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mercoledì 30 aprile 2008

GF8. Gianfilippo: «Figo io? Manco mi pettino». E' suo il sorriso più bello della casa.


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Gianfilippo, il "principe gentiluomo" 4° classificato al Gf, si racconta: il reality (arrivato per caso) i veri amici nel gioco (Roby, Mario, Alice) la nostalgia per la famiglia e la libertà provate dentro la Casa. E qualche sassolino che vorrebbe levarsi.

(Sara Gamberò - Libero) Gian Filippo Failla è stato uno dei personaggi più amati del Gf8. Non tanto, o comunque non solo, dal pubblico, che l’ha salvato da sette nomination, quanto dentro le mura delle Casa. Come "l’acqua cheta che butta giù i ponti", il bel bagnino siciliano nato a Casablanca è riuscito con i modi pacati e il fare riflessivo a conquistare passo dopo passo tutti i suoi compagni d’avventura. A partire da Alice (con cui giura: "È solo amicizia..") e il cumenda Roby, suoi primi fan, fino agli ex nemici Lina, Francesco e Christine che hanno finito per riconoscere e apprezzarne la gentilezza e l'educazione.
«Non so perché piaccio tanto, eppure non sono così figo. Forse proprio perché non mi frega niente di piacere, odio curare il mio aspetto e passare ore davanti allo specchio, come facevano tutti i miei coinquilini. Fatta eccezione per Mario: io e lui eravamo i meno "pettinati" della Casa».

Allora, come è andata questa finale?
Io sono contento, felicissimo anzi.

Davvero?
Davvero, ho il sorriso stampato in faccia da quando sono uscito. Sono soddisfatto di essere arrivato in finale, che era quello che mi interessava.

Non sei nemmeno un po' dispiaciuto di aver sfiorato la vittoria, erano soldoni...
Vabbeh, chiaro che la ciliegia sulla torta l’avrei mangiata volentieri ma Mario mi ha strapazzato e va bene così. Tanto lo sapevo che non avrei vinto.

Te l’aspettavi?
Ma certo, perché la semplicità di Mario, un uomo vero, è stata premiata al massimo. Lui è sempre stato corretto e leale, ma come me del resto. Però è piaciuto più lui ed è giusto che sia andata così, mica me la posso prendere. Nella vita avrò altre vittorie, spero.

Facciamo un passo indietro, perché sei entrato nella Casa?
Semplicemente per gioco. All’inizio ero molto titubante, sono sincero. Mi dicevo: "Ma chi me lo fa fare?" Poi alla fine ho pensato che fosse una occasione di quelle che non si sarebbero più ripetute nella vita. "O la va o la spacca" e credo di averla spaccata bene. E pensare che è capitato tutto per caso, non ero nemmeno andato io a cercarlo, il provino.

E come ci sei finito?
Per caso. Poi ovvio che da lì sono andato avanti di mia volontà. Diciamo che mi hanno dato la possibilità di giocare e me la sono giocata tutta. E dalle spiagge di Capalbio sono arrivato fin qui.

Che ci facevi in spiaggia Capalbio?
Il bagnino.

Ma da dove arrivi, so che sei un mix di culture?
Sono siciliano, ma sono nato a Casablanca e ho vissuto in Marocco da bambino. Poi quando mio papà è andato in pensione ci siamo ritrasferiti in Sicilia. Adesso studio nelle Marche a Camerino, mi manca un esame alla laure in Giurisprudenza. E d’estate lavoro. Questa estate ho fatto il bagnino per lo stabilimento "La Dogana" di Capalbio.

Piacevi molto sia agli uomini che alle donne. Secondo te perché?
Ma sai che non lo so, dovresti dirmelo tu. Forse perché sono una persona semplice, non sono sto gran figo, anche perché di "figaccioni", ben più di me, ce ne sono tanti in giro. Però io non sono uno che sta davanti allo specchio per ore, come la maggior parte di quelli che c'erano nella Casa...

Come il tuo amico Roberto, per esempio, narcicisista totale?
Ma tutti, guarda, lì dentro. Forse si salvava solo Mario.

C'era così tanto il desiderio di piacere dentro la Casa?
Non puoi capire! Io e Mario eravamo quelli meno "pettinati", per usare un termine alla Mercandalli (Roby il cumenda, ndr). Mi annoio a curare troppo il mio aspetto, a stare lì ore a pettinarmi. E in effetti rivedendomi c’avevo delle teste lì dentro, mamma mia!

