Motivi etnici. Colori accesi. Spunti catturati dal nomadismo moderno. Trucchi alla vedo-non-vedo rubati alle donne. La moda racconta uomini sospesi. Tra affari e impegni concreti. E tanta voglia di tenerezza.
(Valeria Palermi L'Espresso) Ok. Caldo è caldo. Ma addirittura la camicia nude look? La schiena nuda? Le maglie scollate a sottolineare il décolleté, nuovo punto G - e chi se ne era accorto - del fascino maschile? E certe vaghe allusioni a una gonna per lui? Certi fucsia? Le collane, e le malizie da vedo-non-vedo?
Succedono cose, a Milano, in un giugno troppo caldo. Succede, a qualche stilista, di disegnare un uomo delicato, non a caso interpretato dai modelli di nuova generazione calati dal Nord, pura razza ariana, però spauriti come piccoli fiammiferai malnutriti. Camminano quasi ingobbiti, come cercando di non prendere troppo spazio, lo sguardo nel vuoto, turbati dalla loro stessa inadeguatezza. Fragilità, il tuo nome è uomo.
Ma davvero? Perché a guardarsi in giro, gli uomini non sembrano così in disarmo. E se c'è un sesso che ancora si arrabatta, e nonostante i tanti annunci alla fine il potere non lo prende mai, è quello femminile. Chiedere a Hillary, che ha dolorosamente scoperto di far parte della minoranza sbagliata. Ma la moda, sa raccontare ancora la contemporaneità? Sa ancora anticipare il futuro?
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"La moda è una macchina per produrre sogni", interviene Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi: "Con la realtà ha sempre meno a che fare, perché è autoreferenziale, fossilizzata, in parte dominata da un'estetica gay chiusa in se stessa, che si riflette nei prodotti e nella comunicazione. Vecchia. Così immagina un uomo indebolito, estetizzante, mentre i due sessi oggi si stanno riallontanando. I ruoli maschili e femminili tornano a radicalizzarsi. Certo, gli uomini vogliono piacere, ma usano la seduzione per comunicare la propria identità di genere. Per competere con l'altro sesso. In Italia, ma non solo, i posti chiave sono in mano agli uomini. Le donne manager sono sempre meno, la politica va anche peggio: sono emarginate, al limite se sono vallette carine diventano ministri di dicasteri che non contano niente".
Ma per capire cosa davvero sta succedendo nella moda di oggi bisogna tener conto di un altro aspetto, prosegue Codeluppi: gli stilisti guardano a nuovi consumatori. "Guardano a società non ancora stabilizzate, dove sono in ascesa gruppi sociali che attraverso la moda comunicano il loro nuovo status".
Guardano non più solo ai paesi del Bric, Brasile India Russia e Cina, ma sempre più all'area del Mena, acronimo da imparare alla svelta: Middle East North Africa. Il dollaro boccheggia, e le luci di Jeddah e Riad sono sempre più seducenti. "L'Europa è un mercato meno interessante. Qui i consumatori sono già saturi". Gli fa eco senza saperlo Diego Della Valle: "La gente non compra più, hanno tutti gli armadi fin troppo pieni. Vince solo chi sa offrire vera qualità, chi controlla tutta la filiera, chi ha una storia alle spalle. Per gli altri sarà dura".
Le prime file dei giornalisti che assistono alle sfilate rispecchiano la realtà che cambia. Gli italiani cominciano a essere spostati indietro. Nel front row sempre più facce russe, indiane, asiatiche. Follow the money. Davanti ai loro occhi sfila lo stile prezioso di Bottega Veneta, con le sue giacche smoking in shantung di seta bianca; il cashmere ricavato dal filamento di seta più sottile del mondo, che Loro Piana trasforma in un bomber da viaggio che pesa solo 400 grammi; i ricami importanti e traforati delle splendide camicie di Gianfranco Ferré; lo stile intelligente di C. P. Company, fatto di trench in nylon leggero come pressato e completi in seta con camicie a stampa digitale a righe, che sembra fatta a china; la silhouette beatnik strizzata delle giacche di John Richmond, e le sue borchie laccate che adornano vestiti, accessori e scarpe; il trench che diventa giubbotto diAllegri, il blouson-camicia che evolve in gilet, tutto in fibre intelligenti; le stratificazioni colte dello stile di Antonio Marras e le sue cinture, i cravattini, le spille, i fiori ispirati a Luigi Ontani.
I motivi etnici e le belle stampe da Bohémien safari della nuova collezione di Cavalli appariranno sulla gente giusta al momento giusto. Le sfumature fucsia e aranciate di Salvatore Ferragamo guardano senza incertezze all'India e ai suoi moderni maharaja, che adoreranno le camicie dai preziosi jabot, le sciarpe in grani d'oro, i broccati e i ricami. Stessa atmosfera, stessa attenzione al subcontinente, nella primavera estate di Ermenegildo Zegna: pantaloni jodhpur, colletti guru, fantasie paisley su seta per camicie e cravatte.
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Prada prosegue convinta sulla sua estetica in cui i confini tra maschile e femminile si assottigliano: i modelli hanno caban indossati a pelle che scoprono con generosità spalle e clavicole, oppure portano lunghe polo simili a miniabiti insieme a shorts e calzettoni: collezione concettuale, come al solito, bisognerà aspettare e vedere quanto ci metteranno gli altri ad imitarla.
Gucci venderà in tutto il mondo i suoi pantaloni a righe e le camicie d'ispirazione psichedelica, e ancor meglio gli strepitosi accessori.
