Il suo corpo e' stato trovato, ieri sera, dentro la vettura, parcheggiata in via De Amicis (civico 86). Indagini sono in corso per ricostruire l'accaduto e soprattutto per chiarire i motivi all'origine del tragico gesto.
(Fabrizio Tenerelli - Riviera 24) Un omosessuale di 30 anni, A.A., di Sanremo, si e' tolto la vita con il gas di scarico della propria automobile, una Renault 4 di colore rosso. Il suo corpo e' stato trovato, ieri sera, dentro la vettura, parcheggiata in via De Amicis (civico 86), nella citta' dei fiori. Stando ai primi accertamenti, la molla del suicidio potrebbe essere scattata, in seguito a un litigio con il compagno. Sul posto sono intervenuti: carabinieri, vigili del fuoco, automedica 'Alfa 2' del 118 e Croce Verde di Arma. Per l'uomo, tuttavia, non c'era piu' nulla da fare.
Era gia' in 'rigor mortis' ed e' probabile che sia deceduto parecchie ore prima. Il riconoscimento del corpo e' avvenuto ad opera del compagno con cui viveva e di un'amica. Indagini sono in corso per ricostruire l'accaduto e soprattutto per chiarire i motivi all'origine del tragico gesto. Sembra, infatti che piu' di una volta il giovane avesse manifestato propositi suicidi, dopo aver litigato col convivente, di qualche anno piu' anziano di lui. Era da lunedi' che i suoi amici lo cercavano. Secondo quanto ricostruito, per suicidarsi avrebbe legato con del nastro adesivo un tubo alla marmitta, facendolo, poi, entrare nel portellone della vettura. Sembra, tra l'altro, che non abbia lasciato biglietti o lettere con cui spiegare il perchè del suicidio.
Il giovane lavorava attualmente nel campo della ristorazione del Moac, la mostra mercato dell'artigianato, in corso a valle Armea. Originario di vado Ligure (Savona), da anni abitava a Sanremo. A detta degli amici, che lo hanno visto l'ultima volta lunedi' sera, proprio alla fiera, il suicidio potrebbe essere maturato per una serie fattori concomitanti. L'uomo, infatti, aveva problemi economici dovuti alla mancanza di un lavoro stabile - alcuni mesi fa aveva smesso di lavorare, non in regola, per un negozio di Bordighera - inoltre, aveva recentemente perso anche la nonna alla quale era molto legato. Se a scatenare la molla del suicidio siano stati problemi economici, sentimentali o di altro tipo, dunque, e' ancora troppo presto per affermarlo.
mercoledì 27 agosto 2008
Omosessuale trentenne si suicida con il gas di scarico della propria auto.
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17:06:00
Etichette: questione omosessuale, sanremo, suicidio
mercoledì 16 luglio 2008
Marco Carta: un tour in tutta l’Italia e poi rotta verso Sanremo.

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13:16:00
Etichette: amici di maria, giovani, musica, personaggi, ragazzi, sanremo, televisione
sabato 1 marzo 2008
Sanremo. Sempre più in***ti i gay con la Tatangelo. Da Luxuria a Max Forte: "Da noi nessun voto". Ma Anna si difende, il video.
Hanno detto:
"Ho paura che questa nuova tolleranza verso i gay, corrisponda a esigenze di mercato". Franco Grillini, deputato e presidente onorario di Arcigay, in un'inchiesta pubblicata da "Chi", il settimanale diretto da Alfonso Signorini e in edicola questa settimana , e' critico nei confronti della canzone cantata da Anna Tatangelo a Sanremo, "Il mio amico", che racconta delle discriminazioni subite dai gay.
Il settimanale ha interpellato opionion leader e autorevoli esponenti della cultura gay, che in prevalenza hanno "bocciato" la canzone. Dice il filosofo Gianni Vattimo: "Temo che questa tenerezza per i gay corrisponda a una sorta di accettazione un po' ambigua delle diversita'. Tutto cio' che passa in tv e che fa successo genera sospetto". Dura la valutazione di Platinette: "Raccontando la storia di un 'amico gay', Gigi D'Alessio e Anna raggiungono punte di involontaria comicita'. E' il trionfo della retorica". Non e' da meno Alessandro Cecchi Paone: "D'Alessio e' un etero confuso". Della stessa opinione l'onorevole Vladimir Luxuria, che spiega: "La canzone non parla del mondo gay. Hanno fatto confusione. Nel loro brano raccontano la storia di un transgender. La Tatangelo vive la sindrome della 'frociarola'. Termine che io uso per descrivere quelle donne che trascorrono tanto tempo con l'amico gay e si dimenticano del proprio compagno".
Critico anche il cardinale Ersilio Tonini: "I gay sono creature che vanno rispettate. Non credo che loro chiedano di voler essere rappresentate da questo tipo di canzoni".
Max Forte, giornalista alla fine dichiara: "Non si aspetti nessun voto dai gay. La Tatangelo ma soprattutto D'Alessio hanno una visione "sciampista" del mondo Glbt vecchio di almeno trent'anni".
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Ma Anna si difende nel corso di una conferenza stampa.
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Etichette: cantanti, canzoni, festival sanremo, omosessualità, polemiche, sanremo
giovedì 28 febbraio 2008
Sanremo. Andrea Osvart "No! Non sono lesbica". Non è che con tante canzoni che parlano di omosessualità si è creata un’atmosfera giusta per...?
(Paolo Crecchi - Il Secolo XIX) «No! Non sono lesbica! Mi piacciono gli uomini!»: come possano concludersi così le confessioni di Andrea Osvart, davanti al camerino di Bianca Guaccero in lacrime, potrebbe meritare nei prossimi giorni ulteriori approfondimenti. Del resto: le hanno scelte apposta, la valletta bionda e la valletta nera, perché affascinassero l’Italia e possibilmente la dividessero. Sono i suoi agenti a confermarlo: «Una più esile, l’altra più rotonda. Una esotica, l’altra mediterranea. Un’operazione commerciale, non abbiamo lasciato niente al caso». E tuttavia nessuno poteva prevedere che le due ragazze, entrambe non ancora trentenni, diventassero amiche per la pelle. Che pretendessero di alloggiare nella stessa suite, all’albergo Londra, e solo l’italica scorta di mamma Rosa alla sua bambina, Bianca, convincesse Andrea a rassegnarsi. La prima al secondo piano, la seconda al quarto. Con licenza di incontrarsi. E incontrate si sono eccome, una nelle braccia dell’altra, all’alba di ieri. Quando Andrea Osvart è rincasata ostentando la sua bellezza altera per le telecamere, ma profondamente ferita dalle critiche subite al Dopofestival: «Sarei bugiarda se dicessi che non ci sono rimasta male, io ho eseguito semplicemente quello che mi avevano detto di fare. Forse mi hanno preso di mira perché sono straniera». E difatti “Festival Daily”, la storica testata sanremese diretta e distribuita da Ilio Masprone, titolava beffardamente ”La colf che tutti vorremmo”. Non è forse entrata in Italia con un permesso di soggiorno da cameriera, la bella ungherese?
«Abbiamo deciso di dirlo, in televisione, per far crescere la simpatia attorno a me. Ma il mio datore di lavoro era l’agente, non ho mai spazzato un pavimento in vita mia». Bianca Guaccero ha provato a consolarla. Ancora prima delle rassicurazioni mattutine di Pippo Baudo, da lei sono venuti il notturno «tieni duro» e l’albeggiante «non penserai mica di arrenderti adesso». Lacrime liberatorie. Abbracci. Bacini. Almeno la cena era stata saltata per qualcosa. Va da sé che il personale degli alberghi è tra i più maligni, specialmente quello allenato a convivere con i Vip. E così le mezze frasi e le gomitate hanno cominciato a sprecarsi, opportunamente sollecitate naturalmente: e la bionda e la bruna hanno superato le più rosee aspettative degli agenti, risultando ancora più intriganti. Bianca: «Vieni nel mio camerino stasera, Andrea»? Andrea: «Bianca, non ti lascerò sola neanche un istante». Bianca: «Promettimi che resterai sempre con me». Andrea: «Te lo giuro!».
