banda http://blografando.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta ultras. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ultras. Mostra tutti i post

domenica 7 settembre 2008

Aggressione a Napoli. Quell'ultrà di Piazza Bellini era sul treno per l'Olimpico.

Le associazioni gay pensano a organizzare una manifestazione nazionale in città.

(La Repubblica) Pallone e violenza. La coesistenza stretta fra questi due mondi è confermata dall´arresto ieri di un uomo ritenuto fra i responsabili dell´aggressione, avvenuta una settimana fa, a tre ragazze lesbiche in piazza Bellini. Il punto è che l´arrestato è un ultrà del Napoli, che ha ammesso di aver partecipato alla disgraziata spedizione di domenica scorsa a Roma. L´episodio ai danni delle ragazze lesbiche avvenne nella notte fra il 29 e il 30 agosto. Tre giovani furono affrontate a male parole e una di esse venne sfregiata con un bicchiere. La polizia si è messa subito sulle tracce del gruppo di aggressori, anche grazie alla collaborazione delle vittime e delle associazioni gay. Si è giunti così ieri all´arresto di Luigi Del Bono, 36 anni, con l´accusa di tentata violenza sessuale e lesioni aggravate in concorso con altre persone che naturalmente sono ancora in fase di identificazione. Del Bono è stato catturato all´interno di un albergo di via Mezzocannone, dove aveva trovato rifugio. Ad arrestarlo sono stati gli uomini del commissariato Decumani, guidati dal vicequestore Maurizio Casamassima. Ultrà dichiarato, Del Bono è anche pregiudicato con precedenti in tema anche di devastazioni e saccheggi. I reati tipici insomma degli ultras in trasferta. E infatti era sul treno per Roma domenica scorsa anche se ha negato di aver partecipato a incidenti. Circostanza che naturalmente è ora al vaglio della Digos.

Di sicuro da ieri Del Bono è accusato anche di un atto di tipica violenza urbana, che si inscrive nel clima di crescente omofobia in varie città italiane. L´Arcigay di Napoli aveva già denunciato a luglio una aggressione a due giovani gay all´interno di un convoglio della Circumvesuviana. E nessuno ha dimenticato le aggressioni dell´agosto 2007 ai danni di ragazzi gay, sempre a piazza Bellini (nella foto sopra una manifestazione contro l´intolleranza). Episodi a cui fa esplicito riferimento la nota con la quale Arcilesbica Napoli commenta l´arresto di ieri: «Un anno è trascorso, ma non inutilmente. É stato infatti un periodo pieno d´iniziative finalizzate al coinvolgimento della cittadinanza nella lotta all´omofobia. Riconfermiamo la nostra denuncia nei confronti di autorità statali e locali, che mancano di portare a realizzazione pratica uno stato sociale di diritto in grado di garantire pari diritti e pari dignità a tutti i cittadini, siano donne, immigrati, omosessuali o transessuali». E, mentre analoga soddisfazione viene espressa dall´avvocato Elena Coccia per la «Associazione giuristi democratici» che assiste le tre vittime, si lavora a una manifestazione nazionale da tenersi a Napoli, come rivela l´assessore comunale Valeria Valente: «Domani dovremmo avere un incontro con le associazioni LGBT (è la sigla che racchiude i sodalizi lesbian, gay, bisexual e transgender, ndr) per approntare una piattaforma comune».

Probabile che la convocazione della manifestazione scatti per fine settembre. D´altro canto negli ambienti gay napoletani si lavora anche alla possibilità di convocare il gay-pride del 2009 a Napoli. Intanto Valente plaude alle forze dell´ordine: «A loro va il compito della repressione, che è una delle strade da perseguire. A noi spetta l´altra, quella della prevenzione, per promuovere l´integrazione, far sì che le differenze siano percepite come un valore, non un problema. Spero che così la parte migliore di Napoli dia alla città il ruolo che merita e continui a relegare i protagonisti di questi episodi lì dove sono, in una ristretta minoranza».

Sphere: Related Content

giovedì 4 settembre 2008

Napoli, Piazza Bellini: Graffiti e sfotto ai gay.

