iMille si chiedono:
Certo che no.
Avere una rappresentatività GLBT sarà una condizione necessaria ma assolutamente non sufficiente per dare al PD la patente di partito laico. Certo pero' che avere Binetti e Bobba in parlamento nel PD e tutti i parlamentari GLBT in altri gruppi (Mancuso, Luxuria, Grillini, Silvestri, etc.) non sarebbe di certo un buon inizio.
Esilarante vero? E noi ci domandiamo: Ma e che ci fanno degli esponenti Glbt (com'è stantio questo termine...) assieme alla Binetti e Bubba? L'uncinetto? Probabilmente si, è l'unica cosa che possono fare assieme visto che non ci sono speranze di avere punti in comuni soprattutto per i diritti dei Glbt? No?
Un bel Panettone questo Pd, c'è dentro di tutto...
mercoledì 13 febbraio 2008
Alla ricerca del voto gay: Il Pd degli illusi che illudono.
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20:40:00
Etichette: elezioni italia, glbt, partito democratico, questione omosessuale
Sanremo 2008, in versione gay, lesbica, bisessuale, trans a Prato.
(Nove da Firenze) E' un'azzeccatissima parodia del famigerato Festival della canzone italiana di Sanremo la festa gay lesbica bisessuale trans e non solo venerdì 15 febbraio presso Officina Giovani in piazza Macelli 4 a Prato, dalle 22, ingresso libero. Per molti anni i gay e le lesbiche italiani/e hanno cercato nella musica pop italiana brani con cui identificarsi, in cui rileggere le proprie storie. La serata è un omaggio al tentativo di gay e lesbiche di costruirsi un proprio immaginario musicale e canoro a partire da produzioni generiche, non “di nicchia”, a proiezioni a tema, una selezione di video "baracca", di momenti di icone gay e lesbiche, dj-set, lettura del futuro con la cartomante Lucilla, mercatino, banchino di informazione libri e cultura GLBT a cura del Comitato Gay e Lesbiche Prato.
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17:24:00
Etichette: feste, festival, locali, omosessualità, sanremo, spettacolo, televisione
Afghanistan, 12 gli italiani morti.
La maggior parte vittima di attentati.
(TGCom) E' salito a 12 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione italiana nel 2004. Di questi la maggioranza è rimasta vittima di attentati, altri invece sono morti in incidenti, mentre uno è deceduto per un malore.
Caporal maggiore GIOVANNI BRUNO - Il 3 ottobre 2004 alla periferia di Kabul esce di strada il mezzo sul quale viaggiava il caporal maggiore Bruno, 23 anni.
Capitano di fregata BRUNO VIANINI - Il 3 febbraio 2005 il capitano si trovava su un aereo civile in volo da Herat a Kabul che è precipitato in una zona di montagna a 60 chilometri a sud-est della capitale.
Caporal maggiore capo MICHELE SANFILIPPO - L' 11 ottobre 2005 il caporal maggiore, 34 anni, e' stato trovato morto nella camerata del battaglione Genio a Kabul, colpito alla testa da un proiettile sparato accidentalmente da un suo commilitone.
Tenente MANUEL FIORITO e maresciallo LUCA POLSINELLI - Il 5 maggio 2006 un ordigno esplode al passaggio di una pattuglia italiana su due veicoli blindati a sud-est di Kabul. Rimangono uccisi gli alpini Fiorito, 27 anni, e Polsinelli, 29 anni.
Tenente colonnello CARLO LIGUORI - Il 2 luglio 2006 a seguito di un infarto al miocardio muore ad Herat il tenente colonnello Liguori, 41 anni.
Caporal maggiore GIUSEPPE ORLANDO - Il 20 settembre 2006, a causa del cedimento del terreno, si capovolge il Puma sul quale viaggiava una pattuglia italiana a Chahar Asyab, circa 13 km a sud di Kabul. Muore il caporal maggiore Orlando, 28 anni.
Caporal maggiori GIORGIO LANGELLA e VINCENZO CARDELLA - Sei giorni dopo, sempre a Chahar Asyab, un ordigno improvvisato esplode al passaggio di una pattuglia italiana: resta ucciso il caporal maggiore Langella, 31 anni, mentre altri 5 militari italiani sono feriti. Tra questi il caporal maggiore Cardella che morirà alcuni giorni dopo.
LORENZO D'AURIA - Il 24 settembre 2007, l'agente del Sismi Lorenzo D'Auria viene ferito durante il blitz delle forze speciali britanniche compiuto per la sua liberazione.
Maresciallo capo DANIELE PALADINI - Il 24 novembre dell'anno scorso il maresciallo Paladini è rimasto ucciso nella valle di Pagman, a 15 km da Kabul, a causa di un attentatore suicida che si è fatto esplodere. Altri tre militari restano feriti.
Sphere: Related ContentA Zurigo le "dark room" sono illegali e in Italia la notizia passa in totale silenzio.
Lo ha stabilito il Tribunale distrettuale: respinto il ricorso del gerente di un bar con annessa "camera buia" per le pratiche omosessuali.
(Ats) Le cosiddette "dark room" sono da considerarsi illegali se si trovano all'interno di bar o ristoranti. Lo ha stabilito il Tribunale distrettuale di Zurigo, che ha respinto il ricorso del gerente di un bar con annessa "camera buia" per le pratiche omosessuali, al quale nel novembre del 2006 è stata inflitta una multa di 300 franchi.
Per il Tribunale distrettuale, le stanze buie in cui gli avventori di un locale possono lasciarsi andare a pratiche omosessuali violano la legge cantonale sui locali pubblici. La sentenza dichiara in pratica nullo l'accordo trovato un anno fa dalla città con i gerenti delle "dark room". Il gerente multato - il cui locale nel frattempo è stato chiuso - ha annunciato un nuovo ricorso davanti al Tribunale cantonale.
