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venerdì 5 settembre 2008

E La Repubblica torna a parlare dei gay.

PD. L'AMAREZZA DEI GAY: HA VINTO PAOLA BINETTI.
Dibattiti a Firenze e a Bologna. La Concia: "Nel Pd siamo anche noi padroni di casa". "Non la daremo vinta alla Binetti" alle Feste la sfida di gay e lesbiche.


(Alessandra Longo - La Repubblica) C´è un detto abruzzese che, per dare l´idea di uno che non molla l´osso, anche se il vento è contrario, dice: «Come i rospi alle sassate». Gli tiri le pietre ma loro non fanno una piega, o quasi. Paola Concia, che è di Avezzano, cita parole d´infanzia per descrivere come si sentono i gay in questo Paese, ma anche, direbbe Crozza, dentro il Partito democratico.

L´assemblea degli «omosessuali del Pd», annunciata nel programma ufficiale della Festa Democratica di Firenze, va in scena in un primo pomeriggio assolato e deserto, caldo umido da sauna, una decina di persone ad ascoltare quel che più che altro è uno sfogo "particulare" dentro il momento di low profile collettivo: «D´Alema ha detto che il partito si deve dare una mossa - riassume la deputata Concia, in tailleur pantalone rosso Pci - Sono d´accordo, ma una mossa se la dia anche lui, se la diano tutti. Il Pd deve avere il coraggio di rappresentare la mia vita, di guardare in faccia le persone e rispondere alle loro domande reali, concrete, deve affrontare le cose difficili, invece di evitarle e prendere tempo». Parlare, per esempio, dei «centomila bambini figli di coppie omosessuali» che vivono in Italia, tornare alla carica sul tema dei diritti di cittadinanza, «riempire il vuoto, la lacuna, di un partito che si va costruendo», dandogli una fisionomia laica, in sintonia con gli standard europei.

C´è voglia di battagliare, «di non dargliela vinta alla Binetti». Concia, e con lei il piemontese Andrea Benedino e il milanese Marco Volante, hanno fatto la scelta di rimanere dentro il Pd: «Il Gayleft non c´è più. Adesso noi siamo il Pd, anche noi padroni di casa, noi transessuali, noi lesbiche, noi gay». Sullo sfondo, sono assaliti da un dubbio esistenziale sulla natura del loro nuovo partito: «Ma saremo ancora progressisti?», si chiede Volante. Si risponde da solo, con una battuta amara: «Se fosse italiana, la signora "Barracuda" Palin, vice di Mc Cain, potrebbe stare benissimo nel Pd. Di sicuro è più a sinistra della Binetti».

La Binetti: eccolo il nome, il simbolo più evocato, più temuto, pronunciato con un filo di voce, scuotendo la testa. Franco Grillini che, nel Pd, non è mai entrato, le riconosce il primato sul campo: «Le ha vinte tutte. Basti pensare al voto sul caso Englaro alla Camera. È lei che comanda». L´invidia va ai democratici di Obama: «Il 7 per cento dei delegati a Denver era gay. E non c´è comizio in cui Obama non citi i loro diritti».

