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mercoledì 5 dicembre 2007

S/S ‘08 – Per John Galliano è iniziata la guerra e la fine del mondo.

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(Menchic) Juan Carlos Antonio Galliano, in arte semplicemente John Galliano, propone a Parigi la sua collezione di moda maschile, ma c’è da stare attenti che qualche mina antiuomo non esploda nel cat-walk. Lo stilista inglese, noto soprattutto per la sua collaborazione con due marchi del fashion che hanno fatto la storia della moda – Christian Dior e Givenchy –, anche questa volta ha ricevuto critiche positive per le sue creazioni, nonché nuovi finanziamenti e un ingrossamento nelle file della sua già forte clientela di base. Tralasciando, in parte, quello che è il suo motto – “Il mio ruolo è quello di sedurre” – lo stilista delle dive produce una collezione for men ispirata alla guerra e al terrorismo, in particolare quello islamico e che si vede ogni giorno nei telegiornali.

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Largo quindi al verde militare, alle sciarpe che ricoprono interamente il viso, alle stampe di pistole sui pantaloni – alcuni rigorosamente al ginocchio –, alle maglie con le effigi di un teschio, a tute mimetiche, reti, caschi – anche blu - e veri e propri armamentari da combattimento. Ma esagera vuole anche maschere antigas, anfibi militari, giubbotti di salvataggio, palme, bandane e il kefiah, ovvero, il tradizionale copricapo palestinese a scacchi – o neri o rossi – che è di fatto una sorta di emblema arabo. E dopo tanta guerra, la fine del mondo. Modelli che sembrano usciti dai frame dell’anime giapponese “Ken il guerriero” o dalla saga australiana di “Mad Max”: lo stile punk impera fra creste, borchie, catene ed elmi originalissimi. È finita la battaglia per la pace, inizia quella per la sopravvivenza.

Una parabola sulla più grande catastrofe umana che prosegue alla ricerca del soldato o del punk - con addominali e pettorali in bella vista - che salverà la vita ai più indifesi, perché - come ha scritto già qualcuno - per una volta Galliano cambia massima: “Facciamo l’amore mentre facciamo la guerra”. Quindi se proprio dobbiamo combattere… meglio portare la sua firma!

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