Per Giorgio Armani, less è sempre more. Sa che l'iper décor agli uomini non dona, così non li impigiama (trip che invece ha folgorato troppi, mal metabolizzate le provocazioni di Julian Schnabel e di Prada), né li traveste. La collezione East meets West non li trasforma in improbabili muftì, ma in cittadini del mondo che abbinano con scioltezza giacche quasi formali a morbidi pantaloni di shantung all'indiana o alla balinese. I colori, splendidi, vanno dal verde al grigio, si fondono col viola, esplodono nell'arancio e nel rosa.
Folk anche l'ispirazione di Fendi, tra camicie guru, giacche orientali e il Madras per la sera. Ai grandi viaggiatori pensa Belstaff, cui regala capi leggerissimi, meno di 200 grammi, pezzi reversibili e sfoderati, cotoni e lini naturali.
L'uomo di Costume National invece è un party animal. Al lavoro forse non va, comunque non è quello che più gli importa. Tira tardi la sera con gli amici, per questo usa scarpe color argento, gli piacciono il blu elettrico e certe cinturette glitterate, i tessuti pieni di riflessi metallici, le cravatte giallo limone come un lampo sulla camicia grigia. Ruba alle donne i trucchi della seduzione: la schiena nuda, per esempio, rivelata da maglie sagge sul davanti ma inesistenti sul dorso. O l'effettaccio della camicia nude look, che svela un torace da cui è stato definitivamente estirpato qualunque sospetto di pelo. Piacerà? Sì. A chi? Chissà.
Altra storia da Jil Sander. Il designer Raf Simons è adorato dai fashion victim, e a ragione. La sua creatività ha ridato al marchio una magia che si era appannata. L'operazione di questa stagione sorprende ancora. Gran lavoro sulle giacche, spesso a mezze maniche, su cui come un quadro di Mondrian si alternano blocchi di colore. L'effetto è sofisticato, certo su maschi meno chic e algidi dei giovanissimi in passerella può essere spericolato.
Il clou è rappresentato da un abito rosa davanti e blu scuro dietro, così che chi lo indossa rivela, a seconda dei punti di vista, una voluta ambiguità. Da un lato il maschio quotidiano e consueto, che vive e lavora nella sua divisa da manager; dall'altro, una insopprimibile voglia di tenerezza. E ancora, la giacca sulla pelle nuda e le scarpe stringate. Certi giochi maliziosi delle zip. La pelle così traforata da divenire trasparente. Collezione concettuale, ambiziosa. Delirio in sala.
Missoni è una boccata di aria fresca. Il suo uomo non ha problemi di identità, non si arrovella. Ha fatto delle scelte, e ne è soddisfatto: l'idea è Saint Tropez, l'aria è quella serena della Costa Azzurra, il modello è Alain Delon quando girava 'La piscina', quello dei tempi mitici in cui usciva con la Bardot. E quindi: uno stile decontratto, allegramente malizioso, colorato. Fatto di t-shirt a righe azzurre, sahariane, mocassini, bermuda, camicie in bambù, ebbene sì, stampe floreali, pull a V, pantaloni di seta o shantung. Ai piedi sandali, ovviamente chicchissimi. Uno da cui farsi invitare a cena.
Christopher Bailey, per Burberry, sta facendo un gran lavoro. Non è facile confrontarsi con un marchio che è un'icona, e renderlo sempre più di tendenza senza stravolgerne la storia. Ma è proprio quello che fa, stagione dopo stagione. Il suo lavoro sul trench, capo cult della maison inglese, in questa primavera estate 2009 si fa coerente come non mai. L'icona scelta è Derek Jarman, e Bailey immagina il regista in un giardino piovoso. Da qui la palette fangosa e autunnale, i colori muschiosi e sottobosco, i verdi, certi cupi marroni. Un senso di elegante, sensuale malinconia pervade la collezione: i cappelli a cloche sempre calati, i gilet e i pull, che lasciano scoperta tanta pelle, allacciati con noncuranza, come di uno che ha fretta o è perso dietro altri pensieri. I tessuti sono stropicciati. E noncurante è la sovrapposizione di canotte, camicie, gilet e pull, l'inevitabile trench.
Da Dirk Bikkembergs le giornaliste in sala si rasserenano. Lo stile è no frills. Bei pantaloni e tute, begli abiti in jersey, gilet e perfino smoking, ma sempre all'insegna dell'eleganza senza sforzo. I ragazzi sono sportivi, qualcuno ha perfino peli sulle braccia. Sono cose che consolano.
Anche quello di Versace è un maschio naturale. Risolto, sereno, sicuro. Non si decora né si tormenta. E il casting che Donatella Versace ha voluto lo conferma: se su molte passerelle sfilano fanciulli smunti misteriosamente preoccupati, da Versace i modelli sono più adulti, un accenno di barba, il torace senza sospetti di mal sottile, perfino qualche nero assolutamente atletico. Obama, del resto, è l'icona cui dedica la sua collezione l'astutissima Donatella, che in passato ha già omaggiato personaggi sulla cresta dell'onda come il bel Padre Georg.
E per un uomo così serve uno stile disinvolto e sensuale, fatto di colori leggeri, tanti azzurri, tanti chiari, bei sandali geometrici e confortevoli per chi anche quando lavora sa divertirsi e non prendersi troppo sul serio. Blouson, pantaloni, lunghe sciarpe al posto delle cravatte, borsoni senza esagerare, qualche shorts, la voluta eccentricità del bermuda portato con la giacca. La sera, saggiamente, è nera: perché questo è un uomo galante, che sa che è bene non rubare la scena alle donne. Applausi.
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lunedì 30 giugno 2008
Il punto su Milanomoda. Maschia seduzione.
martedì 24 giugno 2008
MilanoModa uomo. Spazio al relax.
