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lunedì 29 ottobre 2007

Neonato omosex e i blogger: Scegliamo l’autodeterminazione.

(womenews.net) Azione gay e lesbica di Firenze esprime indignazione per il messaggio scelto per la campagna di comunicazione contro l’omofobia della Regione Toscana: “L’orientamento sessuale non è una scelta”, con l’immagine di un neonato che indossa un braccialetto con la scritta “homosexual”

Questo slogan è la riproposizione delle teorie sulla differenza genetica che condanna lesbiche, gay e trans alle stigmate della minorità e quindi della discriminazione, invita inoltre ad una tolleranza pietistica verso le persone ad orientamento omosessuale, mostrando lesbiche e gay come soggetti deboli che non scelgono le proprie vite.

Esprimiamo, d’altro canto, pari indignazione per gli attacchi vergognosamente omofobi provenienti dal centro-destra, come sempre pronto ad attaccare, con toni beceri e violenti, tutto ciò che concerne lesbiche, gay e trans.

Riguardo alla campagna vogliamo sottolineare che il dibattito tra un’ipotesi culturalista ed una biologista dell’omosessualità ha una lunga storia, ma è ormai un dato acquisito, da anni, nel dibattito scientifico serio, che sono tanti, diversi e complessi i percorsi che portano una persona a definirsi gay, lesbica o trans e che essi chiamano in causa l’intreccio delle dimensioni affettive, culturali, relazionali che strutturano le nostre vite.

L’impostazione di questa campagna tradisce completamente il concetto di pride, di orgoglio per la propria dignità, e il percorso di lotta di soggettività che vogliono autodeterminarsi, che dal 1969 (anno della rivolta di Stonewall e data fondativa del movimento lgbt) porta in piazza milioni di lesbiche, gay e transessuali in tutto il mondo e che ha prodotto quella entusiasmante manifestazione di popolo che ha riempito piazza San Giovanni lo scorso 16 giugno.

Sosteniamo con forza il concetto di autodeterminazione di tutte e tutti, riteniamo che il rispetto sia dovuto a tutte le persone a prescindere dalle loro scelte e dai loro stili di vita.

Esprimiamo il nostro sconcerto davanti al fatto che la Regione Toscana, nel produrre questa campagna, non abbia fatto tesoro dell’elaborazione politica e culturale dei movimenti LGBT e femminista che si riconoscono nel concetto di autodeterminazione e che, al termine “omosessuale”, di ambito medico e neutro rispetto al genere, preferiscono nominare le singole soggettività parlando di lesbiche e gay.

Riteniamo che gli enti pubblici che vogliano realmente costruire percorsi contro l’omofobia, la violenza e la discriminazione ai danni di lesbiche, gay e trans debbano fornire strumenti alle associazioni LGBT e mettere al servizio della comunità la ricchezza culturale da queste prodotta e non proporre azioni che riportano il dibattito sul tema dell’omosessualità indietro di almeno trent’anni, quando scienza, chiesa e politica disquisivano e decidevano sui corpi e sulle vite di lesbiche, gay e trans, quando cioè il movimento non era ancora nato.

Chiediamo l’immediato ritiro della campagna di comunicazione della Regione Toscana e l’apertura di un dibattito serio tra istituzioni e movimento senza intermediazioni.

Chiediamo a tutte e a tutti coloro che lo condividono, singoli/e e realtà organizzate, di sottoscrivere questo appello scrivendo a info@azionegayelesbica.it.

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