Mettetevi nei panni di un elettricista, di un tecnico del suono, di un operaio già esasperato dalla promiscuità del backstage, quando i costumi volano via prima ancora di raggiungere il camerino e i pensieri li seguono fino in cielo. Aggiungeteci che Bianca lasciava filtrare lacrimoni lucenti oltre il bordo inferiore delle lenti scure. Mica tutti sapevano che aveva semplici problemi di voce. Voce arrochita dal freddo preso la notte, ecco, a piedi nudi nel corridoio. Malanno invano curato con il cortisone, disagio che accresceva la tensione, contrattempo che rischiava di apparire come una fuga dalle responsabilità: «Andrea è stata criticata per come ha cantato e ballato, che figura ci faccio se io mi tiro indietro?».
Lo spettacolo doveva continuare. E mentre Andrea dichiarava «mi piacciono gli uomini maturi perché ho avuto il papà assente durante l’infanzia», lei doveva esibire la mamma, la signora Rosa di Bitonto. Se l’ungherese non rinnegava il suo ruolo nel bel film “Mare Nero”, «una storia di scambisti, io muoio durante un gioco erotico e di fatto divento la protagonista», l’italiana doveva apparire rassicurante: «Sogno un fidanzato della mia età, tanti bambini e non mi monterò la testa se avrò successo». Per il resto, complimenti e sbaciucchiamenti reciproci, insomma all’amicizia mica si comanda. Pensierino della sera: non è che con tante canzoni che parlano di omosessualità si è creata un’atmosfera giusta per...? Risate, assicurazioni, lievi rossori: «Noo! Per carità! Niente contro, naturalmente, ma…». Ma. Peccato però, dopo la pubblicazione delle foto osè sulla rivista semipornografica poteva essere lo scandalo numero due.
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Sanremo, il Cardinale Tonini 'scomunica' la canzone della Tatangelo: “Strumentalizza e danneggia gli omosessuali". Intervista.
(Bruno Volpe - Papanews) Sanremo non vuol dire solo musica ma anche critiche. Se ne saranno resi conto Pippo Baudo (dall’alto della sua esperienza) e Piero Chiambretti, i conduttori di questa edizione, che ben presto hanno dovuto fare i conti su un vorticoso calo degli ascolti. Che il Festival di quest’anno non piaccia agli italiani? Difficile dirlo, anche se non sembrano esserci particolari entusiasmi all’interno stesso dell’entourage Rai. Di sicuro, la kermesse nazional-popolare non è di gradimento del Cardinale Ersilio Tonini, che ha trovato particolarmente di cattivo gusto l’ammissione in gara della canzone ‘Il mio amico’, che tratta una storia tra omosessuali, della super-favorita Anna Tatangelo.
Allora, Eminenza, ci illustri le Sue perplessità.
"Ad esser sincero, anche per l'età piuttosto avanzata (questo illustre porporato ha 93 anni, ndr) vado a letto presto e non guardo il Festival, ma ho sentito ugualmente parlare della canzone della Tatangelo. Ritengo che un tema così scottante, così delicato e tanto controverso come l’omosessualità non possa essere oggetto di una canzonetta. Mi sembra assurdo, oltre che offensivo verso gli omosessuali stessi, fare di questa diversità l’oggetto di un concorso televisivo. Ma si sa, oggi si sacrifica tutto sull'altare dell'audience, sia per rendere il prodotto più morboso e prurigginoso, sia per riempirsi il portafogli ai danni di quella parte debole che si pretende, falsamente e con ipocrisia, di difendere. Non ho dubbi: boccio su tutta la linea la canzone di Anna Tatangelo quella canzone, e penso che neppure ai gay piacerebbe".
Il Suo è davvero un giudizio molto severo, una vera e propria stroncatura…
"Parlo così in difesa degli omosessuali. Ma, aggiungo, anche se oggi ormai vale tutto e la morale sembra non contare più nulla, non è plausibile che un argomento delicato come quello dell’omosessualità, sia pure in termini musicali, venga trattato in prima serata, e per giunta al Festival di Sanremo, durante la cosiddetta ‘fascia protetta’, quando cioè ci sono milioni di bambini e adolescenti davanti alla Tv. Così si lanciano messaggi sbagliati”.
Lei sembra davvero avere molto a cuore i problemi degli omosessuali.
“Guardi, sono stato parroco a Salsomaggiore, e le assicuro che i ‘diversi’ vivono un grandissimo dramma interiore, per questo mi dà fastidio che si speculi su di loro. Dio solo sa quanti di essi mi hanno chiesto aiuto piangendo per uscire dalla loro diversità o, comunque, per essere aiutati a superare i pregiudizi della gente. Con questo non voglio dare giustificazioni all’omosessualità, perché si tratta comunque di una tendenza contro-natura e di un gravissimo disordine mentale ed esistenziale, ma è palese che i gay vivano una immensa tragedia interiore".
Cardinale Tonini, dalle Sue parole emergono accoglienza e fermezza.
"Nutro verso gli omosessuali, come del resto fa la Chiesa, dolcezza, carità e misericordia. Ma con ciò non legittimo l'omossessualità sotto l'aspetto etico. Chi sbaglia nei confronti dei gay è chi scrive racconti e canzonette per lucrare sulle loro disgrazie".
I dati Auditel, intanto, hanno mostrato un calo degli ascolti: c’è già chi parla di un flop del festival di Sanremo.
"Mi dispiace. La musica è una cosa bella e buona, serve per distendersi e passare ore di svago. Ma se vi è stato un pesante calo, penso che gli organizzatori debbano riflettere seriamente e prendere esempio da questa salutare lezione".
Eminenza, l'Italia è in piena campagna elettorale: ritiene che i valori etici e i cosiddetti principi non negoziabli debbano essere al centro del dibattito pubblico e politico?
"Ovvio: la difesa della vita, della famiglia, la lotta contro l'aborto non possono essere ingorate. Il dibattito politico deve mettere al centro i valori irrinunciabili e i cattolici, ma anche i non credenti, ne devono tenere conto quando andranno a votare".
Ecco la storia di Claudio Ferri, l'amico gay di Anna Tatangelo.
(Queerblog) Mi rendo conto che l’argomento Anna Tatangelo è diventato senza dubbio preponderante in questi giorni, ma abbiamo oggi l’occasione di conoscere Claudio Ferri, l’amico gay di cui tanto si è parlato in questi mesi, l’ispiratore del brano “Il mio amico“.
L’intervista che vi riassumo nei punti nodali è stata pubblicata su “Chi” di questa settimana. Il percorso di Claudio è molto complicato, un po’ come quello di ogni ragazzo o ragazza omosessuale. Ha impiegato molto tempo ad accettarsi e farsi accettare, un doppio passaggio che molti di noi conoscono bene.
Nonostante il brano sembra dire il contrario, lui non vuole essere donna ma non ha “paura di mettere una maglia rosa o i pantaloni aderenti”. Claudio crede nell’unione civile tra gay, cosa che secondo lui dovrebbe essere accettata anche dalla Chiesa, non nell’affidamento a coppie omosessuali, perchè “ancora presto”.
A cinque anni scopre di amare le Barbie e non le macchinine. Insegnanti preoccupati, madre apprensiva. A tal punto da spedirlo dallo psicologo per “correggere” i comportamenti distorti. Per colpe delle violenze fisiche ricevute a scuola, è stato costretto ad abbandonarla.
