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domenica 13 aprile 2008

Ghetti. E dopo il "Quartiere gay" di Penati, tocca al cimitero gay.


(Omoeros) Pensavo di averle sentite tutte ed invece la vita quotidiana ha sempre qualcosa di nuovo con cui stupirmi e, all'occorrenza, stupirmi fortemente per la trovata del giorno che riguarda ovviamente il mondo gay.

Da qualche tempo, se non sbaglio in Germania, è già attiva una casa di riposo esclusiva per persone omosessuali, e l'idea non è malaccio visto che almeno nella terza età una persona può vivere serenamente senza nascondere il proprio orientamento terrorizzata magari dal vecchietto arzillo della stanza accanto che rompe ancora con le sue idee fasciste. Invece è recentissima la notizia di un cimitero gay che a breve verrà inaugurato a Copenhagen!

In pratica un'associazione GLBT ha acquistato degli spazi presso il cimitero Assistens della capitale danese e vuole rivenderli per la sepoltura di persone gay che vogliono uno spazio tutto proprio per riposare in pace e per condividere lo spazio con altri individui della "stessa parrocchia". Il territorio santo gay verrà riconosciuto da un grosso triangolo in pietra che rappresenterà il marchio nazista con cui i gay venicano contrassegnati ed ogni tomba avrà un drappo arcobaleno come se fosse un dovere far notare come quella persona in vita fosse un omosessuale convinto e sincero. Insomma, a me sembra una grande buffonata ed un modo preciso e assurdo per ghettizzare ancora di più il mondo omosessuale: in questo caso sì che si dichiarerebbero non normali le persone gay visto che anche nella morte avrebbero bisogno di uno spazio privato e di tutti questi orpelli inutili.

Se l'associazione aveva bisogno di soldi e notorietà poteva scegliere un modo meno carnevalesco senza sfruttare il dolore delle persone.

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sabato 22 marzo 2008

Un campione dei diritti Glbt nell'Udc. Ci dobbiamo credere?

Ufficializzata la candidatura del cantante-regista Maximo De Marco al comune di Roma al fianco di Casini per Ciocchetti sindaco.

(Comunicato stampa) Il discusso "cantante ribelle", nonche' pluripremiato regista del film "Petali di Rosa", interpretato da Claudia Koll e che ha iniziato da qualche anno, come la stessa attrice, un cammino di conversione, ha accettato la candidatura per portare alla "citta' eterna" , nel caso venisse eletto, una ventata di internazionalita' e di rinnovamento, non solo per il mondo artistico,ma sopratutto per valorizzare il talento e le capacita' dei giovani, in una citta' che e' ricca di Arte e di cultura da sempre.

Continua su Il voto gay.

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venerdì 14 marzo 2008

California. Campagna contro le metanfetamine per aiutare la comunita' gay.

(Notiziario droghe) 14 marzo Lanciata una campagna antidroghe di 11 milioni di dollari. L'iniziativa statale e' diretta agli omosessuali, per scoraggiarli dal consumare le metanfetamine ed evitare comportamenti sessuali a rischio Hiv.
Dagli anni '90, le crystal metanfetamine sono le sostanze piu' diffuse nelle discoteche frequentate dagli omosessuali. Dalla ricerca pubblicata questa settimana e' risultato che tra gli omosessuali la diffusione di queste droghe e' 11 volte maggiore rispetto al consumo medio della popolazione della California.
Il 55% dei 549 omosessuali e bisessuali intervistati consuma queste droghe, mentre la percentuale e' del 5% tra i non omosessuali.
Mike Rizzo, manager del centro di servizi contro le metanfetamine del "Los Angeles Gay & Lesbian", ha elogiato la campagna, specialmente per l'uso di Internet.
Il Gay & Lesbian Center e il San Francisco AIDS Foundation, hanno appoggiato l'approvazione della "California Methamphetamine Initiative 2006".
Dati ufficiali riportano che quasi uno su tre omosessuali o bisessuali e' positivo ai tests sulle metanfetamine, il triplo rispetto al 2001.
Secondo una ricerca statale, i gay sono l'unico gruppo ad adottare comportamenti sessuali a rischio in presenza di queste sostanze. "Non solo sono piu' alte le probabilita' che essi abbiano rapporti sessuali senza protezione, ma aumenta le probabilita' di avere rapporti con piu' partners, aumentando il rischio di contrarre il virus dell'Hiv", ha dichiarato la dottoressa Michelle Roland, capo del Dipartimento di sanita' pubblica per l'Aids.
Sono a rischio per infezioni ed epatiti anche le donne e gli uomini eterosessuali che usino queste sostanze. Molte donne consumano le metanfetamine per perdere peso e come energetico. Per la dottoressa Renee Zito, del California Department of Alcohol and Drug Programs, anche se la campagna e' diretta ai gay "Potrebbe servire a scoraggiare chiunque sia tentato da questi stupefacenti".

