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martedì 5 febbraio 2008

Gf8. Filippo e Ali eliminati. Si avverano le nostre indiscrezioni: Nella casa entra Benedetta.

(TGCom) Ali è fuori dal Grande Fratello. Ma non solo, lo ha seguito papà Filippo visto che durante la puntata i concorrenti hanno dovuto nominare (ed eliminare) uno di loro. E per due che escono ce ne è una che entra: Benedetta che ha potuto riabbracciare il marito Thiago (grazie a un televoto che ha dato l'ok). In nomination Christine, Andrea, Alice, Raffaella e Giuseppe.

Puntata caratterizzata da tante sorprese, anche dalla grandine che per qualche minuto ha disturbato la diretta, con al centro ancora una volta la coppia Benedetta Zilli-Thiago e la famiglia Orlando. Ma andiamo con ordine. Alessia Marcuzzi d'argento vestita apre la puntata con i risultati del televoto che hanno eliminato Ali il libanese che è il secondo concorrente, che esce dopo Domenico. Tante lacrime fra i suoi amici, in particolare Lina, ma anche tanta gioia fra i membri della famiglia Orlando (in nomination con lui c'erano Fabio e Giuseppe).

Subito dopo scatta l'operazione ricongiungimento della coppia Benedetta-Thiago: il Grande Fratello li fa incontrare ma li divide da un vetro. Baci, carezze e sussurri (ovviamente filtrati da una liscia e fredda superficie) e Benedetta che in lacrime gli dice: "Sei un orgoglio". Subito dopo parte il primo televoto: è il pubblico a decidere se la coppia può riunificarsi all'interno della casa. E i telespettatori danno l'ok. La favola si avvera. I due si riabbracciano dopo due settimane di separazione.

Ma il Grande Fratello, impetuoso, dopo aver compiuto una buona azione subito spezza il trend e chiama al telefono i ragazzi. Il messaggio è semplice: "Comunicazione ufficiale, nuova eliminazione uno di voi dovrà essere eliminato e lasciare immediatamente la casa". Ma a decidere chi saranno i due da votare è la più giovane del gruppo: Raffaella. E lei sceglie Giuseppe e suo padre Filippo. E sarà quest'ultimo ad essere votato dai colleghi concorrenti. Risultato: anche lui è fuori dal reality (tra le lacrime del figlio Giuseppe che invece rimane dentro).

Gag divertente tra Alessia Marcuzzi e il "commenda playboy" Roberto in collegamento dal confessionale (in studio c'è la fidanzata storica, da 10 anni, Elena che difende l'amato e commenta: "E' un gioco. Lui con le altre scherza è un seduttore, mi fido di lui. Quando esce lo voglio sposare").
Alessia: "Roberto, se volesssi sedurre me cosa faresti? Ti metto anche un po' di musica di sottofondo per darti una mano"
Roberto: "Ma come si fa così, ci vuole dell'empatia ci vogliono onde empatiche".
Alessia: "Quindi vuoi dire che non ti piaccio?"
Roberto: "Non sei male, ho avuto modo di apprezzarti...non sei male...ma..."
Alessia: "Ma quando mi hai visto e mi hai fatto tutti quei complimenti sulle mie gambe ecc ecc, allora fingevi?"
Roberto: "Ma no, sei un bell'articolino, dai lo sai..."
Alessia: "Ok, allora ti bacio articoletto".

Poi, durante le nomination interne alla casa, arriva la grandine e spezza l'incantesimo. L'audio si fa difficoltoso e Alessia Marcuzzi manda la pubblicità. Alla fine del break i ragazzi della casa (come diceva Barbara D'Urso) stanno decidendo chi mandare a casa tra il padre Filippo e il figlio Giuseppe.

