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lunedì 12 maggio 2008

Autodifesa di Francesca Grossi dopo la sospensione dall'Arcilesbica.

Io son tra color che son sospesi.
Pubblichiamo il comunicato stampa di Francesca Grossi in risposta alla sua sospensione da Arcilesbica per aver sottoscritto una lettera che invitava al dialogo con il Sindaco di Roma.

Roma - Tra Alemanno e il Gay Pride prova di disgelo, così il Corriere della Sera di sabato 10 maggio. Alle compagne di Arcilesbica sembra non sia piaciuta la mia iniziativa di disgelo e di firmare la lettera aperta al Sindaco di Roma Gianni Alemanno insieme al Presidente di Arcigay Aurelio Mancuso, a Imma Battaglia Presidente del Di Gay Project e al Presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, fino a concludere in perfetto stile dirigistico che la sottoscritta agisce in “malafede” e decretare testualmente che “Francesca Grossi e' diffidata dall'usare il nome dell'associazione, fino a chiarimenti e decisioni degli organismi preposti dallo statuto per il reintegro o l'espulsione”.

Mi confortano le offerte di asilo politico che mi vengono in queste ore da esponenti del resto del movimento lgbt, che mi esprimono solidarietà, così come sono determinata a proseguire nella mia iniziativa, convinta come sono che l’avanzamento dei diritti delle lesbiche e delle persone lgbt, non sia un fatto privato da gestire con comitati di disciplina – da tempo subisco ormai un vero e proprio ostracismo, se non censura all’interno di Arcilesbica, sin da quando ho visto di buon grado l’apertura nei confronti del movimento romano del candidato Sindaco Rutelli – ma un fatto pubblico, che apra un serio confronto su quale sia la politica più efficace da portare avanti per un progresso culturale e politico dei diritti lgbt. In una fase politica, culturale e sociale come quella romana, in vista di una manifestazione così importante come il Gay Pride, si può scegliere di cedere ad un clima di scontro, oppure in modo più responsabile cercare un dialogo democratico – essendo noi per primi a proporlo - che valorizzi, seppure in un confronto serrato, le istanze e le ragioni di cui il movimento lgbt è portavoce. Perché innanzitutto in gioco ci sono i diritti da conquistare anche e soprattutto per coloro che non fanno parte del movimento e che in queste ultime elezioni, gay, lesbiche, trans, hanno visto espulsi i diritti civili dall’agenda politica - tranne che per la rappresentanza che ne hanno dato alcuni qualificati candidati – e, nella gran parte se hanno votato lo hanno fatto, ma su altre questioni.

Per quanto riguarda Roma, ribadisco le ragioni che mi hanno portata a firmare la lettera aperta definita “di disgelo” al Sindaco Gianni Alemanno, insieme con i dirigenti di Arcigay e Di Gay Project, ribadendo che da lesbica, conosco bene cosa sia la cultura della diversità e del pregiudizio. Innanzitutto per questo, credo, che con la prima carica istituzionale della città di Roma, non solo sia mio diritto cercare di dialogare, ma sia mio dovere e ovviamente se necessario scontrarmi. Quindi, alle compagne di Arcilesbica, non posso che dire che il metodo e la sostanza delle decisioni prese nei miei confronti sono sbagliate e augurare loro di ripensarci e di non continuare ad assumere atteggiamenti di censura che poco hanno a che fare con il lavoro responsabile che ho portato avanti in questi anni. Se ci sarà un incontro con il Sindaco o con un suo incaricato mi recherò ugualmente, in qualità di sospesa Presidente del Circolo di Roma di Arcilesbica, insieme con i dirigenti di Arcigay e Di Gay Project, sperando di dovermi confrontare in modo costruttivo o critico con il Campidoglio, e non di scontrarmi con le persone con cui ho condiviso un percorso. Fermo restando che l’attivismo politico, quando ci si crede, si può fare anche se sospese o addirittura espulse, sebbene in nuovi luoghi.”

Francesca Grossi

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3 commenti:

Eva ha detto...

vi preghiamo, per completezza di informazione, di dare visibilità anche ai comunicati dell'associazione ArciLesbica che sono espressione dell'assemblea delle socie.
visitate il sito
www.arcilesbica.it

Grazie
Eva Mamini
eva.mamini@arcilesbica.it

Eva ha detto...

Comunicato stampa Arcilesbica Roma

La segreteria del circolo arcilesbica di Roma si dissocia dalle azioni intraprese da Francesca Grossi poiché non condivise con nessun'altra socia del suo circolo, ne' con la segreteria di Roma, ne' con la segreteria nazionale, ne' tantomeno con l'organo che delibera le politiche e le azioni di arcilesbica: l'assemblea nazionale di tutte le socie.
In modo particolare ribadisce la sua totale estraneità dalla stesura, firma ed invio della lettera al sindaco Alemanno, di cui è venuta a conoscenza solo a comunicato stampa già inviato.

Per questa mancata condivisione perpetuata più volte ad unanimità l'assemblea nazionale di tutte le socie di arcilesbica ha sospeso come socia e in tutte le sue cariche Francesca Grossi che al momento non rappresenta più nessuno se non sé stessa.

La diffidiamo pertanto ad usare ancora il nome dell'associazione e relative email ufficiali per inviare sue comunicazioni.
Ogni comunicazione inviata a nome di Francesca Grossi rappresenta SOLO se stessa e le sue idee e non il circolo romano di Arcilesbica.

La segreteria
Paola Biondi
Celeste Buratti
Claudia Terrei
Vanessa Schena

Per ogni comunicazione con Arcilesbica ROMA tel. 3335300128

Eva ha detto...

Ratificata all'unanimita' la sospensione di Francesca Grossi

13.05.2008 - Comunicato stampa

L'assemblea nazionale di ArciLesbica, riunita a Bologna l'11 maggio 2008, ha ratificato all'unanimita' la sospensione di Francesca Grossi dalla qualifica di socia di ArciLesbica, disposta dalla segreteria nazionale.

Francesca Grossi e' sospesa da ArciLesbica perche' ha mentito alla presidente nazionale, assicurandole che non avrebbe firmato la lettera ad Alemanno, mentre l'ha firmata e lo ha comunicato all'associazione solo dopo che era stata resa pubblica (anche il circolo ArciLesbica di Roma, di cui Grossi era presidente, e' stato messo di fronte al fatto compiuto).

L'assemblea nazionale ha giudicato il comportamento di Grossi improntato alla volonta' di imporre ad ArciLesbica una linea politica non condivisa, cioe' la linea di rinuncia alla lotta contro la destra.

La lettera ad Alemanno infatti dice in un passaggio:

"Crediamo che ricominciare uno scontro "destra-sinistra", tra il movimento omosessuale e questa classe politica, sia non solo inutile ma anche profondamente dannoso per tutte per tutti, rischiamo di ampliare ancora di più quel solco di divisione che separa il movimento LGBT da quella parte società, rappresentata in gran parte, ma non solo, dai partiti di centro-destra".

ArciLesbica ha il diritto di decidere in modo democratico la sua linea politica, senza svendere la sua storia per le avventure di una socia evidentemente incapace di attenersi alle procedure democratiche e guidata invece da presunzione e da ricerca di notorieta' personale.

Per ogni comunicazione con Arcilesbica Cristina Gramolini (347.93.08.006)