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mercoledì 27 agosto 2008

Per tagliare il collo al pollo incidentalmente si taglia il pene e il cane se lo mangia.

Una ricostruzione tragicomica dell'incidente occorso ad un romeno racconta che l'uomo è sceso in cortile in piena notte, nudo, per tagliare il collo a un pollo che faceva rumore e non gli permetteva di chiudere occhio, ma si è sbagliato e ha tagliato il suo pene. E' accaduto in Romania, in un villaggio vicino a Galati. Protagonista un uomo di 67 anni, Constantin Mocanu. E se possibile la vicenda ha ancora più dell'incredibile: il pene, caduto a terra, è stato prontamente divorato dal cane di Costantin.

La terribile vicenda è stata raccontata dall'uomo dopo essere giunto in ospedale in evidente stato di choc. "L'ho tagliato io confondendolo col collo del pollo", ha ammesso il malcapitato che nel giro di pochi minuti ha visto consumarsi sotto i propri occhi una vera tragedia: dapprima il terribile errore, il taglio del pene al posto del collo del rumoroso animale, poi l'arrivo del cane che mangia quello che inavvertitamente e erroneamente era stato tagliato.

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domenica 29 giugno 2008

Nuove forme di pornografia Africana.

(Crimeblog) L’Europa, Francia e Inghilterra in primis, è tra i principali responsabili della sempre più fiorente industria pornografica africana, che si sta specializzando in forme estreme di pratiche sessuali come zoofilia, scatologia e chi più ne ha più ne metta.
Allettanti ma ingannevoli annunci di matrimonio su siti internet, chat e addirittura in alcune riviste attirano sempre più giovani ragazze africane si ritrovano intrappolate nell’industria pornografica occidentale.
Troppo spesso, però, non si tratta di semplici atti sessuali, ma di vero e proprio orrore per soddisfare i capricci di una sessualità perversa di alcuni uomini: scene di sesso con animali, escrementi, oggetti affilati e cera bollente possono far guadagnare fino a 4.500 euro all’ora ed è proprio di fronte a cifre come queste che ragazzine innocenti decidono di non tirarsi indietro pur di mantenere le loro famiglie.

Nei video, che hanno una specifica clientela ed un fervente mercato nero, queste ragazze hanno rapporto sessuali di ogni genere con cani e animali di simil stazza, mentre vengono incitate con oscenità dalle persone presenti sulla scena.
Un’altra pratica consiste nel cospargersi di escrementi e mangiare vere e proprie pietanze a base di feci, umane ma anche animali, mentre è sempre più crescente la domanda di filmati in cui durante l’atto sessuale viene inflitto dolore fisico alle ragazze, tramite l’uso di coltelli e lame affilate, in veri e propri atti da kamikaze.
Perversioni e mostruosità fuori controllo che purtroppo trovano un mercato in netta crescita da un parte e povertà e disperazione dell’altra.

Per un ulteriore approfondimento sull’argomento, ecco il link del reportage firmato da Arnold Sènou e Theophilus O’Donkor per il sito Afrik.com, che segue da vicino un gruppo di ragazze protagoniste di una di queste pellicole.

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sabato 17 maggio 2008

Genova. L’archivio hard dell’infermiere insospettabile.

(Il Secolo XIX) C’è anche un genovese tra i 45 indagati a piede libero dal sostituto procuratore di Torino, Stefano De Montis. L’uomo, denunciato, ha 39 anni e vive in casa dei genitori nel quartiere di Castelletto. Durante le ore lavorative era un insospettabile infermiere, nel tempo libero, invece, si sbizzarriva sul web reperendo in vari modi immagini e filmati a carattere pedopornografico. L’infermiere non si è limitato a salvare le immagini sui supporti tecnologici in suo possesso (vale a dire l’hard disk del computer, e le varie chiavette usb), ma è arrivato perfino a catalogare con estrema cura su un album cartaceo fotografie di giovani e giovanissimi in pose audaci: in pratica selezionava e poi stampava su carta fotografica tutte le immagini che riteneva potessero soddisfare al meglio le proprie perversioni. La scoperta l’hanno fatta gli agenti della polizia postale che nei giorni scorsi hanno perquisito la sua camera da letto: l’uomo - che scambiava da tempo file illegali con utenti italiani e stranieri - era riuscito a nascondere la propria attività persino ai genitori con cui divide l’appartamento. Un archivio digitale quasi sterminato, il suo: la sorpresa per chi indaga sono stati invece gli album fotografici, catalogati con cura maniacale: le immagini al suo interno erano stampate in modo talvolta artigianale, ma più spesso su carta professionale. In mezzo alle pagine di alcuni album, l’infermiere aveva trovato posto anche per un altro tipo di immagini “forti” in cui si vedono adulti fare sesso con diverse specie di animali.

