Nei campi di sterminio morirono 250mila omosessuali.
(Apcom) Un monumento in onore di uomini e donne omosessuali che furono segregati per il loro orientamento sessuale e morirono nell'Olocausto sarà collocato nel 'Meir Garden' di Tel Aviv. Lo ha annunciato nella giornata in cui Israele ricorda la Shoah il sindaco Ron Huldai, citato dal quotidiano Yedioth Ahronoth.
Un quarto di milione di omosessuali furono perseguitati durante la Shoah, e in decine di migliaia ammazzati perché i nazisti giudicavano "perversioni" le loro preferenze sessuali. Nei campi di concentramento, gli uomini gay erano 'marchiati' con un triangolo rosa sulla casacca, le lesbiche con una toppa nera.
I progetti per la costruzione del monumento sono stati avviati su iniziativa di Itai Pinkas, fra i leader della comunità Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) israeliana e membro del Consiglio municipale, dove svolge il ruolo di consigliere del sindaco in materia di nuovi diritti.
Quello di Tel Aviv sarà il primo monumento per le vittime gay in Israele: altri quattro ne esistono in giro per il mondo, a Sydney, Copenaghen, Berlino e Amsterdam. E' stato concepito a forma di triangolo in metallo, su cui verranno incisi i nomi delle vittime.
giovedì 1 maggio 2008
Inaugurato in Israele un monumento per i gay vittima della Shoah.
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23:37:00
Etichette: discriminazioni, israele, lager, nazismo, omosessualità, shoa
Nepal: Un omosessuale in Parlamento.
Il Partito Comunista, garantira' diritti delle minoranze.
Un nepalese che ha pubblicamente dichiarato la propria omosessualita' entrera' per la prima volta nella storia del Paese in Parlamento. Lo ha detto il suo partito, il Partito comunista, secondo il quale Suni Bubu Pant e' stato scelto come candidato 'per assicurare i diritti degli omosessuali e di altre minoranze''. Fara' parte dunque dell'assemblea costituente eletta il 10 aprile e largamente dominata dai ribelli maoisti e 'sara' la prima persona a rappresentare la comunita' gay del Nepal'.
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23:33:00
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1 maggio a Torino. I Centri sociali bruciano bandiere israeliane e americana.
Contro la Fiera del Libro che ospiterà Israele.
(Agenzia radicale) Al termine del corteo del primo maggio, a Torino in piazza San Carlo, manifestazioni di protesta alcuni giovani dei centri sociali del capoluogo piemontese e dell'associazione Free Palestine hanno bruciato due bandiere israeliane e una americana: obiettivo contestare la decisione di designare Israele come Paese ospite della Fiera del Libro 2008, la cui apertura ufficiale è prevista l'8 maggio prossimo.
Come scrive il sito web del Corriere della Sera: "...Dopo aver lanciato alcuni fumogeni, nel centro della piazza, quando le circa 30.000 persone che hanno partecipato alla manifestazione si erano quasi tutte allontanate, i giovani di Askatasuna e altri gruppi, hanno dato fuoco alle tre bandiere dopo averle inzuppate di benzina. "Un gesto forte lo sappiamo - ha detto un portavoce - ma noi pensiamo che ben più forti, più clamorose siano le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano. Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese".
L'Unione delle Comunità ebraiche italiane ha espresso una ferma condanna per quanto accaduto. "...E' un gesto di inciviltà che proprio nel momento in cui ci si appresta a celebrare la festa per i 60 anni di Israele a Torino, è inammissibile in uno stato democratico» ha detto Claudia De Benedetti commentando gli atti antisraeliani a Torino. «Ritengo - ha aggiunto De Benedetti - che questi atti non giovino al sereno svolgimento di una manifestazione che vedrà la presenza del presidente Napolitano a fianco di tanti amici di Israele. E sono preoccupata per un atto che testimonia un clima ostile e di ignoranza e pregiudizio. Una vera e propria censura culturale».
Corriere.it scrive poi che proprio per la sua annunciata partecipazione alla Fiera del Libro anche l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, presente al corteo di Torino, è stato oggetto di una contestazione. Il fatto è accaduto prima che iniziasse la manifestazione in piazza Vittorio dove c'era il concentramento del corteo. Quando l'ex leader di Rifondazione è avvicinato agli striscioni e alle bandiere del Prc, un gruppo di giovani dei centri sociali, presumibilmente gli stessi che poi hanno bruciato le bandiere di Israele e degli Stati Uniti, lo ha praticamente fatto allontanare.
Bertinotti parteciperà ad uno degli incontri dedicati dalla Fiera del Libro alle «parole» della Costituzione: a lui spetta il dibattito sull'articolo 1 e sulla parola «lavoro».
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21:05:00
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mercoledì 30 aprile 2008
Cedeva i 3 figli per giochi erotici di gruppo, arrestata una madre a Palermo.
Fra le persone arrestate c’è anche la madre 30enne dei tre piccoli che subivano le violenze e poi una coppia, marito e moglie, di 25 e 24 anni, titolare dell’abitazione in cui si sarebbero verificati gli abusi. Una delle bambine, già ospite di una casa famiglia, ha avuto il coraggio di rivelare agli assistenti sociali alcuni segreti fino ad allora sottaciuti. La casa della coppia di coniugi, secondo gli investigatori, sarebbe stata nel corso del tempo luogo di abituale frequentazione per la piccola e la madre e soprattutto teatro di giochi erotici spinti cui, nel migliore dei casi, i fratellini sarebbero stati costretti ad assistere.