E dopo una puntata al fulmicotone (come invece dice spesso Simona Ventura) arrivano le nomination. Questa volta ognuno dei concorrenti deve votare un solo compagno. Comincia Francesco che vota Raffaella, poi Silvia (che sceglie Andrea) e saluta alla fine con un: "Ciao patatini, Signorini fai il bravo".Thiago vota Christine, Gianfilippo Nadia, Fabio Alice (e ringrazia a modi divina tutti quelli che lo hanno votato e salvato dall'eliminazione) e Nadia che sceglie Raffaella. Poi tocca a Roberto (che vota Andrea), Giuseppe (Chrstine), Carmela (Alice) e Alice che manda in nomination Fabio. A Mario, invece non piace Christine "troppo polemica e scontrosa", Raffaella opta per Giuseppe (in lacrime saluta la madre) e Andrea, ultimo ad entrare nel confessionale, sono le 23,45, nomina Christine. Risultato? Cinque i concorrenti in nomination: Christine, Andrea, Alice, Raffaella e Giuseppe. Immunità (decisa dal Grande Fratello) per Teresa e Lina. Budget 15 euro a testa per tutta la settimana

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Gay e sinistra. Il sito di Giulietto Chiesa picchia duro sui "gay di regime".

Silvio, difensore dei gay.

(Roberto Iacono – Megachip) La degenerazione, o forse la sola e totale assuefazione dal niente o dal troppo possono rendere l'uomo un essere ancor più meschino di quanto alla pari potrebbe essere un topo di fogna...
Denominata nei parlamenti europei, quelli meramente politici, come in quelli per i diritti umani: la comunità ''Glbt'' la comunità gay è sotto tutti gli aspetti niente altro che un'ombra miserabile di se stessa. Inesistente.

Il piccolo spazio che lascia è solo, giusto giusto guarda un po', per la ''comunità gay''. Espressioni incomprensibili e pesanti per chi un minimo usa il cervello per farci fare qualche passeggiata alle sinapsi.

Espressioni nefaste per chi capisce che a descrivercisi ''comunità'', non solo si rischia di auto-discriminarsi, ma peggio ancora si intraprende la stessa strada politica di un paese, a caso, come Israele. E ci si chiude, ci si stringe, ci si accomoda gli uni con gli altri e ci si stringono le mani sudaticcie giorno dopo giorno. Mentre intorno crescono i muri dentro i quali le paure si snidano e si annidano. Prende piede il terrore di veder venire meno lo status guadagnato, di essere discriminati ! Ci si sente in una roccaforte inespugnabile, ma precari psicologicamente, e non di un terrore vero, tangibile, ma di una paura collettiva, di una diffidenza altrui nei confronti della propria differenza. Differenza rintracciata e chiamata ''diversità''.

Allo stesso modo lo Stato della ''Santa Chiesa'', guardando il mondo dal suo cannocchiale dell' osservatore romano denuncia tutti i giorni la qualunque delle situazioni per le quali si sente minacciata, oltraggiata. Allo stesso modo le ''comunità sociali contemporanee'' (chiamiamole così va) si stringono. Tutte sembra sviluppino caratteristiche simile se non basicamente identiche...

Quella gay in questo però ha due varianti differenti. La prima è che i gay hanno fama storica di essere incorreggibili SENSIBILI (dunque inattaccabili, si sa un sensibile è colui che vede solo il giusto da farsi, colui che ha cuore e altruismo. quindi agisce sempre nel bene). La seconda meno nota sotto gli occhi di tutti si basa sui soldi. Il vil danaro e la famosa scalata sociale che distingue i sogni, almeno apparenti, di buona parte di questa comunità di potenziali ''saranno famosi''. Il sito web italiano Gay.it *, forse il più visitato, comunque molto famoso. Si occupa poco di politica. E di certo in questo è poco criticabile.