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lunedì 10 marzo 2008

Usa. Il voto omosessuale per Hillary, icona gay.

Con lei la creatrice di «L-Word» e la tennista King.
(Paolo Valentino - Il Corriere della Sera) Hillary Clinton diventò un'icona gay nella primavera del 2000, ancora first-lady degli Stati Uniti, quando marciò sulla Quinta Strada durante la New York's Pride Parade. Fu il suggello di una lunga storia tra la comunità GLBT (Gays, Lesbians, Bisexuals, Transgender) e i Clinton, forse la coppia politica che più ha lottato per lo status e i diritti civili degli omosessuali negli Stati Uniti.
I gay hanno sempre ricambiato tanta attenzione alla loro causa, mobilitandosi e votando in massa per Hillary nelle due volte in cui si è candidata al Senato. E anche quando ha deciso di puntare alla Casa Bianca, la comunità ha riconosciuto subito il suo candidato.
Il 5 febbraio scorso, nelle primarie di New York e California, gli Stati con la più grande popolazione GLBT, 2 gay su 3 hanno scelto Clinton.
Ma il fenomeno Obama non ha lasciato indifferenti gli omosessuali americani. L'insurrezione del cambiamento guidata da Barack, il suo messaggio trans-razziale e transgender hanno finito per inserire un cuneo nella loro fedeltà clintoniana. E i gay hanno avuto un ruolo nelle 12 vittorie consecutive, infilate da Obama dopo il Supertuesday.

«Hillary è ancora la prediletta, i suoi rapporti con noi sono antichi e profondi, ma non c'è dubbio che Obama stia recuperando terreno», spiega Steve Elmendorf, che fu uno degli strateghi di John Kerry e ora appoggia l'ex first lady.
Il più celebre voltafaccia è stato quello di David Geffen, il tycoon di Hollywood co-fondatore di DreamWorks, apertamente gay e già grande elettore di Bill Clinton, diventato uno dei sostenitori più impegnati di Obama, per il quale ha raccolto 1,3 milioni di dollari.
Anche la cantante Melissa Etheridge, che nel 1993 organizzò il primo ballo inaugurale per gay e lesbiche durante l'insediamento di Bill Clinton alla Casa Bianca, ha scelto Obama.
Rimangono invece fedeli a Hillary l'ex campionessa di tennis Billie Jean King, la creatrice della serie- cult televisiva «L Word» Eileen Chaiken e Bruce Cohen, produttore di film come American Beauty.