Per fortuna la famiglia (madre, padre, fratello maggiore e due sorelle piccole) hanno accettato con molta serenità l’omosessualità del figlio.Ha avuto il primo fidanzato a 15 anni, ma ancora non aveva ben chiara la sua sessualità. Gli uomini che ha avuto durante la sua vita erano quelli “mascherati, che non accettano o nascondono il loro lato omosessuale”.
Oggi a 30anni è un ragazzo felice, orgoglioso. Ed è l’amico gay più conosciuto d’Italia. Quanti di voi si rispecchiano nella sua storia?
Sanremo. Il coraggio di cantare l’amore fra donne. Valeria Vaglio e la canzone “Ore ed ore”.
«Aspetto serena anche possibili critiche della Chiesa».
(Renato Tortarolo - Il secolo XIX) Due versi peseranno come pietre, questa sera (ndr. martedì), sul Festival. Uno dice “e già iniziava a nevicare, e il nostro letto all’improvviso si trasformò in altare...”. L’altro aggiunge: “Dio fa che ritorni il sole che senza lei non so più stare...”. A cantarli, con garbo ma anche grande sicurezza, sarà Valeria Vaglio, 28 anni, barese, in gara fra i Giovani dopo essere uscita da SanremoLab. Forse sarà scandalo, ma la cantautrice non fa nulla per alimentarlo: “Ore ed ore” è una canzone gay dove la protagonista è sinceramente innamorata di un’altra donna.
Nulla da vedere con il brano della Tatangelo, “Il mio amico”, dove viene tirata in ballo la discriminazione contro il mondo omosessuale. «Però sono contenta che ci siano addirittura due brani al Festival» dice la Vaglio «che affrontano lo stesso tema: evidentemente è venuto il momento di parlarne senza più ipocrisie né sotterfugi». Liceo classico, poi il Conservatorio, voce «da contralto», un “demo” mandato a Gianni Morandi che la incoraggia a scrivere canzoni, un secondo lavoro di grafica pubblicitaria quando ormai dispera di diventare una cantante professionista, la Vaglio ha il coraggio delle persone, rare, che non hanno paura.
«La mia è una storia d’amore universale, solo che dove ci si aspetta un lui c’è una lei: quel verso èl’unico momento in cui si capisce di cosa si parla. E sono felice così: ci sono argomenti che rimangono confinati nel silenzio, tutti lo sanno ma voltano la testa dall’altra parte. Fra l’altro “Ore ed ore” non è nemmeno autobiografica: quando l’ho scritta mi sono accorta che “lei” suonava meglio di “lui” e ho scoperto che poterlo dire mi piaceva, che mi dava un brivido lungo la schiena. Che poi il tema sia anche il motivo per cui è stata scelta non mi sorprende: credo che il Festival sia lo specchio di una società che cambia».
Pippo Baudo e la commissione selezionatrice, infatti, non ci hanno pensato due volte: «Mi è andata bene, perché credo di aver affrontato il tema dell’amore fra due donne con una certa leggerezza, e soprattutto senza parlare di discriminazione. Se uno poi vuole cogliere anche quell’aspetto sbaglia. So benissimo che tutto ciò che viene considerato “anomalo” fa paura, ma se lo tratti con garbo è diverso». La cantautrice rimane serena anche davanti a eventuali polemiche: «Me le aspetto: sicuramente la Chiesa potrà aver qualcosa da obiettare e al Festival tutto è amplificato.
Ma proprio per questo motivo sarebbe un ottimo punto di partenza». Però il verso del letto paragonato all’altare può scandalizzare, no? «Me l’hanno detto, ma se è per questo mi hanno fatto notare che la canzone può essere letta in difesa di Pacs o Dico. Mi limito a rispondere che nei sentimenti qualsiasi contratto mi pare inadeguato». La Vaglio pubblicherà in questi giorni il suo album d’esordio: «Ma non è una visione gay del mondo, e non c’è un’altra lei in primo piano come in “Ore ed ore”. Però ci tengo che l’amore fra donne emerga, perché è sempre rimasto nascosto. L’unica immagine che è venuta fuori, sino ad oggi, è quella gay maschile ma purtroppo con un’accezione perversa. È venuto il momento di abbattere queste ipocrisie, anche se non mi sento certamente una Giovanna d’Arco». Ipocrisie come quelle di tante popstar bisessuali per fare scandalo ma rigide sulla propria privacy? «Non giudico nessuno, nella propria camera da letto ciascuno è libero e solo».
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mercoledì 27 febbraio 2008
Cardinale Tonini: Canzoni su gay offendono etero e omosessuali.
(Agi) La Chiesa si rivolge agli omosessuali con "dolcezza, carita' e misericordia". "Chi sbaglia nei confronti dei gay e' chi scrive racconti e canzonette per lucrare sulle loro disgrazie". Lo afferma il card. Ersilio Tonini, che ha trovato particolarmente di "'cattivo gusto" la presenza a Sanremo della canzone "Il mio amico", che tratta una storia tra omosessuali: "penso - dice in un'intervista a 'papanews.it' - che neppure ai gay piacerebbe e comunque non e' plausibile trasmetterla in un orario nel quale anche i bambini possono essere davanti alla tv". Tonini, che ha 93 anni, va a letto presto e non guarda il Festival, ma della canzone della Tatangelo si e' fatto un'idea precisa: "ritengo - spiega - che un tema cosi' scottante, cosi' delicato e tanto controverso come l'omosessualita' non possa essere oggetto di una canzonetta. Mi sembra assurdo, oltre che offensivo verso gli omosessuali stessi, fare di questa diversita' l'oggetto di un concorso televisivo". Secondo Tonini, la vicenda delle canzoni gay ha soprattutto motivazioni commerciali: "oggi - conclude - si sacrifica tutto sull'altare dell'audience, sia per rendere il prodotto piu' morboso, sia per riempirsi il portafogli ai danni di quella parte debole che si pretende, falsamente e con ipocrisia, di difendere".
Sanremo. Il caso Bertè, non c'è plagio. Chiuso l'incidente.
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Il mondo omosessuale boccia il brano della Tatangelo ed è polemica. "Che gaffe questa canzone".
(Simona Totino - Cronaca qui) Dai malati di mente di Simone Cristicchi al mondo gay di Gigi D’Alessio cantato dalla splendida voce di Anna Tatangelo, per la quinta volta sul palco dell’Ariston. È ancora un tema sociale a tenere banco al Festival di Sanremo ma, mentre tra luoghi comuni e patetismi, il brano di Cristicchi lo scorso anno fece immediatamente breccia nel cuore di critici e giuria portandosi a casa il primo premio, oggi quello della coppia partenopea è caduto nel pieno di una polemica dai toni davvero accesi.
Non si parla d’altro da lunedì sera, da quando la giovane Tatangelo in tubino aderente e camicia strech superscollata si è lanciata nell’interpretazione della tanto attesa “Il mio amico” dedicata al suo truccatore. Una canzone melodica, in perfetto stile D’Alessio, le cui parole però hanno immediatamente attirato l’attenzione, o meglio le critiche, del mondo omosessuale.
«Mi fa schifo, ma spero che vinca - commenta in maniera provocatoria Giovanni Minerba, direttore del Torino Glbt Film Festival (ex Festival Cinema Gay) -. È una canzone vecchia che potrebbe essere stata scritta negli anni Settanta, oggi le cose non stanno più così. Gli omosessuali non sono quelli descritti nella canzone, con il trucco che cola e la solitudine, qui D’Alessio parla di stereotipi nei quali non ci riconosciamo. Nonostante questo, spero che vinca perché, anche se maldestro, è comunque un tentativo da parte di D’Alessio e della Tatangelo di avvicinare un vasto pubblico come quello di Sanremo, alle tematiche omosessuali».
A questo punto potrebbe scattare un invito alla coppia per il Festival del Cinema che si terrà dal 17 al 25 aprile a Torino? «Ci potrei pensare, vedremo (ride, nrd)».