La comunità gay zurighese è costernata. "Tutti i nostri sforzi e quelli della città per trovare una soluzione sono stati resi vani", ha dichiarato un responsabile dell'organizzazione Pink Cross.
L'accordo con la città prevede che le "dark room" devono essere separate in modo chiaro, sia dal punto di vista visivo che da quello acustico, dagli altri spazi di un locale pubblico. Gli avventori devono avere compiuto i 18 anni e la prostituzione è tassativamente vietata. I gerenti devono inoltre firmare un documento sulle misure di prevenzione steso dall'Associazione dei locali gay della Svizzera (VEGAS) in collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Interpellato in proposito, il portavoce del dicastero cittadino di polizia, Reto Casanova, ha sottolineato che la sentenza non è ancora passata in giudicato. La città intende riesaminare l'accordo con i gestori delle "dark room" quando ci sarà una decisione definitiva.
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Etichette: illegalità, lifestyle, omosessualità, sesso, svizzera
Tatangelo già vincitrice annunciata. Dal mondo gay segnali negativi...
(Marinella Venegoni - La Stampa) Per il Festival di Sanremo c'è il revival del vincitore annunciato. Nell'ambiente discografico milanese, in questo periodo di ascolti delle canzoni in vista della kermesse del prossimo 25 febbraio, circola con insistenza la voce che sarà Anna Tatangelo a portarsi a casa il trofeo: e chissà dove comincia la sensazione e dove invece finisce il pronostico, visto che i siti di scommesse danno la compagna di Gigi D'Alessio a 6,5.
A fare aggio sembra soprattutto la figura della cantante, bruna procace che piace assai all'immaginario maschile; e il suo profilo poi di interprete del filone più facile del pop, che la rende assai famosa nelle fasce più popolari, adulte o giovanili.
In quanto alla canzone, «Il mio amico» - che è scritta, testo e musica, da Gigi D'Alessio - scopre il tema dell'omosessualità maschile con tardiva puntualità. «Dimmi che male c'è/Se ami un altro come te..», canta la Tatangelo in uno stile vocale che richiama quello del suo compagno, con tanto di tremolato. Nell'ambiente della musica, dove l'omosessualità non è mai stata un tabù, si racconta di un famosissimo personaggio omo che, ascoltato per caso il brano, avrebbe mormorato: «Quasi quasi, divento etero». Un altro, ancora più grande, avrebbe aggiunto:
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Etichette: festival, gayfriendly, musica, personaggi, sanremo
La "valanga" Obama travolge la Clinton e tra i repubblicani vola McCain.
(TGCom) Barack Obama ha vinto l'ennesima tornata di primarie nei tre stati dove gli elettori erano chiamati al voto: Virginia, Maryland e nel distretto di Columbia. Un duro colpo per la favorita in campo democratico Hillary Clinton che ora attende la prova importante del Texas. Quasi nessun problema in campo repubblicano per il superfavorito John McCain che ha vinto nei tre stati nei confronti di Mike Huckabee.
Obama ha anche superato la Clinton per numero di delgati che andranno alla convention democratica di Denver del prossimo agosto. Al momento il senatore nero ne conta 1.195 contro i 1.178 della Clinton. Per vincere la nomination ne occorrono 2.025 e la Clinton, per farcela, secondo i calcoli della Nbc deve aggiudicarsi almeno il 56% dei delegati ancora in palio.
Le primarie del Potomac, il fiume che attraversa l'area della capitale, hanno confermato che il senatore nero ha il vento il poppa e la Clinton è in crisi. Obama si è aggiudicato buona parte dei delegati in palio nella notte elettorale e, come bonus inatteso, ha ricevuto i risultati finale del caucus nello stato di Washington celebrati nel fine settimana, che gli hanno assegnato 56 dei 78 delegati in palio.
"I cinici adesso non possono più dire che la nostra speranza è falsa", ha detto Obama, parlando a una folla a Madison, in Wisconsin. "Abbiamo vinto a est e a ovest, a nord e a sud - ha aggiunto -. Abbiamo vinto in Maryland, in Virginia, e sebbene abbiamo vinto anche a Washington questo movimento non si fermera' fino a quando non porteremo il cambiamento a Washington".
La tripletta di Obama era attesa, ma è stata la sua portata a stupire gli osservatori. In Virginia il senatore ha vinto 63-36% (con il 93% dei voti scrutinati). I dati parziali del Maryland indicano una vittoria analoga, mentre nella città di Washington, dove i Clinton sono di casa da anni, è stata una valanga per Obama: 76 a 24% (con l'89% dei voti scrutinati). Altri dati della Virginia, dove le donne e i neri si sono spostati decisamente verso Obama e dove anche gli elettori bianchi della classe media sembrano aver tradito Hillary, offrono una serie di segnali d'allarme per l'ex First Lady.
Il fronte repubblicano
"Intendo cercare la presidenza con umiltà", ha detto il senatore John McCain dopo avere conquisatto tre vittorie nelle tre consultazioni elettorali in programma per la candidatura repubblicana: Virginia, Maryland e Distretto di Columbia (Washington). "Intendo essere il presidente di un'America piu' forte, in un mondo migliore", ha detto il senatore dopo il triplice successo che lo ha avvicinato al numero di delegati necessario per raggiungere la certezza matematica della candidatura.
L'eroe del Vietnam, rimasto per anni prigioniero ad Hanoi durante la guerra in Indocina, ha detto rubando lo slogan al suo rivale democratico Barack Obama: "La speranza è un bene prezioso: nessuno lo sa meglio di me". McCain ha chiuso il suo discorso con un altro slogan di Obama: "Sono carico di entusiasmo e pronto all'azione".
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