidica scenetta sull'Iran di Khomeini, che scatenò proteste dal mondo islamico? Risponde Anna: «Ci sarà anche una fugace citazione di quello sketch: era innocente e ingenuo, non irrispettoso».
Impegnati attualmente tutti e tre in palcoscenico, il primissimo approccio è avvenuto l'inverno scorso a una prima teatrale. Racconta Massimo: «Tullio ed io eravamo andati a vedere uno spettacolo di Anna». Continua Tullio: «Dopo teatro, siamo andati a cena ed è subito scattato il discorso affettivo: tre amici, tre fratelli ».

E dopo tanti anni da artisti «single », ora è grande l'emozione di ritrovarsi intorno a un progetto comune. Ammettono all'unisono: «Ci siamo annusati ed è ripartita immediatamente la sintonia di un tempo, la complicità, come il risveglio da un letargo ».

Ma perché, nonostante l'amicizia e i successi, il Trio si era sciolto? Risponde Tullio: «Il primo a sentire la necessità di andare per conto suo, fu Massimo. Avvertiva un clima ormai claustrofobico e non aveva tutti i torti ». Concorda Massimo: «L'entusiasmo, via via, veniva a mancare, cominciava a subentrare il business». C'è il rischio di un'operazione nostalgia? Riflette Massimo: «È talmente tanta la gioia di mostrarci nuovamente insieme, che il rischio è calcolato». Dice Anna: «Abbiamo ancora tanta voglia di giocare». Conclude Tullio: «Il dubbio sulla "minestra riscaldata" me lo sono posto, ma sarebbe un peccato non tentare questa nuova avventura. C'è chi fa la tv e chi la storia della tv: noi, immodestamente, rientriamo nella seconda categoria».
---

Sphere: Related Content

lunedì 21 gennaio 2008

Rai. Cossiga si autodenuncia, "raccomandai Federica Sciarelli e Bianca Berlinguer".

(Apcom) Il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, si autodenuncerà lunedì ai carabinieri per aver commesso fatti analoghi a quelli imputati dalla procura di Napoli a Silvio Berlusconi per la famosa telefonata con Agostino Saccà. "L`illuminazione - racconta in un'intervista al Giornale - mi è venuta dopo la richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi". Dopo la vittoria del centrosinistra, afferma Cossiga, "intervenni a favore di Donna Bianca Berlinguer, ovvero di mia nipote, perché le fosse assicurata una posizione di maggior rilievo nel Tg3, e della signora Federica Sciarelli, già peraltro premiata con l`affidamento della conduzione della brillante trasmissione 'Chi l`ha visto?'. E ciò al fine di rafforzare la sua influenza nella Rai".

Le interessate negano, ma Cossiga insiste: "La signora Sciarelli venne a chiedere che intervenissi sul capo del personale affinché le fosse aumentato lo stipendio. Donna Bianca Berlinguer venne a chiedere una posizione più eminente" precisa l'ex presidente ammettendo che le "raccomandazioni a favore di Donna Bianca Berlinguer non partorirono alcun risultato positivo. Quelle a favore della signora Sciarelli ebbero sul piano economico un risultato largamente positivo".

"Nelle campagne elettorali tutti usano le raccomandazioni. D`altra parte mi sa dire uno che in Rai non sia raccomandato? Io non ne conosco" prosegue il senatore citando, tra i suoi raccomandati, Giuseppe Fiori "che poi ha scritto libri bellissimi anche su Enrico Berlinguer. Fui io a farlo assumere alla Rai di Cagliari e poi a farlo trasferire a Roma".

Sulle vicende Rai, secondo Cossiga, c'è un velo di ipocrisia e nessuno parla apertamente di raccomandazioni "perché per fare politica, saper dire bugie non è necessario ma è utile. Anzi essere ipocriti è utile".

Sphere: Related Content