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giovedì 25 ottobre 2007

Neonato omosex e i blogger: Profondità demenziali.

(Metilparaben blog) In risposta alle polemiche divampate intorno alla campagna antidiscriminazioni della Regione Toscana, il sito Cultura Cattolica non trova di meglio che proporre un'intervista al Dott. Joseph Nicolosi, psicoanalista e inventore della cosiddetta "terapia riparativa dell'omosessualità".

Poiché un minimo di decenza è rimasta perfino a un laicista come me, mi astengo dal riportarvela integralmente e mi limito ad alcuni, significativi stralci:

Alcune persone sono nate con un deficit dell'attenzione, cecità o sordità, ritardo mentale, handicap fisici o con il gene della schizofrenia. Ma se anche sono nati in quel modo, noi non diciamo che Dio li ha fatti in quel modo e che devono essere così.
(...)
Implicitamente si sostiene che qualsiasi tipo di amore tra due persone sia sano e buono. Questo vorrebbe dire che non si deve giudicare l'amore di un pedofilo per un bambino, o l'amore di una donna sposata per il marito di un'altra donna.
(...)
In realtà la nostra identità più profonda non può mai essere omosessuale; allo stesso modo la nostra identità più profonda non può mai essere quella di un alcolista, di un sadomasochista o di un marito violento.
A quanto pare, invece, la nostra identità più profonda può essere quella di un coglione.
Chissà, magari c'è qualche terapeuta che se ne occupa.

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Milano: Spogliarello in Metrò da Cadorna a Cordusio...

Le sorprese in metropolitana a Milano non finiscono mai: ecco lo "spettacolo" a ritmo hip-hop a cui hanno assistito i passeggeri nei mesi scorsi nel tratto delle Metropolitana dalla fermata di Piazzale Cadorna a quella di Piazza Cordusio. Prove generali di Expo 2015?

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Solidarietà: Le nuove maglie Edun per l'Africa.

(Vogue.com) Il brand “socialmente consapevole” Edun, ideato dal leader degli U2 Bono, per il secondo anno consecutivo collaborerà con One t-shirt.

Quest’anno testimonial delle maglie sono Gwyneth Paltrow, Liv Tyler e Ben Affleck, per sostenere e raccogliere fondi a favore della campagna “Make Poverty History”. Le maglie a tiratura limitata , fabbricate completamente in cotone africano, sono in vendita all’asta sul sito internet di Edun, mentre il prezzo per i modelli “base” è di 40 e 15 dollari.

Tutte le celebrità che hanno partecipato all’iniziativa, hanno personalizzato la maglia autografandola e personalizzandola secondo il loro gusto ; per avere più informazioni basta visitare i siti di Edun e One

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Un milione di minori italiani extracomunitari.

(Antonello Piroso - La7) In Spagna ha destato sensazione un'aggressione razzista sulla metropolitana.
A Barcellona un giovane di 21 anni ha insultato e colpito una ragazza ecuadoriana. Tutto e' accaduto sotto l'occhio della telecamera nell'indifferenza degli altri passeggeri.
Il ventunenne, che ha precedenti penali per furto, non smetteva di parlare al cellulare mentre prendeva a calci la ragazza invitandola a tornare nel suo paese.
Il teppista ora e' libero perche' la famiglia dell'aggredita non ne ha chiesto esplicitamente l'arresto. Lui si giustifica affermando che era ubriaco, che ha chiesto scusa alla sua vittima e comunque dovra' comparire ogni 15 giorni davanti al magistrato.
Questo per dire che la malattia dell'intolleranza non ha confini in Europa.
Noi, i cosiddetti "ricchi", siamo sottoposti ad una grande pressione da parte di quanti vogliono lasciare il sud del pianeta. molti entrano regolarmente, altri sperano di regolarizzarsi nel tempo. L'insofferenza di alcuni di fronte a questo travaso multirazziale e' sotto gli occhi di tutti.
Intendiamoci: ci sono anche gli stranieri che delinquono. Sono un problema serio e drammatico che va affrontato in modo inflessibile. Perche' sono un pericolo per la societa' e per i cittadini perbene. Tutti i cittadini: gli italiani e gli stranieri in regola e perfettamente integrati.
La novita' e' un numero imprevisto: il milione di minori extracomunitari che ci saranno in Italia all'inizio del 2008, come annuncia la fondazione Agnelli.
Molti di questi bambini sono figli di extracomunitari ma cittadini del nostro paese. Nati qui e che cresceranno qui.
Insomma, l'Italia multietnica e' gia' arrivata, ed e' un bene.
Il giovane di Barcellona (e qui come lui ce ne sono parecchi) non potra' mai invitare questi ragazzi a "tornare nel loro paese". Perche' e' l'Italia il loro paese.

