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venerdì 23 novembre 2007

Uomini nudi per salvare i "Respect Gaymes" di Berlino.

I Respect Gaymes di Berlino, sono giochi sportivi homo-friendly di cui la seconda edizione aveva riunito 600 sportivi e 500 spettatori in giugno scorso, potrebbero essere annullati nel 2008, a causa dell mancanza di finanziamenti. La Fondation Deutsche Klassenlotterie che li finanziava interamente, non ha non rinnovato il suo sostegno per la prossima edizione. Per fare fronte alla mancanza di risorse economiche, la Federazione gay e lesbica tedesca (LSVD) che gestisce i Respect Gaymes, ha organizzato per il fine settimana dello scorso 17 novembre una vendita all'astadi opere offerte da artisti berlinesi. Ma solo tre fotografie sono state vendute, sulle 28 opere messe in vendita fruttando appena 1.000 euro di entrate. Si è lontani dai 100.000 euro di bilancio annuale che occorrono per l'evento. Il Consiglio comunale di Berlino, si auspica che la manifestazione si possa tenere ed ha stabilito un finanziamento di cui però non se ne conosce l'ammontare. Alexander Zinn, portavoce del LSVD, ha dichiarao che questa settimana le opere saranno rimesse all'asta su Ebay. Tutte le opere all'asta ed i relativi costi, li trovi qui.

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Yvonne Buschbaum era ferma dal 2004 per un infortunio. Quando gli sportivi cambiano sesso.

L'astista tedesca si ritira per diventare uomo.

(Giulia Zonca - La Stampa) Un infortunio tanto lungo da cambiare una vita, o qualcosa di più. Yvonne Buschbaum si sceglierà un nome da uomo e farà una cura di ormoni per avere un altro sesso anche se il fatto che il suo non le andasse bene era già evidente.


Capello rasato da sempre, da che ha cominciato a frequentare i meeting, categoria salto con l’asta, però prima che Isinbayeva diventasse la padrona del mondo. Buschbaum ha esordito con un bronzo agli Europei di Budapest nel 1998, poi è tornata a competere tra gli junior e ha preso un oro e più su, fino all’argento degli Europei indoor nel 2002 e al suo personale, un 4,70 metri che la piazza al nono posto nel mondo. Si allenava per Atene e si è spaccata, stravolta. In realtà il problema era solo un tendine di Achille solo che non guariva mai e oggi la tedesca sa perché: «Ho vissuto come un uomo in un corpo da donna, non potevo stare bene. Ogni anno nascosta ha causato tensioni e alla fine mi sono bloccata».

Tiene un diario su internet, meticoloso e aggiornato, anche in tutti questi mesi passati dal fisioterapista. Ieri ha aperto con un pensiero di Coelho e chiuso con una confessione: «Smetto, farò una cura di ormoni. So che essere un transessuale è una scelta di confine. Chiedo solo rispetto». Una lunga pagina per spiegare che non intende restare nel mondo dello sport «troppo piccolo» e che considera le sue medaglie «biologicamente corrette, non mi sono mai dopata». Non sceglie di continuare una strada già decisa da altri, come è successo a Heidi Krieger, pesista che oggi si chiama Andreas. Drogato dallo Stato, si è visto con i baffi e ha capito che quel danno era in realtà una liberazione. Non è tornato indietro.

Buschbaum invece ci ha pensato tre anni, quanto è bastato per capire che maschilizzarsi non era sufficiente. Il Cio ha deciso nel 2004 che i transessuali possono competere alle Olimpiadi: devono fermarsi dopo l’operazione, portare una documentazione che attesti una completa trasformazione e rispettare le regole antidoping. Pechino è dietro l’angolo e l’astista non ci potrà andare, il che non la turba. Si sente un ex, una persona che parla di medaglie biologiche, non ci è troppo attaccata e i 4,70 ormai sono la misura d’accesso già tra le donne, tra gli uomini valgono poco. Non gliene importa nulla, «mi interessa una realtà più grande».

In questo è un caso unico, chi l’ha preceduta ha lottato per esserci anche dopo aver cancellato il passato. Renée Richards, nata Dick Raskind, nel 1976 si è iscritta a un torneo di tennis per dilettanti, aveva più di 40 anni e tirava troppo forte per le signore del circolo. Ha confessato, l’anno dopo si è iscritta agli Us Open ed è finita in tribunale, ha vinto e ha scritto una biografia stravenduta in cui strilla diritti ed evita rivoluzioni. È contraria alla decisione del Cio: «I trans non devono andare ai Giochi, io volevo fare gli Us Open contro ragazze che avevano 20 anni meno di me. Non avevo possibilità, era un principio».