Qui, alla festa di Firenze, tutti seri, tutti concentrati a trovare il varco politico per «andare avanti, perché la politica ha dei doveri nei confronti della società, la fa crescere o arretrare, ne determina gli umori, gli orientamenti». Altra musica a Bologna. Dalla Festa provinciale dell´Unità (così si chiama ancora), stesso partito, giungono voci di un´atmosfera più leggera, più spettacolare, complice lo stand delle Drag Queen, da anni ospiti dei compagni locali. Mercoledì sera, mentre D´Alema a Firenze parlava di un Pd «che ha bisogno di tornare fra la gente», Drag Marcella, all´anagrafe Marco Leardini , si toglieva la parrucca di scena davanti a centinaia di persone e la sbatteva sul tavolo urlando: «Basta pregiudizi!». Dice Drag Marcella: «Quelli della Margherita rompono un po´ le palle ma io vado avanti lo stesso e riempio la piazza. Il 17 farò uno spettacolo con 15 drag queen sul palco, ci sarà una sadomaso e parleremo di tutto, anche dei Dico.». Concia commenta cauta: «Se il messaggio del partito è: "Guardate come siamo tolleranti", va bene lo stesso. O meglio: a me delle drag queen non me ne frega niente, io voglio fare le leggi in Parlamento con chi ci sta perché i diritti civili non sono né di destra né di sinistra. Al momento, la Carfagna non batte un colpo e, quando lo batte, di solito è anche peggio. Ma noi non molliamo». Sì, gli omosessuali del Pd sono di struttura resistente sia pur un po´ abbacchiati: «Finisce che il precedente governo Berlusconi ha fatto di più del centrosinistra». Citano la direttiva europea sulle discriminazioni nei posti di lavoro (peraltro «recepita malissimo»), le inserzioni pubblicitarie di Forza Italia sul sito ufficiale dei gay, e i messaggi «subliminali» di Dolce e Gabbana, grandi elettori del Cavaliere. Bisogna che il Pd si dia una mossa. I gay stanno lì in attesa, «come i rospi alle sassate.».
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Democratici L'amarezza dei gay: ha vinto Paola Binetti.
(Il Corriere della Sera) Nel suo «Ecce omo», lo scrive con una certa nitidezza: «Sull'altare di questo Pd sono stati sacrificati gay e lesbiche». Nel 2007 Franco Grillini lasciò i Ds: «Erano arrivati i clerico-fascisti. E i fatti mi danno ragione: la Binetti vince 15-0».

Superstite nel Pd è Paola Concia. Che dà ragione a D'Alema: «Sì, diamoci una mossa: ma anche su gay e lesbiche». Andrea Benedino, nella segreteria piemontese del Pd, tesse le lodi, si fa per dire, di Silvio Berlusconi: «Chiese il voto su un sito gay, in cambio di meno tasse. E ha usato anche testimonial come Dolce e Gabbana». Aggiunge il presidente onorario Arcigay Sergio Lo Giudice: «L'unica legge mai passata contro la discriminazione l'ha fatta Berlusconi nel 2003».

«Obbligata dalla Ue», corregge la Concia. «Sì e anche un pastrocchio», concede Lo Giudice. Ma pur sempre una legge.

Paradossale, perché, aggiunge la Concia, «il ministro Carfagna non batte un colpo. E quando lo batte è meglio se sta zitta».

Resta il Pd. La Concia prova a starci dentro. Ma, a voler cogliere una marginalità anche simbolica, l'assemblea degli omosessuali è alle 3 di pomeriggio, a festa ancora chiusa. Spettatori non giornalisti, nessuno.

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sabato 23 agosto 2008

Stampa omofoba? L'Ansa non riferisce che un gay ha vinto una medaglia d'oro.

Questo articolo dell'onorevole del Pd Anna Paola Concia, il cui titolo è a nostro parere semplicemente vergognoso ("Questo è l’appello, firmato da me e da altri, che ha scatenato l’ira omofoba di Francesco Merlo su “la Repubblica” di oggi."), assieme all'articolo precedente a questo che informa della vittoria dell'atleta australiano Matthew Mitcham della medaglia d'oro nei tuffi, dove il cronista omette di scrivere che l'atleta è gay (ed è un omosessuale dichiarato, non vittima di un outing), ci ha spinti a credere che anche all'Ansa (agenzia che diramato il pezzo) ci sia una cricca di omofobi. Una gang che omette particolari importanti e significativi sulla vita dell'atleta e cioè che è omosessuale. Quindi dobbiamo credere che anche una buona notizia per lo sport e per il popolo Lgbt, in fondo sia un atto di omofobia? Ma, dannazione, dove stiamo andando a finire? E soprattutto dov'è il buon senso? Al monte dei pegni?
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martedì 29 luglio 2008

Eurogames di Barcellona. La Concia è medaglia d'oro nel tennis.