Dello stesso parere anche Alessandro Cecchi Paone che racconta: «Ho incontrato la Tatangelo e D’Alessio in aeroporto proprio qualche giorno fa e abbiamo parlato a lungo della canzone che a mio parere dà un’immagine antica dell’omosessualità e persino disperata. È un brano vecchio con una visione negativa di una condizione che invece è diversa. Gli omosessuali oggi, per lo più non sono soli e dormono tranquillamente accanto ai loro compagni e alle loro compagne senza trucco che sbava. In ogni caso, credo che una canzone di questo tipo aiuti la causa per la quale ogni giorno io combatto».
E dalla Riviera la giovane Anna spiega: «La canzone è ispirata a Claudio, uno dei miei migliori amici e che è stato anche il mio truccatore. Lui, gay, è di Sora, il mio paese. Un giorno, in piazza, ho assistito agli scherni con cui lo trattavano un gruppo di adolescenti gridandogli “Ricchione!”. Io ero allibita, indignata, e lui ha commentato: “Sono cresciuto con questi epiteti...”. C’è ancora tanta discriminazione verso i gay: io ho molti amici tra di loro e tutti mi raccontano le stesse brutte cose. Raccontavo tutto questo al mio fidanzato Gigi D’Alessio e gli spiegavo il mio disagio. Una sera rientro a casa e Gigi mi dice: “Ascolta un po’ cosa ho scritto”. Era “Il mio amico” e devo dire che lui mi ha stupito per la sua sensibilità verso questo argomento». «Io favorita? In effetti sono un po’ emozionata - confessa ancora la Tatangelo visibilmente emozionata - e sono anche molto scaramantica. Prima di entrare in scena mi farò un bel segno della croce. In tasca porto una piccola foto di Padre Pio, lui è il mio vero protettore».
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martedì 26 febbraio 2008
Tricarico: sul palco dell'Ariston scende "la neve blu".
(Florence Ursino - Agenzia radicale) È quasi l'una di notte quando sul palco dell'Ariston fa il suo enigmatico ingresso. Come sempre spettinato, vestendo abiti firmati "Codiceasbarre" (un progetto Onlus realizzato da detenuti), scende lentamente le scale, guardandosi intorno con gli occhi azzurri indifesi, timorosi. Sembra totalmente disorientato. Chiambretti e Baudo, forse in un tentativo di metterlo a suo agio, invadono il suo spazio vitale con eccessiva ironia, facendolo indietreggiare in un silenzio sempre più ostinato. Quando inizia la canzone, "Vita Tranquilla" i suoi occhi diventano, se possibile, ancora più vulnerabili, smarriti, intensi. E, alla fine della performance, l'applauso immediato è qualcosa di inevitabile. E Tricarico abbandona il palco sussurrando un grazie.
Ecco Francesco al Festival, dunque. Lui che non ha il televisore, lui che non è abituato ai riflettori, lui che canta le sue poesie, perché questo sono i suoi testi, dipinti, abbandonandosi al movimento di un animo estremamente sensibile. E "Vita tranquilla" giunge alle orecchie degli spettatori come l'urlo pacato di chi è alla costante ricerca della pace, di chi costantemente e "spericolatamente" si fa inghiottire dalla vita, dai suoi colori, dai suoi misteri. "La musica è un piacere, ma il percorso è sempre molto tortuoso" dice Tricarico.
Ha iniziato a suonare molto giovane, Francesco, dopo essersi diplomato al Conservatorio in flauto traverso. Andava in giro con una piccola band a suonare jazz nei locali di Milano. Poi, nel 2002 esordisce con il singolo "Io sono Francesco", racconto autobiografico che parla della sua infanzia, del padre aviatore morto in volo, che viene premiata col Disco di Platino e altri riconoscimenti. Tricarico non ha intenzione di produrre un album e così al suo primo singolo segue "Il drago", testo profondamente introspettivo e allegorico che però non ottiene lo stesso successo del primo, nel 2001 "La pesca" e "Musica". Del 2002 è la bellissima, onirica "Neve blu", un inno alla forza dei desiderio; nello stesso anno viene pubblicato il suo primo album, "Tricarico" che aprirà i concerti di Jovanotti nel suo "Quinto Mondo Tour".
Ed è del 2004 il suo secondo album, "Frescobaldo nel recinto". L'anno dopo è la volta del singolo "Solo per te", bellissima dichiarazione d'amore e colonna sonora del film "Ti amo in tutte le lingue del mondo" di Leonardo Pieraccioni, che ottiene la nomination al "Nastro d'Argento". Fino a giungere nel 2007 al singolo "Un'altra possibilità", canzone dedicata a chi ha avuto un passato segnato dalla sofferenza e cerca di riscattarsi. Suo è anche il brano inserito nel nuovo album di Celentano "Dormi amore, la situazione non è buona", intitolato appunto "La situazione non è buona", considerata la canzone piò originale del disco.
E, mentre si continuerà a vederlo a Sanremo, si attende l'uscita del suo nuovo album, "Giglio", prevista per il 29 febbraio. Non deluderà, Tricarico. Regalerà ancora, a chi sarà capace di ascoltare davvero, quella delicatezza estrema che lo caratterizza, quella forza ingenua e prepotente che solo i bambini hanno, quelle immagini, quelle visioni che sono viaggi dentro i propri sogni, dentro i propri timori, dentro se stessi.
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Un'altra possibilità.
L'intercettazione telefonica tra Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo e la canzone per Sanremo. Anna icona dei portafogli gay?
(Insy Loan) Tratto dalle intercettazioni telefoniche tra Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio (fonte: Procura della Repubblica di Napoli).
*A.T: “A Gi’, teng’ lo scuorn!”
G.D.A.: “Pecchè amo’, t’aggia fatt’anna n’coppa a tutti i magazzin, aggio lasciat’muliere’ma comm’ na strunz per sta cu te e tu tien o scuorn?!”
A.T: “Gigì appart’o fatt che pari nu muor e famm…”
G.D.A.: “Amò, ma se song vestit DeGG da ped a ccopp…”.
A.T: “Ma In copp a te pare robb e bancarell. E’ ca tienn’a ffaccia è ppovr. Ma lo scuorn è pecchè ancora nun so ddiventat un Icon ppi ricchuin!! So’ rimast solo ij e chilla stpec’è travestit de la Moratti la n’gopp a Milan”.
G.D.A.: “Amò e che ce vvò?! Tanto chilli abbocan a tutt’. Sto su la tazza do ccess e tieng cinq minut libbberi. Mo te scriv na canzone pe San Rem su nu ricchion ca campp è mmerd e vedi te si nun divient l’icona dell’icone de li ricchiun e vinc pure lu premio dda ggiuria!!”
A.T: “Gigi’, si na bbellezz!”
Non chiedetemi chi mi ha fornito questo preziosissimo reperto ma i fatti sono andati realmente così.
Potete scaricare il fail audio da Ai Insy mettendo la parola chiave: “Tantanghei”.
Insomma Giggino e Annarella si saranno detti: se l’anno scorso quello ha vinto con una canzone sui matti, vuoi che quest’anno non facciamo il botto parlando dei froci?
Sanremo quindi quest’anno stupisce tutti portando agli onori del dell’Ariston una storia di “amori diversi” (che poi era il titolo della canzone Della Casale e della Di Michele e, visto che una adesso canta solo quando fa la doccia e l’altra è finita a insegnare canto nella scuola di Amici, fossi nella Tatangelo, la cambierei piuttosto con una canzone a favore della giad Islamica).
Ma non voglio fare il solito ghei in piena sindrome da minoranza vessata, né sono di quelli che crede che le storie debbano essere raccontate solo da chi ne ha esperienza diretta (o preferite che cantino, a scelta, Malgioglio o Cattaneo?), sarebbe come criticare la Chiesa quando fa esternazioni sulla famiglia e il sesso non avendo nessuno dei suoi esponenti principali alcuna esperienza diretta di questi argomenti.
