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venerdì 22 agosto 2008
Inchiesta a luci rosse di Panorama. Un giornalista si finge attore porno.
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giovedì 26 giugno 2008
Tendenze sessuali nell'estate 2008. Vacanze con scambio di coppia. Il video.
Due cronisti di Repubblica tv hanno pubblicato sul web un annuncio-esca per incontrare il popolo dei privé. Trasgressione, la nuova frontiera.
"È solo sesso", la risposta più frequente. Niente a che vedere con crisi nei rapporti.
(Valeria Teodonio e Fabio Tonacci) Coniugare il piacere di una vacanza col piacere della trasgressione. Ecco la nuova tendenza degli scambisti italiani: organizzare le ferie insieme, attraverso le decine di siti di annunci dedicati alle coppie che vogliono provare lo swinging, lo scambio dei partner. Uno dei portali più popolari, Annunci69. it, è diventato quasi una agenzia di viaggi: c'è Furbetta, 42 anni, romana, professoressa: insieme al marito propone agli interessati un incontro in Tunisia a fine luglio. Miki e Lucy, calabresi, cercano una coppia per dividere l'appartamento prenotato a Ferragosto a Formentera. Un modo per uscire dalle solite mete dei villaggi naturisti. Ma il fine è sempre lo stesso: sesso a quattro, per non lasciare la trasgressione a casa durante le ferie.
Ci siamo finti scambisti per una settimana. Il nostro annuncio-esca su internet ha avuto più di 7 mila contatti. Abbiamo conosciuto decine di coppie, su internet, nei locali per scambisti e nei parcheggi. Secondo la Federsex, l'associazione che riunisce i 200 club privé italiani, sono 500 mila le coppie che nel nostro paese praticano lo scambio, il 5% del totale. Un dato parziale, perché non include le persone che si incontrano in privato.
Come Sara e Andrea, sposati con figli piccoli. Li contattiamo perché cercano una coppia con cui passare il Ferragosto a Formentera. L'incontro avviene in un autogrill a Napoli: "Il sabato organizziamo serate con 4-5 coppie a casa nostra - racconta Sara, 36 anni, commerciante - mettiamo a letto i bambini e facciamo giochi erotici con le carte. Chi perde paga "pegno"".
Giancarlo e Susy, fidanzati di Bergamo, parlano della gelosia: "Non c'è, siamo sicuri l'uno dell'altro. È solo sesso. La nostra relazione non è stanca né monotona". Sfatato quindi il mito dello scambismo praticato per rinverdire la passione. Lo dimostra il fatto che tante coppie incontrate sono "irregolari", quindi, si suppone, con una vita sessuale appagante, anche se non ufficiale.
Lo scambista tipo è colto e benestante, l'età media è di 35 anni per lei, 43 per lui. La conoscenza ormai avviene in prevalenza attraverso la rete, anche se resistono luoghi di incontro come i parcheggi all'aperto (solo a Roma 70) e i club privé. In uno di questi, Silvio e Carlotta, sposati, di Roma, entrambi over 50, ci mettono però in guardia dalle cosiddette coppie "pilota", in cui lei è una prostituta pagata dal locale. L'inchiesta-video (vedi sotto) , con le interviste alle coppie e il viaggio all'interno di un club privé, trasmessa oggi alle 11.30 su RepubblicaTv.
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mercoledì 25 giugno 2008
Torna di moda il sesso in camporella...

Scegliete il posto dove amarvi con molta cura e occhio a non rotolarvi troppo su prati verdeggianti, incuranti di ciò che vi circonda. Se vi trovate in un campo fiorito, infatti, potreste finire inavvertitamente con la testa in qualche morbido e altrettanto verde escremento di vacca (sono il tipo di escrementi che si mimettizano meglio nei prati) o, magari, appoggiare la schiena della vostra lei su un nido di formiche rosse. Se decidete di farlo sulla spiaggia, poi, portatevi un telo bello grande, di modo da non trasformare voi e la vostra partner in due clessidre smutandate. Riscoprite il fascino della natura, dunque ma, da bravi amanti attenti e premurosi, oltre all’effetto “nature”, preoccupati anche di evitare quello cattiva sorpresa.
Sphere: Related Contentsabato 3 maggio 2008
"I Re di Roma": l'inchiesta di Report sul nuovo Prg.
(06blog) Se a febbraio l’ormai ex sindaco Veltroni e la sua giunta gioivano per la storica approvazione nel nuovo Piano Regolatore Generale domani (Report, Rai 3 h. 21.30) la bravissima Milena Gabanelli dimostrerà che il nuovo documento programmatico sarà carta straccia di fronte alla volontà dei grandi costruttori romani. Ecco le anticipazioni di Rai.it:Lo scorso febbraio, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari. Una nuova città, più grande di Napoli, che verrà costruita nelle campagne di Roma.
