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martedì 9 ottobre 2007

Fascismo, nazismo e omosessualità.

«Meglio essere fascisti che froci». Parola
di Alessandra Mussolini. È un parere, ovviamente, opinabile. Ma cosa succede quando le due condizioni coincidono?
È quanto ha voluto indagare Marco Fraquelli (foto a fianco) in questo intrigante excursus storico alla scoperta di personalità omosessuali appartenenti al mondo della Destra, dall'epopea nazionalsocialista (con incursioni anche in epoche precedenti, dal Neoclassicismo alla Germania di Weimar) ai nostri giorni.

Non un libro sull'omosessualità o sugli omosessuali, come ha precisato l'autore ieri sera al Circolo della Stampa in occasione della presentazione milanese della sua ultima fatica.
Pubblico delle grandi occasioni particolarmente interessato al tema che raggruppa un insieme di ritratti di grande efficacia e il racconto di avvenimenti storici che mettono in rilievo le contraddizioni di una cultura e di una ideologia che i più credono poco incline all'omosessualità.
Al tavolo dei conferenzieri, oltre all'autore, Daniela Santanchè di Alleanza Nazionale e Franco Grillini, Presidente emerito dell'Arcigay.
Del tutto assenti esponenti che si richiamano al movimento dei gay liberali di centrodestra GayLib.
Secondo i meglio informati, assenti perchè carenti di argomenti da portare alla discussione.

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