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lunedì 5 maggio 2008

Sesso tra gli animali. Lo strano caso pinguino e foca. Al Polo prove di sesso tra specie.

Ricercatori sudafricani hanno documentato i tentativi di accoppiamento tra un maschio di otaria e un pinguino reale. Comportamento mai osservato prima.
(Cristina Nadotti - La Repubblica) I ricercatori che hanno assistito all'insolita scena di sesso non credevano ai loro occhi, ma per fortuna avevano una videocamera e tutto è documentato. È la rivista scientifica Journal of Ethology a svelare che in Antartide alcuni ricercatori dell'Università sudafricana di Pretoria hanno osservato per 45 minuti i brutali tentativi di un giovane maschio di foca di accoppiarsi con un pinguino reale. Ora, è vero che sono numerose le specie animali che non disdegnano il "famolo strano" reso celebre dal film di Carlo Verdone, ma le perversioni, se tali possono chiamarsi, riguardano al massimo specie simili. Il caso osservato dai ricercatori sudafricani è invece il primo in assoluto, documentato, di tentato accoppiamento tra un mammifero e un uccello.

Gli studiosi erano su una spiaggia di Marion Island, un'isola vicino all'Antartide dove si trovano numerose colonie di foche e di pinguini reali, e stavano conducendo ricerche sui leoni marini. Quando hanno visto la foca avventarsi sul pinguino reale hanno pensato che lo volesse mangiare, ma lungi dall'afferrarlo con le fauci, l'otaria di circa 100 chili di peso si è sdraiata sul pinguino (circa 15 chili di peso, non si sa se maschio o femmina) e ha cominciato a strusciarsi sul poveretto cercando di penetrarlo. "I movimenti della foca erano inequivocabili - ha raccontato Nico de Bruyn del Mammal Research Institute di Pretoria - il giovane maschio alternava il movimento della copula a momenti in cui stava fermo sul pinguino. Il poveretto tentava di rimettersi in piedi sbattendo le ali, ma non riusciva a liberarsi dal peso del suo assalitore". Dopo circa 45 minuti di tentativi a vuoto il maschio di foca se n'è andato ributtandosi in mare e il pinguino è fuggito, apparentemente senza ferite. "Anche questo è strano: la foca avrebbe potuto farne un boccone e invece l'ha lasciato andare", ha osservato de Bruyn.

I ricercatori rimettono la loro scoperta al giudizio della comunità scientifica: "L'aggressione può essere sfociata in un atto sessuale in un secondo tempo - ipotizza de Bruyn - la foca era giovane, poteva essere un maschio troppo piccolo per l'accoppiamento con una femmina adulta, ma alle prese con la prima eccitazione sessuale. Potrebbe aver assalito il pinguino per mangiarlo, come è normale, poi potrebbe aver tramutato l'aggressione in una sorta di gioco, sfociato appunto in un gioco sessuale data l'eccitazione".

Sono speculazioni che potranno essere eventualmente convalidate da altre osservazioni. Di sicuro un comportamento di questo tipo non era mai stato documentato prima, perché, come detto, non c'è alcuna interazione tra le due specie se non per il fatto che l'uno è il predatore dell'altro. Sono molti gli animali tra i quali l'accoppiamento non è preceduto da un corteggiamento ma da una vera e propria aggressione e non è infrequente vedere cuccioli che mimano l'atto sessuale tra di loro, in giochi che si svolgono però tra esemplari dello stesso sesso. I pinnipedi come foche, otarie e leoni marini sono noti per le loro copule cruente, precedute da vere e proprie aggressioni ed è frequente che si accoppino tra specie simili (per esempio un leone marino con una foca) dando origini a degli ibridi. I pinguini reali, invece, sono noti per essere animali particolarmente fedeli: le coppie si formano per restare insieme per tutta la vita.

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domenica 3 febbraio 2008

La crudeltà del lusso.

(Trendelemburg) Non capita tutti i giorni di vedere un'immagine cosi: una modella vestita interamente di...... feti!

La FAADA (un'organizzazione animalista spagnola) ha creato questa campagna per portare avanti la sua lotta contro l'uso delle pelliccie.
Il focus è tutto su questa figura centrale, creato attraverso lo sfondo nero e la luce ad occhio di bue. Sembra quasi un dipinto del Caravaggio.
Ma lungi da rappresentare Madonne e conversioni, si afferma che uccidere animali per creare una soffice pelliccia equivale ad uccidere poveri innocenti come potrebbero esserlo i bambini appena nati.
Idea riproposta nel pay-off che afferma che "per fabbricare una pelliccia occorrono 120 pianti".

A me pare che la campagna abbia colto nel segno: un'efficace e ben fatta metafora visiva per dimostrare come il lusso e il glam del vestire una pelliccia naturale possano derivare da pratiche poco umane.
E voi che ne pensate?

Via adgoodness

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martedì 8 gennaio 2008

Se non ti ammali sei contro il sistema. La medicina ufficiale e le industrie chimiche-farmaceutiche.