Tutto questo nonostante la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero, esclusi i circa 200 mila nuovi residenti tra gli extracomunitari. Nel piano regolatore è stata prevista, dall’amministrazione comunale, la realizzazione di tante piccole città, denominate Centralità, tutto intorno all’attuale zona urbanizzata.
Queste micro città verranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori: Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli, che chiedono già oggi di aumentare le cospicue previsioni cubatorie previste dal piano regolatore appena approvato. Lo strumento attraverso cui queste richieste possono realizzarsi è il cosiddetto “Accordo di Programma”.
Basta che un costruttore o un proprietario di un’ area chieda all’Amministrazione di andare in deroga al piano regolatore, che questa procedura sostituisce alla decisione pubblica un tavolo di trattativa tra le parti. è grazie a questa tecnica che molte regole urbanistiche possono saltare.
Buona parte della videoinchiesta verrà dedicata al progetto della nuova Centralità di Acilia-Madonnetta, descrivendo anche la storia dei palazzoni Ligresti sulla via di Acilia, oggi chiamati “Le terrazze del Presidente”.
Alla realizzazione del documentario hanno collaborato il Laboratorio Urbanistica del XIII Municipio, che ringraziamo per la segnalazione, il CdQ Amici della Madonnetta e il Comitato Civico Entroterra13.
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Etichette: costruzioni, inchieste, politica, raitre, roma, soldi, televisione
giovedì 6 marzo 2008
Denuncia della Bbc sulle scene di sesso non protetto nei video porno gay: 4 attori su otto sieropositivi.
(Gay.tv) Newsnight, una sorta di Report inglese della BBC, ha trasmesso una cruda inchiesta sulle case di produzione di porno e sulla tendenza del mercato a favorire le scene di bareback a scapito del sesso sicuro. Questo ha portato a un netto incremento di infezioni da Hiv tra i lavoratori del porno. Indagata principale, la Icecream, importante casa di produzione inglese.
La casa si è difesa dicendo che gli attori vengono testati ogni 28 giorni, ma questo evidentemente non è bastato a favorire la diffusione di malattie a trasmissione sessuale tra gli stessi attori. Icecream, secondo quanto riportato dalla BBC, recluta i suoi attori attraverso il sito di incontri gaydar, tanto che un suo dipendente è stato condannato per aver utilizzato un minore in scene di sesso.
La BBC ha rivelato come, nelle settimane successive alla produzione di un film porno, 4 su 8 degli attori presenti siano risultati sieropositivi. Uno di loro, Clyde, era stato reclutato su gaydar ed è stata proprio la sua testimonianza a rivelare come nella realtà gli attori non venissero seriamente controllati e su quali fossero le condizioni di lavoro sul set.
Clyde veniva pagato 100 sterline a scena di sesso ed ha raccontato come la principale ragione a spingerlo verso il porno fosse stata la scarsa stima di se. Diventare una star del porno lo avrebbe reso famoso e rispettato, ma un giorno la clinica lo aveva chiamato per informarlo di essere hiv+. Clyde ha così deciso di denunciare alla BBC la realtà dell'industria pornografica ed ora la Icecream ha dichiarato di aver abbandonato la produzione di porno bareback.
Il porno bareback rappresenta tuttora il 60% delle vendite in Gran Bretagna: uno su 20 omosessuali inglesi è sieropositivo, percentuale che sale a uno su 10 a Londra.
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14:44:00
Etichette: aids, denunce, hiv, inchieste, inghilterra, pornografia, ragazzi, sesso, televisione, video
lunedì 3 marzo 2008
Da Messina un'esilarante inchiesta sulla sessualità.
E' un'inchiesta fatta a Messina per deunciare l'omofobia e l'ignoranza in cui la gente e' tenuta dalla politica condizionata dalla gerarchia cattolica.
A cura di Fabio Giuffrè, 2006.
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16:54:00
Etichette: eterosessuali, giornalismo, inchieste, omosessualità, sessualità
giovedì 20 dicembre 2007
Report ha scoperchiato cosa si nasconde dietro "industria del "Made in Italy".
(Fashionblog) Che la moda fosse un mondo difficile ed elitario si sapeva. Che il potere delle case di moda, o meglio di alcune maison, fosse così ampio forse si sapeva di meno. Qualche ironico sospetto ce l’aveva dato il film “Il Diavolo veste Prada”, qualcosa in più svela Report con uno speciale a cura di Sabina Giannini, che svela alcuni retroscena delle sfilate, fino ad arrivare ai laboratori di produzione spacciati per made in Italy e che invece si servono di artigiani cinesi.