Visto che hai tirato in ballo Roby, parliamo della vostra amicizia. Lui uscito dalla casa è passato sotto la gogna mediatica, l’hanno crocifisso tutti.
Ecco, diciamo che è stata una esagerazione, dai.

Invece a te perché piaceva, cosa trovavi di positivo in lui?
Con me si è dimostrato una persona leale, un vero amico. Aveva delle accortezze meravigliose nei miei confronti. Ma soprattutto le sue attenzioni erano continue, non limitate alla domenica come tanti altri facevano...

In che senso?
Beh, perché era il giorno prima della diretta del lunedì, no? Tutte attenzioni fatte solo con lo scopo di non andare in nomination. Dove invece, guarda caso, io sono finito sette volte. Invece Roberto, Alice per quel poco che è stata in gioco e Mario mi hanno voluto davvero bene. E dico pure Lina, anche se abbiamo avuto un momento di attrito pesante dove c’è stato anche un suo complotto nei miei confronti per separarmi da Roby. Però alla fine lei è una persona vera e gliel'ho pure detto, con tutti i suoi difetti. E ti aggiungo pure una Christine nella lista dei "buoni".

Eppure con Christine hai avuto forti periodi di incomprensione, lei faceva parte dell’altro gruppo nella casa?
Sì, eppure l’ho rivalutata moltissimo. È vero che c’è stato un periodo buio con lei, tanto che non avrei mai fatto il primo passo nei suoi confronti. Invece l’ha fatto lei e l’ho apprezzato tanto. E grazie a Christine ho passato queste ultime tre settimane idilliache. Ha i suoi lati negativi, è una rompiscatole, però si è rivelata una bella persona. E la conferma me l'hanno data i miei cari quando sono uscito, palandomi molto bene di lei.

E nella lista dei "cattivi" invece?
In realtà non ho mai avuto grossi problemi con nessuno. Sono andato a periodi: quello in cui ho avuto attriti con Lina, poi superati. Stessa cosa con Christine, che come ho detto adesso adoro. Tutti gli altri mi erano indifferenti. Nominavo per sensazioni del momento, non per antipatie forti. Non vedevo niente di maligno, anche se poi in realtà dietro, alle spalle, qualcosa succedeva…

Tipo, facci qualche nome?
No, non lo trovo corretto. Lo farò la prossima settimana, in puntata. Prima mi andrò a rivedere un po' di filmati, prenderò informazioni precise e poi stai sicura che un paio di cose le dirò. Anzi, una te la posso pure anticipare, dai.

Parla
Per esempio non capisco quelli che hanno votato me perché non sopportavano Roberto. Del tipo: "Mi sta antipatico Roby, quindi nomino Gian che è suo amico". Oppure: "Odio Roberto ma nomino lui". E ce ne sono stati. Ma dico, la gente sta male... Poi mi hanno detto due o tre cose che non mi sono andate giù.

Su chi?
Beh, per esempio su Mirketto mi sono arrivati due lanci che non mi sono piaciuti per niente.

Rifaresti comunque questo gioco?
Sì. Però se tu mi dovessi dire "Ti rinchiudo altri tre mesi in una casa" ti risponderei: "Sei matta!".

Cosa ti è mancato di più lì dentro?
La libertà. Libertà di azione, di parola, di non essere registrati. La possibilità di potermi sfogare come piace a me, anche da solo, cosa che lì non potevo fare perché ero sempre sotto le telecamere. Poi mi mancava da morire la mia famiglia. Impazzivo all'idea di non poterli sentire tutti i giorni. C'è stato un periodo in cui ho sofferto come un cane.

Si è visto, quando hai incornato tuo papà eri commosso fino alle lacrime
Ecco, a tal proposito vorrei precisare una cosa. Mi hanno accusato di essermi commosso molto di più con mio padre che con mia madre. Ma io replico che mi è sempre successo così. Anche quando partivo per un viaggio mi bastava stringere la mano a mio padre perché mi uscisse la lacrimuccia. Che ci posso fare: quell'uomo mi commuove sempre! Mia madre invece la vedo più pimpante, forte e mi fa meno tenerezza.

Ti piacerebbe continuare nello spettacolo?
Ma io non sono nessuno! Ho un nome che ora come ora viene un po' manipolato e strumentalizzato, ma non ho nessuna arte.

Come tanti nello spettacolo...
Beh sì, in effetti un buon 70%. Diciamo allora che se mi si dovesse aprire qualche porta che mi interessasse e soprattutto potessi avere un tornaconto personale, perché no? Anche perché a questo punto divento venale: se ci fosse la possibilità di ricavarne un’utilità economica, che potesse aiutarmi a realizzare i miei sogni, farmi una casa, una famiglia, lo farei eccome.