Eurogames. Le gare sportive omosex a Barcellona. Anna Paola Concia è stata portabandiera dell'Italia. La principale manifestazione sportiva per omosessuali ha visto in campo atleti di ottimo livello. Un rovescio vincente dai banchi del Parlamento ai campi da tennis.
(Valentina Marzo - Il Corriere del Mezzogiorno) Anna Paola Concia, deputata del Pd eletta in Puglia alle recenti elezioni, si è aggiudicata la medaglia d'oro del tennis agli Eurogames di Barcellona, la principale manifestazione sportiva a livello europeo per omosessuali. Domenica l'onorevole, grande appassionata della racchetta, ha battuto in finale Melanie Vinzent con il punteggio secco di due set a zero. Al termine di una gara abbastanza combattuta la rappresentante del Pd si è aggiudicata il primo set lasciando solo due giochi all'avversaria tedesca e il secondo set senza neanche possibilità di replica per la Vinzent. La scalata al podio della Concia, 44 anni, originaria dell'Aquila, è cominciata il 24 luglio, giornata di apertura dei giochi nella metropoli spagnola, dove 31 anni fa sono cominciate le prime manifestazioni per i diritti gay. Con la maglia della nazionale azzurra, la politica in versione tennista ha fatto da portabandiera della delegazione italiana. Già dal primo incontro di singolo, ha sfoggiato doti brillanti sul terra rossa del Barcelona Tennis Olimpic, battendo l'avversaria olandese Gerrie Mulder in due set. «E' donna tosta e tennista capace - si legge nel blog del sito dell'onorevole abruzzese - ma l'ho battuta per 6 a 1 e 6 a 3». Da quella partita in poi per la parlamentare azzurra la strada verso l'oro si è fatta più intensa. Solo una battuta d'arresto in un singolo non le ha consentito di raggiungere il record di vittorie, in tutti i match disputati. E' successo nella seconda giornata degli Eurogames, quando la Concia ha affrontato tre partite in sequenza sul campo. Due le ha vinte, la terza l'ha persa. Ma poi la semifinale del singolare femminile ha consacrato ancora una volta la sua bravura, al cospetto di una impegnativa Ines, l'avversaria tedesca caduta alla fine di un match al cardiopalma. «Erano forse più di vent'anni che non facevo maratone simili, è stato bello, ma faticosissimo», si legge ancora tra i commenti della campionessa sul sito internet. Ma la grinta e l'esperienza hanno fatto della Concia la migliore tennista del torneo, in cui si sono cimentate decine di atlete con altrettanta esperienza alle spalle. E poi dopo la vittoria finale, festa tra donne per le strade di Barcellona. L'unico rammarico per Paola Concia è stato constatare un altro modo di vivere la diversità sessuale, più libero e sereno da parte degli spagnoli, rispetto all'Italia. E ne fa esplicito riferimento nel momento dell'euforia sportiva.

«Ero esterrefatta - dice l'onorevole - ma anche piena di rabbia per il nostro paese fuori dal tempo e dalla storia. Ho conosciuto tanti ragazzi e ragazze italiani che ormai vivono qui: mi hanno chiesto come trovo la forza di combattere in Italia, ho risposto a tutti che finché la trovo, rimango lì». Gli sportivi omosessuali si sono cimentati in 25 discipline, tra le quali anche il wrestling, l'areobica e il golf, utilizzando tutti gli impianti sportivi della città: la delegazione più numerosa era rappresentata dai tedeschi.

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lunedì 14 luglio 2008

La Concia dice la sua sulla gaystreet romana.

Si trasmette la dichiarazione dell'On. Anna Paola Concia, (nella foto con Fabrizio Marrazzo, Presidente Arcigay Roma) deputata PD, sul mancato rinnovo "GayStreet" a Roma.

Invito Corsetti a riflettere sulle conseguenze (devastanti?) che la sua decisione avrà su Roma e sulle capacità di questa d’essere “città aperta” ed inclusiva, al pari delle grandi capitali europee.
È quanto afferma Anna Paola Concia, deputata PD, sul mancato rinnovo della pedonalizzazione della ormai notissima “gay street” vicino al Colosseo, a Roma da parte del presidente del Primo Municipio dell’Urbe.
Davvero, dice Concia, non si sente il bisogno di nuovi passi indietro sul piano culturale e sociale, nel nostro paese.
Il Partito Democratico è contro tutte le discriminazioni e vuole una società inclusiva: il nostro Partito è diverso dal PDL anche per il tipo di società che noi vogliamo costruire. O sbaglio, conclude Concia?

on. Anna Paola Concia, deputata PD

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giovedì 3 luglio 2008

Paola Concia e l'intervista a "Gioia" ovvero la saga delle ovvieta'.