(Sky tg24) Domina la moda comoda ma elegante sulle passerelle di Milano. Gucci, Prada, Biagiotti e Richmond sinonimo di lusso, ironia e leggerezza. Questi i must per l'uomo della prossima primavera-estate.
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Etichette: abbigliamento, gayfriendly, milano, moda uomo, modelli, sfilate, stilisti, tendenze
lunedì 23 giugno 2008
MilanoModa uomo. E l'uomo si scopre sexy.
Sulle passerelle milanesi Emporio Armani e Alexander Mc Queen propongono collezioni maschili con trasparenze maliziose, muscoli guizzanti e gambe in bella vista.
(Enrico Maria Albamonte - L'Espresso) Le passerelle maschili di Milano per la prossima primavera-estate 2009 si fanno torride. E non solo per l'afa che inonda le strade della città. "Vedo nudo" è il messaggio eloquente trasmesso dalle due collezioni più sexy viste finora: Emporio Armani e Alexander Mc Queen. Tutti sul tapis roulant quindi per sfoggiare trasparenze maliziose, muscoli guizzanti e gambe in bella vista, questo almeno prescrivono le ultime proposte dei due stilisti.
Entrambi si ispirano a scenari nordici, surreali, metropolitani. Con una prospettiva più carnale per Giorgio Armani che ridisegna armonie in blu, e con una vena più sperimentale per McQueen che torna agli anni'90 e precisamente al 1994 con giacche sospese sul corpo, ossa umane e DNA stilizzati stampati, quasi pennellati sul busto, esile ma provocante.
Il colore di punta è il nudo: i suoi abiti sono quasi un'artificiosa seconda pelle, bendano il corpo come una scultura di Christo, sono laminati e stampati con disegni optical che ipnotizzano le donne (e gli uomini) adoranti. I glutei sono osannati da tagli strategici di pantaloni metallizzati che sono piatti sul davanti e si restringono fino a 17 cm. Sul fondo per svelare originali scarpe in materiali olografici o stringate in vernice a olio. Tanta vernice rutilante e sneaker dagli accenti cyber anche per la linea Emporio Armani che punta sull'aquila come talismano di seduzione tatuato sul corpo abbronzato e depilatissimo dei modelli.
Armani torna agli anni'80 nei tagli dei capelli ondulati, scolpiti e méchati e nell'esibizione di un corpo palestrato ma più asciutto e moderno, tonico senza strafare. Gli abiti di Armani sono meglio di un afrodisiaco : accendono il desiderio con i loro tagli sartoriali che accentuano l'ampiezza delle spalle nelle giacche completamente destrutturate e stimolano la curiosità femminile con i bermuda arricciati o in fantasie floreali da abbinare a giacche a stuoia omaggio a Chanel. Lo sport preferito di questo maschio un po' narciso? Il kitesurf, da praticare con tute di neoprene e tavole griffate per cavalcare l'onda perfetta.
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sabato 21 giugno 2008
Milano protagonista della moda maschile....Al via Milano Moda Uomo 21/24 giugno 2008.
Sabato 21 giugno torna l’appuntamento Milano Moda Uomo, la più importante manifestazione mondiale dedicata al pret-à-porter maschile, organizzata e promossa da Camera Nazionale della Moda Italiana. Da sabato 21 a martedì 24 giugno i migliori stilisti del Made in Italy presenteranno le loro collezioni Uomo per la primavera/estate 2009 all’interno di un calendario caratterizzato anche dalla presenza di prestigiosi marchi internazionali.
Sotto i riflettori 93 collezioni di cui 46 sfilate per 45 marchi, 30 presentazioni e 18 presentazioni su appuntamento. Questa edizione di Milano Moda Uomo vede il debutto del marchio internazionale Ermenegildo Zegna nel calendario sfilate e di sette nuovi brand tra le presentazioni.
Nell’ordine delle migliaia gli addetti ai lavori accreditati a questa edizione di Milano Moda Uomo. Attesi in città oltre 10.000 operatori del settore provenienti da tutto il mondo. Per quanto riguarda i media, saranno 1100 i rappresentanti dei più importanti mezzi di comunicazione nazionali ed internazionali, giornalisti, fotoreporter e cameraman provenienti da 27 paesi che raggiungeranno il capoluogo lombardo per assistere alle presentazioni delle collezioni uomo.
Mario Boselli, Presidente CNMI, dichiara di essere "molto soddisfatto per la qualità e l'esclusività delle collezioni che confermano, ancora una volta, la supremazia mondiale della moda maschile italiana" ma sottolinea con rammarico che "per l'indisponibilità degli stilisti, il calendario si sviluppa su quattro giorni
anziché sui cinque tradizionali. Ciò penalizza il lavoro degli operatori - stampa e buyer - che hanno meno tempo disponibile da dedicare alle collezioni''
Cocktail e inaugurazioni di nuove boutique faranno da corollario alle sfilate nel quadrilatero della moda mentre feste e anniversari animeranno le serate milanesi. Da sabato 21 in Piazza San Babila e Piazza Croce Rossa si riaccenderanno i due maxi schermi che trasmetteranno, fino a martedì 24, le sfilate delle collezioni primavera/estate 2008, permettendo così ai cittadini e ai turisti di a turisti e i cittadini al mondo della moda.
COLLEZIONI: 93 di cui:
· 46 SFILATE per 45 marchi
· 30 PRESENTAZIONI per 30 marchi
· 18 PRESENTAZIONI SU APPUNTAMENTO
Nomi nuovi che presentano a Milano Moda Uomo:
· ACQUA DI PARMA
· D.A. DANIELE ALESSANDRINI
· DIESEL
· FEDERICA MORETTI HANDMADE
· LUCSO CAPRI
· SERAPIAN MILANO
· TWIN DdM
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sabato 14 giugno 2008
Pitti Uomo, la moda maschile a Firenze.