Kristen Worley però si sta preparando proprio per smentirla. Tre anni fa era un uomo, oggi pedala per qualificarsi tra le donne, sarebbe il primo atleta ufficialmente transessuale a competere. Hermann Ratchet si è iscritto con il nome Dora alle Olimpiadi del 1936, quarto nel salto in alto e squalificato due anni dopo, in un periodo cui rischiava molto di più. La brasiliana Edinanci Silva si è classificata settima nel judo femminile ai Giochi del 1996, il suo caso non è mai stato chiarito: è arrivata alla pubertà con entrambi gli organi sessuali ed è stata costretta a operarsi. Storie al limite che non interessano a Yvonne Buschbaum: «È già complicato così. Io voglio essere un uomo, non uno strano atleta da studiare».

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Rai-Mediaset: Crespi, 31 parlamentari intercettati.

Il caso L'inchiesta sulla bancarotta del sondaggista. Dall'ex premier a Bobo Craxi: registrazioni «di sponda», no dei pm alle sbobinature .

(Corriere della Sera) Trentuno parlamentari intercettati indirettamente. Da Silvio Berlusconi a Giulio Tremonti, da Francesco Cossiga a Bobo Craxi, da Cesare Previti a Sandro Bondi, da Claudio Scajola a Paolo Bonaiuti, da Maurizio Gasparri a Francesco Storace, dall'avvocato Niccolò Ghedini a Katia Bellillo: tanti sono i deputati e i senatori che, tra giugno 2004 e febbraio 2005, l'inchiesta milanese sulla bancarotta della Hdc di Luigi Crespi (l'ex sondaggista di Berlusconi arrestato nel 2005) si è trovata a intercettare di sponda: cioè imbattendovisi quali interlocutori o degli indagati intercettati (come lo stesso Crespi) o di persone non indagate ma con l'utenza in quel momento ugualmente sotto controllo dei pm (come l'ex presidente di Patrimonio spa Massimo Ponzellini, oggi presidente di Impregilo, o Nicolò Querci, vicepresidente di Rti, la società delle tv Mediaset).

Ma diversamente da altri recenti incroci tra politica e inchieste, queste intercettazioni resteranno patrimonio solo di chi le ha captate e ascoltate. Perché, questa estate, i pm Pedio e Pellicano le hanno ritenute tutte di contenuto penalmente non rilevante, nei confronti sia dei politici sia dei loro interlocutori (compresi gli indagati). Non le hanno fatte perciò trascrivere alla GdF, e neanche riassumere nei «brogliacci», schede che in due righe indicano data-orario-interlocutori e argomento del colloquio: in ossequio alla legge Boato, di recente però bocciata dalla Consulta nella parte in cui vietava di utilizzarle almeno contro i non-parlamentari, sono state stralciate dal processo. E nessuno dei difensori, ammessi ad ascoltarle, ne ha chiesto l'utilizzo.
Si sono così «perse», fra esse, ad esempio tre telefonate di Berlusconi con Deborah Bergamini (sua ex segretaria, poi al marketing Rai), che ne ha anche una con Bondi, Cicchitto, Massimo Baldini, Paolo Ricciotti e Katia Bellillo. Berlusconi, da premier, ne ha poi dodici con Querci (alla testa delle 3 reti tv di Mediaset). Tante quelle di Bobo Craxi con i fratelli Crespi. In decine è Alfredo Messina (n.2 di Mediolanum, teste nei processi Sme a Berlusconi e Previti) a parlare con l'avvocato Ghedini e lo stesso Previti. Dieci i contatti fra Tremonti e un manager di Crespi, Marini. L'inchiesta Hdc si è già conclusa con accuse di concorso nella bancarotta a Crespi, a Fiorani e al manager Publitalia Pravadelli; e i pm, che non hanno mai indagato Berlusconi o Tremonti nonostante le prospettazioni di Crespi, hanno derubricato in favoreggiamento l'accusa al presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, «il dottore» di talune intercettazioni tra Messina e Crespi. Ma anche qui la Procura ha ritenuto irrilevanti per l'indagine (e dunque non ha fatto trascrivere) la montagna di telefonate fra gli intercettati e i non-politici (come i dirigenti di Rai e Mediaset). Diversamente però da quelle con i politici, di queste telefonate restano agli atti i brogliacci GdF.