Donne che amano le donne. Paola Concia in parlamento: Mi sento sola ma non sono sola.
E’ l’unica omosessuale dichiarata della legislatura. Una condizione difficile? “Se mi avvicino a una deputata, i maschi sipreoccupano della concorrenza”.

(Alessandra Di Pietro - Gioia) Quando Paola Concia prese la tessera del Partito Comunista Italiano (1986) sapeva di essere lesbica, ma era sposa di un bel giovanotto. Ventidue anni dopo, è l’unica deputata omosessuale dichiarata della XVI legislatura, eletta nelle file del Partito Democratico. L’Italia è tra i pochi Paesi a non aver ratificato la norma antidiscriminatoria sull’orientamento sessuale, prevista nel trattato di Amsterdam. L’emendamento fu causa di un duro scontro in Parlamento, ma alla fine saltò per un errore tecnico, si citava un articolo al posto di un altro. Fu sciatteria, non malafede, però se a un provvedimento ci tieni, presti attenzione.
Il Governo era di centrodestra. La ratifica di quella norma non interessava nemmeno a loro?
Non abbastanza, forse. Talvolta la sinistra usa i diritti delle persone glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, ndr) per dirsi democratica e laica, ma non ci crede fino in fondo.
Conferma che in Parlamento non è l’unica omosessuale?
Mi sento sola, ma non sono la sola.
La sua collega e amica Paola Binetti, democratica e teodem, dice che anche i credenti in Aula sono più numerosi di quanto si pensi. Cattolici e gay hanno in comune la clandestinità?
(Ride) Bella battuta, ma io non la potrò ripetere.
E’ credente?
No, però Binetti prega per me
Per la sua redenzione?
Non lo so, non sono lì con lei.
Come riconosce le persone gay?
D’istinto, ma lo tengo per me.
Franco Grillini, ex deputato, nel suo libro “Ecce omo” (Rizzoli) fornisce qualche indizio.
Non l’ho ancora letto. Comunque non mi piace la caccia all’omosessuale nascosto, il coming out è una scelta personale.
Ci dia una stima delle persone gay in Parlamento.
Una percentuale tra il 7 e il 10 per cento. Il Parlamento rispecchia l’Italia, almeno in questo caso.
Ha notato sguardi di disapprovazione tra i colleghi?
No, mai.
Qualcuna la corteggia?
C’è una bella deputata di Forza Italia che mi guarda con insistenza. Le piaccio? Oppure mi detesta? Ah, saperlo… Però le dico, sul posto di lavoro non faccio la corte a nessuna.
L’omosessualità è trasversale?
Certo.
Anche l’omofobia è bipartisan?
Si, riguarda tutti. Tra i democratici c’è stata un’elaborazione culturale poiché il movimento glbt è nato a sinistra. La battuta volgare, però, scappa. In privato, ovvio. Davanti a me, nessuno osa.
Ipocrisia?
È un tabù politicamente corretto che non amo ma ha una minimale funzione pedagogica. In realtà, la paura della diversità sessuale si scioglie solo con la conoscenza. Scherzarci su può aiutare.
Lei lo fa? Anche in Parlamento?
Certo. Se mi avvicino ad una deputata, i colleghi si preoccupano della concorrenza e hanno la faccia tosta di farmelo sapere. Dovrei mandarli a quel paese e invece gli dico:attenti, potete scoprirvi omosessuali da un momento all’altro. Qualcuno si spaventa e scappa.
Chi ha superato la prova?
Giovanni Lolli e Roberto Giochetti sono persone a me care, non hanno alcun timore.
In questa legislatura ci sono deputati di destra amici delle persone gay?
Chiara Moroni e Benedetto Della Vedova sono alleati sui temi dei diritti. Giulia Bongiorno, presidente della commissione giustizia dove sono assegnata, è seria e competente. Angela Napoli è una donna sensibile e ho avuto un buon contatto personale con Eugenia Roccella, sottosegretaria al welfare. Spero in un consenso trasversale per approvare la mia proposta di estendere la legge Mancino anche alle discriminazioni per orientamento sessuale. Conto pure sull’Italia dei Valori: Antonio Di Pietro ha detto più volte di essere contro i razzismi.
Come la mettiamo con il celodurismo leghista?
Sono pavidi. Venissero a dirmi di persona, in Parlamento, non sui giornali, che sono culattona, e poi vediamo.
Con il centrodestra si va indietro con i diritti?
Culturalmente, andiamo verso il baratro. La destra fa leva sui peggiori istinti e sulle paure irrazionali, accomunando i diversi nella figura del nemico, sia straniero, rom o gay.
Con il centrosinistra non si erano fatti molti passi in avanti, però.
È vero, è stato lo zero assoluto; nel dibattito sui Dico (contratti di convivenza anche per coppie omosessuali, ndr) è venuta fuori l’omofobia pure nella mia parte politica. La proposta era buona, ma è stato un errore passare per il governo. Le leggi di civiltà si fanno in Parlamento cercando il consenso più ampio.
Perché una persona deve essere definita pubblicamente sulla base delle sue preferenze a letto?
Fino a quando l’orientamento sessuale sarà causa di razzismo di necessità elemento di identificazione e strumento di battaglia politica.
Gay si nasce?
No, ci si scopre gay. Altrimenti creiamo le basi per il razzismo genetico. L’omosessualità non è una malattia ma una condizione umana che puoi reprimere o assecondare.
Le piace il lato carnascialesco e desnudo del GayPride?
Si, è un pezzo di storia del nostro movimento, in quell’ostentazione c’è il coraggio di mostrarsi.
Per dovere istituzionale vede persone contrarie al riconoscimento di molti diritti per i gay. Come si comportano con lei?
Benissimo. Mi dicono subito: “Ho tanti amici omosessuali”. francamente, però, chi se ne frega! E se non li avessero? Le leggi non si fanno per gli amici. Capisco però che è il loro modo per nascondere l’omofobia.
Come è andato l’incontro con la Ministra Mara Carfagna?
Serio e cordiale, lei non era imbarazzata, concordava sulla necessità di combattere le discriminazioni, ma non è servito. Le sue dichiarazioni sono sempre pessime e ha tagliato 180mila euro destinati alla prima indagine italiana sull’omofobia.
Lei veste da maschiaccio, ma con molta cura e si intravede un bel corpo da sportiva.
Ohi, grazie!
La mattina per chi si fa bella?
Per me stessa, ovvio
E mette mai le gonne?
Si certo, per andare al Gay Village. Vuole venire stasera?