(Franco Libero Manco - La leva di Archimede) I medici, i ricercatori scientifici, i vivisettori, il personale ospedaliero, infermieristico, le industrie chimiche e farmaceutiche… Che cosa farebbe questo sconfinato esercito di persone se la gente non si ammalasse? Se la gente vivesse e si alimentasse in modo sano e naturale a che servirebbero i dottori e le medicine? Il modo migliore per consentire il perdurare di questa situazione di gente malaticcia e bisognosa di farmaci è fare in modo che mangi la carne, cibi raffinati, conservati, trattati ecc.. La salute non rende mentre la malattia da sostentamento ad un esercito sconfinato di addetti ai lavori. E’ vero, “la categoria dei medici e le industrie farmaceutiche esistono perché esiste la malattia” (come è altrettanto vero che la malattia esiste perché l’uomo vive male e si alimenta peggio) come è altrettanto vero che queste categorie non traggono alcun vantaggio da una popolazione in salute, se non quella di reclutare nuovi pazienti. Se la gente smettesse di mangiare animali e derivati si verificherebbe:

  • Chiusura di 10 milioni di farmacie, sovraccariche di farmaci inutili e la conseguente riduzione del 90% dei prodotti venduti.
  • Impoverimento e degrado sociale dei cento milioni di medici: molti di quali dovrebbero adattarsi a fare altri mestieri.
  • Un milione di fabbriche e piccole fabbriche di farmaci dovrebbero chiudere o cambiare attività e produrre altre cose.
  • 10 miliardi di animali detenuti dovrebbero essere liberati dalle catene dagli allevamenti e dalle gabbie dei mattatoi. Un milione di allevamenti e un milione di macelli dovrebbero chiudere i battenti.
  • Allevatori, macellai, commercianti di bestiame, operatori del grande settore carne e produzione casearia, pellami e concerie varie, industrie di smaltimento dei residui animali dovrebbero rassegnarsi ad una conversione delle loro attività.
  • Decine di istituti sanitari tipo FDA, WHO, OMS tornerebbero ad essere piccoli e modesti uffici di raccolta e distribuzione dati e non più santuari sanitari che impongono al mondo la loro egemonia.
  • Decine di migliaia di funzionari sanitari dovrebbero tornare a casa. Niente più fondi governativi multimiliardari per trucchi e buffonate gigantesche tipo Aids, Sars e simili. Niente più fiumi di denaro stanziati per una ricerca inutile, stupida e crudele.
Questo meccanismo infernale, in cui la popolazione ignara ne paga le conseguenze, con prezzi inimmaginabili in risorse umane, sofferenza e numero di morti, vuole che l’individuo continui a vivere (o sopravvivere) concedendosi tutte le deviazioni, i vizi e gli abusi che richiede la società opulenta; vuole che l’individuo non rinunci a nulla nell’illusione che la medicina può far vivere in salute anche violando le leggi naturali, che non rinunci a nessun piacere, che non capisca dov’è la causa delle sue disgrazie, che non abbia il senso critico e si fidi ciecamente di ciò che giornalmente propinano i mezzi di informazione televisivi al servizio delle grandi case farmaceutiche e consegni inerte e fiducioso nelle mani dei centri di potere politico ed economico delle multinazionali la propria salute e la propria vita, convinto che quel che dice la televisione torna a suo beneficio.Abbiamo idea di quale rivoluzione può portare il regime vegetariano con il quale è possibile ridurre del 90% gli infarti, del 97% gli ictus e del 34% dei cancri? Oltre, naturalmente, le altre molte patologie correlate al consumo di carne e derivati animali, quali ipertensione, obesità, diabete ecc. E’ chiaro che la filosofia dei vegetariani deve essere ostacolata e possibilmente denigrata avvisando la popolazione che i vegetariani rischiano carenze alimentari (mai riscontrate e mai denunciate dagli più accreditati istituti di ricerca e dagli scienziati non prezzolati). Che i vegetariani s’improvvisano conoscitori della “complicata” scienza della nutrizione mentre è necessario consultare e… pagare un nutrizionista la cui scienza dimostrerà che per stare bene in salute occorre mangiare di tutto, praticamente quello che fanno tutti, senza bisogno di pagare nessuno. Per milioni di anni la specie umana non ha avuto bisogno di nutrizionisti e di medicine, come tutte le altre specie dei viventi, ora ha bisogno dell’uno e dell’altro: sarà per questo che è così malaticcia?
Così vanno le cose.

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domenica 6 gennaio 2008

La prostituzione dei macachi mette in crisi l'omosessualità come atto naturale.

