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martedì 9 ottobre 2007

Il Consiglio d’Europa contro il Creazionismo.

(Aprile online) Scienza e Fede. Approvata una risoluzione che invita i 47 Stati membri a “opporsi fermamente” all’insegnamento delle teorie creazioniste nel Vecchio Continente, in cui esiste un “rischio reale di grande confusione” tra convinzione, fede e scienza

Scienza contro Fede, Darwin contro la Bibbia, Evoluzione contro Creazione. Al contrario degli Stati Uniti, dove i teorici del creazionismo hanno un peso rilevante nell’influenzare la vita politica e sociale, l’Europa non ha molti dubbi su quale teoria sia più adatta a spiegare, da un punto di vista scientifico, l’origine dell’Universo e dell’uomo. Così, i 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa hanno approvato una risoluzione che invita i governi del Vecchio Continente a “opporsi fermamente” all’insegnamento - come disciplina scientifica equivalente all’evoluzionismo - della teoria in base alla quale l’Universo, la Terra, la vita e l’uomo sarebbero stati creati da un’entità soprannaturale, tipicamente chiamata Dio.Una decisione - approvata con 48 voti contro 25 durante la sessione plenaria di giovedì scorso a Strasburgo - che non vuole essere una dichiarazione di guerra nei confronti di fedeli e seguaci di qualsiasi religione, che possono e potranno sempre seguire il credo in cui si riconoscono. Ma, come ha spiegato la relatrice Anne Brasseur, ex Ministro dell’Educazione del Lussemburgo, “ci sono creazionisti che vogliono far passare le loro credenze, perché di questo si tratta, come scienza, e vorrebbero che si insegnassero nei corsi di biologia”. Ed è qui che sta il pericolo, da cui è necessario stare in guardia: “Non si tratta di opporre la fede alla scienza - ha proseguito la relatrice - bensì evitare che la fede si opponga alla scienza”.

Il rapporto fa riferimento ad alcuni casi rilevati in numerosi Paesi, in cui esiste un “rischio reale di una grande confusione” tra convinzione, fede e scienza nelle idee dei nostri bambini. Il primo obiettivo dei creazionisti odierni, affermano infatti i parlamentari, è infatti l’insegnamento: i teorici della creazione divina si battono al fine di integrare le loro tesi nei programmi scientifici scolastici. Ma “il creazionismo non può pretendere di essere una disciplina scientifica”. Al contrario, proseguono i membri del Consiglio d’Europa, “La teoria dell’evoluzione non ha niente a che fare con la rivelazione divina, ma è fondata sui fatti”.

A metà tra l’una e l’altra sponda, poi, si colloca la teoria del Disegno Intelligente, corrente di pensiero secondo la quale alcune caratteristiche dell’universo e delle cose viventi sarebbero spiegabili meglio attraverso il riferimento ad una “causa intelligente”, e non attraverso un processo sostanzialmente “casuale” come la selezione naturale. Una teoria che riscuote notevole successo al di là dell’Atlantico e che cerca, in maniera più sottile, di far passare il suo approccio come scientifico. “Ed è proprio qui il pericolo”, aggiungono i parlamentari.

Il Consiglio d’Europa - organizzazione internazionale che dal 1949 promuove la democrazia, i diritti dell’uomo, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa - sottolinea che il creazionismo è rimasto per tanto tempo un fenomeno quasi esclusivamente americano. Oggi, tuttavia, le tesi creazioniste si dirigono verso l’Europa e la loro diffusione interessa un numero non trascurabile degli Stati membri del Consiglio, tra cui anche l’Italia.

Nel nostro Paese, uno dei più strenui avversari del darwinismo fu proprio l’ex ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, che nel 2004 diffuse una circolare ministeriale (la n. 29 del 5 marzo), contenente le “Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola secondaria di primo grado”, che con un colpo di spugna fece scomparire dai programmi scolastici delle elementari e delle medie ogni cenno alla teoria dell’evoluzione di Darwin. Non fu una svista, né una dimenticanza. E neppure l’unica manovra in tal senso dell’attuale sindaco di Milano: basandosi sull’accordo del 23 ottobre 2003 tra il Ministro dell’Istruzione e la Conferenza Episcopale Italiana, si batté per inserire l’insegnamento (creazionista) dell’origine dell’uomo nell’ambito dell’ora di religione. Ma la mobilitazione di intellettuali e sindacati riuscì a bloccare entrambi i progetti.

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