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giovedì 10 luglio 2008

Stop alle prostitute in strada, le lucciole tornano in casa.

Prostitute in strada

(Panorama) Chiuse le case, 50 anni fa dalla Legge Merlin, ora per le squillo potrebbero essere chiuse anche le strade e i vialoni delle città. Con sanzioni e possibile arresto anche per i clienti. A questo punta infatti la bozza del disegno di legge dei ministri dell’Interno (Roberto Maron) e delle Pari opprtunità (Mara Carfagna) che verrà esaminata venerdì dal Consiglio dei ministri: punta all’”eliminazione della prostituzione di strada”.

Non praticabile, per le critiche del mondo cattolico ma anche dei sindaci, la strada del ministro Maroni di realizzare i quartieri a luci rosse, tramontata l’idea di presentare il foglio di via alle squillo di strada a suo tempo presentato come emendamento al decreto sulla sicurezza da Filippo Berselli e Carlo Vizzini, per la prostituzione resteranno solo le case. Ma anche tra le mura domestiche saranno molte le limitazioni.
Il testo, che in pratica riprende la proposta Prestigiacomo-Fini–Bossi del 2002, si compone di quattro articoli: il primo introduce nel codice penale un nuovo reato (prostituzione di strada e in luoghi aperti al pubblico: bar, club, etc): la prima volta, la lucciola e il cliente pagheranno sanzioni amministrative che oscillano tra i 200 e i 3.000 euro; in caso di reiterazione del reato, oltre alla sanzione tra i 200 e i 1.000 euro, scatta l’arresto da cinque a 15 giorni. Non verrà considerata punibile la prostituta costretta a vendersi con la violenza o le minacce.
Molto pesanti le pene (da sedici a 18 anni) se la prostituta è una minorenne (o un minorenne) che verrà rimpatriata con la procedura utilizzata per i minori in stato di abbandono.
Nel mirino del Ddl anche chi affitta una casa dove ci si prostituisce, ma solo se il canone è superiore a quello di mercato. È previsto l’arresto da due a sei anni e la multa da 250 a 10mila euro. Chi presta assistenza a una squillo senza fini di lucro o profitto, inoltre, non è imputabile di favoreggiamento alla prostituzione (oggi la Merlin prevede il favoreggiamento). Infine, l’articolo 4 inasprisce le pene per l’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione: le sanzioni vengono aumentate fino a due terzi per promotori e organizzatori e da un terzo a metà per gli altri partecipanti.
È la terza volta in cinque anni che il Governo tenta di intervenire in questo ambito (che “fattura” 90 milioni di euro mensilmente in Italia). Nel dicembre 2002 venne approvato dal Governo Berlusconi un disegno di legge che, proprio come questo, vietava la prostituzione nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Il provvedimento non è stato approvato dal Parlamento. Così come è rimasto sulla carta il disegno di legge Amato-Lucidi della fine dell’anno scorso, che, tra l’altro, prevedeva maxi sanzioni per la prostituzione minorile. Ora il nuovo piano che si presenta come una rivoluzione per un mercato che conta milioni di clienti e 70mila professioniste.

Identikit dei clienti delle squilo

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Ranae Shrider racconta il sesso con Mini Me Verne Troyer. Video.

Verne Troyer e Ranae Shrider kiss (Gossipblog) Torniamo a parlare di Verne Troyer e Ranae Shrider. Perché il loro sex tape ha fatto discutere. Prima per il filmino in sé, poi perché lui ha denunciato il sito Tmz per aver messo online, poi perché lei ha dichiarato che lui la tradiva in continuazione.

Ora la signorina Ranae Shrider viene allo scoperto e racconta com’era fare sesso con lui.

- Le posizioni: “Mi sdraiavo sul letto e Verne saliva lungo le mie gambe…”

- Sulle dimensioni: “Non avevo nulla di cui lamentarmi. Non ha mai indossato un preservativo. Non c’erano, tutti sono troppo grossi”.

- Sull’appetito sessuale di Verne: “Era molto strano fare sesso che non poteva baciarmi contemporaneamente. (…) La prima volta che abbiamo fatto era finito tutto dopo pochissimo. Ma dopo pochi minuti lui era già di nuovo pronto. Quella notte lo abbiamo fatto 3 volte in 20 minuti, molti uomini una cosa così possono solo sognarla”.