Un modello tratto dal Look book di Walter van Beirendock, collezione Uomo, autunno inverno 2008-09
Dal 18 al 21 giugno Firenze ospita Pitti Immagine Uomo. Tra nomi nuovi, eventi e installazioni artistiche, la fiera dedicata al fashion maschile si arricchisce. E sfilano anche le pre-collezioni donna.
(Eleonora Attolico - L'Espresso) E' una manifestazione in crescita, con 688 aziende partecipanti, 840 marchi e oltre 21mila compratori di cui il 40% stranieri. Nata come una fiera della moda maschile che presentava le novità dell'estate, oggi la fiorentina Pitti Uomo presenta installazioni fuori e dentro la Fortezza da Basso, varie pre-collezioni donna e dibattiti su temi di attualità sociale come la mobilità ecosostenibile.
Tra i marchi, dopo una breve assenza, torna Hugo Boss con la nuova collezione Boss Orange per Donna e Uomo; si segnalano inoltre le presenze di Dirk Bikkembergs, Adidas in collaborazione con Porsche, Puma, Brooks Brothers, Sundek con una mostra retrospettiva dedicata al surf e Italia Independent di Lapo Elkann con una nuova linea di scarpe.
Sul fronte della moda maschile c'è attesa anche per l'ospite speciale di questa edizione, il belga Walter Van Beirendonck. Lo stilista, uno dei creativi più eccentrici del gruppo di Anversa, farà sfilare per la prima volta in Italia la sua collezione P/E 2009 nel parco del museo Stibbert. Sarà un'autentica performance, proprio perché Van Beirendock è noto per aver sempre creato connubi inediti tra foto e arte visuale, mixando grafica e web design, musica e styling avveniristico.
La fiera conta poi 15 sezioni con padiglioni dedicati ai giovani talenti della moda. Nella zona New Beats si scoprono i designer emergenti di Russia, Giappone, Belgio e Finlandia. Molta street culture anche nell'area Welcome to my House dove si trovano marchi giovani ma già affermati che si dedicano a captare le nuove tendenze della strada. Val la pena anche affacciarsi da Rooms n. 8, dove il curatore Sergio Colantuoni ha allestito al pianoterra del Palazzo degli Affari alcune collezioni d'avanguardia che interpretano il concetto del lusso in chiave contemporanea. Poco lontano, la storica della moda Maria Luisa Frisa ha creato un percorso dedicato alla "vestaglietta" con foto, disegni, immagini di film sull'evoluzione di questo capo da casa.
A mescolare arte e impegno sociale c'è invece il progetto Free Cycle-Free Mobility dedicato alla bicicletta e curato da Oliviero Baldini, con la collaborazione dell'ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori). La bici diventa così opera d'arte contemporanea, elemento grafico e simbolo di un'estetica quotidiana. L'allestimento accoglierà i visitatori sul Piazzale della Fortezza.
Molti gli eventi previsti anche nei giardini di Firenze. Tra questi il galà del marchio italiano Corneliani che già la sera prima dell'inaugurazione ufficiale del Pitti festeggerà i 50 anni di attività con una mostra a Palazzo Capponi e un party nei giardini di Palazzo della Gherardesca, oggi sede del nuovo albergo Four Seasons. Diane von Furstenberg, ospite d'onore della kermesse, presenterà "en plein air" nel giardino Torregiani la sua pre-collezione crociera 2008-09.
Chi invece sia in vena di passeggiate per Firenze, potrebbe affacciarsi nella boutique Luisa Via Roma dove troverà alcuni esemplari dei 501 jeans della Levi's realizzati con bottoni e rivetti d'oro o magari scoprire in via Tornabuoni il nuovo negozio di Ballantyne.Sphere: Related Content
sabato 3 maggio 2008
Aussiebum lancia Vintage: La nuova linea di underwear
(Fashionblog) Aussiebum, la famosa casa australiana di costumi, lancia una linea Vintage dedicata all’underwear. Una piccola collezione che offre tutta una serie di slip e pantaloncini da uomo. Articoli curatissimi nei particolari che ripropongono diversi modelli ispirati al passato e che puntano a diventare dei nuovi classici dell‘intimo.
Un passato rivisitato con quel piglio scanzonato e disinvolto che da sempre contraddistingue il marchio e che ha fatto sì che Aussiebum via via conquistasse sempre più grosse fette di pubblico. Disponibile su YouTube il video della collezione 2008 Aussiebum Vintage, eccolo.
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martedì 8 aprile 2008
Dal 18 giugno a Firenze. Pitti Immagine Uomo, tendenze e moda maschile da tutto il mondo.
(Tuzone) Ritorna a metà giugno la 74esima edizione di Pitti immagine Uomo dedicata alla moda e agli accessori dell’universo maschile.
L’evento- di grandissima rilevanza a livello internazionale - prevede la presenza di migliaia di buyers selezionati da tutto il mondo (nelle scorse edizioni erano oltre 25 mila) e un numero di espositori che supera gli 800.
I marchi più prestigiosi, gli stilisti più affermati scelgono Pitti Immagine Uomo- oltre che per la prestigiosa cornice della città fiorentina - anche e soprattutto per presentare le proprie Collezioni e per porre all’attenzione degli occhi di tutto il mondo le ultime tendenze di un mondo in costante evoluzione.
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mercoledì 20 febbraio 2008
Belli e impossibili. I 50 modelli più belli al mondo. Il più "caldo" è Mathias Lauridsen. David Gandy solo quindicesimo.
Clint Mauro, il preferito delle passerelle milanesi è solo decimo, Chad white al dodicesimo posto e la "bomba sexy" David Gandy quindicesimo.
