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sabato 23 agosto 2008

Stampa omofoba? L'Ansa non riferisce che un gay ha vinto una medaglia d'oro.

Questo articolo dell'onorevole del Pd Anna Paola Concia, il cui titolo è a nostro parere semplicemente vergognoso ("Questo è l’appello, firmato da me e da altri, che ha scatenato l’ira omofoba di Francesco Merlo su “la Repubblica” di oggi."), assieme all'articolo precedente a questo che informa della vittoria dell'atleta australiano Matthew Mitcham della medaglia d'oro nei tuffi, dove il cronista omette di scrivere che l'atleta è gay (ed è un omosessuale dichiarato, non vittima di un outing), ci ha spinti a credere che anche all'Ansa (agenzia che diramato il pezzo) ci sia una cricca di omofobi. Una gang che omette particolari importanti e significativi sulla vita dell'atleta e cioè che è omosessuale. Quindi dobbiamo credere che anche una buona notizia per lo sport e per il popolo Lgbt, in fondo sia un atto di omofobia? Ma, dannazione, dove stiamo andando a finire? E soprattutto dov'è il buon senso? Al monte dei pegni?
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4 commenti:

forza marti ha detto...

forse voleva essere un velato riferimento per far notare l'incoerenza avuta con riso cui hanno detto che per privacy non avevano fatto riferimento al suo orientamento ma poi con uno dichiarato si comportano allo stesso modo..però boh non so che pensare alla fine lui appunto è dichiarato e credo si sappia abbastanza poi se lo hanno omesso perchè lontano dal clichè di macchietta o perchè non ritenuto importante non si sa...

erox ha detto...

Quando volete rendervi ridicoli vi ci mettere d'impegno, vero? Vedete che quell'atleta sia gay, è un dettaglio assolutamente secondario rispetto la notizia che ha vinto la medaglia alle olimpiadi; diversamente diverso è, invece, il caso di una persona che muore in un incidente con tutti gli affetti della sua vita, dettaglio (almeno giornalisticamente) solitamente rilevante e che non viene tralasciato in nessuna notizia di cronaca nera.
Ma forse è meglio lasciar perdere perché la logica, quando uno è intenzionato a fare il bastian contrario, non serve assolutamente a nulla; chiudo però dicendo una cosa che se fossero per caso arrivati sul podio due sportivi con una relazione omosessuale e questa fosse stata astutamente dribblata negli approfondimenti ci di solito seguono queste notizie, ci saremmo trovati ancora una volta di fronte a un caso di censura omofobica delle informazioni, visto che tutte le volte che sono saliti sul podio atleti legati da un legame sentimentale, questo è sempre stato sottolineato dalla stampa e dai media nazionali

forza marti ha detto...

sono d'accordo che è un dettaglio ma ti viene da pensare male visto come sono qui so che le due situazioni di domenico e matthew sono diversissime io ho ipotizzato quello che può aver spinto la concia ad alzare questo polverone tutto qua..

Gian Mario Felicetti ha detto...

Allora adesso vi spiego una cosa.

Due anni fa ho fondato l'unica squadra di nuoto sincronizzato maschile in Italia. Siamo uno spin-off del Gruppo Pesce, una squadra GLBT, ma noi non siamo una squadra GLBT. Non l'abbiamo mai scritto da nessuna parte, non diffondiamo questa notizia. Ovviamente siamo onorati di partecipare a Eurogames, Outgames, Aquaromae e quanto altro. Ci mancherebbe, mica siamo ipocriti. Siamo solo una squadra maschile.

Premesso questo: abbiamo avuto tante interviste tutte, tranne una, ci hanno riservato - a sorpresa il primo, a tradimento tutti gli altri - il titolone a effetto "TUTTI GAY I SINCRONETTI MASCHI". Cosa che, non solo è altamente secondaria, ma addirittura è FALSA!!! I giornalisti mentiscono sapendo di mentire, questo è il punto.

Ora io mi chiedo perché con domenico hanno voluto accendere degli insani pruriti male espressi, con noi hanno voluto schiaffare in prima pagina delle menzogne su ciò che facciamo sotto le coperte (in questo caso proprio di pruriti di tratta), e invece con il tuffatore hanno taciuto?

E' ovvio, hanno taciuto volontariamente. Anche in questo caso per un errato senso del pudore, misto all'onore, tutto qua.
Omosesusalità, lo ripeto, significa vergogna e disonore. Vietato parlarne alle olimpiadi (che, guardacaso, non riconosce il nuoto sincronizzato maschile). Elementare, Watson.