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mercoledì 2 gennaio 2008

Accuse all'esorcista" di Salerno. "Usa il suo ruolo a scopo di lucro, favorisce la superstizione e inganna la gente".

(Adista) Altre grane per l’arcivescovo di Salerno, mons. Gerardo Pierro. Oltre ai due procedimenti a suo carico in corso presso la Congregazione per i Vescovi (per aver scelto di andare pubblicamente a votare durante le primarie del Partito Democratico) e presso la Pontificia commissione Ecclesia Dei (per il contrasto con un gruppo di tradizionalisti che chiedono la messa tridentina), un nuovo grattacapo arriva per don Gerardo Perillo, nominato, qualche anno orsono, esorcista diocesano, che sta divenendo in diocesi una figura piuttosto controversa.

"Tutto il clero è scettico", spiega ad Adista un prete che ha chiesto di rimanere anonimo. "Il vescovo gli ha dato l’incarico di esorcista appena arrivato dalla diocesi di Benevento, senza che conoscesse la realtà locale". "Inoltre – aggiunge – è ancora giovane, sulla quarantina, mentre di solito per fare l’esorcista ci vuole una persona matura e navigata. È un ruolo delicato, si sa, è facile sbagliare". Un altro prete diocesano, sempre sotto condizione di anonimato, ha parola ancora più dure: "Usa il suo ruolo a scopo di lucro, favorisce la superstizione e inganna la gente. Appoggiato dal vescovo, organizza, ogni quindici giorni, messe ‘per togliere il malocchio’".

Il seguito dell’esorcista sarebbe in rapida crescita, con fedeli che arrivano da lui per farsi ‘curare’ anche da fuori regione. Accanto a Perillo, cinque "collaboratori laici", ‘consacrati’ dallo stesso sacerdote. Uno di questi, Elia Villani, in un articolo pubblicato dal quotidiano online Petrus, racconta la propria esperienza accanto all’esorcista: "Mi sono ritrovato - scrive - a far parte di un gruppo di ragazzi che aiuta un parroco esorcista nell’esercizio del suo ministero. (...) Tante persone oggi hanno seri problemi di natura spirituale, sono vittime di fatture, malocchio, stregoneria, invidia, maledizioni di ogni genere, messe nere e rituali vari, vessazioni e possessioni diaboliche. (...) Mi è toccato pregare per una donna che si porta dietro fin dall’infanzia un maleficio; per essere più preciso, quando nacque, un suo parente, all’insaputa dei familiari, la consacrò a satana. Solo dopo molti anni si è manifestato il male. (...) Un caso che mi ha colpito particolarmente è quello di una famiglia vittima di uno spregevole e, consentitemi il termine, schifoso maleficio. Invitati a cena presso l’abitazione di amici, almeno cosi erano considerati, hanno mangiato inconsapevolmente la carne di un animale sul quale era stato esercitato, prima di essere cucinato, un rituale".

Don Gerardo risulta ufficialmente moderatore della parrocchia dei Santi Giuseppe e Fortunato nella piccola località di Aversana di Battipaglia. In realtà, dopo essere stato cacciato dal parroco di quella chiesa al termine di una lite violentissima, la sua base operativa è adesso una piccola cappella, quella del Rosario in località Borgo Cioffi. La cappella sarebbe di proprietà della famiglia Iemma, grandi proprietari terrieri della zona, e la crescente fama di "santo" di don Gerardo servirebbe, un giorno, secondo alcuni, proprio a ‘valorizzare’ uno di questi terreni, su cui potrebbe sorgere un complesso in grado di accogliere pellegrini e fedeli. Una speculazione che potrebbe risultare assai redditizia. La cappella, intanto, è stata consacrata lo scorso 14 settembre dal card. Francesco Marchisano, presidente dell’Ufficio del lavoro della sede apostolica. Il cardinale, dal 26 luglio di quest’anno, è cittadino onorario di Battipaglia, su proposta proprio di uno dei "collaboratori laici" dell’esorcista. (a. s.)

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