Perfetti, bellissimi ed incredibilmente sexy. Models.com nella sua classifica sui modelli più votati e quindi più "hot" al mondo ha in prima posizione Mathias Lauridsen dagli occhi blu e famoso per la sua pubblicità di Gucci (vedi in alto). Il biondo testimonial di Gucci ha sbaragliato avversari del calibro di Clint Mauro (solo al decimo posto), il preferito degli stilisti milanesi per cui ha sfilato nelle ultime giornate di moda maschile, e di Evandro Soldati, classificata all'ottavo posto.
Tra i prime cinque compare anche il nome di Garret, testimonial di CKMan, mentre il bel David Gandy, considerata una vera bomba sexy ed artefice del Calendario Dolce & Gabbana è al 15 posto. Solo dodicesimo Chad White, il beniamino del pubblico gay.
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giovedì 17 gennaio 2008
Cofanetto Polo Ralph Lauren per anniversario.
(Fashionblog) Se siete Polo dipendenti con questo speciale baule non potete che rimanere soddisfatti. Si tratta dello speciale cofanetto, o meglio baule come ho detto prima, che contiene ben 40 t-shirt polo Ralph Lauren, lanciato in occasione del 40esimo anniversario.
40 Polo di colore diverso con una grafica speciale, creata appositamente per questa serie in edizione limitata. Il baule costerà 5000 dollari.
Via! Embellezia
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18:54:00
Etichette: abbigliamento, gayfriendly, lifestyle, moda, moda uomo, stilisti, style
Dopo Milano la modauomo si sposta a Parigi.
(Fashionfm)Si sono appena spenti i riflettori sulla 4 giorni di kermesse milanese di Milano Moda Uomo AI2008/2009, che già l´attenzione del "popolo della moda" si sposta Oltralpe.
44 (importanti) sfilate in 4 giorni, da oggi, 17 gennaio, a domenica 20 (per la prima volta immediatamente dopo la Week milanese, senza quindi la consueta pausa della Haute Couture): è questo l´impegnativo appuntamento di Parigi per la moda menswear per il prossimo autunno/inverno
I soliti noti della moda francese ci sono (quasi) tutti: da Vuitton a Gaultier, da Givenchy a Lanvin, da Hermès a Dior Homme... passerelle sulle quali corrono con passo deciso sorprese, ritorni e novità esaltanti. Ma Parigi è anche la seconda patria degli idolatrati designer giapponesi - da Yamamoto a Watanabe, fino a Comme des Garcons -, dei sempre di tendenza belgi, dal redivivo Dries Van Noten ad Ann Demeulemeester, e del signore evergreen della moda inglese, Paul Smith.
Novità di quest´anno: Yves Saint Laurent salta un turno. Non sfila infatti a Parigi il menswear per l´autunno/inverno 2008/2009 della maison durante questa settimana del pret à porter maschile. La clamorosa decisione è stata presa dal direttore creativo Stefano Pilati: al posto della sfilata, un incontro più intimo ed informale con la stampa selezionata ed i buyers, nel corso del quale poter parlare della collezione, guardandola da vicino e toccandola con mano.
Per una sfilata "tradizionale" che viene a mancare, un debutto da tenere d´occhio: quello sulle passerelle menswear di Bruno Pieters.
Di seguito il calendario delle sfilate. Da domani, on line su www.fashionfm.it, le foto delle sfilate e le interviste ai protagonisti.
Giovedì 17
GASPARD YURKIEVICH
ROMAIN KREMER
LOUIS VUITTON
JEAN PAUL GAULTIER
NUMBER (N)INE
YOHJI YAMAMOTO
DRIES VAN NOTEN
GIVENCHY
Venerdì 18
JUNYA WATANABE MAN
BLAAK HOMME
DAMIR DOMA
KRIS VAN ASSCHE
KIMINORI MORISHITA
RYKIEL HOMME
COMME DES GARCONS HOMME PLUS
UTE PLOIER
KENZO
BRUNO PIETERS
JOHN GALLIANO
WALTER VAN BEIRENDONCK
Sabato 19
JEROEN VAN TUYL
MIHARAYASUHIRO
JUUN J
HENRIK VIBSKOV
ANN DEMEULEMEESTER
ATTACHMENT
ERIC LEBON
SHAWN COLLINS
EMANUEL UNGARO
PETAR PETROV
HERMÈS
RAF SIMONS
Domenica 20
U-NI-TY
LANVIN
AGNÈS B.
WINTLE
ARMAND BASI
MASATOMO
TILLMANN LAUTERBACH
PAUL SMITH
WOOYOUNGMI
DIOR
FRANCESCO SMALTO
BERNHARD WILLHELM
Speciale Milano moda e modelli. La pacifica rivoluzione del piumino firmata Moncler.
La classica giacca a vento imbottita e trapuntata, già scivolata dalle piste da sci alle piste d’asfalto, compie un’altra significativa evoluzione stilistica: non cambia la forma, ma la superficie. Che diventa tessuto dalla pregiata mano inglese: shetland, british tweed, spigati, lane asciutte e secche mescolate a morbido cashmere, tutti resi più tecnici per garantire il massimo comfort, una vestibilità aggressiva e la necessaria trasversabilità. Proprio quello di cui ha bisogno il guardaroba maschile: un capo multiuso da portare addosso con convinzione soprattutto in città, quando a chiamarlo all’ordine non sono discese e seggiovie, ma serie riunioni di lavoro. “La trasformazione è tangibile e visibile nel sorprendente Moncler d’Angleterre (quello dei cento ragazzi, ndr) – spiega Remo Ruffini, presidente della griffe. “Il piumino non cambia la forma, ma la superficie. Per dare una visione inedita e una direzione precisa alla funzione d’uso”. E ha ragione, perché l’esperienza che si prova incontrando il nuovo piumino è polisensoriale: bello da vedere, piacevole da toccare, perfetto da indossare.