Strumento di coinvolgimento per i bambini ai “giochi sessuali di gruppo” sarebbe stato il gioco dell’obbligo e della verità realizzato con la classica bottiglia che a conclusione del suo giro avrebbe stabilito il destinatario dell’abuso perpetrato dalla coppia di coniugi ed addirittura dalla madre delle vittime. Secondo gli investigatori, gli indagati all’interno dell’abitazione non si sarebbero limitati ai giochi sessuali ma avrebbero anche fumato sostanze stupefacenti ed avrebbero visionato film pornografici, sempre in presenza dei minorenni. Le dichiarazioni delle vittime sono state vagliate da operatori e psicologi infantili che in conclusione ne hanno attestato l’attendibilità.
Anglicani-vescovo gay: Dio "deluso" da arcivescovo di Canterbury,
Robinson: Williams non prende posizione contro chi insulta i gay.
(Apcom) Il primo vescovo omosessuale della Chiesa Anglicana, Gene Robinson (nella foto), accusa l'Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams di non aver preso posizione contro i più tradizionalisti, che hanno criticato la sua nomina, bollando la sua vita come un abominio rispetto agli insegnamenti religiosi. In un'intervista alla trasmissione 'Hardtalk' della Bbc, Robinson afferma che Dio è rimasto "molto deluso" dal modo in cui Williams ha affrontato l'Arcivescovo nigeriano Peter Akinola, una delle voci più critiche, che ha paragonato l'omosessualità alla "bestialità, a una forma di schiavitù", minacciando lo scisma della Chiesa anglicana.
Alla domanda sul perchè Williams non abbia affrontato Akinola, Robinson ha risposto: "Dovreste chiederlo a lui e credo che dovrà risponderne davanti a Dio. Io ritengo che Dio sia rimasto molto deluso dalla sua riluttanza nell'affrontare Peter Akinola e gli altri come lui che hanno rilasciato dichiarazioni che ogni persona sensata troverebbe sopra le righe". Robinson ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte e di essere costretto a indossare un giubbotto anti-proiettile nelle sue apparizioni pubbliche. Nell'intervista, che sarà trasmessa questa sera, il vescovo sottolinea anche come il linguaggio usato dalla destra religiosa americana contro gay e lesbiche, trattati "come se fossimo dei sub-umani", "crea un'atmosfera in cui una persona violenta può sentirsi giustificata".
Gene Robinson, gay, divorziato e padre di due figli, è stato nominato vescovo del New Hampshire nel 2003, scatenando violente proteste. Uno dei più duri critici fu proprio l'Arcivescovo Akinola, presidente del Consiglio delle province anglicane in Africa, che conta 37 milioni di membri.
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18:43:00
Etichette: chiesa, discriminazioni, inghilterra, omosessualità, polemiche, religiosi
Bologna, Cofferati: ''Concordato percorso del gay-pride''.
Il corteo sfilerà dalle Due Torri ai Giardini Margherita fino a piazza VIII Agosto.
Il sindaco: ''Raggiunta una soluzione molto ragionevole e in grado di assicurare tutte le esigenze, sia quelle dei promotori dell'evento, sia quelle delle attività commerciali".
(Adnkronos) "Una soluzione molto ragionevole e in grado di assicurare tutte le esigenze, sia quelle dei promotori del Gay Pride, sia quelle delle attivita' commerciali". Cosi' il sindaco di Bologna Sergio Cofferati parla dell'intesa raggiunta oggi, in seno al tavolo dell'Ordine pubblico e la sicurezza, riunitosi in Prefettura per definire le modalita' del corteo dell'orgoglio omosessuale che sfilera' il prossimo 28 giugno sotto le Due Torri.
"Abbiamo concordato gli aspetti di massima del Gay Pride - riferisce il sindaco - con gli organizzatori ed i rappresentanti degli ambulanti" della Piazzola. Nello specifico, il percorso prevede una partenza di un primo tratto di corteo, senza veicoli, alle 14.30 da piazza Ravegnana, sotto le Due Torri, che lungo via Castiglione e via Santo Stefano, raggiungera' i Giardini Margherita dove e' previsto il raduno centrale.
Da qui, alle 15.30, prendera' il via la sfilata con i carri, che percorrera' i viali di circonvallazione, via dei Mille e via Irnerio per concludersi in piazza VIII Agosto, dove sara' allestito il palcoscenico. La piazza, che ogni week-end ospita il mercato settimanale, sara' liberata dagli ambulanti intorno alle 13, "in tempo utile - ha spiegato Cofferati - per consentire ad Hera di pulire la zona" e quindi per lasciare spazio alla festa gay.
La sera prima, invece, in piazza Maggiore ci sara' una proiezione cinematografica che sara' inserita nel cartellone estivo delle serate di cinema all'aperto e che fara' da apertura al Gay Pride 2008. Per la manifestazione, "gli organizzatori stimano di radunare un migliaio di persone" ha ricordato infine Cofferati, concludendo che al tavolo in Prefettura "abbiamo lavorato con profitto".
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18:37:00
Etichette: bologna, gaypride, manifestazione, omosessualità, parate gay

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