Non che le posizioni dei due candidati democratici sulla GLBT community divergano molto. Entrambi vogliono il riconoscimento delle unioni civili, ma respingono il matrimonio gay. Chiedono più fondi per la lotta all'AIDS. Vogliono inasprire la legge contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro. Vogliono porre fine all'ipocrita regola del «don't ask don't tell», non chiedere, non dire, nei ranghi dell'esercito, dove si può essere gay ma tacendo.
L'unica grossa differenza è che Barack promette di abolire una legge del 1996, firmata da Bill Clinton sotto la pressione del Congresso repubblicano, che proibisce il riconoscimento federale dei matrimoni gay. Hillary vuole invece abolirne solo alcune parti.
Obama ha corteggiato in modo pesante i gay, negli ultimi mesi. Forse perché doveva farsi perdonare la gaffe di ottobre, quando invitò a una sua manifestazione un popolare cantante gospel, Donnie McClurkin, più noto per aver definito l'omosessualità un peccato.

In febbraio ha comprato un'intera pagina di pubblicità sui principali giornali gay in Texas e Ohio, pubblicando una lettera aperta al popolo GLBT. «È in gioco la possibilità per questa nazione di confermarsi all'altezza della promessa di uguaglianza dei suoi fondatori, trattando tutti i suoi cittadini con dignità e rispetto».
L'appello ha funzionato solo in parte, Hillary ha vinto in entrambi gli Stati. Ancora una volta, gay e lesbiche hanno preferito la loro icona.

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domenica 2 marzo 2008

Sanremo 2008. Tricarico beniamino dei gay vince il premio della critica. Polemica, si sapevano da martedì i vincitori. I video.

(Max Forte -All News) E' Francesco Tricarico il beniamino scelto dalla comunità Lgbt per Sanremo 2008. Suo il Premio della Critica intitolato a Mia Martini. Ha vinto con 30 voti il Premio della critica intitolato a Mia Martini - sezioni Campioni. Hanno votato 132 colleghi accreditati presso la sala stampa Ariston Roof. Voti validi 114, schede nulle 18. Al secondo posto Sergio Cammariere (28 voti), seguito da Frankie Hi-Nrg mc (11). Poi Max Gazze' (10 voti), Gio' di Tonno e Lola Ponce (5), Eugenio Bennato, Anna Tatangelo, Tiromancino, Mario Venuti (4), Toto Cutugno, Paolo Meneguzzi (3 voti), Finley, L'Aura (2 voti), Gianluca Grignani, Little Tony, Mietta, Fabrizio Moro (1 voto). Tricarico e' vestito dal marchio onlus Codiceasbarre delle detenute del carcere di Vercelli.
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SANREMO: ERA GIA' TUTTO DECISO? NOMI DEI VINCITORI GIA' NOTI DA MARTEDI' SCORSO
(Prima) Tutto era già scritto? Come al solito le ombre e i dubbi sul Festival si riaffacciano puntualmente. Questa volta le velate accuse arrivano dall'Associazione Telefono Antiplagio che già nei giorni scorsi aveva annunciato di conoscere i nomi dei vincitori, grazie ad una telefonata anonima. "Come dichiarato il 27 febbraio scorso - spiegano in una nota - confermiamo che l'anticipazione a Telefono Antiplagio del nome del vincitore del Festival di Sanremo ha avuto riscontro ed e' documentata, con data certa, su Youtube. La segnalazione pervenutaci riguardava anche il nome del vincitore della categoria ''giovani'' (i Sonohra) e le notizie sul plagio di Loredana Berte'. Telefono Antiplagio, per non condizionare l'organizzazione e le giurie, non aveva fornito ulteriori particolari, ma aveva dichiarato che avrebbe certificato le indiscrezioni. E infatti da martedi' 26 e mercoledi' 27 febbraio, su Youtube, sono riportati gli annunci di vittoria di Gio' Di Tonno & Lola Ponce, dei Sonohra, e le rivelazioni sul caso Berte': notizie talmente esplicite da far diventare superfluo ogni commento. Telefono Antiplagio si rifiuta di credere che a Sanremo fosse gia' tutto deciso e preferisce pensare ad un evento casuale".
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LOLA PONCE GIO DI TONNO E LOS VIVANCOS SANREMO 2008.