Fatto sta che alla Tatangelo quest’anno il carro di apertura del ghei praid, legata sul muso del camion come la polena di un galeone spagnolo del ‘600, non glielo toglie nessuno.
*
A.T: “Caro Gigi, sono un po’ seccata!”
G.D.A.: “Pecchè amore, sei sulle copertine di tutti i magazine e per te ho lasciato anche la mia adorata moglie. Cos’è che ti tedia?!”
A.T: “Gigi, a parte il fatto che disapprovo il tuo look…”
G.D.A.: “Amore, ma se indosso solo capi D&G…”.
A.T: “Ma indosso a te non rendono. Hai il viso troppo “vissuto”. E poi sono giù perché vorrei tanto essere un’icona ghei!! A non esserlo siamo rimaste soli io e la signora Letiza Moratti di Milano”.
G.D.A.: “Amore come posso allora io aiutarti?! I ghei sono persone di buon cuore che credono nelle favole. Ora mi concentro e scrivo una bella canzone per Sanremo su di loro, tu la canterai e diverrai icona ghei anche tu e chissà che non vinca anche il premio della giuria!!”
A.T: “Gigi, ti adoro!”
traduzione di Insy Loan
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A Sanremo governa Chiambretti e Arcigay plaude alla Tatangelo, non bastavano Paola e Chiara?
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Mai dire: tutto tranquillo al Festival. Quando già i cronisti temevano di passare le ore della vigilia a scommettere sulle pulci saltatrici, ecco che uno sconsiderato minaccia di eseguire una personalissima cover di "Stasera mi butto".
(Il Tempo) Ti affacci dall'Ariston e vedi quello sul tetto, i pompieri sotto col telone che si dicono sottovoce "se si lancia si sfracella", e i curiosi con il videofonino che lo incitano all'atto estremo. Così poi magari il film del suicidio finisce su YouTube. Ma è Sanremo o Real Tv? Pippo temeva di replicare la vecchia gag dell'arrampicata sulla balaustra, poi tutto finisce bene. Niente sangue sui fiori.
Rosso relativo. Ma il Festival è di destra o di sinistra? E se si considerano veltroniane almeno un terzo delle canzoni, le altre da che parte pendono? Dai kolkoz spuntano gli ultrà post-sovietici della Sinistra Arcobaleno. Che vorrebbero alla kermesse il leggendario coro dell'Armata Rossa. Con Del Noce pronto a baciare le salme di Breznev e Andropov.
Mimmo e Gianni. La diretta si apre con l'omaggio al mezzo secolo di "Nel blu dipinto di blu". Morandi interpreta Modugno con degno understatement, canta su un filo, spalanca le braccia nel gesto catartico: eppure gli basterebbero le mani. Enigma: perché invece di "Volare" pronuncia "Folare" come un tedesco? Il Papa benedice da lontano.
Ultrapippi. Chiambretti esce con una giacca bianca rubata ai camerieri del Casinò, e scarpe tricolori sospette di vilipendio alla bandiera. Capisci subito che governa lui, come Raul Castro. Infatti dice: «Pippo ha fatto un passo indietro, come Fidel». Fruga Del Noce alla ricerca di un telefonino («impari da Saccà sulle intercettazioni»), poi escono i dodici sosia di Baudo («presi in Cina, con 20 euro te ne danno tre più un resto di Amadeus»). Le maschere di gomma, però, somigliano a Fini.
La botola. Altro messaggio subliminale: per evitare favoritismi politici Pippone esce da un buco sul palco. Al centro, però: molto demitiano. Inutile il tentativo chiambrettiano di accreditare il presentatore come una spia del Kgb, o di farlo scivolare su calembour come «Sia Clemente, non faccia Casini, si comporti da Cavaliere». Dal pullman di Veltroni trasecolano.
La chiameremo Andrea. Gnocca imperiale, e molto umana. Il balletto stile 007 è sbagliato, e le streghe dell'Ariston le fanno perdere la voce, prima di un crollo emotivo sulla spalla di Baudone. La Osvart ammette che sul permesso di soggiorno è qualificata come «domestica». Più tardi dice sommessamente che occorrerebbe dedicare una giornata alla «festa dell'uomo». In milioni di case italiane, le mogli picchiano preventivamente i mariti. Viva Andrea. Con quella bocca può dire ciò che vuole.
Ariston, Cremlino. Spunta il redivivo (e svociato) Cutugno che annuncia di essere tornato dalla Russia dopo un concerto in onore dell'Armata Rossa (again). Dietro le quinte cercano la firma di Toto sulla dichiarazione di apoliticità.
Musica. Dopo un'ora tutti hanno già finito le pizzette e la Fanta ma nessuno ha badato alle canzoni, tranne a quella della talentuosa L'Aura. Poi arriva Frankie Hi Nrg ed è come mettere le dita nella presa della corrente. Intro morriconiana, trombe mariachi, ritornello virale. Invaderà allegramente le radio. Nonna Carmelina fatica a seguire le parole, ma eccole lì sparate in bella vista sulla sepolcrale scenografia del palco. Tutto un profluvio di "tangenti", "vallette nude sotto lo zerbino", "cappucci sulle fronti" e "furbetti del quartierino". "Non si fa la rivoluzione, l'hanno detto in televisione", urla il rapper. Che può contare sui voti dei nostalgici di Silvestri, e di chiunque abbia il fegato a pezzi e le orecchie aperte.
High School. Stamani tutti i bimbi con le occhiaie sui banchi: è tarda sera quando spuntano gli eroi della versione italiana del musical. Che non valgono Zac Efron e compagnia originale, ma tanto i piccoli sono mezzo addormentati..
Ancora musica. Fabrizio Moro piace anche in versione sentimental-vaschista, Anna Tatangelo chiede l'appoggio del circolo «elettorale» della sua Sora: il Paese natio si è diviso sull'amico gay, mentre le lobby omosessuali* plaudono. Canzone confezionata per vincere, non guasterebbe un po' più di cuore e meno glamour vocale. Classico Zarrillo, vibrante Bennato, ammaliante Gazzè. A Tricarico serve un diapason.
Promossi. I quattro giovani che accedono alla finale: Frank Head, Milagro, la dirompente Giua e Valerio Sanzotta, promessa di un folk rock che dà un senso alla memoria e al coraggio di dire le cose.
Troppo forte? Ma quale Hollywood: con Verdone si risparmia. Anche se quel pover'uomo non può essere sempre il salvagente di Sanremo. Le gag? Usurate. Fa più ridere Kravitz, quando ondeggia sul refrain della pippiana "Donna Rosa".
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SanRemo: Arcigay, importante la canzone della Tatangelo.
Così commenta Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay.
(Vita) "Il testo non e' entusiasmante, alcune affermazioni sono figlie di stereotipi, ma nel complesso la canzone della Tatangelo, di cui e' autore Gigi D'Alessio, e' un contributo importante per respingere l'odio omofobico che sta dilagando nel paese".
Il presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, giudica cosi' il brano "Il mio amico", interpretato da Anna Tatangelo al Festival di Sanremo. "Aver voluto dedicare al proprio truccatore una canzone dai tratti struggenti, inserendo anche affermazioni importanti, rende meritoria -prosegue Mancuso- la presenza della cantante nella popolare kermesse di Sanremo. 'Il mio amico' e' un omaggio sicuramente a Claudio, ma anche a tutti quei gay che subiscono il pregiudizio, patiscono la solitudine sociale, e s'interrogano sul proprio futuro".
"Per fortuna molti gay e lesbiche, nonostante che nella societa' italiana non sia facile vivere alla luce del sole, riescono a costruire rapporti d'amore stabili e duraturi. 'Che male c'e' se ami un uomo come te' e' una delle frasi che vorremmo ascoltare oltre che dal palco del Teatro Ariston, anche -conclude Mancuso- nelle aule parlamentari. Grazie Anna Tatangelo".