Una segnalazione utile per chi vuole conoscere anche cosa c’è sotto il vestito ed un segnale che ci vede dalla parte di chi ama della moda creatività, estro ed eleganza, sia che arrivi da uno stilista emergente che si fa spazio sul web che dalle collezioni delle grandi maison.
Per fortuna il web è uno spazio libero, che consente a prodotti editoriali come fashionblog di estraniarsi dai giochi di potere e di avere un’autonomia economica e di informazione piuttosto ampia, cosa che purtroppo non si può dire di altri prodotti, dipendenti da pubblicità e direttori editoriali.
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Etichette: cinema, griffe, inchieste, moda, sfruttamento, televisione
lunedì 3 dicembre 2007
Televisione. "Report" con la moda fa record di ascolti. Inquietanti i retroscena del sistema moda italiano.
(Prima) La Gabanelli ha fatto di nuovo centro, mettendo il dito nella piaga delle griffe dell'alta moda e svelando i retroscena delle produzioni che dovrebbero indignare acquirenti e non disposti a spendere cifre a diversi zeri per oggetti griffati e che dovrebbero essere il risultato di grande artigianalità.
Ed è stato grande successo quindi per l'ultima puntata della stagione di 'Report'. Ieri la trasmissione giornalistica di Milena Gabanelli e' stata seguita da 4 milioni di telespettatori, un record per la prima serata di Raitre.
La puntata era incentrata sullo sfruttamento dei lavoratori (molti cinesi) che producono per le grandi griffe. Dito puntato anche contro le riviste di moda e i giornalisti del settore, accusati di sostenere il business Usa a scapito di quello italiano, di mascherare pubblicita' sotto forma di articoli e di accettare regali e consulenze strapagate dalle grandi case per mettere in evidenza i loro prodotti.
Nel mirino delle telecamere sono finite, tra le altre, giornaliste di grosso calibro del mondo della moda: a partire dalla direttrice di Vogue America, Anna Wintour, alla direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani (nella foto) e alla giornalista Rosanna Cancellieri.
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"Report", per Prada schiavi del lusso.
(Uno e nessuno) Il mondo della moda ha un giro d'affari da 70 miliardi di euro all’anno e dà lavoro a più di 1 milione di persone.
Un industria, quella della moda e del made in Italy, che fa gola agli stranieri: in primis gli americani, che osteggiano in tutti i modi, la settimana della moda a Milano.
Ma chi comanda nel mondo della moda? l'inchiesta di Sabrina Giannini, cui gli organizzatori della settimana milanese non hanno concesso l'ingresso, ha parlato della signora Vogue, Anna Wintour, su cui il film "Il diavolo veste Prada", si è ispirato.
Così abbiamo scoperto che la settimana della moda, dura in realtà 4 giorni, grazie ai ricatti della direttrice di Vogue, che ha il potere di telefonare ad uno stilista italiano per fargli cambiare data in calendario. Meno giorni, significa meno acquisti, meno visibilità e la città di Milano in caos perchè tute le sfilate sono concentrate in pochi giorni.
E i piccoli stilisti italiani, che il mondo della moda dovrebbe tutelare, sono relegati agli ultimi giorni della fiera. Meno affari, meno visibilità ...
Non succede così in Francia: lì, l'industria della moda non ha ceduto ai ricatti del diavolo.
Ma questa era solo una parte dell'inchiesta: la seconda metteva in luce il lato oscuro del mondo della moda.
Gli schiavi del lusso: schiavi nel senso vero del termine.
Intendo i cinesi, immigrati irregolari, costretti a lavorare 12 ore al giorno nei capannoni dei fornitori per le grandi firme Prada, Dior, Gucci, Fendi, Dolce e Gabbana.
Capannoni dove la gente lavora, dorme e vive: quelle immagini me ne hanno ricordato altre, in bianco e nero. Quelle relative ai lager nazisti della seconda guerra mondiale.
Anche per quelle persone, la vita si riduceva tutta all'interno delle baracche e nel campo.
Da industrie che fanno pagare i loro capi, in pelle e nylon anche 400 euro, mentre di costi i manodopera abbiamo visto che arrivavano al massimo a 30, 40 euro, ci saremmo aspettati un maggiore rispetto etico dei lavoratori.
Visto che, in questo modo, dando lavoro ai terzisti cinesi che sfruttano la manodopera in nero, strangolano anche gli artigiani italiani, quelli che veramente fanno del made in Italy.
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Redazione
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16:57:00
Etichette: giornalismo, inchieste, moda, scandali, televisione







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