Altrimenti hai una carriera forense davanti a te...
Ma sai, fare l’avvocato è difficile, io non sono figlio d’arte. Mi piacerebbe però lavorare per qualche azienda importante curandone gli aspetti legali. Un lavoro che mi desse la possibilità di viaggiare, la mia vera passione.

In definitiva lo consiglieresti il Gf?
Ma sai, non ci si deve dimenticare che è una grande sacrificio, non solo per se stessi, ma anche da parte della propria famiglia. Può sembrare una stupidata ma lì dentro tutto è davvero amplificato in maniera pazzesca.

Ti devo fare un'aultima domanda, inevitabile
So già cosa mi vuoi chiedere. Comincia per A, vero?

Esatto: pensi che possa nascere una storia con Alice?
Per me è solo amicizia e non andrà mai oltre quella. Devo ancora capire quel che c’è fuori, cosa è stato detto, ma dal canto mio ho sempre dichiarato che si trattava solo amicizia. Certo, c’è stato un mio momento di debolezza in cui ho cercato conforto e lei pure, ma non siamo mai andati oltre e, per quanto mi riguarda, non potrò mai andarci. Poi so che il fidanzato è bello grosso, quindi…
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Abitanti di Lesbo fanno causa per l'uso esclusivo dell'aggettivo "lesbica".

(Il Messaggero) Hanno deciso di riappropriarsi dell'aggettivo lesbica a loro avviso “rubato” dalle donne omosessuali. Due abitanti dell'isola di Lesbo, patria della poetessa Saffo, e un appartenente ad un gruppo nazionalista, Dimitris Lambru, hanno annunciato di aver avviato un'azione in tribunale per ottenere l'uso esclusivo dell'aggettivo lesbica. L'Unione greca degli omosessuali e delle lesbiche (Olke) è secondo i denuncianti colpevole di aver reso gli abitanti dell'isola vittime di uno «stupro psichico e morale» per la «confisca» da parte delle omosessuali di un aggettivo di origine geografica. Secondo Lambru, il processo dovrebbe svolgersi ad Atene in maggio. «La questione è assolutamente ridicola - ha commentato uno dei responsabili dell'Olke, Evangelia Vlami - se la giustizia ci convocherà diremo la nostra».

Collocata a nordest del mar Egeo, la patria di Saffo, nume tutelare dell'omosessualità femminile, viene spesso chiamata in Grecia con il nome di Mytilene. L'isola ospita la piccola stazione balneare di Eressos, località preferita dal turismo lesbico internazionale, che non ha comunque la stessa notorietà di Mykonos, destinazione per eccellenza delle vacanze degli omosessuali greci.

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A Genova arriva il Papa. Arcigay e decine di sigle della sinistra extraparlamentare mobilitano la piazza con una sorta di gaypride.

(Giovanni Mari - Il secolo XIX) Una parata laica di due giorni a Genova, concomitante con la visita di Papa Benedetto XVI in Liguria. Una piazza genovese sarà «invasa», il 17 e 18 maggio, da associazioni e centri sociali, con un appello a «mobilitarsi» rivolto a «tutti i liguri»; per lanciare «battaglie laiche» come la difesa della legge sull’interruzione di gravidanza, il riconoscimento delle coppie di fatto e i diritti degli omosessuali. E dal concentramento, verosimilmente lontano dai luoghi toccati dal Pontefice, probabilmente in un quartiere del ponente cittadino, gli organizzatori contano di muoversi in corteo, in Parade, verso il centro. L’obiettivo è quello di una «festa», con maschere, preservativi giganti e vessilli atei, sullo stile dei Gay Pride.

La macchina della sicurezza si è già messa in moto e stamattina è stato fissato a Genova un vertice tra i promotori della due giorni di protesta e gli agenti della Digos. L’allarme è scattato quando dal cartello delle sigle che hanno indetto la manifestazione è emersa la critica per la spesa pubblica (almeno 800 mila euro) destinata all’organizzazione della visita di Papa Ratzinger. Un messaggio considerato simile a quelli espressi alla vigilia dei giorni del contro-G8 genovese del luglio 2001, quando i no global denunciarono «la spesa inutile e folle di denari degli sfruttati per ospitare la lobby dei potenti della Terra».

