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lunedì 19 novembre 2007

Alberto Ruggin, ragazzo modello, discriminato dopo aver confessato di essere gay: Non ho nulla di cui vergognarmi".

«Democrazia è rispettare tutti. Ce n’é a centrodestra, non nella bigotta Forza Italia di Este».

(Beatrice Andreose - Il Mattino di Padova) Per Este, cittadina perbenista, bianca per tradizione, ieri mattina è stata una domenica particolare. Uno dei suoi figli, praticante cattolico con grande convinzione, sempre in chiesa e al patronato, giacca e cravatta, senza grilli per la testa e con tanta voglia di far bene, all’improvviso esce dal suo ruolo sociale e sbandiera ai quattro venti di essere omosessuale. E per questo viene ripreso dal parroco delle Grazie e «invitato» a non partecipare più alla messa cantando nel coro. Nella fredda domenica autunnale ne parlano tutti. Lui è in piazza Maggiore, imperturbabile, con un sorriso per i suoi amici che lo sostengono, a raccogliere firme per mandare a casa il governo Prodi su iniziativa dei Circoli della libertà di cui è fra i fondatori. Al pomeriggio «incassa» una telefonata di solidarietà del presidente nazionale di Gaylib Enrico Oliari. Poi torna in piazza, convinto di non doversi vergognare.
Sino ad una settimana fa Alberto Ruggin è stato un ragazzo come gli altri. Anzi è un giovane che molte mamme estensi vorrebbero avere. Frequenta la chiesa delle Grazie, è catechista da cinque anni, nel coro da sette. Prima è stato scout e animatore del Grest al Patronato Redentore. Ama il nuoto, che pratica da anni. Nel 2005 si iscrive a Forza Italia ed è tra i fondatori della sezione cittadina dei Circoli della libertà di Michela Brambilla. Compirà 21 anni in dicembre, porta la giacca e cravatta e, dopo la maturità conseguita l’anno scorso al Liceo di Scienze sociali a Montagnana (voto 66/100), va a lavorare col padre Maurizio nella ditta MT che produce ferro battuto in zona industriale ed ha da poco un negozio: Excalibur, in via Cavour.
Da oltre un anno frequenta locali gay padovani. Un amico gli propone di partecipare alla trasmissione «Ciao Darwin» condotta da Paolo Bonolis e Luca Laurenti su Canale 5: la sfida sarà omo contro eterosessuali. Lui accetta e venerdì scorso va a Roma dove registra la trasmissione che andrà in onda martedì sera. Prima però parla col «Mattino» della sua partecipazione e, con disinvoltura, confessa la sua omosessualità. «Io sto bene, mi hanno chiesto di partecipare al gioco e mi hanno detto di far vedere il meglio di me - dice - Non bisogna vergognarsi di essere quello che si è. Una persona non si giudica per quello che fa sotto le coperte. La vera democrazia si vede quando si ha rispetto delle minoranze. Credo di dar voce a molti altri omosessuali. Ce ne sono anche ad Este. Conosco anche sacerdoti omosessuali, che vivono relazioni nascoste. E’ ora che se ne parli».

Tu hai anche una passione politica per Forza Italia, un partito che certo non brilla per la difesa degli omosessuali.
«Il Veneto e la Lombardia sono le sole regioni dove i gay votano in prevalenza per il centrodestra. E’ ora di finire di dire che i gay sono di sinistra. Poi basta vedere la politica di Sarkozy in Francia. A parte il caso Zapatero, vediamo che anche in Olanda, Belgio, persino in Croazia, Ungheria ci sono i pacs. Apprezzo molto le posizioni di Giancarlo Galan, ma anche di Chiara Moroni o Marco Taradash. Non quelle invece di Forza Italia estense, composta da ex democristiani, piuttosto bigotta se non fascista. A Trentin rispondo che nel mio sito non c’è alcuna foto porno. Oggi si sta dando troppo retta alla Lega, apprezzo di più le esternazioni di Fini. Faccio un appello anche ad Alessandro Zan affinché se ne continui a parlare».

Hai un compagno?
«Frequento da qualche tempo un ragazzo di Padova».

Ma come mai all’improvviso decidi di parlare?»
«Mi sembrava doveroso far sapere che avrei partecipato alla trasmissione di Bonolis. Il caso non l’ho creato io. Tutto sarebbe finito lì se don Paolino non mi avesse imposto di non partecipare al coro. Mi ha detto: “Tu ti siedi tra i banchi e ti batti il petto come tutti gli altri fedeli”».

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3 commenti:

Mauri Live ha detto...

La Chiesa ha dichiarato guerra ai gay, cercando di diffonderne immagini negative. Alberto è gay, ma è anche un bravo ragazzo e questo fa di lui il principale nemico per la chiesa.

Finazio ha detto...

Non conoscevo l'argomento della puntata di Ciao Darwin, altrimenti me la sarei persa ancor più volentieri. Come ho già scritto da me, Ruggin non mi convince. Non ho capito se è una vittima o un furbastro.

valentino odorico ha detto...

be. io non lo trovo un furbastro, ma solo un ragazzo che ha subito una discriminazione dalla chiesa che si professa amorevole verso tutti. a me la stessa cosa è successa domenica scorsa. ho scritto un romanzo "piovono giornate di sole" dove, tra le varie tematiche c'è anche quella gay ... mi è stato vietato di leggere in chiesa perchè non sono idoneo a farlo visto come la penso io (per me amore è amore... indipendentemente dal sesso) ... io rispetto le idee delle chiesa .. non le condivido in tutto, ma le rispetto .. e proprio perchè le rispetto ho accettato la "punizione" ... però vorrei che fossero accettate le idee e sopratutto "la persona" ... perchè, come nel mio caso, oltre al mio libro sono stato attaccato anche io ... grazie valentino