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domenica 6 gennaio 2008

Furbo Jovanotti: contro Berlusconi, pro Sanremo.

Jovanotti(Tvblog) Ci sono alcuni personaggi che nella loro apparente ingenuità sanno vendersi meglio di chiunque altro. Prendete Jovanotti, l’eterno ragazzo fortunato con il lato B da profeta intimista. Sul profilo musicale non spetta a noi giudicare (lo fanno con molta più competenza i colleghi di Soundsblog, che si stanno occupando ampiamente di lui in vista del suo nuovo album).

Si dà il caso, però, che Lorenzo Cherubini abbia detto la sua in materia televisiva su Vanity Fair, con un’osservazione tanto coraggiosa quanto politically correct (in base a una certa mentalità underground, degna della sinistra musicale da concerto del 1 maggio):

“Quel che non posso accettare di Berlusconi, a parte l’assenza di rispetto per la cosa pubblica che tratta come privata, è la doppia morale: non puoi mandare i figli alla scuola steineriana che limita la Tv e poi bombardare di Tv, e di che Tv, i figli degli altri”.

E’ lo stesso Berlusconi con cui Jovanotti tanti anni fa “ha fatto la pipì” insieme:

“Quello è stato tanto tempo fa, avevo vent’anni e lui non faceva politica, voleva mettermi sotto contratto per le sue televisioni, mi portò a San Siro, bagni inclusi, alla fine di un tour di seduzione, che credo sia un programma fisso: la villa, lui che suona il piano. Funziona. Esci che non puoi fare a meno di amarlo. Ti mostra un Tiziano in una cornice pacchiana con l’orgoglio di chi è venuto dal niente e se l’è potuto permettere. Bisognerebbe evitare, però, di fare danni agli altri con la tua ricchezza”.

Le affermazioni illuminanti continuano. Questa volta si parla di Sanremo e Jovanotti non può che spezzarvi una lancia a favore, visto che parteciperà alla prossima edizione in qualità di superospite (superpagato, aggiungiamo noi):

“Quelli tra i fighetti che hanno fatto la lotta armata ci hanno spento il cervello, ci hanno allontanato dalla gioia, convinto che il Festival di Sanremo sia un nemico. Una canzone è uno strumento di festa. Sono orgoglioso di avere scritto canzoni allegre. L’allegria mi commuove, molto più della malinconia. Vado a vedere uno spettacolo di Beppe Grillo e ne esco spento”.

Per uno che ha iniziato come Dj Francesco ante litteram, maturando via via una coscienza critica da uomo di mondo, si prospetta un futuro da predicatore ambiguo alla Celentano.

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