Eppure, a sostegno dell’iniziativa, è previsto un appello-manifesto firmato da decine di intellettuali, tutto impostato sul ragionamento politico e non sull’azione diretta. Il documento sarà diffuso domani, quando i promotori dirameranno l’invito alla «mobilitazione generale». Parte del contenuto “politico” delle manifestazioni è già contenuto nella convocazione dei mezzi di comunicazione per domani: «In vista dell’arrivo del Pontefice, crediamo che il 17 e il 18 maggio debba aver voce e visibilità anche un’altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, delle libertà della persona e quella di chi – cattolico o diversamente credente – non intende vivere in un Paese che imponga per legge una morale religiosa».

Le sigle coinvolte sono le più svariate: dai centri sociali genovesi Zapata e Terra di Nessuno al Laboratorio occupato Buridda, dal gruppo degli universitari Humpty Dumpty, all’Assemblea Antifascista; nonché le associazioni Arcigay e “Le Ninfe-Arcilesbica”; quindi il movimento Città Partecipata (che corse alle ultime elezioni amministrative), l’associazione “Usciamo dal Silenzio” e la Lila (Lega italiana per la lotta all’Aids).

«Intendiamo costruire - si legge nel testo - una due giorni di mobilitazione che coinvolga tutte le realtà, le singole e i singoli cittadini che intendono affermare questi principi di libertà in un momento in cui, dall’offensiva contro la donna e contro la legge 194 alla negazione dei diritti delle coppie omosessuali, l’autoritarismo vaticano e clericale si manifesta sul fronte politico e culturale, negando spazi di libertà, di scelta e di critica».

A preoccupare le forze dell’ordine sono diversi elementi. A cominciare dai fischi contro il presidente della Cei e cardinale di Genova Angelo Bagnasco da parte della piazza durante le imponenti manifestazioni del 25 aprile (alla presenza del Presidente della Repubblica). E non sono servite a gettare acqua sul fuoco le parole di ieri dello stesso Bagnasco: «I fischi? Sono episodi estremamente circoscritti e il buon senso delle gente li sa ben valutare. In questo periodo sono in visita pastorale attraverso i vicariati genovesi e mi accorgo quanto il buon senso sappia valutare episodi di contestazione come questi, del tutto infondati e limitati a poche persone».

Ma è soprattutto la dinamica organizzativa dell’evento a far scattare il livello di guardia. In primo luogo l’estrema varietà delle sigle che hanno firmato la mobilitazione; quindi gli inviti che Zapata e Tdn hanno già rivolto ai centri sociali di mezza Italia. Infine, la stessa formula dell’appello «generale» alla mobilitazione, che potrebbe portare in piazza le realtà più disparate. E proprio queste sono già state invitate a programmare nuove iniziative di protesta.

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Sotto ricatto. Ronaldo, notte con tre viados a Rio. "La mia carriera potrebbe finire". Il video.


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L'attaccante del Milan credeva che i travestiti fossero donne. Il calciatore si era offerto di pagarli comunque, ma uno di loro avrebbe chiesto 20mila euro per non rivelare la faccenda.

(Il Resto del Carlino) La notte brava di Ronaldo con i travestiti brasiliani è finita al commissariato. Il centravanti del Milan, tornato nella sua città natale per recuperare da un grave infortunio, domenica notte, dopo aver assistito alla vittoria del Flamengo sul Botafogo e avere passato la serata in una discoteca, è finito in un motel insieme al travestito André Luis Ribeiro, più noto come Andrea Albertino.

A quanto riferisce il quotidiano O Dia, secondo il racconto del travestito reso al commissario Carlos Augusto Nogueira del 16esimo DP Barra da Tijuca, una volta al motel il giocatore avrebbe chiesto altre "ragazze". Accortosi che non si trattava di donne a tutti gli effetti si sarebbe rifiutato di pagare. A quel punto, secondo invece la testimonianza del campione, sarebbe scattato il tentativo di estorsione: Andrea Albertino avrebbe chiesto al giocatore 50mila Reais (circa 20mila Euro) per non riferire la notizia alla stampa e chiudere lì la questione.
Ronaldo, riferisce la polizia, avrebbe offerto 600 dollari per il "disturbo".

Da parte sua, il travestito ha però fornito una diversa versione, accusando Ronaldo di minacce, di non aver voluto pagare la serata e anche di fare uso di cocaina. Stando a quanto riporta O Globo, secondo il commissario Nogueira, Ronaldo ha ammesso di aver contrattato le ragazze per "distrarsi con qualche estraneo perché non sta attraversando un bel momento". Il giocatore ha però negato tutte le altre accuse.