(Temis) Una ricerca USA ha dimostrato che tra i macachi indonesiani lo spulciamento è il corrispettivo a cui sono tenuti i maschi per ottenere i favori delle femmine. Il c.d. "Grooming" è la diciamo così moneta ufficiale anche per stabilire le gerarchie interne ai gruppi. La prostituzione è, quindi, una fenomeno "naturale" (ossia non solo "umano"). Curioso. E dirompente. Sì, dirompente perchè, a ben vedere, la scoperta mette in crisi il tentativo di una certa cultura di dare un fondamento "naturale" all'omosessualità cercandone conferma nel comportamento degli animali. Ce ne siamo già occupati: nei paesi nordici è stata allestita una mostra di grande successo sull'omosessualità negli animali. In attesa che gli scienziati individuino il c.d. "gene gay" che consentirebbe di mettere definitivamente a tacere chi, come la senatrice Binetti, continua a ritenere l'omosessualità una malattia, la cultura gay aveva cercato nei comportamenti degli animali la conferma della naturalezza dell'amore omosessuale. Dopo la ricerca USA, possiamo concludere che tra gli animali ci sono sia i gay che le prostitute. Tanto basta per sostenere che anche la prostituzione è un dato naturale e, come tale, va riconosciuto e tutelato sul piano normativo? speriamo proprio di no. Certo è, però, che i politcamente corretti dovranno spiegarci per quale motivo la genealogia animale(sca) può giustificare il riconoscimento del diritto all'amore omosessuale e non alla prostituzione! (a questo punto è d'obbligo una precisazione: con queste considerazioni non vogliamo negare la libertà di amare degli omosessuali, ma mettere in discussione alcuni postulati delle loro rivendicazioni. Capiamo che per secoli sono stati emarginati e ci schieriamo a loro fianco nella difesa del loro diritto ad amare. Ma una cosa è difendere il "diritto ad amare" come espressione della persona umana, un'altra è pretendere il riconoscimento dell' "amore omosessuale" come "atto naturale foriero di diritti" (anche nei confronti dei terzi: i bambini/figli), almeno sino a quando gli scienziati non avranno dimostrato la base genetica dell'amore omosessuale.

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Castra figlio e dà la colpa al bassotto.

(Wnbc) L’emittente americana WNBC dà notizia di una madre texana arrestata per avere castrato il figlio neonato con un “oggetto affilato” non ancora identificato. Secondo quanto riferito, la donna aveva dato la colpa dell’incidente al suo bassotto, ma le perizie rilasciate da un veterinario e da un medico forense hanno chiarito che il cane non c’entrava. La signora è libera su cauzione in attesa dei processi per ferimento e per la determinazione della custodia del bambino.

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sabato 29 dicembre 2007

La Befana regala una calza, al Bioparco.

befana al bioparco(06 blog) Anche quest’anno la vecchina più famosa e generosa, la befana, a cavallo della sua scopa porterà tanti dolcetti, sorprese (ma anche carbone) ai più piccoli. Anzi in occasione del 6 gennaio, la Befana in persona regalerà a tutti i bambini in visita al Bioparco una calza. Dalle 9.30 un gruppo di animatori mascherati da animali, insieme alla Befana, accoglierà i bambini all’ingresso del giardino zoologico e li divertirà con giochi, quiz e storie.

Poi, dalle 12.00 elle 15.00 nella Sala degli Elefanti si svolgerà un concerto di musica per bambini e adulti a cura della Lotta’s Band con esibizioni intervallate da animazione. Alla fine, ci sarà il momento più atteso dai piccoli ospiti: la consegna delle calze a tutti i bambini.

Le attività sono comprese nel prezzo del biglietto di ingresso del Bioparco. Se stampate questa pagina avrete, però, uno sconto di 2 euro per l’acquisto di un biglietto intero. Per informazioni contattate il numero 063608211.

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venerdì 14 dicembre 2007

Le ragioni del moscerino gay.

Il comportamento di corteggiamento da parte dei maschi di drosofila verso esemplari dello stesso genere ha una base biologica, ma non è “cablato” nei circuiti neuronali

(Le Scienze) Se le cause dell’omosessualità nell’uomo continuano, e continueranno a a far discutere a lungo, come dimostrano le recenti affermazioni di Desmond Morris, nel caso - ovviamente ben più semplice - del moscerino della frutta, la situazione appare almeno in parte chiarita.

Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago diretti da David Featherstone ha infatti scoperto che nel moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) l’orientamento sessuale è mediato da una proteina, finora ignota, che regola la forza delle connessioni sinaptiche. Grazie a questa scoperta i ricercatori sono riusciti a ri-orientare le preferenze dei moscerini nell’arco di poche ore.

Come riferiscono sulla rivista Nature Neuroscience, Featherstone e colleghi hanno in particolare scoperto che nel moscerino della frutta quando un gene, chiamato GB o “genderblind“, subisce una mutazione, l’insetto diventa bisessuale. Lo studio di questo gene era in realtà partito dall’interesse dei ricercatori per il coinvolgimento della proteina che esso esprime nel trasporto del neurotrasmettitore glutammato al di fuori delle cellule gliali. Studi precedenti avevano mostrato che variazioni nella quantità di glutammato presente all’esterno delle cellule modificano la forza fra le giunzioni sinaptiche, che a sua volta influisce sul comportamento.

