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martedì 16 ottobre 2007

Chiesa nella bufera: Forse domani il Papa annuncia il nuovo concistoro.

Il secondo concistoro di Benedetto XVI: mercoledì la creazione di venti nuovi cardinali

(Franca Giansoldati - Il Messaggero) Domani mattina, salvo sorprese dell'ultima ora, Benedetto XVI al termine dell'udienza generale dovrebbe annunciare la creazione di nuovi cardinali. Sarà il secondo concistoro del pontificato, dopo quello celebrato nel febbraio dell'anno scorso. Stavolta l’elenco messo a punto da Papa Ratzinger riguarderà poco meno di una ventina di futuri principi della Chiesa. Un calcolo che si deduce dal fatto che i posti disponibili all'interno del Collegio Cardinalizio per arrivare al tetto dei 120 è di 17.

Secondo le indiscrezioni che circolano al di là del Tevere la cerimonia, tanto solenne quanto suggestiva, che prevede l’imposizione della berretta vermiglia, il giuramento con l'antica formula latina e il dono dell’anello, dovrebbe essere celebrata il 24 novembre, il giorno successivo della festa di Cristo Re, ricorrenza liturgica che precede l'inizio dell’Avvento.

Papa Ratzinger sembra deciso a muoversi nel solco dei suoi predecessori, vale a dire nel pieno rispetto delle regole vigenti e, anche stavolta, dovrebbe evitare di superare la soglia dei 120 cardinali elettori, i cardinali con meno di 80 anni. Come si sa questo limite stabilito con una legge da Paolo VI, fu derogato più volte da Giovanni Paolo II benché Papa Wojtyla non volle mai metter mano alla norma con una modifica sostanziale.

Le new entry in quello che viene definito il club più esclusivo del mondo si misurano a seconda dei paesi da cui provengono, dalla loro attuale occupazione, se curiali o diocesani, se sono religiosi. In questo caso si guarda a quale ordine religioso appartengono. Il Papa nella distribuzione delle “berrette rosse”, seguendo una specie di manuale Cencelli, è assai attento a mantenere un certo equilibrio per non alterare la rappresentatività della Chiesa nei diversi continenti. Attualmente vi sono alcune grandi sedi residenziali - come la diocesi di San Paolo del Brasile, di Parigi, di Washington o di Varsavia, in attesa di vedere elevato al rango di cardinale l'attuale arcivescovo.

Tra le nomine più attese - per gli italiani - c'è sicuramente il nuovo presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. Per l'Italia seguiranno monsignor Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, monsignor Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo ed ex nunzio in Italia, Giovanni Lajolo, Governatore dello Stato della Città del Vaticano e per anni ministro degli esteri, Raffaele Farina, Bibliotecario di Santa Romana Chiesa e l’argentino Leonardo Sandri, da poco al vertice della Congregazione delle Chiese Orientali.

In lista d'attesa ci sono anche illustri stranieri, come il tedesco Jozef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum e amico personale di Papa Ratzinger, il polacco Stanislaw Rylko e l’americano John Foley. Con la scomparsa del cardinale venezuelano Josè Castillo Lara, grande oppositore di Chavez, morto ieri a Caracas dopo una lunga malattia, il numero complessivo dei membri del Collegio cardinalizio è sceso a 180; di questi 104 hanno il diritto ad eleggere il Papa in un eventuale conclave. Numero, quest'ultimo, destinato a calare ulteriormente da qui al concistoro perché due illustri cardinali, festeggiando gli 80 anni, perderanno il diritto di voto. Si tratta dell’americano Edmunk Kasimir Szoka, per anni Governatore dello Stato della Città del Vaticano ed Angelo Sodano, già segretario di Stato, attualmente Decano del Collegio Cardinalizio

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