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Gli italiani e il sessuologo: Un rapporto sempre più frequente.

(Tulife via benessere.com) Anche in Italia negli ultimi anni è aumentato il numero dei maschi che si rivolgono a un sessuologo per problemi di erezione. È quanto emerge dalla ricerca condotta dal Censis su uomini di età compresa tra i 30 e i 70 anni, sia sani che in cura per questo tipo di disturbi. Sulla base dei dati rilevati dalla ricerca si stima che in Italia soffrano di disturbi legati alla disfunzione erettile tre milioni circa di persone, pari al 12% della popolazione sopra i 18 anni, ma di questi l’82% non è diagnosticato e solo l’11% è trattato.

L’indagine del Censis ha rilevato come nei soggetti più giovani, sani e con un titolo di studio superiore, vi sia un atteggiamento più sciolto a parlare di questo tipo di problemi, introducendo nei codici della sessualità una visione più articolata, dove la prestazione sessuale perde di centralità.
Tuttavia ancora oggi, quando si presenta un problema di disfunzione erettile, passa molto tempo prima che l’uomo si rivolga al medico per chiedere aiuto. «In media trascorrono tre anni - afferma Chiara Simonelli, presidente della Società italiana di sessuologia scientifica» . Fortunatamente negli ultimi dieci anni il numero di maschi che si rivolgono ad un medico è cresciuto molto.

L’identikit dei pazienti
Diplomato o laureato, tra i 30 e i 45 anni e molto stressato: è questo l’identikit dei pazienti che si rivolgono ad un sessuologo. Sempre più spesso si rivolgono spontaneamente, senza la spinta della moglie o della compagna. Anzi, in molti casi chiedono di usare i farmaci di nascosto dalla partner, magari dopo avere avuto qualche defaillance durante scappatelle extraconiugali. Spesso, infatti, è l’atteggiamento della donna a mettere in difficoltà l’uomo. «Ci sono due tipi di donne – afferma Bruno Giammusso, responsabile del servizio di andrologia chirurgica presso l’università di Catania - la moglie, che quasi come una madre lo accetta e passa sopra il suo problema, e la malafemmina, più aggressiva ed esigente, che proprio per questo però accende il desiderio».
Quello che è importante per il paziente, aggiunge Giammusso, «è trovare un medico amico, che non faccia sentire in colpa il soggetto per il suo problema. Per questo il primo contatto si ha quasi sempre con il medico di famiglia. Solo successivamente ci si rivolte all’urologo o all’andrologo, e poi al sessuologo». Il dato comune, secondo la ricerca, è il fatto che la maggior parte dei pazienti è molto più sollevata se la sua patologia ha cause organiche, mentre è più preoccupato se le motivazioni sono psicologiche. «In ogni caso - conclude Giammusso - da quando ci sono farmaci specifici i pazienti si sentono molto più rassicurati, anche se continuano ad avere qualche perplessità sui loro effetti».

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Amanda e Raffaele: dopo la tragedia, shopping di lingerie per fare sesso.

(Il Messaggero) Due giorni dopo la morte di Meredith Kercher, Amanda Knox e Raffaele Sollecito sembravano non essere troppo preoccupati, visto che passano il pomeriggio a scambiarsi effusioni in un negozio e a comprare biancheria intima «per fare sesso». La circostanza emerge dalla testimonianza di un commerciante di Perugia che ha ascoltato nel suo negozio una conversazione tra i due giovani e poi è andato a riferirla agli investigatori. E' sabato pomeriggio 3 novembre, più o meno le 19. Mez è stata uccisa la sera del 1° novembre e Amanda e Raffaele sono già stati sentiti dalla polizia una prima volta, insieme agli altri che abitavano nella casa di via della Pergola. I due fidanzati entrano in un negozio di abbigliamento per giovani del centro di Perugia, si guardano un po' intorno, rovistano tra gli scaffali. Il commerciante racconta di averli sentiti ridere e parlare, soltanto in inglese.

I due non passano inosservati. «Sono rimasti mezz'ora - racconta il negoziante - Sembravano molto rilassati, si abbracciavano e si baciavano continuamente. Un atteggiamento assolutamente esibizionista». A un certo punto i due si avvicinano alla cassa, dove ci sono dei tanga. Amanda e Raffaele li guardano, poi la giovane americana ne prende due. «Dopo te lo metti a casa - le dice il giovane studente di informatica in inglese - e facciamo sesso». L'americana ride, paga. Poi escono dal negozio.