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Gender Bender: Nudi, arrabbiati e liberati gli artisti riscrivono la storia.

Torna dal 30 ottobre al 4 novembre il festival promosso dal Cassero e stroncato dalla Curia. E va in scena persino al supermercato.


(Brunella Torresin - L'Espresso) Della scorsa edizione di Gender Bender, il festival che il Cassero gay and lesbian center dedica alla rappresentazione nelle arti del corpo maschile femminile e trans, si ricordano le polemiche suscitate da un articolo che contestava i finanziamenti pubblici a «spettacoli di pornostar mascherate da artisti», apparso su Bologna Sette (inserto dell´Avvenire e voce della Curia), e le code delle persone viceversa in attesa di acquistarne i biglietti - in tutto diecimila. Chissà come andrà quest´anno: attraversando cinema, teatro, arti performative e musica, Gender Bender ritorna dal 30 ottobre al 4 novembre. Coinvolge un gran numero di interlocutori istituzionali e privati (perché nessuno s´è poi spaventato delle polemiche); conferma i contributi di Comune (15mila euro), Regione e Provincia (10mila e 3mila) e Stato (10mila); si accredita come la proposta culturale di maggior eco e investimento del maggior circolo omosessuale d´Italia. E dopo tanto gridato scandalo, sconfina persino al supermercato: la Coop Officine Minganti il 31 ottobre ospita il recital di Gennaro Cosmo Parlato, i soci Coop possono acquistare biglietti scontatissimi per tutto il festival. L´edizione 2007, la quinta, è dedicata alle utopie e ai pionieri che resero indimenticabili le avanguardie degli anni ‘60 e ‘70. All´epoca «Tutta un´altra storia», tema di quest´anno, pareva a portata di mano e lo slancio utopistico tale da giustificare oggi il sogno di una piccola Hitler trans che, dal manifesto di Gender Bender, anziché pianificare massacri peli patate in cucina, pacificata raffigurazione di quiete domestica ed esistenziale. Il festival, diretto da Daniele Del Pozzo, anche collaboratore dell´assessore Guglielmi nell´organizza-zione della rassegna Bé, ruota attorno a un evento molto speciale, la proiezione di Rara (film) di Sylvano Bussotti, restaurato e con le musiche dal vivo composte dallo stesso autore per l´occasione (3 novembre ore 21 al Teatro Manzoni, sponsor la Fondazione del Monte), e al ciclo di filmati «Sissy Avantgarde» su «corpo sesso e politica nel cinema d´avanguardia 1964-1983», entro cui confluiscono i lavori di Marina Abramovic, Bruce Nauman, Yoko Ono e John Lennon, Vito Acconci, Luigi Ontani, Andy Warhol... Sono i pionieri: capaci di rappresentazioni sul piano della liberazione sessuale e della provocazione ancora dirompenti. Sylvano Bussotti, oltre a rimpiangere di non aver creato un´opera sul giovane Adolf Hitler «che faceva marchette come prostituto per uomini», raccontava ieri che in Rara, girato dal 1967 al 1969, appaiono le persone che frequentavano la sua «casa livingtheatralmente gay», a iniziare proprio da Julian Beck per continuare con Dacia Maraini, Laura Betti e Dario Bellezza, Cathy Berberian, Carlo Cecchi, Manuela Kusterman e una giovanissima Daria Nicolodi, poi attrice e moglie di Dario Argento, ripresa nuda e anche durante quel che Bussotti ha descritto come un «rapporto orale con una scultura di Mario Ceroli». Ma se un festival è dedicato alla rappresentazione del corpo non ci si può meravigliare che vi appaia la nudità - di pionieri ed eredi. Danza nudo Frans Poelstra, con Robert Steijn protagonista di Frans Poelstra, his dramaturg and Bach, il 30 ottobre ore 21 al Teatro San Martino. E si vestono e si spogliano Ann Liv Young e le altre due interpreti di Snow White, rilettura arrabbiata di Biancaneve, il 2 novembre ore 21 al Teatro San Martino, unico titolo vietato ai minori di 18 anni. Tra gli esordienti di «GB Entry», Gender Bender ospita la proiezione di due lavori in video, Dalla testa ai piedi di Simone Cangelosi e Crisalidi di Federico Tinelli (31 ottobre, ore 20.30 al Lumière). E Arcilesbica, con «Soggettiva», porta per la prima volta in Italia i reading di quattro scrittrici e performer inglesi: Sarah Waters, Stella Duffy, Ali Smith, Mary Dorcey.
Il programma completo su www.genderbender.it

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Piscina, sauna, cucina con tre chef...