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SONOHRA - "L'Amore" [FINALE].

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sabato 1 marzo 2008

Nasce a Roma, sabato 1 marzo, l'associazione radicale "Certi Diritti".

Tutela dei diritti civili, liberazione sessuale, lotta alla violenza omofobica e transfobica, iniziative per la riforma del diritto di famiglia.
(Agenzia radicale) Nasce a Roma il 1 marzo 2008 l'Associazione radicale 'Certi Diritti'. L'Associazione oltre a battersi sui temi della liberazione sessuale, caratterizzerŕ il suo impegno nella promozione di iniziative politiche, giuridiche e culturali finalizzate alla tutela dei diritti civili in materia di identitŕ di genere e per la promozione di campagne informative sull'educazione sessuale, contro ogni forma di violenza omofobica, transfobica, contro la penosa, umiliante e discriminatoria legge 40 sulla fecondazione assistita e per promuovere campagne contro la violenza sulle donne.

Con questi e altri obiettivi l'Associazione intende essere protagonista della Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia e ispirare il suo impegno alle lotte nonviolente di quanti hanno combattuto e vinto il razzismo, la segregazione e la discriminazione per garantire l'importanza dell'affermazione ovunque dei diritti civili.

L'Associazione dedica le sue iniziative alla memoria di Makwan Moloudzadeh (il ragazzo di 21 anni impiccato in Iran il 5 dicembre 2007 perché accusato di aver commesso atti omosessuali) e a coloro che hanno sofferto abusi , discriminazioni e violenze a causa del proprio orientamento sessuale.

I lavori del Congresso costitutivo, che saranno preceduti da una serie di Relazioni sui temi dei diritti civili, ai quali parteciperanno parlamentari e dirigenti radicali, si svolgeranno sabato 1 marzo, a Roma, dalle ore 9.30 alle ore 20, presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, Via Quattro Novembre, 149 (tra Via Nazionale e Piazza Venezia).
In apertura dei lavori sono previste le seguenti Relazioni:

  • Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia, Bruno De Filippis, Giurista;
  • Le famiglie nella Costituzione, cosa non dice l'art. 29. Trucchi e manipolazioni nel dibattito pubblico; Mario Di Carlo, Avvocato;
  • La rete Lenford, avvocatura per i diritti LGBT Associazione italiana di avvocati che si occupa della tutela giudiziaria delle persone (e coppie) omosessuali. Francesco Bilotta, Avvocato, Docente di Diritto Privato presso l'Universita'di Udine.
  • Il movimento di liberazione sessuale, alcune proposte di azione, Enzo Cucco, Direttore Fondazione Sandro Penna di Torino;
  • L' Europa dei diritti, di Ottavio Marzocchi, radicale, funzionario del Gruppo Alde del Parlamento Europeo;
  • Le adozioni per le persone gay, perché no? di Chiara Lalli;
  • Il no al registro delle unioni civili a Roma , di Massimiliano Iervolino, Segretario Radicali Roma

Per Informazioni certidiritti@radicali.it
Ufficio Stampa: 337-798942

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venerdì 29 febbraio 2008

Sanremo. Anche i gay spagnoli dicono la loro opinione sul brano della Tatangelo. Scialbo ma positivo.