Ancora una volta, quindi, un nome, una garanzia. Anche per quell’esercito di oche del Sud della Bretagna e del Perigord da cinquant’anni sempre ben disposte a dare piume e piumette per l’interno del più famoso duvet della storia. Che per la prossima stagione del grande freddo viene declinato in tantissimi modelli, anche con gli abituali tessuti tecnici, con le celebri superfici laquée e con i nuovi colori segnaletici: dai classici K2, Hymalaya ed Everest, ai più modaioli bomber, ai vintage anni Sessanta/Settanta, agli Aviator con interno in alcantara, ai metropolitani blazer a tre bottoni. Una nuova era sta per cominciare.
mercoledì 16 gennaio 2008
Armani fa bello l’uomo. Con una nuova, vulcanica linea di skincare.
Skin Minerals for Men, svelata in anteprima alla stampa il 15 gennaio nella cornice sacrale dell’Armani/Teatro di Milano (per tutti i comuni mortali in vendita da aprile 2008), è maschia nell’anima: la sua formula converte la struttura epidermica, la texture e il colorito a nuova vita, rinforzando, affinando e uniformando la pelle: che dovrebbe diventare più densa e più compatta, più liscia e più morbida, più luminosa e più riposata. Un vero miracolo, pare, ottenibile grazie a una formula preziosa: un’esclusiva combinazione di minerali naturalmente presenti nelle rocce vulcaniche e racchiusi in tre fasce di prodotti destinati ai vari problemi riscontrabili nelle diverse età biologiche della vita di un uomo (per le fasi primarie della pulizia e della rasatura profonda dei più giovani, per l’idratazione e la rivitalizzazione delle pelli spente dei quarant’enni, per combattere i segni dell’età, anche del contorno occhi, sopra i cinquanta). Dedicata a tutti quelli che vogliono fare un patto con il diavolo. Che ci credano o meno.
Speciale Milano moda e modelli. La nuova classe della moda. In passerella il re borghese.
(Daniela Fedi - Il Giornale) Inserito nella realtà del terzo millennio, ma dotato di quell’istintiva regalità che suscita e impone rispetto. Ecco l’uomo secondo Armani: un traguardo raggiungibile con lo stile, anche senza sangue blu. La collezione del prossimo inverno in passerella ieri a Milano evoca un’attitudine comportamentale, qualcosa di più moderno e interessante del banale riferimento alle teste coronate. Certo non si può fare a meno di pensare al giovane William d’Inghilterra («dovrebbe dimagrire un po’ per essere perfetto» dice Re Giorgio) oppure ad Andrea Casiraghi. Ma l’idea vincente sta nel recupero di gesti concretamente eleganti come portare il cappello in testa e i guanti in mano mentre gli abiti impongono un’assoluta compostezza.
Le camicie dal collo montante suggeriscono addirittura un pizzico d’alterigia anche se Armani le trasforma in morbidissimi indumenti: come un pullover dolcevita ma dall’aspetto molto più racè. Questi colli danno slancio al portamento esaltato soprattutto dagli impeccabili tre pezzi: pantaloni, giacca e sotto il gilet. Perfino lo sportswear ha un aspetto educato senza comunque scivolare nello stucchevole che per Armani è un peccato mortale. Velluto per il giorno come per la sera, l’irrinunciabile cashmere, tantissimo blu royal e sofisticate alternanze di grigio sul cammello: tutto ruota attorno al rispetto di sé e degli altri. «Questa è una moda per farsi dare del lei: basta con la sciatteria, proibito esporre i muscoli in maniera sfrontata, bisogna rieducarsi alla raffinatezza perché un uomo non può essere regale se si concede un eccessivo giovanilismo» sostiene Armani indicando in Luca di Montezemolo un buon esempio da seguire «perché quello di oggi è un re di denari».
Anche Silvia Venturini Fendi pensa a uno stile aristochic. «Tutti possiamo concederci il lusso di pretendere molto da noi stessi - dice - io sento il bisogno di una pausa, volevo prendere respiro dalla voglia d’apparire». Perciò sulla passerella di Fendi compare quanto di più eccentrico ci sia in questo nostro tempo cafone: la normalità. Portando un nome che da quattro generazioni lavora al servizio del lusso, Silvia Fendi trova del tutto normale un paltò militare in visone rasato oppure il giubbotto di coccodrillo nappato. Ma il resto sono sublimi cappotti grigi o cammello destinati a passare di padre in figlio. Dello stesso segno la prima collezione uomo di Valentino disegnata da Ferruccio Pozzoli. La sua visione classica e moderna insieme prende magicamente vita nei bellissimi smoking dai grossi rever a lancia e nel raffinato accostamento tra pantaloni scozzesi e giacca doppiopetto blu.
Sullo scozzese, comunque, nessuno può dire di aver fatto una piccola rivoluzione come Domenico Dolce e Stefano Gabbana per D&G. Il magico duo riesce a mixare lo spirito sportivo del tartan con le sue origini formali: un elemento per distinguersi dagli altri. Le loro giacche da sera scozzesi fanno da contraltare al piumino con lo stesso motivo proposto da Paolo Gerani per Iceberg. I gemelli Dean & Dan Caten essendo canadesi nel tartan vedono una cosa da boscaioli, ma anche loro poi si concentrano su come portare i giovani in sartoria: con superbe giacche formali rivedute e corrette dall’uso di materiali moderni. In questo campo Italo Zucchelli, stilista uomo di Calvin Klein, ha compiuto ricerche ai confini della realtà trovando tessuti termocromatici che cambiano colore secondo la temperatura. Sotto i riflettori le giacche grigie diventano viola, mentre basta toccare i pantaloni perché resti per un attimo l’impronta della mano. Come sempre l’immagine di Marni in passerella era perfetta anche se sarà dura vedere un uomo con la giacca completamente chiusa tipo anorak. Spogliarsi diventa un’impresa e c’è il rischio concreto di doversi togliere gli occhiali: la cosa più bella della collezione.