Nel corso di questi studi i ricercatori si sono accorti che tutti i moscerini maschi GB mutanti corteggiavano altri maschi. “Abbiamo così ipotizzato che i mutanti GB potessero mostrare un comportamento omosessuale a causa di una qualche alterazione delle loro sinapsi glutammatergiche”, ha detto Featherstone. In particolare, le sinapsi dei GB mutanti potrebbero essere più forti.

“Il corteggiamento omosessuale potrebbe cioè essere una sovra-reazione allo stimolo sessuale”. Per testare l’ipotesi i ricercatori hanno così iniziato ad alterare nei loro esemplari mutanti la forza di quelle sinapsi agendo, attraverso una serie di sostanze farmacologiche, su un meccanismo indipendente da GB. In tal modo sono riusciti ad accendere e spegnere a piacere il comportamento omosessuale dei moscerino nel giro di poche ore.

“E’ stato sorprendente - ha osservato Featherstone - non avrei mai pensato di poter fare una cosa del genere, dato che si suppone che l’orientamento sessuale sia ‘cablato’ nel cervello. Questo cambia drasticamente il modo in cui pensiamo questo comportamento”.

Featherstone e colleghi hanno ipotizzato che nel cervello del moscerino adulto siano presenti circuiti sensoriali a “doppia traccia”, uno che innesca il comportamento eterosessuale, l’altro quello omosessuale. Quando GB sopprime le sinapsi glutammatergiche, quest’ultimo verrebbe bloccato. Nel corso dello studio i ricercatori hanno poi studiato come ciò avvenga: in assenza dell’azione di soppressione di GB, i moscerini non interpretano più i segnali dei ferormoni allo stesso modo. “In particolare, i maschi GB mutanti non riconoscono più come stimolo di repulsione i feromoni maschili.”

Secondo Featherstone questa scoperta potrebbe prestarsi in futuro a una manipolazione di insetti nocivi in modo che, al posto di mettere in atto un comportamento distruttivo per l’agricoltura, fungano da impollinatori.

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mercoledì 12 dicembre 2007

Grido d’allarme da Bali: salviamo le foreste, salviamo il mondo.

http://www.flickr.com/photos/nbabaian/306392243/in/photostream/
(Panorama) Perfino i pinguini al Polo Sud perdono la strada a causa dell’innalzamento delle temperature (più 2,5 °C in 50 anni), provocato dall’effetto serra. E’ quanto emerge dal rapporto, del Wwf, presentato durante la tredicesima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Le emissioni dannose, però, potrebbero essere efficacemente assorbite dalle foreste: peccato che continuiamo a eliminarle a ritmi vertiginosi. Ora è giunto il momento dell’inversione di tendenza per la deforestazione selvaggia che affligge molte aree del mondo. La speranza è alimentata da uno studio (file pdf) realizzato dal Centro per la ricerca forestale internazionale (con sede centrale in Indonesia e uffici in Africa e America del Sud), e presentato a Bali. Esso riassume i risultati di più di un decennio di approfondite analisi delle cause politiche ed economiche all’origine della deforestazione su scala globale, sostenendo che esiste la possibilità di ridurre le emissioni di anidride carbonica attraverso incentivi finanziari che contrastino quelle cause, se i governi comprendono che esse sono troppo varie e articolate per essere affrontate in modo univoco in ambito politico. L’Indonesia, per esempio, vede sparire 1,9 milioni di ettari di foreste all’anno per l’incremento della domanda cinese di polpa di legno e di quella mondiale di olio di palma; per soddisfarle, viene ritagliato lo spazio necessario alle piantagioni adatte incendiando le torbiere (file pdf) e distruggendo le foreste pluviali, che vuol dire riversare nell’atmosfera 1,8 miliardi di tonnellate all’anno di gas serra. Diverse sono le dinamiche della deforestazione in altre parti del mondo; dal Sud America, dove il gran consumo di carne spinge a eliminare ogni anno 4,3 milioni di ettari per far posto ai terreni da pascolo, all’Africa subsahariana, dove la produzione di carbone e legna da ardere manda in fumo 4 milioni di ettari di foreste all’anno. Il rimedio sembra essere nel multimiliardario mercato globale delle quote di emissioni di anidride carbonica, che potrebbe considerare un buon investimento gli incentivi alle comunità locali per far loro preservare le foreste, anziché distruggerle. A condizione che gli stessi incentivi siano sufficienti ad opporsi alle logiche economiche nazionali che guidano la deforestazione, fornendo un’adeguata ricompensa per il servizio reso all’ambiente. E forse, si lascia intendere, alla possibilità di continuare a inquinare da parte dei Paesi più industrializzati, in grado di comprare così fuori dai loro confini la “ripulitura” dell’aria.