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Sanremo 2008: Anna Tatangelo e la fiera delle banalità.
(Gaywave) Era la canzone più attesa di questo Festival di San Remo. In tanti, dopo le numerose polemiche, aspettavano di ascoltare questo brano di Anna Tatangelo dedicato all’amico gay.
Poteva la giovane amante del già patetico Gigi D’Alessio fare di peggio? No. “Il mio Amico” è quanto di più ridicolo e banale sia stato scritto per raccontare una storia d’amore e d’amcizia gay.
Tralasciando lo stile neomelodico e ripetitivo del brano, ed evitando di dare giudizi sulle qualità canore della ragazza, vogliamo soffermarci sul testo di questo pezzo, esaminarlo con voi. Perché a ben vedere di peggio, forse, non poteva essere scritto.
Che ci crediate oppure no la Tatangelo ha cantato questi versi osceni:
“Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando fa mattina
Con il viso stanco e ancora di po’ di trucco
lascia i sogni chiusi dentro ad un cuscino
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me”
“Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza”
“Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso”
“Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto”
“Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha”
“Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro”
“Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio”
Dimmi che male c’è
Bene. Quello che è chiaro è che l’amico della Tatangelo (a quanto pare la canzone è dedicata al suo truccatore nonché vecchio amico di infanzia) è uno di quei gay da vizietto: truccato, molto femminile, paranoioco ed infelice.
E sembra anche abbastanza chiaro che la Tatangelo lo tratta come un peluche, meravigliandosi quasi che il ragazzo possa anche non essere così timido e insicuro quando lo accoglie nel suo letto e lo accarezza come un gatto (?).
Un’accozzaglia di banalità quasi offensive, che raccontano il mondo di gay come un universo di persone infelici che vorrebbero essere donne, frustrati da ciò che la natura gli ha procurato: umiliazioni e insulti.
Per carità, sappiamo bene che ci sono ancora oggi situazioni in cui i gay vengono maltrattati e derisi e che in giro qualche omofobo ancora c’è, ma c’è modo e modo di raccontare certe cose, senza necessarimente renderle così patetiche e strappalacrime.
Quello che è evidente di questa canzone è che la “brava” Tatangelo e il suo amante-pigmaglione-tutor Gigi D’Alessio (è lui l’autore di tale meraviglia, non dimentichiamolo) hanno portato a San Remo una canzone furba che vuole intenerire, non far ragionare, con l’obiettivo chiaro di commuovere, senza lanciare alcun messaggio concreto ed utile.
Il nostro timore, reale e possibile, è che questo brano diventi una hit e che saremo costretti a sorbircelo in radio, continuamente, nei prossimi mesi. Che Dio (lo stesso Dio degli eterosessuali, come anche precisa la “bella” Anna) ci aiuti?
Sphere: Related Contentlunedì 25 febbraio 2008
Sanremo e la "rivoluzione" delle canzonette. Licenziamenti selvaggi e gay discriminati: tutta qui la rivoluzione.
(Cesare G. Romana - Il Giornale) Insomma, temi come la disoccupazione, i licenziamenti selvaggi, la violenza, la discriminazione degli omosessuali irrompono nel polveroso tran tran sanremese, e subito c'è chi guarda al festival numero cinquantotto, al via domani sera, con lo sbigottimento con cui un lettore di Liala avrebbe a suo tempo sfogliato il catalogo d'una rassegna dadaista. Così Pippo Baudo, che da due anni porta alla kermesse canora argomenti che la miglior canzone italiana fa suoi da oltre mezzo secolo, viene guardato come un bombarolo.
Dunque è proprio vero, tutto è relativo, e ciò che altrove è routine, a Sanremo diventa rivoluzionario. Che un Gigi d'Alessio, che non è precisamente Bob Dylan, scriva per Anna Tatangelo una canzone in difesa dei gay, appare come un evento epocale. Che la brava Valeria Vaglio dedichi il suo brano a una «lei», che il romano Valerio Sanzotta evochi in Novecento personaggi come Moro, Berlinguer e le vittime di piazza Fontana, che Eugenio Bennato ci parli di emigrazione, ebbene, tutto ciò ha i connotati di una normalità che al festival della canzonetta diventa trasgressione, come è ovvio, d'altronde, in una rassegna che si è quasi sempre ricusata al compito primario d'ogni forma d'arte, quello di raccontare semplicemente la vita.
E allora evviva quel guastatore in smoking, carico di giovanile curiosità, che siamo soliti apprezzare in Baudo, settantun anni suonati, e auguriamoci che finalmente le giurie, che l'altr'anno hanno sì premiato il brano di Cristicchi sulla follia e quello di Fabrizio Moro sulla mafia, ma ne hanno grossolanamente puniti altri non meno avanzati, mostrino un'inedita chiaroveggenza.
Le occasioni non mancheranno. Non che siano assenti, dal menu del nuovo festival, esemplari di quel sanremismo che tradotto in soldoni significa sentimentalismo oleografico e déjà vu a pioggia. Ma per una volta non prevalgono: magari con sgomento di quelle major discografiche che contro un festival di qualità si sono sempre spese - ben lo sanno i Tiromancino, scaricati da un'importante multinazionale per un bel brano sui licenziamenti, fortunatamente recuperato da un'etichetta indipendente -, e che oggi annunciano, tramite il vertice Fimi, la morte entro cinque anni della rassegna: laddove il vero interrogativo è se tra cinque anni esisterà ancora la discografia.
Nell'attesa, ben venga quel manipolo d'artisti che a Sanremo 2008 si presenta viaggiando controcorrente, come Loredana Berté che dalla Bibbia trae gli interrogativi angosciosi della sua Musica e parole, narrando il male oscuro d'una civiltà senza più valori né speranze. E Bennato, che sul ritmo antico e nuovissimo della taranta racconta di emigranti, di mare, di sole, delle nostalgie di chi «va per il mondo/ e si porta il sud nel cuore». E perfino Cutugno, Little Tony e Grignani, che neanche loro sono Bob Dylan ma forzano angustie concettuali stratificate nei decenni, per dirci le loro personali battaglie contro le gabbie della vita, verso un futuro diverso.
Poi c'è Gianna Nannini, che alle voci di Giò di Tonno e Loca Ponce, già acclamati nel Notre Dame di Cocciante, affida un inedito dalla sua Pia de' Tolomei, il Colpo di fulmine tra Pia e il futuro marito-carnefice: e ancora una volta l'aliante sanremese vola più alto d'un jet. Ma ecco ancora Frankie Hi-Nrg, il rapper torinese cui compete di dimostrare che l'hip hop nostrano non è fatto solo di Fabri Fibra, include anche personaggi di spessore. E che citando De André e coinvolgendo Roy Paci e Enrico Ruggeri annuncia, sardonico, una Rivoluzione che non si farà, perché anche i ribelli tengono famiglia, eppoi le clientele, i furbetti, i tangentisti, la tivù...
Non siamo sempre, va da sé, a livelli letterari adeguati alle intenzioni. Ma che cale: L'Aura, per esempio, invita a dire basta alla violenza e alle guerre più o meno sante («quante sono le persone/ che in nome del Signore/ finiranno nella cenere?»), con uno stile in cui l'ingenuità fa comunque rima con genuinità. E quanto alla canzone d'amore, c'è chi riesce a sollevarla dal pantano della banalità: come Mario Venuti, che conquista la palma dell'originalità, paradossalmente, adagiando su un ritmo assai moderno romanticismi residuali e perfino medievalismi da torneo cavalleresco. Del tipo: «Se mi battessi per avere un tuo sorriso/ a singolar tenzone...», per dire.