Occorre non rendere omosessuale un 'personaggio'.
(Apcom) La canzone 'Il mio amico' di Anna Tatangelo non entusiasma gli omosessuali spagnoli. Antonio Poveda, presidente della Federazione Statale di Gay, Lesbiche e Transessuali spagnola (Felgt), ha dichiarato ad Apcom di nutrire dei dubbi sull'effetto che puo' avere una canzone che utilizza molti stereotipi per parlare dell'omosessualita' e lo fa con un tono, tutto sommato, "scialbo". Pero' crede che le situazioni di Italia e Spagna siano differenti e che trattare il tema 'positivamente' possa in ogni caso aiutare a convincere la gente comune che tutte le relazioni hanno gli stessi diritti. Secondo Poveda, la canzone scritta da Gigi D'Alessio e' "piena di stereotipi che non vanno oltre cio' che rappresentano" e danno l'impressione che si trattino le persone omosessuali in un tono compassionevole, quasi pensando: "poveretto, che disgraziato che e'!". Anche se, aggiunge, "c'e' gente a cui serve che si parli dell'omosessualita'" anche in questo modo per far riconoscere socialmente che "tutti gli amori hanno diritto ad essere rispettati". Il presidente della Felgt crede che, sull'esempio di quanto successo in Spagna in alcuni serial televisivi, occorre inserire i personaggi omosessuali nelle 'storie' come un qualsiasi altro attore, senza che sia il loro orientamento sessuale a caratterizzarli. Ma ribadisce che "non c'e' alcun problema" se si parla dell'omosessualita' in "senso positivo", comunque lo si faccia. E che anche lo sfruttamento commerciale del tema e' "benvenuto" se combatte l'omofobia.

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mercoledì 27 febbraio 2008

Intenzioni di voto. Gay.it da i numeri del suo sondaggio ma al solito sono sballati. Messe insieme le percentuali analizzate danno il 110%.

Sondaggio elettorale tra i gay: il sito gay.it bisticcia con la matematica!

(Il mio canto libero) Ci risiamo... in piena campagna elettorale fioriscono sondaggi e commenti politici.
Tra gli altri non poteva mancare quello propinato gay.it ai propri elettori. di cui oggi leggevo gli esiti sul sito di gaynews. Incuriosito da quelle che mi sembrano delle imprecisioni risalgo alla fonte che non visitavo da quando avevo lanciato il boicottaggio.
Bisogna innanzitutto precisare, cosa che il buon Daniele Nardini, direttore comunicazione di gay.it non fa, che questo sondaggio NON ha alcun valore statistico in quanto non è stato sotoposto a un campione statistico ma a un inidentificato pubblico di visitatori di un sito internet*, non in grado di rappresentare la popolazione glbt in generale.

Tra l'altro in home page, collegato in basso all'articolo sul sondaggio, si vede il titolo di un articolo, decisamente fuorviante (di cui avevo letto qualche giorno fa la caustica critica), che sostiene che il PD sarebbe favorevole al riconoscimento di coppie gay e reati omofobici, cosa non corrisponde al vero ma che avrebbe potuto per lo meno condizionare le preferenze espresse nel sondaggio del medesimo sito
Anche fatta questa premessa lasciano per lo meno perplessi l'interpretazione dei numeri per cui è meglio passare alla lettura integrale del pezzo...
"Il Partito Democratico ottiene il 50% delle preferenze di gay e lesbiche. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Gay.it al quale hanno partecipato circa 10.000 lettori.
La Sinistra Arcobaleno, invece, raccoglie il 15% dei voti fra i nostri lettori. Buono anche il risultato ottenuto dai Socialisti di Enrico Boselli che ottengono il 5% delle preferenze. Ben altra cosa rispetto al dato nazionale che li vede al momento a 1%. Merito, sicuramente, delle posizioni sostenute da questo partito che, sui temi gay, procede senza esitazioni.
Il Popolo della Libertà di
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini raccoglie il voto di un gay su tre. Il dato rimane sostanzialmente immutato rispetto alle intenzioni espresse dai lettori alla precedente tornata elettorale nonostante Berlusconi, durante il periodo in cui ha governato Romano Prodi, sia cresciuto a livello nazionale di 10/15 punti percentuali rispetto al centrosinistra.
I "piccoli" del centro cattolico si spartiscono uno scarso 3%: Casini è al 2%, Rosa Bianca ottiene lo 0,3%, Udeur lo 0,5%. Meno di quanto riesce a conquistare La Destra di Storace alla quale va comunque il 4% delle simpatie. Si deve accontentare del 1,6% il PCL di Ferrando".