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venerdì 27 giugno 2008

La Concia fa un appello alle imprese: Aiutatemi a trovare i soldi per l'ISTAT e completare l'indagine sull'omofobia.

(Redazione) La vicenda è nota. Il Ministro Carfagna per problemi di bilancio taglia una ricerca curata dall'Istat sull'omofobia. Immediate le reazione dell'On.le Paola Concia e dell'Arcigay mentre GayLib decide di stare con il Ministro. Oggi la novità, L'On.le Paola Concia decide di lanciare una sorta di "sottoscrizione pubblica" alle imprese per raccogliere i 180 mila euro per L'Istat e permettere così il completamento dell'indagine sulle discriminazioni per orientamento sessuale. E' demagogia, d'accordo, dalla sinistra non si può pretendere di più, ma perlomeno sono coerenti.
Forse basterebbe raccogliere un paio di euro per ogni partecipante del gaypride bolognese di domani per raggiungere la cifra ma, allora, lo stato cosa c'è per fare? Incassare le tasse e dissiparle? Probabilmente anche l'On.le Concia e come lei il Ministro Carfagna, non hanno ben presente che cos'è il senso dello stato verso lo stato. Questo i cittadini lo sanno, pagano le tasse, ma il governo dello stato lo conosce? In questo caso, trattandosi di una minoranza, sembra di no.
Comunque vogliamo aiutare la Concia ad individuare un "pool" di aziende che apre il portafoglio?
Noi andremmo ad esempio a battere casa da quelle simpatizzanti della sinistra, ad esempio:

  1. Unicredito
  2. Gruppo L'Espresso/La Repubblica
  3. Gruppo Marchini
  4. Gruppo De Benedetti
  5. Gruppo Della Valle
  6. Coop
  7. Unipol
  8. Tiscali, ecc.
Solo questi potrebbero mettere assieme quattrini per almeno quattro indagini Istat...
Una domandona, forse maliziosa, giudicate voi: l'Arcigay fa parte delle imprese? E se si, quanto caccia? Ecco il comunicato diramato dall'On.le Concia.
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"La Carfagna taglia? E io lancio un appello alle impreseitaliane, perché mi aiutino a trovare i soldi per permettere all'ISTAT di completare l'indagine sulle discriminazioni per orientamento sessuale".
E' quanto afferma l'on. Anna Paola Concia - deputata PD - sul taglio operato dal Governo dei fondi stanziati per la ricerca dell'ISTAT sulle discriminazioni che subiscono gay e transessuali in Italia.
"Le aziende - dice la Concia - mi aiutino a trovare i 180.000 euro necessari all'ISTAT per concludere il lavoro: così, compiendo un atto di Responsabilità Sociale di Impresa, le stesse aziende aumenteranno il proprio valore economico-finanziario e contribuiranno al benessere della comunità".
"Cara Carfagna - conclude la Concia - il denaro lo troviamo noi, e vedremo se il taglio dipende dai soldi o, come sospetto, dalla omofobia della destra italiana".

On. Anna Paola Concia

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martedì 17 giugno 2008

Reazioni polemiche sul cervello dei gay. "E' una stupidaggine". E gli omosex si dividono.

Il mondo gay giudica la ricerca. Paola Concia (Pd): "Irrilevante un campione di 90 persone". Mancuso: si dimostra che non è contro natura.
(Paola Coppola - La Repubblica) "Ben felice di avere un cervello uguale a quello di una donna etero". Aurelio Mancuso scherza e confessa: "Mi fa sorridere tutto questo concentrarsi a spiegare le ragioni dell'omosessualità". Il presidente nazionale dell'Arcigay però vuole leggere lo studio pubblicato su Pnas in chiave positiva, "perché viene da Stoccolma e non da Roma", dice. Quindi, commenta: "Dimostrare che l'omosessualità deriva da differenze neurobiologiche innate forse servirà a far mettere l'anima in pace a qualcuno, perché significa dimostrare che anche l'omosessualità è in natura e non contro natura".

Stroncatura dalla deputata del Pd e militante del movimento dei diritti dei gay, Anna Paola Concia: "È una stupidaggine, un campione di 90 persone non dimostra nulla". Sulle differenze neurobiologiche individuate: "Non credo che l'omosessualità sia innata. L'orientamento sessuale è reversibile e nella vita può cambiare". E ancora: "Ha più a che fare con il desiderio: certo, dal punto di vista sociale, tranquillizza pensare che uno nasce gay, un po' come dire: "È nato malato", più difficile incardinare il desiderio sessuale".

Ride di quello che chiama "un accanimento a trovare una spiegazione scientifica dell'omosessualità", la presidente nazionale di Arci Lesbica, Francesca Polo: "Bella scoperta", dice, "mi ricorda quando hanno misurato le dita per vedere quanto erano lunghe quelle dei gay". E chiede: "I finanziamenti per le ricerche non potrebbero essere usati in modo più intelligente? Infine sui risultati: "Non mi cambia nulla sapere che ho il cervello più simile a quello di un uomo etero, semmai preferirei avere gli stessi soldi di un maschio bianco etero. Né questa scoperta cambia il quadro in termini di rivendicazione di diritti e lotta alla discriminazione".

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sabato 14 giugno 2008

Concia (Pd), i movimenti glbtq e il Parlamento hanno ruoli diversi.

"Ho incontrato il Ministro Carfagna nella mia qualita' di parlamentare della Repubblica".
(Ansa) I movimenti e il Parlamento hanno ruoli diversi. Lo sottolinea Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico, riferendosi a quanto comunicato oggi dagli organizzatori del Pride di Bologna sull'incontro avuto dalla parlamentare con il Ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna.