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mercoledì 28 novembre 2007

In carrozza! In Francia adesso si va in ufficio a cavallo.

http://www.flickr.com/photos/king-edward/344817532/
(Panorama) Da noi di fa un gran parlare di energie alternative e sistemi per ridurre le emissioni. In Francia al congresso dell’Associazione dei sindaci hanno riflettuto su una possibile soluzione: perché non impiegare veicoli a cavallo? Basta con i calessini per turisti, è ora che gli equini tornino ad essere utilizzati per i servizi che possono realmente rendere. Ad esempio la raccolta dei rifiuti, che copre tragitti brevi punteggiati da soste continue. Così 70 città francesi, ma altre 30 seguiranno l’anno prossimo, hanno già aderito all’iniziativa spronata, è il caso di dirlo, dagli Haras Nationaux, organizzazione nata per volere del Re Sole allo scopo di fornire cavalli per le campagne militari.

Lo raccontano sia Le Monde, sia The Independent, riportando tra gli usi che già si fanno dei veicoli a cavalli anche il servizio di scuolabus, assai pratico nei piccoli comuni e “molto pittoresco”. Gli Haras Nationaux hanno perfino presentato ai sindaci un prototipo di veicolo, hippoville, con freni a disco, fanalini e sedili rimovibili, del costo di 11.500 euro.
E se i critici obiettano che, lungi dall’essere a impatto zero, i cavalli producono un bel po’ di rifiuti, maleodoranti, che può essere complicato smaltire, i fautori del ritorno all’antico ribattono che viaggiare a ritmi più rilassati e lavorare a contatto con gli animali non solo inquina meno ma riduce anche lo stress. In Italia l’unica esperienza simile è stata quella degli asini di Castelbuono, impiegati dal Comune in provincia di Palermo per la raccolta dei rifiuti: peccato che abbiano fatto una brutta fine

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martedì 27 novembre 2007

Bando alle pelliccie di cani e gatti in Europa.

stop all'importazione di pellicce di cane e gatto dalla Cina. foto whiskymac(Ecoblog) Il consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea ha deciso di bandire l’importazione e il commercio di pellicce di cani e gatti. A proporre la questione sono stati, oltre all’Italia che le aveva rifiutate nel 2005, Danimarca, Grecia, Francia e Belgio, dove queste pelli sono già state escluse da giocattoli e abbigliamento.

La Lav commenta positivamente la decisione: “Un gesto di civiltà politica ed etica da estendere anche ad altri animali ai quali le pelli vengono strappate mentre sono ancora vivi, come dimostrano le agghiaccianti immagini provenienti dai mercati cinesi”.

Non ho dubbi a condannare la crudeltà di strappare la pelliccia ad animali vivi, e’ davvero ripugnante e ne avevamo parlato a lungo su ecoblog. Sul fatto però di non poter utilizzare le pellicce degli animali, ho qualche dubbio. Adesso quelle pellicce sono diventate un rifiuto da smaltire. Se fosse possibile per chi ha “bisogno” di pellicce utilizzare quelle degli animali morti nei canili, invece di ammazzare apposta delle bestie, si potrebbe chiudere il cerchio eliminandone la crudeltà.

La LAV, quando parla di questa campagna, racconta che: “ogni anno due milioni di questi animali sono detenuti in condizioni spaventose e privati di ogni elementare diritto: alcuni di essi sono randagi, altri invece vengono appositamente allevati, per rubare loro il manto.
[…] Per confezionare una sola pelliccia occorrono solitamente dai 10 ai 12 cani, mentre per quella di gatto possono essere necessari fino a 24 animali. ”

Ora, se per una pelliccia servono 10 cani o 24 gatti, credo che il modo più pratico per avere pellicce tutte uguali da unire sia quello di allevare cucciolate selezionate di animali, piuttosto che perder tempo a catturare randagi con la pelliccia malconcia. Farsi impietosire dalla pelliccia di gatto allevato e non da quella ottenuta scuoiando altri animali non sarebbe coerente. La LAV ha intenzione di estendere la legislazione europea anche ai procioni. Furetti, volpi, ermellini, castori ecc… dovranno aspettare che le pellicce passino di moda. Via | LAV

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giovedì 22 novembre 2007

Renna aggredisce Babbo Natale.

Renna aggredisce Babbo Natale, Sironi editore(Ecoblog) Alice Andreoli e’ una zoornalista, ovvero una giornalista specializzata in animali, e ha raccolto alcune delle storie più curiose in un libro: Renna aggredisce Babbo Natale, edito da Sironi.

Alcune delle storie presenti nel libro le abbiamo scritte anche noi di ecoblog: dal rendimento economico dei panda, alle ricette di chi mangia insetti, delle scimmie aggressive di Nuova Dheli e dei micini bonsai fatti crescere in barattoli di vetro.