- La chicca: “Pensavo sarebbe stato divertente fare sesso nella vasca. Ma ho rischiato di annegarlo. Mentre Verne guardava la tv io ho riempito la vasca di schiuma e l’ho chiamato. Quando lui è entrato le bolle e la schiuma erano così alte che non riuscivo a vederlo e ho sentito solo la sua voce che chiedeva aiuto…”

Via: GabbyBabble

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Sorpresi sul fatto. No al sesso con i cadaveri. Lo ha deciso la Corte Suprema del Wisconsin.

Motivazione: Il morto non può dare il consenso all'amplesso.
(Apcom) - Un vuoto legislativo rischiava di introdurre nella legislazione americana un precedente a dir poco grottesco. La Corte Suprema dello Stato del Wisconsin è intervenuta per vietare in maniera esplicita la riesumazione di cadaveri a scopi sessuale, con una motivazione che, seppure ineccepibile sul fronte giuridico, sembra tuttavia ispirata dal migliore humor nero: chi è morto non può, suo malgrado, dare il proprio consenso all'amplesso.

Il tribunale di grado inferiore è stata costretto a ricorrere alla Corte Suprema non trovando nell'ordinamento giudiziario una norma che vietasse la necrofilia. La Corte Suprema si è così dovuta appellare al principio che obbliga al consenso nei rapporti sessuali.

La cronaca dell'episodio alla radice del garbuglio giuridico non è meno grottesca. Dopo aver visto all'obitorio la foto di una ragazza morta una settimana prima in un incidente motociclistico, Nicholas Grunke, un ragazzo di 22 anni di Madison, in Wisconsin, ha chiesto al fratello e ad un amico di aiutarlo a disseppellire il corpo per avere rapporti sessuali con lei.

I tre ragazzi, tutti coetanei, sono stati colti sul fatto, la loro bravata illuminata dai fari di un'automobile entrata nel cimitero. La scena era da brividi: i tre tentavano di arrivare alla tomba con in mano, oltre alle vanghe, una scatola di preservativi.

Non sapendo a cosa appellarsi il procuratore li ha incriminati per furto e tentata violenza sessuale mentre il legale difensore ha cercato di portare a casa l'assoluzione proprio in assenza di una norma specifica che vietasse lo stupro di cadaveri. I tre ora rischiano una pena di dieci anni di carcere, in linea con una ventina di Stati americani che prevedono il reato di necrofilia.

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L'India verso la depenalizzazione dell'omosessualità.

L'Alta Corte accetta di accellerare la discussione sul tema.
(Lamanicatagliata.com) L'Alta Corte indiana ha deciso di accelerare il processo di depenlizzazione dell'omosessualità, su petizione della Fondazione Nazionale. Attualmente il codice penale indiano accomuna i rapporti omosessuali ai rapporti sessuali con animali ed altre bestialità, eredità delle antiche leggi inglesi mai abrogate. Lo scorso 4 luglio, è riportato dal sito Tetu.com, gli attivisti LGBT sono stati ascoltati dal tribunale.

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I bloggers gay insorgono contro Mancuso. Giu' le mani dalla Guzzanti.

(Livingston, il blog di Marco Mazzei) Arcigay fa un comunicato contro la Guzzanti: NON CE LA POSSIAMO FARE
L’Arcigay emette un comunicato a firma Aurelio Mancuso (the president), dove tra le altre cose c’è scritto:

"Speriamo che Sabina Guzzanti abbia l’onestà intellettuale di informarsi meglio, e di provare quella giusta vergogna che gli permetta di chiedere scusa ad un Pride nazionale partecipato da oltre 200mila persone e ad un’associazione, che da quasi 25 anni, in splendida solitudine, senza alcun aiuto di partiti ed intellettuali di sinistra, conduce una battaglia culturale, sociale e politica, che va ben oltre uno sporadico e consolatorio girotondo."
Io non mi sono sentito offeso dalla Guzzanti, che avrà anche fatto casino sul fatto che il Pride non si è trasferito da Roma a Bologna perché c’erano i preti a San Giovanni, ma pur facendo casino ha detto un sacco di verità: che il Pride deve stare a Roma, che a Bologna ci hanno fatto fare il giro della circonvallazione. E ha detto un sacco di altre cose ragionevoli e sensate sulla laicità, come nota anche Aelred.

Poi nel complesso potrà anche non essermi piaciuta, ma Aurelio, ti prego: usiamo meglio il nostro tempo. Usate meglio il vostro tempo di dirigenti di Arcigay, invece che perdere tempo con dei comunicati che ci rendono ridicoli.