(Luca Marconi - Il Corriere del Mezzogiorno) Ci hanno provato ad avvicinarli, nel vero senso della parola, senza «saperli in guerra», almeno due fotografi napoletani, Mario Spada e Nicolas Pascarel, con qualche successo. Ed un giovane scrittore che si è infiltrato in Curva B, Angelo Petrella. E l'elenco si esaurisce qui. Vivono (anche) ai margini dei caffé di piazza Bellini, i ragazzi dei quartieri che si riconoscono nel tifo ultrà. Più o meno rispettosi degli esercenti, ma a modo loro: pronti, come è successo, anche ad intervenire in modo violento per sedare una chiassosa rissa tra avventori o peggio, una lite tra un cliente ed il titolare di un bar, da «proteggere » anche se il favore non è richiesto, perché la piazza è casa loro. L'emiciclo del centro storico, come tanti altri angoli della città, da Porta Capuana al corso Vittorio Emanuele e persino la scogliera di Mergellina, mostra un grande marchio dei Mastiffs davanti alle rovine romane. Fino a dieci anni fa, negli anni del recupero autonomo della piazza, poco prima del restyling comunale e dell'ennesima polemica sul progetto di Uberto Siola, gli avventori usavano termini come «integrazione», «dialogo », «marginalità» in riferimento ai tifosi. Poi sono apparsi striscioni contro i gay (nel 2003) e da allora in piazza si sono ripetutiti episodi di aggressione ai danni dei «diversi», ai quali hanno fatto seguito marce e proteste. La premessa non è delle migliori, ma eloquente: un giovane senza Santi, senza aspettare domande si fa: «Ma tu, sai cos'è il panico?». Probabilmente no. Fine delle comunicazioni. Nella notte tra sabato e domenica è stata sfregiata una ragazza diciannovenne, «rea» di aver vistosamente baciato un'amica. «Circola troppa droga — non ne fa mistero nemmeno un esercente che si guarda bene dal rivelarsi —. E allora può capitare che una ‘‘stranezza'', come il bacio tra due lesbiche, scateni un violento su di giri più del solito ». Contro la coppia è stato scagliato un bicchiere che ha ferito al volto una delle due. Un gestore, poi, avrebbe anche sconsigliato la denuncia, nel tentativo di preservare l'equilibrio della piazza. Gli ultrà però, questa volta potrebbero anche non centrare per niente: ne sono convinti un consigliere municipale ed un avvocato che ha assistito all'aggressione: le ragazze sarebbero state aggredite da un ex parcheggiatore, dicono. La piazza intanto si spacca: tra chi considera i sedicenti tifosi «animali» di cui avere paura, protocamorristi che «tengono in ostaggio i locali » e chi sdrammatizza e invece mette sotto accusa Comune e borghesia, sottolineando come ai residenti del centro storico non sia riservata mai una fetta di torta, nessuna partecipazione. Dice Attilio Wanderlingh, patron del caffé-casa editrice Intra Moenia, tra i protagonisti della rinascita della piazza: «Abbiamo un rapporto di dialogo coi giovani del posto come lo deve avere l'intera città, ma ha il limite preciso ed invalicabile del reciproco rispetto. Purtroppo negli ultimi dieci anni è venuto a cadere un tessuto di volontariato laico e cattolico e di associazionismo che cementava questa società, tantissime realtà sono scomparse proprio nel centro antico, con le sezioni di partito e gli ambientalisti. Una tabula rasa che interrompe ogni comunicazione». «Ma l'errore della dirigenza della città e probabilmente anche nostro — continua Wanderlingh — è che questi strati sociali non sono coinvolti nello sviluppo turistico. Pensiamo all'artigianato artistico: da anni se ne annuncia il recupero con l'immissione in un circolo virtuoso. I pochi guadagni non appartengono agli indigeni, per i quali turismo e commercio non sono fonte di guadagno se non con atti predatori. Non siamo riusciti ad impiegarli nelle attività più umili, i nostri lavapiatti e trasportatori sono studenti. Sono per una posizione netta, ferma e decisa di controllo preventivo ma anche di rapporto culturale ed economico. L'una cosa senza l'altra è velleità: se offri solo il bastone hai perso, solo la carota è uno spreco. Le cooperative fasulle, ad esempio, quella è carità». Il regista Vincenzo Maria Lettica è tra i più assidui frequentatori di piazza Bellini: «Fanno paura, non c'è verso. Ma sono anche giustificabili, tenuti fuori da tutto come sono». Come anche il sassofonista Daniele Sepe: «Io non esagererei, piazza Bellini non fa eccezione dal resto di Napoli, a parte qualche episodio violento la convivenza mi sembra abbastanza buona e poi i graffiti a me non dispiacciono, una città senza graffiti è triste. Questi ragazzi abitano qua, questa è casa loro, ma sono tenuti al margine di tutto, non si tratta di fare il buonista, le cose stanno così. Poi a me che vivo da sei anni al centro storico non è mai successo nulla, sarà che vado in giro stracciato, ma una volta sola sono stato rapinato, della videocamera, è successo a Bolzano e non ho potuto presentare la denuncia: un napoletano rapinato a Bolzano, sai che scuorno ». Ed il consigliere municipale Pino De Stasio, titolare di un bar: «Ogni sera a via Costantinopoli ci sono pattuglie dell'esercito e dei carabinieri, il centro è controllato, io stesso sono stato fermato un paio di volte. Quel che è accaduto alle due ragazze alle due di notte ha che fare con un'altra vicenda, di razzismo ed omofobia, e qui si dovrà rispondere prontamente con una nuova marcia. E di sicurezza: evidentemente la piazza richiede anche controlli notturni ». Ci hanno provato, a gennaio scorso, i dipendenti comunali a cancellare le scritte degli ultras almeno dalla facciata di San Lorenzo Maggiore, su richiesta di un consigliere di quartiere sconcertato dalle proteste di una scolaresca del Nord: «Ma non è stato possibile pulire — ammette il consigliere —. Ed i comunali non hanno alcuna intenzione di riprovarci».

