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martedì 15 gennaio 2008

Gabriel Garko tra sacerdoti omosessuali, prostitute e morti violente per una fiction col bollino rosso.

(Ansa) Io ti assolvo, il tv movie in onda domani su Canale 5 con la regia di Monica Vullo. ''L'idea di questo ruolo all'inizio mi ha messo paura, non me lo vedevo addosso. Ero preoccupato dalla credibilita' che potevo avere, io stesso mi vedevo troppo bello per interpretare un prete - ha detto l'attore, considerato un sex symbol dello spettacolo italiano - ma poi mi sono appassionato alla lettura del copione, con la regista Vullo ho incontrato vari sacerdoti e mi e' piaciuto infine raccogliere la sfida''.

La fiction, prodotta dalla Janus di Alberto Tarallo, scritta da Luigi Montefiori e Teodosio Losito, si misura con il cinema di genere, quello del thriller cui non fa difetto la vista del sangue in primo piano con dovizia di particolari sulle morti violente di alcune prostitute, ne' di altre scene forti (come l'assunzione di cocaina), con l'aggiunta di tematiche scabrose come una storia gay in cui e' coinvolto un padre di famiglia, un'ipotesi di omosessualita' del sacerdote (Gerardo Amato) la
cui morte violenta da' il via al film e all'indagine del commissario Lariano (Lorenzo Flaherty) e infine un bacio tra il protagonista Padre Francesco (Gabriel Garko) e una ragazza (Cosima Coppola) bella quanto la donna di cui era stato innamorato.

Tutti elementi questi che oggi hanno determinato la scelta del 'bollino rosso' per la messa in onda in prima serata su Canale 5: indicazione di visione da evitare per i minori anche se in compagnia di adulti. ''Non ci sono scene piu' forti di tanto cinema che passa in tv, anche in prime time o nei tg - ha detto il direttore della fiction Rti Giancarlo Scheri - non ci sono spezzoni splatter o grandguignolesche. E' chiaro: parliamo di un serial killer certe atmosfere sono inevitabili ma questo prodotto e' assolutamente difendibile e il pubblico e' maturo per seguirlo, del resto la responsabilita' e' condivisa con lo spettatore che avvertito da noi con il bollino deve sapere come comportarsi''. Io ti assolvo viene considerato un esperimento: ''dobbiamo diversificarci dalla fiction di Raiuno non tanto come contenuti quanto come linguaggio. Il nostro pubblico - ha
aggiunto Scheri - e' in mezzo tra quello della fiction Rai e quello delle serie americane che noi stessi trasmettiamo. La nostra e' una fiction moderna, che si avvicina al cinema''.

Oltre al filone del thiller-mistery (e' in produzione Il mistero del lago ancora con Flaherty e si lavora a quattro puntate da una storia francese, la Tomba dei giganti, prodotta dalla Albatross), si prepara una commedia musicale prodotta dalla Janus, mentre sulla commedia sentimentale sta andando avanti il progetto con Gabriele Muccino supervisore artistico.

Quanto al bel Garko, andra' in onda nella prossima stagione, o forse prima, Il sangue e la rosa in quattro puntate, mentre ad aprile sara' nelle sale con Aspettando il sole di Ago Panini con Raoul Bova, Claudia Gerini e Vanessa Incontrada.
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Don Gabriel Garko.
(Tvblog) Solitamente evito di parlare delle fiction nostrane, a meno che non si tratti di qualche scheda di presentazione. Questo perché, dopo qualche “scottatura”, è nata in me una sorta di ostilità verso questo tipo di prodotti che me ne fa stare ben lontana.

Non posso esimermi però dal parlare di un promo che ho avuto modo di vedere un paio di giorni fa su Canale5. Si trattava della fiction di prossima messa in onda Io ti assolvo e mostrava Gabriel Garko nelle vesti di prete.

Un prete. Ho sorriso, nonostante si tratti sicuramente di qualche storia romanzata alla Uccelli di rovo. Sì perché Gabriel Garko come prete ha la stessa credibilità che potrebbero avere Martufello come politico e Santi Licheri come doppiatore. Garko bello lo è senz’altro, affascinante pure. Sono disposta pure a dire che sia un bravo attore, ma “prete” no, per questo ruolo non è proprio adatto. Non perché i preti non possano essere 1,90, bellissimi, col fisico palestrato e gli occhioni verdi, anzi. Ma semplicemente perché prima di prendere i voti solitamente non lasciano in giro calendari e immagini di sè avvinghiati ad Eva Grimaldi o con gli attributi a penzoloni in qualche film di Tinto Brass. Il che, per carità, mi va benissimo - anzi, consiglio a Garko di fare qualche altro film in deshabillèe, per la gioia di tutte le donne e mia soprattutto -, ma fa venire meno la credibilità per ruoli come, appunto, quello del prete. Se mai il buon Gabriel fosse stato adatto per quel ruolo, cosa che dubito visto quel viso da bello e dannato che si ritrova (la gallery in alto parla da sola).

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