Andrea Albertino ha comunque insistito, ed ha fatto i nomi dei due altri travestiti che avrebbero trascorso la notte con Ronaldo. Si tratterebbe di Carla Camilla, con cui l'attaccante del Milan si sarebbe appartato per fare sesso, e di Veida Dezaroli, che avrebbe portato con sé della droga, assunta da tutti i partecipanti al festino. Ronaldo compreso, secondo la versione di Andrea Albertino.

Il travestito si è fatto fotografare con i documenti della macchina di Ronaldo come prova dell'incontro, ma ha lasciato il commissariato prima di avere completato la denuncia: fatto ritenuto anomalo dal commissario, secondo il quale Ronaldo "non si trovava sotto l'effetto di droga ed è parso sincero".
La polizia ha comunque confermato l'apertura di due fascicoli. Uno è contro Ronaldo, dal momento che il travestito lo accusa di minacce, l'altro contro lo stesso travestito per tentata estorsione. Secondo quanto riportato dal portale Terra, l'addetto stampa del giocatore ha affermato che Ronaldo non ha nulla da commentare sull'episodio: "Non vi è alcuna denuncia criminale", ha spiegato.

Decisamente abbattuto per "l'incidente" con i tre travestiti, ingaggiati credendoli prostitute donne, ma poi denunciati per tentata estorsione, un Ronaldo decisamente abbattuto ha confessato - rivela globoesporte - che questa vicenda potrebbe costargli molto cara. "Potrebbe significare la fine della mia carriera", avrebbe detto ad un ispettore, che ha però mantenuto l'anonimato. Atteso al commissariato della Barra da Tijuca (nella zona est di Rio de Janeiro) da una trentina di giornalisti, Ronaldo ha fatto il suo ingresso alle 8.30 per deporre ed ha lasciato gli uffici alle 9, promettendo di tornare un altro giorno per evitare l'assedio dei giornalisti.
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È morto Jean-Daniel Cadinot, il padre del pornogay europeo.

E' morto il 23 aprile ma ne è stata data notizia solo oggi. Jean-Daniel Cadinott, il padre del cinema porno gay europeo è stato colto all'età di 64 anni da un arresto cardiaco.
Con lui se ne va un pezzo di storia del porno internazionale. Attivo sin dagli anni 70, Cadinot nasce come fotografo per poi convertirsi ai video grazie sopprattutto allo sviluppo nel settore. Se ne va uno dei registi porno più famosi del mondo che ha regalato immagini indimenticabili all'immaginario gay. Film porno sì, ma mai volgari o eccessivi. Dove la storia in qualche modo, ''contava''. Fino agli anni '70 lui solo ha rappresentato l'erotismo gay francese ed europeo. Centinaia di migliaia le copie vendute nel corso della sua carriera. Grazie al suo pionierismo sono poi nate case di produzione europee di altissimo livello che in pochissimo tempo hanno conquistato consistenti fette di mercato togliendolo alla multimiliardaria industria del porno gay americano. Tra queste la Bel-Ami, Cazzo film, Eurocreme, ecc.

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Condannato imprenditore sposato sorpreso in pieno giorno a far sesso con un uomo nella piazzola dell'autostrada.

(Il tirreno) Si era fermato nella piazzola di sosta di Sibolla Nord, lungo l’autostrada Firenze-Mare, e aveva cominciato a fare sesso con un altro uomo. La scena non era sfuggita agli automobilisti: era giorno e in tanti avevano visto quei due in pose inequivocabili, vicino a un’auto in sosta. Se ne era accorta anche la polizia stradale che era intervenuta e denunciato due persone per atti osceni in luogo pubblico.

In tribunale il giudice Mengoni al termine di un’udienza a porte chiuse ha condannato a 8 mesi un pratese di 39 anni, titolare di una ditta di abbigliamento, sposato. Era stato il 17 gennaio 2004 uno dei protagonisti del siparietto erotico lungo l’A11. L’altro uomo sarà processato separatamente.

Più volte la polizia stradale aveva messo sull’avviso gli esibizionisti che, per le loro performance, scelgono l’autostrada: i controlli saranno sempre più intensi. Come nel caso dell’area di Sibolla Nord, un punto di ritrovo per amori clandestini e, in particolare, per storie omosessuali. Troppo spesso quell’amore viene consumato direttamente sul posto, dentro le auto (nel caso del pratese fuori della macchina), senza preoccuparsi minimamente di nascondersi agli occhi degli altri viaggiatori.

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