L'azienda a zero stress. Carrara. Palestra, tv, filodiffusione nei bagni e un’oasi verde. Il progetto realizzato entro l’estate. Insieme a dieci assunzioni. La rivoluzione dei cantieri Cerri: così gli operai lavorano meglio.

(Alessandra Vivoli - Il Tirreno) E’ il sogno di tutti gli operai. Immaginate di arrivare in cantiere passando sotto la frescura di venti querce e un prato all’inglese. Trascorrere la pausa pranzo in piscina fra cromoterapia, sauna e bagno turco. Mangiare in una mensa con cucina stile «San Lorenzo», il ristorante inglese amato da Madonna e dai coniugi Blair, dove i piatti precotti sono banditi e si cimentano in pietanze prelibate tre chef ogni giorno.
Aggiungeteci la filodiffusione nei bagni, e la palestra con macchine dell’ultima generazione. Più tre televisori da 50 pollici nell’angolo bar, per permettere a tutti di seguire i telegiornali.
No, non è un’utopia: questa è la ricetta dei cantieri Cerri spa che, nel loro insediamento di 6500 metri quadrati in ex area industriale alla periferia di Carrara, lanciano l’azienda modello. Con tanto di giardino in costruzione che si staglierà proprio nel cuore di una selva di capannoni e segherie.
Nel cantiere Cerri il luogo di lavoro deve essere a stress «zero». Perché così, sembra l’uovo di Colombo, «si produce di più e meglio».
L’idea è del patron milanese Carlo Cerri e del suo direttore, il viareggino Adone Pucci. Una nuova avventura per uno che di fare impresa se ne intende: nel 1981, infatti, Cerri importò dall’Inghilterra i corrieri urbani, gli antesignani dei pony express. Creò un marchio, «Moto taxi» e aprì sedi in 30 città italiane, da Venezia a Palermo. Nel 1999 vende tutto a Poste italiane e si lancia nella nautica: che è la sua grande passione perché, da buon milanese, la barca l’ha sempre avuta.
Nel 2003 nasce il Cantiere Cerri: un’azienda in espansione che oggi vanta 16 dipendenti destinati a diventare 26 nel giro del prossimo anno, e un «venduto» di 4 barche l’anno: gioiellini da 25 o 31 metri che hanno un prezzo di mercato che va dai 4 agli 8 milioni di euro.
Ma non c’è solo marketing. Carlo Cerri e Adone Pucci, con sintonia e grande passione, vogliono che il primo biglietto da visita di un cantiere che si è fatto spazio fra i colossi (Rodriguez, Azimut e Benetti) puntando tutto sulla qualità, rispecchi questa attenzione al meglio anche a livello di organizzazione del lavoro. Ed ecco la sfida: creare un cantiere dove, fra un turno e l’altro si possa fare l’idromassaggio e il bagno turco.
Dimenticatevi i turni di lavoro massacranti, i volti tirati e la corsa per uscire dalla fabbrica. I cantieri Cerri tentano un esperimento innovativo: l’azienda diventa un luogo nuovo, tutto da vivere. Il progetto ha già gambe: è stato illustrato con grande passione dal direttore dei Cerri, Adone Pucci, e sarà realtà fra pochi mesi, per l’inizio della prossima estate.
«Vogliamo che chi lavora da noi lo faccia in un ambiente il più possibile accogliente e rilassante - spiega Pucci - Siamo convinti che questo alla fine premi anche sotto il profilo della produttività. Per i nostri dipendenti, come per i nostri clienti, vogliamo il meglio. E’ questo che ci deve contraddistinguere e a cui puntiamo con tutte le nostre energie». Di sicuro anche finanziarie (di questo Carlo Cerri preferisce non parlare) visto che questo distaccamento della nautica approdato a Carrara perché, come dice con franchezza il patron Carlo Cerri, «a Viareggio non c’erano più spazi», di strada ne ha fatta parecchia.
E’ partito nel 2003 con un capannone e 2 dipendenti: oggi sono sedici. Le squadre che abitualmente ci lavorano, da ditte esterne, contano una cinquantina di uomini in media. Insomma un piccolo esercito. Per cui sarà allestita una mensa da gran gourmet: nella cucina perfino gli infissi sono stati studiati nei minimi dettagli, sono in acciaio spazzolato, come nei più grandi ristoranti.
E, se è vero che l’ingresso è il biglietto da visita di un’azienda, ai cantieri Cerri hanno pensato anche a questo: sono state già piantate 20 querce da mille euro l’una nell’area antistante i capannoni e presto sarà allestito anche il giardino con il prato all’inglese: un piccolo polmone verde che si ritaglierà il suo prezioso posto fra segherie e grandi aziende. In piena area industriale. E anche questo è un piccolo miracolo

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