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giovedì 27 settembre 2007

È (quasi) tutto pronto per il lancio dell'album con Paul Rodgers.

Freddy Mercury, la voce storica dei Queen(Roberto De Ponti - La Repubblica) Un più, per definizione, fa la differenza. Nel caso dei Queen, gruppo rock da 300 milioni di dischi venduti, può farne anche di più (appunto). La band che fu di Freddie Mercury, icona del rock stroncata dall'Aids il 24 novembre 1991, torna in studio per la prima volta da 16 anni a questa parte. O meglio: è già tornata, ma in ottobre ci rimetterà piede seriamente per sistemare definitivamente le nove canzoni inedite scritte insieme con Paul Rodgers, il vocalist che si è preso l'onore — e soprattutto l'onere — di sostituire Mercury come voce della band. E qui salta fuori il più: sarà un disco dei «Queen + Paul Rodgers», come preferirebbero gli innumerevoli fan del gruppo inglese, o dei «Queen» senza alcun più, come invece vorrebbero gli ingordi discografici? La domanda non è irrilevante: «Queen + Paul Rodgers», la scelta fatta per il primo tour del dopo Mercury (e per Return of the champions, il cd e il dvd che l'hanno accompagnato), renderebbe meno indigesta ai fan duri e puri la presenza di un cantante che, ancor più in studio che in concerto, dovrà fare i conti con l'ingombrante ombra del caro estinto, una delle voci più duttili e inconfondibili della storia del rock. Ma è altrettanto vero che «Queen» senza fronzoli sarebbe un logo ancora più spendibile nell'inevitabile scalata alle classifiche di tutto il mondo. E, sotto sotto, a togliere quel più ci terrebbe pure Rodgers in persona, che non vorrebbe sentirsi (più) un cantante in prestito, ma un membro a tutti gli effetti del gruppo. Con un rischio: che l'inserimento o meno di un simbolo aritmetico faccia slittare i tempi dell'uscita di un disco atteso a prescindere.


Vincerà il più, alla fine. Ma resta il fatto: i Queen sono di nuovo al lavoro. «Non era in programma un disco, come del resto non lo era il tour che abbiamo stato fatto nel 2005, ma tutto è avvenuto in maniera molto spontanea. È così bello sentirsi di nuovo utili» ha raccontato Roger Taylor, batterista della band. E il chitarrista Brian May ha aggiunto: «L'interazione con Roger e Paul è simile a quella che i Queen avevano quando c'era Freddie, quindi uguale a quella di un vero gruppo che prova e sperimenta». Grosso modo quello che ha dichiarato Paul Rodgers: «Stiamo lasciando che le cose si sviluppino in maniera autonoma e naturale, senza nessuna urgenza o pressione». Piccolo particolare. In origine il nuovo frontman dei Queen non avrebbe dovuto essere Paul Rodgers, ma Zucchero. L'idea nacque a Città del Capo dopo il concerto per Progetto 46664— il numero di matricola del detenuto Mandela Nelson — raduno di stelle del rock per sensibilizzare il mondo sulla tragedia dell'Aids in Africa. In cartellone anche il bluesman di Roncocesi. Con lui sul palco salirono May e Taylor, più Andrea Corr, la violinista dei Corrs. Una performance immortalata nel videoclip di «Indaco dagli occhi del cielo».

La telefonata a Zucchero arrivò poco dopo: ciao, sono Brian, avremmo voglia di ripartire con i Queen, che ne diresti di diventare il nostro cantante? L'uomo si prese un po' di tempo, poi declinò l'invito: era onorato dalla richiesta, disse, ma non se la sentiva di abbandonare una brillante carriera da solista. E in cuor suo pensò che sarebbe stato disdicevole mettersi in competizione con Freddie Mercury, che anche a quasi 16 anni dalla morte per i fan è poco meno (o poco più?) di una divinità. Zucchero non si è mai pentito della scelta e continua a riempire gli stadi con il blues all'italiana. Ma il no del cantante che si era avvicinato ai rudimenti della musica suonando l'organo nella chiesa di don Tagliatella non fermò la macchina da guerra dei Queen. John Deacon, storico bassista del gruppo, si fece da parte, ma dichiarò di comprendere la voglia di suonare di May e Taylor e non si oppose all'uso del logo Queen. Così, dopo vari tentativi (uscirono rumors su Robbie Williams e George Michael come potenziali frontmen) le attenzioni si concentrarono su Paul Rodgers, ex cantante dei Free e dei Bad Company. Un cantante che, guarda caso, come timbro vocale si avvicina più a Zucchero che a Mercury, giusto per evitare imbarazzanti paragoni con Freddie. I tre partirono per un tour che fece arrabbiare anche il Vaticano e la Protezione civile (i Queen suonarono a Roma il lunedì successivo alla morte di Giovanni Paolo II, ignorando gli inviti a cancellare il concerto) ma che riscosse un enorme successo, karaoke di canzoni di Mercury, con Paul Rodgers a fare da Fiorello. Ora si riparte e Rodgers dovrà camminare con le sue gambe. Con o senza il più.

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