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Speciale Milano moda e modelli. Basta cafoni, è l’era del lusso sobrio.
(Daniela Fedi - Il Giornale) «I russi sono gli uomini che mi son costati di più» diceva Chanel dall’alto della sua esperienza prima come amante del granduca Dimitri Pavlovich (assassino di Rasputin con il principe Yussupov) e poi del musicista Igor Stravinsky. Al fascino slavo le signore non resistono, anche se ultimamente i nuovi ricchi dell’ex Urss sembrano preferire le peggiori cafonate occidentali. «Non più», dicono in coro gli stilisti da Frida Giannini a Roberto Cavalli, da John Richmond a Rossella Jardini di Moschino.
L’uomo Gucci del prossimo inverno è un irresistibile seduttore che riassume l’eccentricità dei grandi della danza, da Diaghilev a Nureyev, il sontuoso rigore degli ussari a Borodino, la selvaggeria dei cosacchi di Michele Strogoff e lo sconfinato gusto per la decorazione tipico tanto degli zar quanto dei poveri kulaki. Per evitare la trappola infernale del folk, l’intelligente ragazza alla guida del marchio delle due G ha preso qualcosa da Eugene Hutz (leader ucraino dei Gogol Bordello, gruppo di punk balcanico prediletto da Madonna) e molto da Bob Dylan che nella celebre Rolling Thunder Review degli anni Settanta si presentava esattamente così: con gli occhi sporcati dal kajal e le sciarpone lunghe fino ai piedi. Il risultato è un’immagine maschia e potente, con strepitose giacche-cardigan fermate sui fianchi dalle fusciacche tintinnanti, impeccabili completi in velluto di seta, montoni e pellicce di astrakan borchiato e un indimenticabile giaccone in maglia spalmata d’ottone misto ad acciaio.
«In Russia il mercato maschile cresce a dismisura, vogliono cose sofisticate e chic» dice Cavalli poco prima della sua bella sfilata rovinata solo dalla presenza delle Spice Girls. Cresciute d’età ma non nel talento, le cinque pop star non sembrano in grado di capire la sottile eleganza dello smoking blu (l’unico ammesso da Edoardo d’Inghilterra), di quello in flanella grigia e dei completi sartoriali in velluto di seta jacquard che sembra semplice vigogna. L’unico tocco d’ostentazione erano le preziose spille sul bavero della giacca, indispensabili anche al dandy contemporaneo di John Richmond.
Il simpatico stilista inglese stavolta si è concesso lussi sibaritici: dal giubbotto di velluto coperto da minuscoli anellini metallici alle fenomenali pashmine ricamate con motivi balcanici. Alessandro Dell’Acqua si è invece ispirato a David Rotschild, il miliardario amante dell’ecologia che tutte le donne vorrebbero sposare a costo di rinunciare alle pellicce. Nasce quindi lo stile ecoglamour che prevede seducenti pantaloni in faille sotto ai grossi piumini in maglia. Dirk Bikkembergs sostiene che la rivincita del testosterone passa attraverso l’uso al maschile del rosa antico, ma poi convince per i bellissimi giubbotti di pelle color cioccolato e gli impeccabili completi in felpa grigia. Da Moschino c’erano strepitosi pullover con i motivi norvegesi fatti dalle spille da balia e un’ironica interpretazione del classico stile inglese che i russi stanno scoprendo solo ora.
Bag-list. Gli uomini hanno bisogno di una maxibag?

(Grazia) Le abbiamo trovate (ancora) nelle ultime sfilate di Milano dedicate all’uomo. Ma a “lui”, così come tutte lo conosciamo, serve davvero una grande borsa? Per rispondere a questa domanda ho svolto una breve inchiesta tra alcuni amici per sapere se pensano di averne bisogno e, nel caso, cosa metterebbero dentro la loro maxibag. Qui tiro le somme sui risultati.
1. L’uomo è nanotecnologico: Le chiavi di casa, sempre che non le abbia dimenticate com’è suo solito; le chiavi dell’auto, che non si dimentica mai per ovvi motivi; il portafogli lo tiene in tasca, è abituato così; il più piccolo dei cellulari sul mercato; il più piccolo dei palmari sul mercato; il più piccolo degli iPod sul mercato. Ingombro medio: un paio di tasche.
2. L’uomo ci osserva: lui sa che nelle nostre borse teniamo di tutto (dal miniphon per capelli all’abito di ricambio passando per il cavatappi, che non si sa mai). Ai suoi occhi noi viaggiamo tutti i giorni con l’armamentario dell’ingegnoso MacGyver. E un po’ ci invidiano questo nostro essere “sempre pronte a tutto” come fossimo eroi d’azione del grande schermo.
3. L’uomo in segreto ha una bag-list: lui probabilmente non lo ammetterà mai, ma saprebbe bene con cosa riempire una maxibag. Sentite quali oggetti rientrano nelle liste che ho raccolto dagli amici: racchette da ping pong, tuta k-way, quotidiani, una camicia di ricambio, deodorante, ****usb di ogni sorta, il casco, una consolle (videogame) portatile…
martedì 15 gennaio 2008
Speciale Milano moda e modelli. Terzo giorno di sfilate e altri modelli.