Sphere: Related Content

lunedì 1 settembre 2008

Napoli: Ragazza lesbica sfregiata da un ultras.

In piazza Bellini l'anno scorso un episodio analogo: le associazioni manifestarono. Un giovane si toglie le mutande e insulta alcune ragazze gay. Poi ne ferisce una con un bicchiere.

(Amalia De Simone) Le ha tagliato la faccia colpendola con un bicchiere dopo averla insultata e molestata spogliandosi dei jeans e delle mutande: "lo vuoi il pisello? Lo vedi lesbica di merda?". È successo ad una ragazzina non ancora ventenne rea di aver rivolto un gesto affettuoso alla sua innamorata in una delle più note e affollate piazze della movida napoletana. Un episodio gravissimo di omofobia che arriva, quasi come fosse un vergognoso rituale di fine estate, a "celebrare" l'anniversario della sassaiola contro i gay da parte di un gruppo di ragazzi simpatizzanti di un'organizzazione di tifosi del Napoli, avvenuta proprio un anno fa. Allora l'episodio scatenò polemiche e ben due manifestazioni pubbliche contro l'omofobia. Non è bastato. L'onta della discriminazione e dell'intolleranza sporca ancora una volta piazza Bellini, la bellissima agorà amata dagli stranieri
che da anni riunisce davanti ai decumani diverse realtà di studenti, musicisti, magistrati, scrittori, intellettuali, gruppi di tifosi e tradizionalmente anche gay, grazie ad una serie di iniziative culturali e di socializzazione di arcilesbica.
Erano le due della nottata tra venerdì e sabato: la piazza, secondo il racconto di alcuni testimoni, era ancora viva, e tra i tanti giovani c'era una tavolata di una decina di amici. tra loro, anche due ragazze inequivocabilmente innamorate che partecipavano alla serata occhi negli occhi. Un abbraccio di troppo ha inspiegabilmente infastidito un giovane che sostava con alcuni amici nei pressi delle rovine archeologiche. "Era fuori di testa, si vedeva lontano un miglio
- ha raccontato un ragazzo presente in piazza con la sua comitiva - si è staccato dal suo gruppo e come una furia si è avvicinato a quelle ragazze. Io lo vedevo di spalle: si è abbassato i pantaloni e le mutande e ha cominciat ad urlare insulti e volgarità". "Qualcuna si è alzata dal tavolo spaventata - aggiunge un'altra testimone - e lui ha provato addirittura ad inseguirla.
Poi alcune ragazze del gruppo hanno risposto alle provocazioni e lui, completamente invasato, le ha aggredite fino ad afferrare un bicchiere e scaraventarlo contro una di loro chiamandola "lesbica di merda". La ragazza, giovanissima, sanguinava: aveva un taglio profondo tra il naso e la fronte e un altro sopra la bocca. A quel punto sono intervenuti alcuni amici dell'aggressore che, capita la gravità della situazione, hanno cercato di calmare le acque, hanno immobilizzato il loro amico e lo hanno portato via". Secondo i presenti in piazza, la vittima dell'aggressione avrebbe voluto allertare le forze dell'ordine ma sarebbe stata dissuasa da alcune persone che le avrebbero chiesto di non creare scompiglio in zona e suggerito inoltre che non sarebbe stato opportuno "mettere i suoi affari in piazza". Non è chiaro quindi se successivamente le ragazze si siano rivolte alla polizia. "L'assenza di denuncia è uno degli elementi più sconcertanti di questa vicenda. - commenta la presidente di Arcilesbica Napoli Giordana Curati - È grave che anzichè supportare queste ragazze, i presenti le abbiano scoraggiate soprattutto se è successo per ragioni "commerciali". Sarebbe stato utile anche un esposto in forma anonima: la polizia ha già in passato monitorato la piazza per episodi analoghi. Siamo rimaste qui cercando un incontro e senza provocazioni. A questo punto ci facciamo carico noi dell'associazione di denunciare questo gravissimo fatto all'opinione pubblica. Cercheremo le vittime dellaggressione perché l'arcilesbica esiste anche per essere al fianco delle ragazze omosessuali che si trovano a dover affrontare situazioni più grandi di loro.
---