Per chi se lo fosse perso, ecco qui il video incriminato (ascoltate almeno i primi 6 minuti):
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Ndr. Ma per capire quanto abbia floppato il Mancuso basterebbe leggere i vari commenti lasciati su Gay.it ad un pezzo in forte odore di Pd e su Gay.tv in questo caso ad un articolo "pilatesco" (della serie... dicci la tua...) della redazione che, al solito, se ne guarda bene dal prendere una posizione. Paura di perdere il posto...? (Aspis)

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Arcigay. Aurelio Mancuso alla Guzzanti: "Vergognati".

(Aurelio Mancuso) Esprimiamo indignazione e stupore per le affermazioni svolte ieri durante la manifestazione di Piazza Navona da parte di Sabina Guzzanti. Sono evidenti la strumentalità e la violenza delle accuse lanciate al Pride nazionale di Bologna ed in particolare all’Arcigay. Sabina Guzzanti non sa che il Pride nazionale di Bologna è stato deciso due anni fa e, che il Pride di Roma era locale, quindi, non vi è alcun collegamento tra la negazione di Piazza San Giovanni e il fatto che il Pride nazionale si sia tenuto a Bologna. L’artista non sa, o fa finta di non sapere, che il percorso del Pride nazionale di Bologna è stato concordato con l’amministrazione, che la manifestazione è partita dalle Due Torri in pieno centro storico e che Cofferati ha ricevuto ufficialmente i portavoce del Pride la mattina in Comune. La manifestazione si è inoltre conclusa in centro, in una piazza tre volte più grande di Piazza Maggiore, che mai avrebbe potuto contenere una folla immensa. La Guzzanti offende un intero movimento quando prende a pretesto uno dei manifesti del Pride di Bologna, quello di Italo naziskin che ama il suo compagno, se non comprende la provocazione, ovvero che purtroppo che esistono giovani fascisti che pur essendo omosessuali negano se stessi e magari organizzano ronde contro i gay e le lesbiche. Respingiamo alla mittente l’insinuazione che il Pride nazionale di Bologna non fosse antifascista, e la informiamo che per la prima volta nella storia dei Pride italiani, l’Anpi nazionale ha aderito inviando un lungo e commovente messaggio di sostegno!

Ci rattrista e c’inquieta che un’artista che è sempre stata vicina alle nostre battaglie lanci strali contro un’associazione, Arcigay, che tutti i giorni è impegnata a combattere contro l’omofobia violenta alimentata dalle gerarchie cattoliche, da una politica assente e infingarda, da un ambiente intellettuale che si emoziona solo ascoltando se stesso. Ogni giorno la nostra gente è uccisa, violentata, aggredita, discriminata proprio ad opera di squadracce neo fasciste e neo naziste e, quale intellettuale di sinistra ha mai versato una lacrima? Quanti intellettuali hanno mai partecipato a nostre manifestazioni negli ultimi anni? Quale cantante, attore, scrittore, e cosi via ha mai generosamente messo la sua faccia e il suo impegno a sostegno delle battaglie del movimento lgbt? Pochissimi e sempre le/gli stessi.

E’ incredibile che siamo oggetto di una campagna denigratoria portata avanti da quelle élite intellettuali che in Europa sono sempre state a fianco del nostro movimento e che in Italia, a parte alcune splendide eccezioni, preferiscono starsene alla lontana.

Speriamo che Sabina Guzzanti abbia l’onestà intellettuale di informarsi meglio, e di provare quella giusta vergogna che gli permetta di chiedere scusa ad un Pride nazionale partecipato da oltre 200mila persone e ad un’associazione, che da quasi 25 anni, in splendida solitudine, senza alcun aiuto di partiti ed intellettuali di sinistra, conduce una battaglia culturale, sociale e politica, che va ben oltre uno sporadico e consolatorio girotondo.

Ndr. Chissà il perchè ma ho il sospetto che la difesa d'ufficio di Mancuso sia peggio di quello che lui reputa insulti... e comunque decidete voi. Che Mancuso sia anch'esso un rudere della "casta" da mettere a riposo, è ormai un dato di fatto ma che sia lui e qualche altro pezzo di gay piddino (vedi e leggi Lo Giudice e compagnia cantante) ad indignarsi la dice lunga...
Qui sotto i video con l'intervento della Guzzanti. (Aspis)
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