Preferisce occuparsi di pubblicità, di moda, di auto, di estetica, di capitalismo in una parola sola. Gli piace parlare dell'acquistabile, e così gli piace farsi porta voce di una fetta di paese i cui interessi, così sembra, siano indirizzati esclusivamente verso una bilancia bilanciata nella quale da una parte stanno i famosi diritti umani per le parità dei diritti e dall'altra tanti e tanti chili di soldi. Soldi che si spalano tra i circoli romani dell' Arcigay e del Mario Mieli. Soldi che si spalano come budini col cucchiaino rispettivamente tra locali hard, sex, osè e fetish i primi e serate danzanti i secondi.

Soldi che cicciano come piante grasse da vere e proprie ''aziende di settore'' che lavorano stagionalmente come la Digayproject; senza contare le varia tessere e tesserine di iscrizione al ''chicchessia circolo". Ma quanto guadagnano i vertici di questi cucuzzari. Quanto guadagnano Imma Battaglia, Franco Grillini e Vladimir Luxuria? Con quanto riescono a fare secca la fine del mese grazie hai loro conflitti di interessi?

L'unione di stipendi parlamentari, imprenditoriali e ''artistici'' è un argomento che spaventa meno rispetto all'omofobia! Tutto tace in merito. In questo sito si parla poco di politica, si parla poco in generale, si sta passivi (nessun se ne risenta) come davanti ad una televisione, ma la scelta su cui cade il telecomando è sempre e comunque frivola! gossip, shobiz, e tante e tante foto ammicchevoli e maliziose. Il sesso sembra l'unica vera preoccupazione quotidiana. L'unica rubrica adatta a questo tipo di cose (politiche) è ''politica e storia''... Ma chi ci trovo? Silvio Berlusconi, l'imprenditore per eccellenza, colui che ha una triennale in conflitti d'interesse! "E se fosse Silvio...?" questo è il titolo dell'articolo, che è poi tra l'altro l' home page del sito se non titolo della mail che mi sono trovato postata.

Ebbene si, si chiedono quelli della redazione; se fosse Silvio e il centro destra e fare una legge antiomofobica e per le pari opportunità come per i dico e i pacs, quindi se fosse Silvio a vincere. Se il centro destra diventasse rappresentante dei diritti di questa comunità? Se lo chiedono, e se lo avallano ( ndr. ''se la cantano e se la sonano''). Guardatevi l'articolo, e vedetene le foto come pure tutte le frasi evidenziate in neretto nero, che cadono sempre su concetti come: "Berlusconi", "trionfo senza precedenti alle elezioni","un unico vincitore"... mentre agli altri rimane solo il neretto grigio al massimo.

E cade addosso, almeno a me, un po' di sconforto. Innanzi tutto per la necessità di un ghetto nel quale parlare solo da opportunisti, un articolo dove pensare solo alle proprie problematiche senza accennarne altre ''esterne''. Modo nel quale ci si definisce diversi tra esseri. E poi per le idee. Credere nell'uomo che si lascia chiamare cavaliere senza che noi se ne conosca il perché! Credere nella sua eleggibilità e soprattutto divulgarne l'idea in un articolo da prima pagina che verrà letto da migliaia di persone... Ipotizzare che la destra in realtà sia qualcosa in cui anche la ''comunità glbt'' dovrebbe credere.

Spingere una bella fetta di elettori alle urne col cervello fritto due volte forse è meglio! Come si può pensare di credere che la destra si occupi di pacs se è proprio in un partito che si chiama La Destra che stanno convergendo i gruppi neofascisti. Ma la ''comunità'' si sente sicura e rappresentata! .... o forse no, sarò leale la comunità preferisce perdere poco tempo ad informarsi. Preferisce forse, come tanta altra gente comune, lasciarsi rappresentare da altri, mentre si imbelletta. Preferisce andare in una discoteca del ghetto, vedere amici del ghetto, bere nel pub del ghetto, farsi le vacanze nel villaggio turistico del ghetto... in soldoni: spendere, spendere e spendere purchè sia nel ghetto, così, che ne vada nella realizzazione di una propria personalità presente e rappresentata dal simbolo di una sessualità. Mi stupisco un poco, ma alla fin fine tutto questo mi ricorda già qualcosa... E penso a quel genio di Mimmo, l'amico pugliese definibile ''il memoria''...un laureato vecchio ordinamento in Storia che è una vera enciclopedia, e una volta mi raccontò di come quella che conosciamo come ''notte dei lunghi coltelli'' in realtà non fu che una vicenda omosessuale.