Shaun Haugh

Tyler Riggs

JOHN RICHMOND
Artem E


NEIL BARRETT
Tyler RIGGS opens the show


ALESSANDRO DEL AQUA
Tyler RIGGS


Speciale Milano moda e modelli. Rock is my way. Ecco l'uomo del prossimo inverno.

A Milano terza giornata di sfilate. John Richmond e Roberto Cavalli a tutta musica. Pignatelli e Coveri sono gipsy chic.
(Andrea Caravita - La voce d'Italia nelle foto due capi di Bikkembergs) Si presenta con passo spedito e capello al vento. Occhiali scuri. Velluto operato, macramè, montone. E’ lui, indiscutibilmente lui. L’uomo (Uomo) della prossima stagione fredda in passerella durante il terzo giorno di Milano Moda Uomo. E’ l’uomo di John Richmond, di Roberto Cavalli e di Andrew MacKenzie.
Richmond porta in passerella la tradizione musicale rock con i Rolling Stones ed Elvis Presley. Un uomo anni ’60 che sceglie solo velluto di alta qualità e lo declina nei toni del rosso. Chiaro, sangue, scarlatto. Nei toni del blu. Scuro, scurissimo, notte. Poi il porpora. Chiamato “rich purple”. E’ un uomo che ama l’abito non convenzionale: la giacca ha un taglio corto, la gamba è larga. Larghissima. E al velluto si unisce la pelle con morbidi pantaloni neri a zampa che si preannunciano come il vero must have. Un uomo dandy che non disdegna sciarpe in seta, cappelli oversize e stivaletti (very hard) alla caviglia in pitone. Piace l’uomo di Richmond perché sa creare un uomo nuovo, che ama i nuovi colori e i tessuti. Piace perché al classico abito unisce maglie in filato pesante di angora e mohair e ricopre di perline, satin e bagliori la sua notte. Ed il suo giorno.
La collezione Dirk Bikkembergs è all’insegna dell’uomo virile e sportivo, sicuro di sé, tanto da potersi permettere di azzardare con la tinta delle scarpe e degli accessori.
Roberto Cavalli fa sfilare quella che lui chiama “nuova virilità” e crea un rock man alla continua ricerca di virilità. Cavalli dice che “nella moda maschile ci vuole tatto”: intuito e mano. Ecco i velluti operati, i rasi jacquard, le camicie in satin e i montoni a effetto astrakan sulle note del nuovo pezzo delle “Vibrazioni”. Moda e musica insieme per un duetto ben apprezzato.Moschino veste i ragazzi di paillettes con panta multi color, ma non dimentica il simbolo del cuore declinato su macro e micro spille che ricoprono le giacche in tessuto lucido.
Svolta quasi anti fashion sulla passerella di palazzo Mezzanotte dove Carlo Pignatelli Outside vira verso l’intelletual chic. O meglio “tzigano”. Montoni arricchiti di intarsi, lavorazioni patchwork, utilizzati anche per giacche e gilet. Fantasie floreali per un mix-match che strizzano l’occhio a Fellini e al musical Hair. Dal gusto profondamente hippy. Un "Gipsy Traveller" girovago su più fronti, in bilico tra le ispirazioni nostalgiche del musicista Goran Bregovic o le atmosfere cinefili del regista serbo Emil Kusturica. Tornano l’eskimo e i cappotti in lana cotta e si indossano su dolcissime maglie di cachemire slabbrate. Gli occhiali sono immancabili e dal gusto rétro, forme anni '70 in tartaruga trasparente e metallo cromato che completano la nuova collezione degli
accessori.
Gucci si ispira a Eugene Huntz, leader dei Gogol Bordello, con una collezione rock star di ispirazione russa, ma rivisitata in chiave contemporanea, arricchita di tradizione folk, ricami e borchie.
Enrico Coveri sceglie, invece, un gentiluomo di campagna. Viveur e uomo amante del lusso, veste completi da caccia alla volpe e pull colorati molto chic. Ma anche gipsy. Un uomo che non disdegna i completi bianchi, sia nelle mise da vero zingaro del lusso, che con sciarpone e intarsi in cachemire.
L’uomo di Laura Biagiotti ama i pullover. In contrasto con le giacche e le camicie aderenti, diventano accessori e capispalla che ammorbidiscono il look con eleganza e un pizzico di eccentricità.
All’interno di uno spazio post industriale con passerella trasparente Andrew Mackenzie declina il suo invito rosso scarlatto su modelli in stile gothic. I ragazzi, membri di un gruppo del tardo diciannovesimo secolo, amanti della poesia e della musica, incarnano l’eleganza di re Edoardo, con giubbotti in pelle stile bikers, finte spalline e camicie in organza, mentre il denim è studiato nei minimi dettagli, con il suo taglio strettissimo e il cavallo molto basso. Nero e rosso accesso, cappotti e giacche di pelle per un look che ricorda molto “I ragazzi di vita” di Pasolini.
Pubblicato da
Redazione
alle
11:50:00
Etichette: abbigliamento, gayfriendly, milano, moda, moda uomo, modelli, musica, stilisti, tendenze
Speciale Milano moda e modelli. Clint Mauro, da Armani a Dolce e Gabbana.
Clint Mauro di origini italiane, è stato un'importante testimonial per l'underwear di Armani e deve al noto marchio milanese la sua notorietà. Nelle sfilate milanesi è stato ingaggiato da Dolce e Gabbana per cui ha già lavorato (nelle foto era completamente nudo...) assieme al suo grande amico Chad White. Eccovi un video, le foto dei due amici ed altre "solo" del bel Clint.
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Il video di Clint Mauro per Armani Exchange.
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