La ragazza sfregiata a Napoli da un ultras. Le dichiarazioni di Arcilesbica.

Ecco l'omofobia legittimata "La politica è responsabile".
La deriva omofoba arriva alla vigilia di una manifestazione (già programmata) di Arcilesbica, arcigay, I Ken e Mit contro l'intolleranza e l'ignoranza.
«Sono molto preoccupata - confessa la presidente di arcilesbica Giordana Curati - e mi inquieta questa diffusa convinzione dell'inutilità della denuncia.
Un atto come quello capitato venerdì non può restare impunito. soprattutto perchè i "personaggi" della piazza li conoscono tutti e quindi l'autore di questo episodio che sfiora la molestia sessuale oltre che le lesioni, può essere individuato. In genere sono ragazzi che a loro volta vivono situazioni di marginalità e disagio. Inoltre va detto che all'assenza di qualsiasi forma di intervento politico per l'integrazione si sono aggiunti tanti interventi pubblici contro i gay che
hanno creato anche un senso di legittimazione a compiere violenze del genere. Eppure
la ministra per le pari opportunità in una delle sue prime uscite disse che l'omofobia non esiste"».

Sphere: Related Content

lunedì 21 gennaio 2008

In treno, di sera, in compagnia di quattro ultras alla ricerca di facili risse.

Resoconto dettagliato di centododici minuti di viaggio domenicale su un interregioanle Trenitalia.

(Jean Paul Satrape - La manica tagliata) Torno da Rimini dove ho lavorato sabato e dove domenica mi sono concesso una giornata tranquilla. Il mio vagone è vuoto. Alla mia sinistra quattro giovinastri-figli-della-curva. Si insultano, si picchiano, si provocano, prendono in giro il controllore. Con la coda dell'occhio mi controllano cercando una mia possibile reazione, che non avviene. Non reagisco mai all'idiozia, non perché m'intimidisca, al contrario mi diverte, ma per evitare che si trasformi in violenza. che è ciò che questi cercavano. Abbigliati in maniera quasi del tutto identica, età media 28 anni, discorsi vuoti e del tutto privi di senso, farciti di una serie di neologismi ignoti ai più e che fanno del loro sproloquiare un ''gergo'' nel senso peggiore della parola. Si congratulano tra loro per la fantastica ''trasferta'' (e durante il delirante scambio di battute registro una ventina di ''cazzo'', una ventina di ''vaffanculo'' e altreattanti ''succhia, succhia''...), uno di questi poi chiama la madre per avvertirla che non rientrerà a cena. Il cambio di scena è degno del miglior regista. Occhio umido e sguardo umile, voce bassa e rispettosa, scuse sussurrate. Chiuso il telefono è nuovamente il caos. Io sono arrivato e mi alzo. Uno di loro mi sorride e si scusa. Mentre sto scendendo una signora ultracinquantenne abbigliata come una teenagers si lamenta a voce altissima di ''quegli scalmanati che stanno distruggendo il treno'' e ironizza sulla controllora trentenne che non si rende conto di niente. La osservo e mi viene da dirle che nessuna sembra rendersi conto di niente e che per questo l'idiozia è assurta a ruolo di idolo. Ma non mi va di sprecare tempo e me ne vado. Con la consapevolezza che forse sono un po' colpevole anch'io.

Sphere: Related Content