L' ''epurazione'' dei tanti gay dichiarati che a lungo avevano esplicitamente scapeggiato all'interno del terzo reich di hitler & coo. Destra, estrema destra e destrismi con omosessualità hanno dunque già convissuto... spero voi possiate sbagliarvi nel vostro articoletto circa la vittoria della poltrona del presidente del consiglio. Trovo poco consono il posto della giustizia in mano ad un idrovora dei soldi.

*L'estensore dell'articolo, nel testo ha commesso un errore, ha scritto Gay.it al posto di Gay.tv infatti è a quest'ultimo che si riferisce. Per correttezza abbiamo preferito non fare correzioni.

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Unioni civili. I parlamentari “adotteranno” una coppia.

(Adele Parrillo - Grazia) Art.2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

E’ in base a questo articolo della nostra Costituzione, di cui proprio in questi giorni si festeggia la ricorrenza della sua nascita, che sabato 23 febbraio, a Roma ci sarà una importante manifestazione che coinvolgerà direttamente le coppie conviventi e i parlamentari.
Ogni parlamentare “adotterà” simbolicamente una coppia consegnandole un certificato di Unione Civile impegnandosi pubblicamente a farlo diventare, al più presto, da simbolico a reale
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Gli ambienti ecclesiastici continuano a “bollare” le unioni civili come il risultato di una vita vissuta fuori da ogni morale, quindi sbagliata. Noi che chiediamo l’approvazione di una legge che riconosca questo tipo di unioni, dobbiamo avere lo stesso rispetto di chi crede nel matrimonio religioso. Chi sceglie una convivenza, non è privo di spiritualità e di morale. Ha semmai una spiritualità laica, intesa come vita interiore profonda, come fedeltà e impegno nelle vicende umane, ugualmente attento alla dimensione estetica e alla creazione di bellezza nei rapporti umani. Chi sceglie una convivenza, lo fa per recuperare un senso più profondo e autentico dell’amore, dice di sì, ogni nuovo giorno.
Per questo ti invitiamo sabato 9, e sabato 23 febbraio a sostenerci.
Più informazioni sul mio blog e sul sito della Linfa (Lega Italiana Nuove Famiglie), di cui sono vice-presidente.

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In rete una nuova clip della sexy hostess. Si chiama Stephanie ed è francese.

(TGCom) Dopo il primo exploit ad alta quota, la sexy hostess torna protagonista su Internet. Online è infatti spuntata una seconda clip ancora più esplicita, che la ritrae mentre si spoglia quasi integralmente nella cabina di pilotaggio davanti agli occhi increduli ed estasiati dei colleghi. Un vizio? Chissà. Nel frattempo qualcuno l'ha riconosciuta e ora la bella ragazza ha anche un nome. Si chiama Stephanie, è francese e lavorava per la compagnia AOM.

Circondata da piloti e membri dell'equipaggio su di giri, nel secondo video la bella hostess conferma la sua passione per gli strip tra le nuvole. Stephanie sembra abituata all'obiettivo, flirta con chi la riprende, spogliandosi quasi interamente, senza lasciare nulla all'immaginazione. Tra una risata e l'altra, tra un "Oh la la!" e "Bravo!", l'assistente di volo si sfila i pantaloni, sfoggiando curve sinuose e lingerie minimalista.