'Ho incontrato il Ministro Carfagna nella mia qualita' di parlamentare della Repubblica. Il movimento LGBT e io - precisa Concia - abbiamo compiti diversi e non devo chiedere certamente agli organizzatori del Gay Pride il permesso di esercitare le mie funzioni e assolvere al mandato conferitomi dagli elettori. Mai ho espresso opinioni a nome del movimento e neppure l'ho fatto questa volta, come, del resto, e' facile verificare dalla rassegna stampa'. 'Stupisce, tuttavia - aggiunge - che gli organizzatori del Bologna Pride mi attacchino oggi, dopo che ieri mi hanno fatto recapitare l'invito a uno degli eventi di contorno alla manifestazione del 28 Giugno prossimo. Non voglio alimentare polemiche che non fanno bene a nessuno e mi piace pensare che l'uscita di oggi sia frutto di un banale malinteso, perche' cosi', i rappresentanti del movimento finiscono per dare una immagine distorta del lavoro loro e mio a quei milioni di omosessuali italiani che aspettano da anni risultati concreti: resto convinta - conclude l'esponente del Pd - che quei risultati potranno arrivare dialogando anche con chi in passato ha avuto uscite infelici verso le persone gay e lesbiche e non alzando steccati ideologici'.

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A sinistra solite polemiche tra i gay. Il comitato Bologna pride chiede alla Concia a nome di chi parla.

(Ansa) L'incontro di martedi' scorso fra il ministro delle pari opportunita' Mara Carfagna e Paola Concia, paladina del Pd in difesa dei diritti degli omosessuali, e soprattutto le dichiarazioni 'pro-dialogo' della parlamentare non sono piaciute al comitato organizzatore del prossimo Gay pride nazionale (a Bologna il 28 giugno).

'Onorevole, a nome di chi parla? Le posizioni del movimento Glbt sono distanti dalle sue dichiarazioni', precisano in una nota. Lo staff ricorda le 'dichiarazioni vergognose' del ministro: 'la Carfagna ci ha detto che siamo esibizionisti, volgari, senza speranza, che dovremmo stare a casa, che non ci sono discriminazioni, che il Pride dovremmo abbandonarlo', aggiungendo che poi 'il ministro, grato di questa apertura di credito fatta a nome del movimento Lgbt italiano da parte di chi non ci ha mai militato, ringrazia e la congeda'. Ma per il comitato bolognese 'la questione della rappresentanza e' un punto troppo serio per essere venduto per poche righe sulla stampa'.

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lunedì 5 maggio 2008

Rai - Tatami. Puntuale ed inutile replica della Concia alle polemiche.

Rai-Concia (Pd): Bene Tatami su famiglie gay, funzione essenziale.
Ormai sono migliaia con 100 mila minori, presto presento pdl.
(Apcom) "La trasmissione 'Tatami' ha svolto la funzione essenziale che il servizio pubblico e la Rai hanno. Ha informato i cittadini su una realtà che ormai non può più essere negata: in Italia le famiglie gay sono migliaia e, secondo un'indagine condotta dal Corriere della Sera e pubblicata oggi, ci sono 100 mila minori che hanno almeno un genitore omosessuale". E' quanto dichiara Anna Paola Concia, deputata del Pd e portavoce del tavolo lgbt del Partito democratico.

"Sono già in contatto con l'associazione Famiglie Arcobaleno, che raggruppa molti genitori gay - aggiunge Concia - e tra pochi giorni presenterò in Parlamento una proposta di legge per la condivisione delle responsabilità genitoriali. Un provvedimento che mira a tutelare i figli nel caso di eventi tragici come la separazione o la morte prematura di uno dei partner, in modo che non si sentano in una posizione di debolezza dal punto di vista affettivo ed economico".

"Non si tratta di adozioni gay - sottolinea la deputata del Pd - ma di un provvedimento nell'assoluta tutela dei bambini e che mira a eliminare una gravissima discriminazione nei loro confronti. Il Partito democratico è intenzionato a dialogare con i parlamentari della maggioranza che vogliano offrire al Paese le soluzioni di cui ha bisogno per crescere anche dal punto di vista sociale, per questo chiederò il sostegno anche di Luca Barbareschi".

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