Quella della renna che ha aggredito Babbo Natale e’ una storia del ‘97 e si riferisce ad un fatto avvenuto in Sud Dakota. Il maschio “difendeva” le sue due femmine in calore dal padrone, Babbo Natale, intenzionato a dar loro da mangiare. Dopo una breve lotta la renna ebbe la meglio incastrandosi al suolo con l’uomo tra le corna.

All’arrivo dei soccorsi (chiamati da una vicina di casa) Babbo Natale chiese che non venisse fatto del male a Casper, la renna da 250 chili che lo teneva bloccato da quasi un’ora. A sbloccare la situazione fu un altro vicino, che riuscì a prendere Casper al lazo e a tirarlo abbastanza da liberare Babbo Natale. Casper morirà di infarto poco dopo, verrà cucinato e mangiato. Le sue due femmine partoriranno i suoi cuccioli e tutti sfilano nelle parate natalizie di Belle Fourche.

In generale il libro si legge velocemente e le storie di cronaca con animali sono spesso dettagli di un panorama più ampio dei rapporti tra uomini e ambiente, come la difesa acritica degli scoiattoli rossi o le intenzioni di estendere alle grandi scimmie alcuni diritti umani.

Costa 16 euro nelle librerie, comprandolo direttamente dall’editore lo si trova scontato del 10%, a 14 euro.

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giovedì 15 novembre 2007

L'inquinamento riduce le dimensioni del pene

Orsi polari tristi, l'inquinamento causa la riduzione del pene
(Ecoblog) Cari maschietti, pare proprio che l’inquinamento abbia effetti sulle dimensioni degli organi genitali maschili. O perlomeno è provato che l’abbia su quelle degli orsi polari. Una ricerca fatta in Danimarca ha rivelato infatti che i maschi delle popolazioni di orsi bianchi della Groenlandia orientale abbiano dimensioni del pene sempre più piccole, rispetto invece a quelli che vivono dall’altra parte, verso il Canada.

Il fatto sembra essere dovuto a delle alte concentrazioni di sostanze chimiche inquinanti (idrocarburi poliaromatici come PCBs, HCB, DDT e compagnia bella) che interferiscono con il funzionamento delle ghiandole che producono gli ormoni sessuali. Queste sostanze ovviamente sono prodotte dalle nostre parti, dalla inquinata Europa, e trascinati lassù dalle correnti atmosferiche.

In natura, i maschi di specie animali carnivore che vivono in ambienti freddi e nevosi, e soprattutto ai poli, sono dotati di organi più grandi per assicurare il successo riproduttivo anche alle basse temperature. Una riduzione del pene ovviamente preoccupa perché può determinare, ehm, prestazioni deludenti e quindi portare alla diminuzione della natalità, e insomma si mette in pericolo la sopravvivenza della specie.

Da notare che gli orsi polari già se la passano male perché a causa dei cambiamenti climatici, la Groenlandia si sta “scaldando e sciogliendo” e trovare cibo diventa sempre più difficile.
Niente cibo e niente sesso, peggio di così… infatti a me sembra che questi orsi (vedi gallery) siano un pochino depressi…

Via | NewScientistEnvironmentBlog.com

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venerdì 9 novembre 2007

Intrallazzi e nepotismo, sesso e potere. Uomini? No, macachi.

http://www.flickr.com/photos/laszlo-photo/507939117/
(Panorama) Se siamo eredi di Machiavelli, è anche colpa del macaco rhesus. Avevamo già parlato di lui quando Nature diede l’annuncio del sequenziamento del suo genoma, così simile al nostro e così utile come modello per studiare vaccini per l’Hiv e altri virus umani. Ma le somiglianze del macaco rhesus con l’uomo sembrano abbondare anche nel campo della psicologia. Dario Maestripieri, professore di biologia evolutiva all’Università di Chicago, illustra questa tesi nel suo nuovo libro, Macachiavellian Intelligence: How Rhesus Macaques and Humans Have Conquered the World. Il gioco di parole del titolo sottolinea che la tendenza al nepotismo e all’intrallazzo politico sviluppata in particolare da alcuni popoli, non poggia solo su basi storiche e culturali. Secondo Maestripieri, che ha studiato le scimmie per più di vent’anni, la società in cui vive il macaco rhesus somiglia proprio a quella in cui si muove l’italiano medio: la lotta per il potere e un elevato status sociale viene combattuta anche da questo primate a suon di aggressività, intimidazioni, nepotismo capillare e ramificato, alleanze politiche contorte, doppiogiochismo e sesso elargito in modo mirato. Chi soccombe deve cibarsi degli avanzi degli individui dominanti, e può fare sesso solo quando questi ultimi non se ne accorgono. Il macaco rhesus al potere è infatti molto suscettibile, dovendo fronteggiare femmine infide, che non esitano a tradirlo con tutti gli altri maschi del gruppo quando la sua carriera perde colpi, o sterilità e morte incombono. Ad accomunare macachi ed umani sono dunque molti tratti psicologici e comportamentali che si sono formati con la competizione tra individui e gruppi durante la storia evolutiva delle due specie, che può aver prodotto cervelli umani di dimensioni più ampie e dotati di quell’intelligenza machiavellica in grado di aprire la strada al successo, è la conclusione altrettanto machiavellica dell’italiano Maestripieri.