Agli attoniti ed eccitati spettatori non nasconde nulla, sfoggiando il meglio del suo repertorio. Nel secondo video la ragazza mostra il posteriore agli estasiati colleghi, si fa toccare e poi si dedica senza vergogne al décolleté. Giocando con i piloti, Stephanie abbassa il reggiseno lasciandosi ammirare. Poi tocca alla zona inguinale, ma con un pizzico di pudore in più. Un vero show a luci rosse in piena regola, che tutto l'equipaggio sembra gradire.

Quando è stato girato il video, l'hostess lavorava per la compagnia francese AOM, poi fallita. Forse già allora Stephanie sentiva puzza di bruciato e voleva sollevare il morale dei colleghi a suo modo.
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Il primo video.

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Alcuni frammenti del secondo video.

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Elezioni Usa. L'orgoglio gay dei repubblicani.

San Francisco. Il confronto nel partito. La comunità è spesso vicina ai valori conservatori I diritti degli omossessuali non sono più un fattore chiave nella scelta elettorale Portabandiera. Chris Bowman, leader dell'organizzazione dei repubblicani gay a San Francisco.

(Daniela Roveda - Il sole 24ore) Mike Huckabee ha equiparato il sesso tra gay a un «atto bestiale », Mitt Romney vuole un emendamento costituzionale per proibire il matrimonio tra omosessuali, persino un repubblicano progressista come Rudy Giuliani si era messo a corteggiare gli evangelici prima di gettare la spugna.

Eppure un gay su quattro vota repubblicano negli Stati Uniti, nonostante la retorica anti-gay, le crociate a favore dei valori familiari, l'invocazione della Bibbia per giustificare la santità del matrimonio tra uomo e donna.

«Mi sento fiero di essere membro del partito che ha liberato gli schiavi, che si è battuto per dare il voto alle donne, che ha passato la prima legge contro il linciaggio, che ha eletto il primo senatore nero nel lontano 1964. Gli evangelici rappresentano una minoranza che fa molto rumore, ma sta perdendo importanza ». È Chris Bowman che parla, solitario esponente nella progressista San Francisco della Log Cabin Republicans, l'organizzazione nazionale dei repubblicani gay.

Bowman ce l'ha con quei repubblicani che tradiscono la lunga tradizione di lotta per i diritti civili del partito di Abraham Lincoln, è determinato a emarginare Huckabee e la fazione di bigotti di cui è portavoce, è inferocito contro i "cosiddetti gay progressisti" che perdono tempo a combattere la battaglia per cui il Paese non è ancora pronto, dice del matrimonio tra omosessuali; si batte per eliminare la discriminazione dei gay sul posto di lavoro e nell'esercito. E dal prossimo presidente degli Stati Uniti vuole disciplina fiscale e il pugno di ferro contro i terroristi. È impegnato,è combattivo,ha settant'anni ma s'infervora come un ragazzino.

Chris Bowman appartiene a una razza in via di estinzione. Non quella dei repubblicani gay; quella degli attivisti gay. Passati sono i giorni delle grandi dimostrazioni di piazza per i diritti civili, delle proteste contro la ridicola regola "don't ask don't tell" - niente domande, niente risposte - adottata da Bill Clinton per risolvere il problema dei gay nell'esercito.

A San Francisco, la capitale dei gay americani, la città delle proteste degli anni '60,roccaforte democratica e progressista d'America, si respira un'aria di apatia e di generale disinteresse per queste elezioni presidenziali. «Obama? Veramente non mi sono ancora ben informato, non so proprio chi sia» dice candidamente "Clinton", transessuale nero arrivato da quattro mesi a San Francisco dal Paese natale di Newmarket in Alabama. Gita Salem, "entertainer" trentenne, è l'unico nel suo trio di ballerini in stivali rosa e minigonna in passeggiata lungo Castro Street, nel cuore del quartiere gay di San Francisco, ad avere un'opinione. «Voto per Obama perché è un volto nuovo nella politica democratica, ed è sempre stato contro la guerra in Iraq». Jody Medors,immigrato dall'Ohio 20 anni fa, vota per Hillary Clinton «perché è l'unica a volere veramente una riforma della sanità ». E i diritti dei gay? Non sono un fattore nelle scelte di voto, dicono entrambi.