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Musica, Teatro, Cinema nel week end del 23, 24 e 25 novembre.

Tantissimi i concerti in programma: venerdì 23 e sabato 24 novembre continua Ligabue in concerto al Palalottomatica di Roma; Francesco De Gregori venerdì 23 al Teatro Malibran di Venezia e domenica 25 al Teatro Goldoni di Livorno; venerdì 23 e sabato 24 Lucio Dalla all'Audorium S. Chiara di Trento.

E ancora: Max Gazzé, Paola Turci e Marina Rei all'Hiroshima Mon amour di Torino; Max Pezzali sabato 24 al Palasport di Andria e domenica 25 al Palasport di Taranto; i Negramaro venerdì 23 e sabato 24 al Sashall di Firenze e domenica 25 all'Auditorium Parco della musica Santa Cecilia di Roma, Ron sabato 24 all'Auditorium di Milano; i Subsonica venerdì 23 al Palasport di Jesolo e sabato 24 al Palamalaguti di Bologna; i Tazenda domenica 25 al Teatro Ventaglio Smeraldo di Milano; infine Zucchero venerdì 23 al Mazda palace di Torino.
Teatro
Al Teatro Brancaccio di Roma, fino al 25 novembre, “Miseria e Nobiltà”, con Francesco Paolantoni e Nando Paone; al Teatro Sistina, fino al 25 novembre, “Sola me ne vo…”, con Mariangela Melato; al Teatro Parioli, fino al 25 novembre, “…E ho detto tutto! O quasi…” di e con Antonio Giuliani. Al Teatro Manzoni di Milano, fino al 6 dicembre, la commedia comica “…E' permesso?” con Enrico Montesano; all'Allianz Teatro di Assago, fino al 25 novembre, il famoso musical “Jesus Christ Superstar”. Infine, al Teatro Carlo Felice di Genova, il 23 novembre, “Canto perché non so nuotare…da 40 anni”, simpatico spettacolo che vede protagonista Massimo Ranieri.
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Cinema

Numerose anche le nuove uscite al cinema: “1408”, film horror di Mikael Hafstrom che riprende un testo di Stephen King, con John Cusack e Samuel L. Jackson;

“Milano Palermo - Il ritorno”, film d'azione che tratta il difficile tema della mafia, con Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Ricky Memphis;
“Factory Girls”, biografia della musa di Andy Warhol, con Sienna Miller e Guy Pearce; “O' Jerusalem” film drammatico di Elie Chouraqui, con J.J. Feild, Said Taghmaoui e Daniel Lundh;
“Boygirl – Questione di…sesso”, commedia che riflette sui generi sessuali, con Kevin Zegers e Samare Armstrong; “Lezioni di cioccolato”, commedia di Claudio Cupellini con Luca Argentero, Violante Placido e Neri Marcorè;
“Il risveglio delle tenebre” film d'azione con Alexander Ludwig, Ian McShane e Frances Conroy; “Across the Universe”, film visionario di Julie Taymor, raccontato dai Beatles, con Jim Sturgess ed Evan Rachel Wood;
“Mein Fuhrer – La veramente vera verità su Adolf Hitler”, commedia in bilico tra satira e spirito critico, con Helge Schneider e Ulrich Muhe; “Mineurs”, film drammatico con Franco Nero e Valeria Vaiano;
“Il mio amico giardiniere", commedia di Jean Becker, con Danil Auteuil e Jean-Pierre DArroussin; infine “Civico 0”, film drammatico con Ornella Muti e Massimo Ranieri.
Musei
Per gli amanti dei Musei: fino al 27 novembre, presso la Sala Fantazzini di Bologna, Mostra su Fred Buscaglione, con materiale fotografico, articoli di stampa, manifesti, oggettistica, supporti audiovisivi; a Brescia, fino al 30 novembre, “Young Bob Dylan & Beat Generation”, mostre fotografiche, cimeli, dischi e documentazioni epistolari con tema Bob Dylan, Lawrence Ferlinghetti ed i poeti della Beat Generation.
Infine, dal 23 al 25 novembre, a Foligno, in provincia di Perugia, è possibile visitare gli stand di “Mielinumbria”, mostre, degustazioni, attività didattiche per conoscere il dolce nettare. Novità di Mielinumbria 2007 è il concorso Mielinbio, il 1° concorso nazionale di miele biologico, che si affianca al tradizionale concorso dedicato ai mieli tradizionali di produzione umbra.

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