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sabato 27 ottobre 2007

L'omosessualità nel mondo animale.Bisonti, trichechi e scimmie i più gay.

Gli etologi hanno stilato una classifica delle specie che mostrano comportamenti sessuali sganciati dal bisogno di procreare: spesso risposta a stress o convivenza forzata.

(La Repubblica) L'omosessualità riguarda anche il mondo animale. Gli etologi hanno stilato una classifica delle specie che mostrano comportamenti sessuali sganciati dal bisogno di procreare, quindi con esemplari dello stesso sesso. In cima alla lista ci sono i bisonti che vivono nelle praterie del Nord America: a dispetto della loro immagine di virilità, sono gli animali che più frequentemente praticano rapporti omosessuali. L'elenco si arricchisce di trichechi, di scimmie come i bonobo o i nostri parenti prossimi dell'evoluzione: gli scimpanzè. Fra loro si registra il "record" di rapporti omosessuali. Praticati anche da uccelli e insetti vari, cetacei, elefanti, giraffe, iene e leoni. Fino ad animali più vicini a noi come pecore e bovini.

"Ma attenzione a distinguere tra atti omosessuali, spiegabili anche con lo stress degli animali o con la forzata convivenza con esemplari del medesimo sesso, come negli allevamenti o negli zoo - chiarisce l'etologo dell'Istituto superiore di sanità, Enrico Alleva - da quelli che invece sono comportamenti sessuali promiscui in specie in cui l'offerta sessuale è un modo di comunicare o di stringere alleanze".
Quali che siano le ragioni che spiegano i rapporti omosex nella natura, a stilare la classifica degli animali più gay sono in tanti, in molti casi per offrire argomenti alla tesi secondo cui anche l'orientamento omosessuale sia naturale. Non è un caso, dunque, che il museo di storia naturale di Oslo abbia ospitato a gennaio di quest'anno, una mostra dal titolo eloquente: "Against nature?", cioè "Contro natura?". Ma non è il solo esempio. Anche il portale Life-science offre una dettagliata casistica di animali involontari testimonial dei diritti omosex.

A ognuno le sue preferenze. Per esempio, afferma il curatore della mostra norvegese Peter Bockman che ha scoperto comportamenti gay in 1.500 specie, "i maschi adulti dei trichechi sono bisex. E se durante le stagioni degli amori si accoppiano con le femmine per procreare, il resto dell'anno si trastullano con esemplari più giovani e dello stesso sesso".

Secondo Life-science, invece, i comportamenti gay documentati scientificamente sono un po' meno. Ma riguardano comunque 500 specie. "Quando si parla di omosessualità nel mondo animale - riprende Alleva - bisogna distinguere tra due comportamenti. Da un lato gli atti sessuali 'tout-court', dall'altro l'offerta di sesso come modalità di relazione. Infatti - spiega l'etologo - gli atti omosessuali possono avere semplici ragioni. O per stress dell'animale, come possono testimoniare i proprietari di cani o gli allevatori di bovini, o per ragioni contingenti di convivenza forzata, come in zoo o allevamenti. In questi casi infatti, quando arriva la stagione degli amori, le specie sono sottoposte a una tempesta ormonale. E se non trovano un esemplare del sesso opposto vige la regola del chi c'è c'è".

Discorso diverso per quelle specie che usano il sesso come modalità di relazione sociale. "Succede - continua Alleva - soprattutto con le scimmie, animali sociali per eccellenza. In questi esemplari i rapporti sessuali, anche tra lo stesso sesso, servono per stabilire le gerarchie, per rinsaldare la coesione del gruppo e per comunicare affetto e appartenenza".

Tutte queste osservazioni però hanno un senso, sostiene il ricercatore, solo se inquadrate nella giusta dimensione. "Gli animali sono una cosa, l'uomo un'altra - sottolinea Alleva - e quindi bisognerebbe evitare letture antropomorfe della natura. Quello che voglio dire - chiarisce - è che se nella testa dello scienziato c'è già una tesi precostituita da voler dimostrare, allora si interpreteranno i comportamenti animali nel senso di una prova delle basi naturali di un comportamento invece prettamente umano. Personalmente - conclude - credo che certe preferenze, come quella della scelta del partner, siano mediate più da aspetti culturali e sociali che da quelli biologici".

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