Se facciamo due conti con le percentuali raccontateci dal volenteroso Nardini arriveremmo intorno al 110%, e capisco che quando si commentano i sondaggi qualche arrotondamento ci può stare, ma questo è un po' troppo e allora cerchiamo dei lumi nella tabella con le preferenze espresse che accompagna l'articolo...
Scopriamo, intanto, che il PD viene considerato insieme all'Italia dei Valori e raccoglie il 48,46%, ma il dato più macroscopico e che PDL+ Lega Nord+ MpA ottengono in realtà il 23,65% delle indicazioni di voto... come queste si siano traformate in "un gay su tre", pari quindi a un 33,33% è un mistero che solo un buon alchimista o Gesù Cristo, che come sappiamo moltiplicava pani e pesci, potrebbero spiegare. Ma la chicca deve ancora arrivare nel commento finale dell'articolo che vi ho conservato:
"Non sorprende vedere come, nonostante la Sinistra Arcobaleno sia più determinata del PD a portare avanti le istanze dal mondo gay, Bertinotti raccolga solo un terzo delle preferenze espresse. La comunità lgbt ha ancora fiducia nel partito di Veltroni nonostante sui temi a lei cari - DiCo, Cus, omofobia e stalking - abbia ricevuto delusioni cocenti dal precedente governo. Gay e lesbiche hanno capito che lo scontro tra laici e cattolici è una questione che non può essere portata all'estremo. Per questo Veltroni ha una grande responsabilità nei confronti della comunità lgbt che, a quanto sembra, è intenzionata a rinnovare la fiducia alla sua parte politica".
Soprassediamo sulla convinzione che i gay abbiano capito che lo scontro tra laici e cattolici non può essere portato all'estremo. Questa estremizzazione in Italia non esiste e se esistesse non sarebbe condotta e rappresentata dalla Sinistra Arcobaleno, purtroppo, come ha dimostrato, per esempio, il voto per garantire l'esenzione dell'ICI ai beni ecclesiastici.

Ad ogni modo scopriamo che il 15,46% delle preferenze destinate date alla Sinistra (prima le uniche arrotondate al ribasso come 15%) divengano adesso in conclusione "un terzo". Nel corso dell'articolo hanno fatto a tempo anche loro a moltiplicarsi, con straordinari risultati!
Consiglio a Daniele Nardini: se vuole continuare a commentari sondaggi ripassi le tabelline e le frazioni... eviterebbe inutili brutte figure e commenti velenosi come quello rilasciato da federicotm "complimenti al compilatore 23,65 = un gay su tre. Due braccia ingiustamente strappate all'agricoltura".
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Ndr. *Vogliamo aggiungere che con ogni probabilità non sono tutti gay coloro i quali hanno votato per cui non è assolutamento rappresentativo delle intenzioni di voto dei gay.

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mercoledì 13 febbraio 2008

Alla ricerca del voto gay: Il Pd degli illusi che illudono.

iMille si chiedono:

Certo che no.
Avere una rappresentatività GLBT sarà una condizione necessaria ma assolutamente non sufficiente per dare al PD la patente di partito laico. Certo pero' che avere Binetti e Bobba in parlamento nel PD e tutti i parlamentari GLBT in altri gruppi (Mancuso, Luxuria, Grillini, Silvestri, etc.) non sarebbe di certo un buon inizio.

Esilarante vero? E noi ci domandiamo: Ma e che ci fanno degli esponenti Glbt (com'è stantio questo termine...) assieme alla Binetti e Bubba? L'uncinetto? Probabilmente si, è l'unica cosa che possono fare assieme visto che non ci sono speranze di avere punti in comuni soprattutto per i diritti dei Glbt? No?
Un bel Panettone questo Pd, c'è dentro di tutto...

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