Cosa è successo? «È semplice, i gay sono assimilati, in uno stato come la California hanno conquistato ormai gli stessi diritti del resto della popolazione, molti sono accasati, hanno figli, si preoccupano più della qualità delle scuole che della legalizzazione del matrimonio tra gay» dice Mike Ammiano, consigliere comunale democratico di San Francisco. E tutto ciò fa gongolare i repubblicani gay. «Ironicamente gli argomenti che oggi stanno a cuore alla comunità gay americana sono i valori conservatori per cui si batte da sempre il partito repubblicano: patria e famiglia» dice il presidente dei Log Cabin Republicans della California James Vaughn. I gay credono nella necessità di avere una famiglia stabile per crescere figli sani, vogliono servire nell'esercito per difendere il Paese dai terroristi e dai nemici, si preoccupano dei costi crescenti della sanità, insomma hanno gli stessi problemi e le stesse aspirazioni della famiglia media americana.

Persino le caratteristiche demografiche del Castro District, il quartiere gay di San Francisco, riflettono più quelle di un sobborgo residenziale bianco, agiato e conservatore che del distretto di stravaganti night club per cui è famoso nel mondo: l'81% della popolazione è di razza bianca, il 71% ha una laurea. In un piovoso venerdì pomeriggio, il trio di Gita Salem era quasi fuori posto in una strada piena di bambini usciti dalla Harvey Milk Civil Rights Academy, la scuolaa un isolato da Castro Street ribattezzata in onore del primo consigliere comunale di San Francisco-e d'America-apertamente gay, ucciso nel 1978.

Dai tempi in cui dichiararsi gay era una potenziale condanna a morte, le cose sono cambiate. Uomini politici, atleti, medici e avvocati, sono ormai liberi di dichiarare la propria omosessualità senza paura di rovinarsi la carriera. Non bisogna essere di sinistra per credere nell'uguaglianza dei diritti dei gay: un sondaggio della società di ricerca Fabrizio McLaughlin & Associates ha scoperto che il 49% dei repubblicani è favorevole ai gay nell'esercito, e il 77% ritiene illegale licenziare un individuo in base al suo orientamento sessuale.

«La nazione è andata avanti, sono i candidati a essere rimasti indietro» dice convinto Chris Bowman. La missione dei Log Cabin Republicans è appoggiare i candidati più aperti ed emarginare i bigotti. Certo, in una città come San Francisco Chris Bowman si sente un po' isolato. Anzi, confessa che il numero di tesserati è sceso negli ultimi 20 anni tant'è che ha dovuto chiudere la sede dell'associazione e incontra i giornalisti al ristorantino greco Gyros King. Ma è sicuro che la percentuale dei gay repubblicani non potrà che aumentare in futuro. Ora che i gay si sono imborghesiti, il suo compito è diventato più facile.

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Brescia diventa capitale del piacere. Anche di quello gay.

L’effetto-movida di piazzale Arnaldo è solo la punta di un iceberg che, passando dal capoluogo, si dilata fra il Garda e la gaudente Franciacorta.

(Massimo Tedeschi - Brescia Oggi) E adesso chi lo difende più il luogo comune della Brescia sobria e austera, morigerata e sparagnina? Chi la custodisce più l’icona della città dedita solo all’etica del lavoro, dello «sgobbo», del laurà?

