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domenica 23 dicembre 2007

Esclusivo: le lettere a Babbo Natale dei politici italiani.


(Panorama) È stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Dopo migliaia di chilometri nella neve, dopo aver sfidato le renne-dobermann che difendono la casa e soprattutto i regali, siamo riusciti a intrufolarci nella casa di Babbo Natale, scendendo per il camino. E, sbirciando attentamente, abbiamo trovato le letterine che i politici italiani hanno recapitato a Rovaniemi a Santa Claus.

Il premier, Romano Prodi, è stato sintetico e chiarissimo, ha scritto: “Caro Babbo Natale, ti prego, vorrei tanto il libro del filosofo Martin Heidegger, La sfida all’eternità, certo che tu capirai, tuo Romano”.
Le letterine di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi campeggiavano una sopra l’altra sullo scrittoio di Babbo Natale. Ma la cosa che attirava maggiormente l’attenzione era che fossero praticamente identiche . Ed entrambe chiedevano un regalo all’altro: un kalumè della pace da Silvio a Gianfranco e viceversa.
Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, era piuttosto arrabbiato. Nonostante la sua proverbiale gentilezza e il suo noto savoir faire, nella sua missiva al vecchio con la barba bianca è stato perentorio: “Rivoglio quelle cravatte di cachemire che mi hanno inopinatamente rubato alcuni mesi fa. Ci tengo molto…”.
L’ex leader della Margherita, ora soldato semplice (o quasi) nel Pd, Francesco Rutelli ha chiesto due cose: “Un’idea politica e una telecamera”. La prima perché i maligni dicono che sia molto che non ne tiri fuori una. La seconda perché sembra sia ormai degradato al ruolo di comparsa sulla scena politica e mediatica. Gli ha rubato il ruolo di attore protagonista il suo successore a sindaco di Roma e leader del Pd, Walter Veltroni. Che a proposito di richieste a Babbo Natale ha detto di desiderare una legge elettorale fatta d’accordo con il Cav. in favore dei partiti più grandi, all’insegna del maggioritario, ma anche un testo che tenga conto delle esigenze dei suoi piccoli alleati, all’insegna del proporzionalismo.
Ormai lontano com’è dal cortile della politica italiana, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, dopo aver ammesso di sentire il richiamo della fede e aver messo una croce sulle nozze gay, ha preferito non scrivere a Santa Claus come tutti gli altri. Baffino ha inviato la sua letterina direttamente a Gesù Bambino, per candidarsi niente meno che alla poltrona di ministro degli Esteri interplanetario: “Tanto l’inglese lo conosco… Chiedi a Condy per conferma…”
Meno esoso, come suo solito, Piero Fassino. L’ultimo dei segretari Ds, che più di tutti si è speso per il Pd (ricevendone in cambio tante pacche sulle spalle ma nessun incarico) avrebbe confidato nella lettera a Babbo Natale di essere disposto a guidare anche la fusione dei partiti dell’ex Cdl, pur di tornare a occuparsi di politica italiana, dopo essere stato esiliato dagli ingrati compagni come inviato speciale dell’Unione europea in Birmania.
“Asilo politico in Lapponia”, è la strana richiesta contenuta nella lettera firmata e controfirmata (”Carta canta”) dal ministro Antonio Di Pietro: siccome i suoi congiuntivi fanno clamore anche su Second Life, l’ex pm vorrebbe trasferirsi nel paese delle renne, sperando che almeno lì nessuno gli faccia le pulci sulla consecutio temporum.
Irrituale la richiesta del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa: soldi. Un po’ perché TPS va dicendo in tutte le sedi e in tutte le lingue di aver le casse vuote. Un po’ perché il ministro si è adeguato alla moda dei suoi amati bamboccioni che quando, finalmente, riescono a metter su famiglia, invece della classica lista nozze, chiedono banconote a parenti e amici.
Livia Turco ha portato a Rovaniemi la stessa letterina dell’anno scorso. Stavolta però ha messo meglio in evidenza l’indirizzo, per non creare altri equivoci. La richiesta del Natale 2006 recitava così: “… vorrei ospedali che funzionano, infermiere gentili e sorridenti, meno burocrazia e più efficienza. Vorrei far stare meglio il mio Paese. Firmato: il ministro della Salute Turco”. Commosso da tanta generosità, Santa Claus ha esaudito i desideri, ovviamente. Ma al recapito sbagliato: la sanità italiana è infatti in continua emergenza, gli ospedali pullulano più di ispettori che di medici e l’infermiera che sorride la trovi solo sui cartelloni pubblicitari. In compenso a Istanbul scoppiano di salute.
Michela Vittoria Brambilla è stata sobria: ha chiesto una Ferrari, per confermare di essere l’unica testarossa della politica italiana. Poi, in un post scriptum, si è voluta levare il sassolino dalle scarpe con i tacchi e ha aggiunto a Babbo Natale la richiesta di un piccolo innocente incidente alla sua competitor tra gli azzurri Mara Carfagna la prossima volta che andrà dal parrucchiere: “Ti prego falle rovinare la nuova bella pettinatura corta”.
Pierferdinando Casini
c’è costato un lavorone. Abbiamo cercato e ricercato, ma la letterina non l’ha mandata. Eppure Babbo Natale, che sa interpretare le richieste dei bambini, aveva pronto sul tavolo un obsoleto cd che il vecchio con la barba bianca ricicla quasi ogni anno: Franco Battiato, Cerco un centro di gravità permanente. Chissà che non fosse per lui e la Cosa bianca, che si appresta a mettere su.
Clemente Mastella pare si sia assicurato il prezioso cofanetto già il Natale passato, dopo aver inviato in Lapponia un carico di torroncini campani.
Un bel lifting è quanto ha chiesto il senatore Dini. A Lambertow servirebbe per ringiovanire di qualche anno e tornare al ‘94, quando dopo il ribaltone leghista, venne chiamato a Palazzo Chigi.
Alessandro Bianchi ha espresso solo un desiderio “Caro Babbo Natale” si leggeva nella sua lettera, “quante ne ho viste in quest’ultimo anno… non si riesce a far decollare Alitalia, le ferrovie continuano ad aumentare i prezzi ma non la qualità del servizio, le autostrade sono quelle che sono… per questo vorrei tanto che qualcuno mi dicesse chi è il ministro dei Trasporti di questo benedetto Paese?”
L’unico a non aver scritto a Babbo Natale per chiedere un dono è stato Umberto Bossi. Il Senatùr ha invece inoltrato una formale richiesta per conoscere il reddito di Santa Claus: fosse inferiore ai 4mila euro l’anno, non gli consentirebbe di entrare in alcune città del nord est.
E il viceministro Vincenzo Visco che cosa ha chiesto? Nulla di Speciale…

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