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Festival di Sanremo, la Tatangelo si confessa: canto i gay con in tasca la foto di Padre Pio.
(Paolo Giordano - Il Giornale) Anna Tatangelo, lei è la superfavorita più giovane della storia del Festival.
«In effetti sono emozionata. D’altronde ho appena compiuto ventun anni ma è la quinta volta che vengo qui».
Gigliola Cinquetti vinse a sedici anni, Caterina Caselli a venti ma pochi se lo aspettavano. Invece stavolta pure i bookmaker la danno per certa (anche se Mietta si avvicina).
«Bisogna pur stare al gioco. Però sono scaramantica. Tutta questa attesa mi fa toccar ferro. E poi ho i miei piccoli riti».
Spieghi, forza.
«Prima di entrare in scena mi farò un bel segno della croce. E in tasca porterò una piccola foto di Padre Pio, lui è il mio vero protettore».
Ma diciamola tutta, Anna Tatangelo non ha molto bisogno di aiuti. È una forza della natura che tra l’altro con lei ha alzato la media: oltre a una bella voce, le ha regalato le phisique du rôle (o, per lo meno, le phisique e basta) e per forza lei arriva al Festival che più favorita non si può. Le giurie non si sa, ma il televoto sarà dalla sua parte se non altro perché è riconoscibile, è melodica e il suo brano va a toccare (meno banalmente di quel che sembra) un argomento delicato: l’omosessualità. E poi gliel’ha scritto Gigi D’Alessio e chissà se conta di più che sia il suo compagno o che sia uno dei cantanti italiani più amati. «Lui mi dice sempre: ammazza, hai fatto più Festival tu di me».
Anche a Gigi D’Alessio, cara Tatangelo, è capitato di arrivare papa all’Ariston e poi di uscirne cardinale.
«Lo so che dirlo fa ridere, ma a me importa poco della vittoria. Se ci sarà, ben venga. Però è anche vero che Vasco arrivò ultimo ma poi fece un successo clamoroso. Ma l’importante è cantare bene davanti a milioni di persone che ti guardano».
E che commenteranno il testo de Il mio amico: «Se ami un altro come te/l’amore non ha sesso/il brivido è lo stesso». Per di più si parla anche della discriminazione nei confronti degli omosessuali. Il suo amico come l’ha presa?
«Claudio è davvero uno dei miei migliori amici. Ed è entusiasta, mi ha detto di star serena».
Il sindaco di Sora, la vostra città, lo è invece molto meno. Ha detto: «Con quel brano Gigi D'Alessio ha dato una immagine distorta della nostra gente».
«Sappiamo tutti che nelle città di provincia la discriminazione è più radicata. Dovunque. Ma la nostra canzone non è un attacco a Sora, che tra l’altro io ho sempre portato in palmo di mano. Credo che il sindaco abbia voluto solo farsi pubblicità alle nostre spalle».
Un po’ di polemica non guasta.
«Ma se è fuori luogo, dispiace molto».
Con chi duetterà venerdì sera?
«Con Michael Bolton».
Un gigante di voce e di statura.
«Due anni fa ho acquistato un suo disco e sono rimasta senza parole. Ha un’estensione vocale impressionante».
Ma a lei interessa solo cantare?
«E cantare bene».
Nient’altro? Magari tv, cinema o teatro?
«Michele Guardì mi chiese di recitare nel suo Promessi sposi a teatro nel ruolo di Lucia. Ma ho detto no. E ho fatto così anche per altro».
Per esempio?
«Ho rifiutato un ruolo nella fiction Carabinieri».
Magari avrebbe potuto prendere della Marcuzzi o della Arcuri.
«Ma non è questo che mi interessa. Il mio ruolo è di cantare, solo così mi sento bene. E, se proprio devo dirlo, sono già in tensione per l’esordio del tour di supporto al mio cd Mai dire mai ad Agrigento il 25 marzo. Quelli sì sono i momenti difficili da superare e che mi esaltano. Perciò ho detto di no anche alle proposte che mi sono arrivate da produttori di cinema. Non fa per me».
Mai dire mai.
«Qualche volta sì. Io sono nata per la musica e qui rimango».
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mercoledì 20 febbraio 2008
GF8. Il segreto di Alessia Marcuzzi. Conosce il nome del concorrente gay.
[Dagospia] UNO SPACE DA STAR - La Marcuzzi ha un suo spazio in MySpace. Chi gliel’ha creato? Laura Pausini, che passa le notti davanti al computer. E che spesso fa l’alba a chattare con i suoi fan.
ANONYMUS A METÀ - Alessia Marcuzzi è una patita di MySpace. Proprio qui ha conosciuto diversi ragazzi che hanno avuto incontri hot con un concorrente del Grande Fratello 8, uno che nella casa gioca a fare lo sciupafemmine. Chi sarà mai?
Baudo è sempre Baudo. Ha preso il testo di Anna Tatangelo e lo ha “ritoccato”: certe espressioni avrebbero fatto incazzare i gay. E Gigi D’Alessio è furioso con Pippo: non voleva assolutamente che il testo fosse manomesso.
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Liti, polemiche, abbandoni, cambi di location, paura del flop: dietro le quinte del nuovo programma del Trio, che segna il ritorno dei comici Marchesini-Lopez-Solenghi in Rai, non regnano la pace e l’armonia. Anzi.
(Alessandra Menzani - Libero) Mentre trapela il titolo provvisorio della trasmissione - “Non ci sono più le mezze stagioni” - sugli schermi di Raiuno a marzo dopo il Festival di Sanremo, ci sono state parecchie discussioni per la scelta del set dove ambientare il programma. Si cercava inizialmente l’Aula Magna di un’università, ma dopo infinite ricerche e tanti “no” di Anna Marchesini (pare che non lasci molto spazio al confronto), la scelta si è spostata sull’Istituto delle Belle Arti, con la presenza degli studenti.
Il plot del programma (ovvero l’obbiettivo) è infatti quello di fare conoscere ai giovani la comicità di un tempo del Trio, che si riunisce eccezionalmente per festeggiare i 25 anni della loro carriera.
È proprio su questo punto si concentrano molti dubbi, sia dei protagonisti che degli altri addetti ai lavori: avrà davvero appeal sui ragazzi questo ritorno al passato? In pratica: quali ascolti potrà fare un programma così? Se si pensa che il giorno di programmazione sarà il sabato sera e l’avversario è la tostissima “Corrida” su Canale 5, i timori sono comprensibilmente parecchi.
Altra nota dolente: il fatto che Anna Marchesini, particolarmente bizzosa, non abbia intenzione di promuovere la trasmissione.
A questo clima di incertezza e tensione, si aggiunge l’abbandono improvviso del regista Sergio Colabona - lo stesso di “Affari tuoi” e di prossime prime serate di Canale 5 - che ha litigato (pare in modo furibondo) con la Rai e ha deciso di piantare in asso il progetto.
La trasmissione si articolerà in tre puntate (alle quali se ne potrebbe aggiungere una quarta), prodotte dalla Ballandi Entertainment. La direzione artistica è di Giampiero Solari, mentre la scenografia è affidata a Gaetano Castelli. Quanto al regista, resta un mistero
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martedì 19 febbraio 2008
A Sanremo con radio Kiss Kiss.