Brescia si rivela un insospettato luogo del loisir, una città (e una provincia) dedita alla dolce vita fra pub e live club, disco bar e crazy pizza, show window e wine bar. L’effetto-movida di piazzale Arnaldo è solo la punta di un iceberg vasto e neppure troppo sommerso, che si dilata fra la zona del Garda e la gaudente Franciacorta, passando per il capoluogo che ai cultori della socializzazione da tavolo e da bancone offre una discreta gamma di show food (ovvero ristoranti trendy e con inclinazioni spettacolari) e drinking shop (concept store dotati di bar).

La Leonessa - qui sta la sorpresa - occupa posizioni di fascia alta per numero di locali citati e qualità dei giudizi nella «Guida al piacere e al divertimento» che per l’undicesimo anno arriva in libreria per la firma di Roberto Piccinelli e i tipi delle edizioni Outline. Una «Guida Michelin» dei locali di tendenza che snocciola duemilacinquecento indirizzi in tutta Italia. Un baedeker del tempo libero che non elenca prezzi e specialità gastronomiche degli esercizi citati, ma premia a colpi di stelle (da 1 a 5) l’originalità e il servizio, il pubblico e l’atmosfera. Insomma il «clima» che si respira entrando in un locale per un happy hour, un flute di bollicine, un piatto ricercato.

I dati quantitativi, per quel che riguarda Brescia, fanno una certa impressione. Dopo l’inarrivabile Milano siamo la provincia lombarda dove ci sono più occasioni per trascorrere svegli notti e serate: i locali censiti da Piccinelli sono 37 divisi fra città (15) e provincia (22).

A parte Milano (51 locali nella metropoli, 20 nella provincia) nessuno se la spassa più e meglio dei bresciani. Bergamo si ferma a quota 29 locali segnalati, Como a 26, Cremona a 20. Più staccati tutti gli altri.

Anche la distribuzione dei locali scelti da Piccinelli è emblematica. Descrive la mappa dei locali notturni, le rotte dei perditempo, le traiettorie dello svago: 11 locali sono distribuiti fra Sebino e Franciacorta (la vera Mecca del divertimento nostrano), 15 nel capoluogo, 3 nell’hinterland e 8 nella zona del lago di Garda, tutto sommato inferiore alla storica tradizione turistica che l’accompagna.

Laureato in giurisprudenza, giornalista e scrittore, Roberto Piccinelli si definisce «uno studioso della vita sociale e in particolare della vita notturna» e, sul proprio sito Internet, si qualifica come «sociologo del piacere». Ormai è accreditato come guru della materia, profeta di una disciplina che un po’ ha contribuito a inventare.

La sua guida conferma che, anche a Brescia, la dolce vita non pulsa più nelle discoteche. Fra i 37 locali bresciani segnalati ne figurano solo sei. Ci sono il Circus Beat Club di via Dalmazia (apprezzato per le «luci ambrate e l’arredamento scenografico, fatto di contrasti cromatici»), il Sesto Senso di Desenzano (di cui la guida decanta l’accesso possibile dal pontile a lago come pure «i bagni servizievoli con panni caldi ed essenze»), il Qi di Erbusco («teatralità, tecnologia e video-proiezioni perimetrali, unite ad un imponente impatto architettonico»).

Del Red Clubbing di Manerba Piccinelli cita gli «Old School Party», di Casa De Sica a Mazzano le frequentazioni vip (Raoul Bova, Fichi d’India «e pure Taricone»). Dell’Outlimits di Paderno Franciacorta vengono evidenziati l’«effetto provocante, ma domestico» e la clientela «sostanzialmente gay». Anche qui, una nota sui bagni: «Al centro, un grande cilindro in acciaio diventa un orinatoio, diviso al suo interno da una parete in cristallo trasparente, che finisce con il mettere le persone una davanti all’altra. Inibire o disinibire? In questo caso, il bagno funge da incontro tra trasparenze...».

Queste alcune curiosità della guida, le scoperte per chi nei locali di tendenza non va, le attrattive che tengono banco fra i nottambuli. I quali, alla fine, hanno un unico dilemma: «Stasera ci vediamo... da?».

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