(Prima) Duplice impegno a Sanremo per Radio Kiss Kiss, la rete nazionale sarà presente nella città dei fiori con due postazioni dalle quali andranno in onda i programmi dedicati al Festival. La radio è sponsor ufficiale di Casa Sanremo Radio Kiss Kiss, lo spazio esclusivo allestito presso il Palafiori che dal 24 febbraio al 1° marzo ospiterà gli eventi mondani del 58° Festival della Canzone Italiana. Nato dall’accordo fra il network nazionale e le società Gruppo Eventi e Maestrodivino, nell’ambito di Sanremoff di Pepi Morgia e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Sanremo, Casa Sanremo Radio Kiss Kiss offre oltre a strutture logistiche di lavoro (10 videowall per seguire le esibizioni, rete wireless) anche spazi per momenti di riposo. All’interno di Casa Sanremo Radio Kiss Kiss l’emittente sarà presente con una postazione fissa dalla quale ogni giorno andrà in onda in diretta il doppio appuntamento (dalle 7,00 alle 10,00 e dalle 18,00 alle 20,00) con “Pelo e Contropelo Speciale Sanremo”. Nell’edizione delle 18,00 inoltre Radio Kiss Kiss trasmetterà in diretta i brani cantati in versione unplugged dai Big della Canzone Italiana e dagli artisti di Sanremo Lab che si esibiranno dal palco centrale della “casa”. Ogni sera, infine, terminata la competizione, dalle 24,00 alle 03,00 Pippo Pelo si collegherà dalla postazione con gli studi centrali di Radio Kiss Kiss per aggiornare gli ascoltatori in tempo reale sui commenti a caldo dei cantanti in gara. Per avere il polso in tempo reale del clima che si respira all’Ariston e in città, Radio Kiss Kiss avrà inoltre una seconda postazione fissa situata nel negozio Prénatal di Via Matteotti, nei pressi del Teatro. A condurre la diretta dalle 15,00 alle 18,00 saranno Mauro Marino e Sofia Santori nella trasmissione “Baciami a Sanremo”.
lunedì 18 febbraio 2008
A pochi giorni da Sanremo. Anna Tatangelo: "Ho temuto di perdere Gigi".
Tatangelo:come il risveglio da un sogno.
(TGCom) "Adesso mi sento molto bene, anche se ci sono stati momenti in cui ero veramente terrorizzata al pensiero che questa grande felicità potesse terminare da un momento all'altro, come il risveglio da un sogno". Anna Tatangelo su Vero confessa di aver temuto di essere lasciata da Gigi D'Alessio. Ora Anna è più tranquilla e spiega: "Per il resto siamo sereni e felici di condividere con il pubblico la cosa che amiamo di più: la musica".
All’inizio della sua storia d’amore con il cantautore napoletano, la Tatangelo ammette di aver avuto parecchi timori: “Non va dimenticata la situazione familiare di Gigi, i suoi figli grandi, la differenza d età, il timore che i fan non capissero. Tutte cose che comunque avevamo perfettamente messo a fuoco e a cui abbiamo risposto con grande forza e armonia”.
“Non ci sono matrimoni in vista e non sono incinta e tutto va per il meglio. Possibile che la felicità spaventi così tanto?” aggiunge Anna, che racconta anche come ha detto ai suoi della sua relazione con D’Alessio. “Erano preoccupati che non si trattasse di una cosa seria. Erano titubanti. Poi hanno capito che facevamo sul serio, per la mia decisione e la forza dei nostri sentimenti, e tutto è andato a posto…”
Adesso mamma Palmira, la mamma di Anna, è una grande fan di D’Alessio, non solo come cantautore: “Mamma vuole un gran bene a Gigi e lui ha sempre ricambiato”. Tanto che nel disco c’è una canzone dedicata alla “suocera”: “La più bella”.
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sabato 16 febbraio 2008
Sanremo, è caos a Canale 5 cambio di giorni e orari per GF8. La Cuccarini e Boldi con le barzellette non fanno i numeri, a casa.
(Dagospia) Canale 5 ha chiuso "La Sai l'Ultima?" lo show della Cuccarini e di Boldi. Ascolti troppo bassi e critiche troppo negative. Publitalia in difficolta' per la vendita del prodotto che nell'ultima puntata non ha garantito le audience ottenendo un misero 16% di share. Per la Cucca, lo show delle barzellette segnava il suo gran rientro dopo 4 anni di limbo.
Nonostante Endemol abbia chiesto come collocazione il mercoledi' sera per risollevare le sorti pericolanti del “Grande Fratello”, Mediaset al mercoledi, dal 27 febbraio, piazza la Sanguinaria De Filippi con il suo talent show “Amici” che visti gli ottimi risultati di audience (media che supera il 27% di share nelle prime due puntate) poteva benissimo rimanere li' dove era. Motivo di questo atteggiamento? Paolino Bonolis.
Paolo Bonolis infatti, vuole andare solo alla domenica per due valide ragioni: va in onda in primis alle 22.30, orario che vuole che si rispetti a tutti i costi per dimostrare che lui a differenza di Costanzo e Mentana ottiene la vera seconda serata e in piu' e' libero dalla contro-programmazione di altri talk/informazione come Porta a Porta e Le Iene. Così l'unico competitor che e' quello che resta dello sport, il traino e' la nuova serie di Dottor House, gli ascolti salgono e Paolino campa... (...)
(Tvblog) (...) E invece, stando alle ultime notizie ufficiali rivelateci da fonti interne, il Grande Fratello ha ottenuto il mercoledì, lasciando al film di Pieraccioni Il Principe e il Pirata l’ingrato ruolo di scontrarsi con la temutissima prima puntata del Festival. Ora non resta che definire il nuovo giorno di collocazione di Amici, che potrebbe tornare dalla settimana post-sanremese al mercoledì come da accordi, oppure spostarsi al lunedì al posto del Grande Fratello, oppure andare al giovedì al posto di Ris o addirittura ereditare il martedì orfano di intrattenimento.
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03:21:00
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mercoledì 13 febbraio 2008
Sanremo 2008, in versione gay, lesbica, bisessuale, trans a Prato.
(Nove da Firenze) E' un'azzeccatissima parodia del famigerato Festival della canzone italiana di Sanremo la festa gay lesbica bisessuale trans e non solo venerdì 15 febbraio presso Officina Giovani in piazza Macelli 4 a Prato, dalle 22, ingresso libero. Per molti anni i gay e le lesbiche italiani/e hanno cercato nella musica pop italiana brani con cui identificarsi, in cui rileggere le proprie storie. La serata è un omaggio al tentativo di gay e lesbiche di costruirsi un proprio immaginario musicale e canoro a partire da produzioni generiche, non “di nicchia”, a proiezioni a tema, una selezione di video "baracca", di momenti di icone gay e lesbiche, dj-set, lettura del futuro con la cartomante Lucilla, mercatino, banchino di informazione libri e cultura GLBT a cura del Comitato Gay e Lesbiche Prato.
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17:24:00
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Tatangelo già vincitrice annunciata. Dal mondo gay segnali negativi...
(Marinella Venegoni - La Stampa) Per il Festival di Sanremo c'è il revival del vincitore annunciato. Nell'ambiente discografico milanese, in questo periodo di ascolti delle canzoni in vista della kermesse del prossimo 25 febbraio, circola con insistenza la voce che sarà Anna Tatangelo a portarsi a casa il trofeo: e chissà dove comincia la sensazione e dove invece finisce il pronostico, visto che i siti di scommesse danno la compagna di Gigi D'Alessio a 6,5.
A fare aggio sembra soprattutto la figura della cantante, bruna procace che piace assai all'immaginario maschile; e il suo profilo poi di interprete del filone più facile del pop, che la rende assai famosa nelle fasce più popolari, adulte o giovanili.
In quanto alla canzone, «Il mio amico» - che è scritta, testo e musica, da Gigi D'Alessio - scopre il tema dell'omosessualità maschile con tardiva puntualità. «Dimmi che male c'è/Se ami un altro come te..», canta la Tatangelo in uno stile vocale che richiama quello del suo compagno, con tanto di tremolato. Nell'ambiente della musica, dove l'omosessualità non è mai stata un tabù, si racconta di un famosissimo personaggio omo che, ascoltato per caso il brano, avrebbe mormorato: «Quasi quasi, divento etero». Un altro, ancora più grande, avrebbe aggiunto:
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16:32:00
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