banda http://blografando.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta municipio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta municipio. Mostra tutti i post

mercoledì 27 agosto 2008

Prostituzione online, partono i controlli via Web.

(Affari italiani) “Da settembre, attraverso un’ordinanza, innalzeremo le multe ai clienti che adescano le ‘lucciole’ per le strade di Milano dagli attuali 166 a 500 euro. E gli introiti continueranno a finanziare il progetto “Accoglienza vittime della tratta” che ha permesso di salvare dal 2001 a oggi circa 500 donne dalla strada. Andremo a colpire il fenomeno ancora più capillarmente. A tal fine, a seguito di quanto apparso alcuni giorni fa su un quotidiano nazionale, ho dato disposizione al comandate della Polizia Municipale di effettuare un monitoraggio delle vie e delle località dove si eserciterebbe la prostituzione secondo quanto riportato via web dal sito Google Maps”

Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
“La Polizia Municipale - spiega De Corato - ha naturalmente un’approfondita conoscenza dei luoghi della prostituzione e gli agenti della specifica task force fanno uscite mirate. Questa notte, per esempio, hanno controllato piazza Bonomelli, piazza Trento, viale Umbria, corso Lodi e le vie Ortles, Crema, Adige, Ippodromo, Aniene, Vezza d’Oglio, Ludovico di Breme, Soave, Marco d’Agrate, Vittadini, Vallarsa, Sant’Elia, Ferrari, Calabiana, Trebbia, Palladio, Cassano d’Adda, Bocconi, Trenno, Salmoiraghi, Papa e Terzaghi.

“Dal momento che - prosegue De Corato - apprendiamo dell’esistenza di una presunta dettagliata mappa via web sulla prostituzione faremo apposite verifiche per sapere se ci sono luoghi finora sfuggiti ai controlli. E con l’opportunità della specifica ordinanza che emaneremo a settembre, andremo a sanzionare anche in quei posti. Senza dimenticare che il decreto sicurezza ci ha dato uno strumento in più: quello del sequestro di appartamenti affittati a clandestini. Due fenomeni, quello della prostituzione e della clandestinità, che spesso vanno a braccetto”

“Il Comune di Milano - sottolinea De Corato - dispone di un’ordinanza ad hoc contro la prostituzione sin dal 1998. Un provvedimento, deciso dal sottoscritto come sindaco d’agosto e mai contestato. E che solo quest’anno ha permesso di infliggere 2099 multe a seguito del controllo di 4068 persone e 3633 veicoli. E collateralmente, nell’ambito di questa attività, di effettuare 2 arresti, 33 denunce, 7 accompagnamenti in Questura, 5 fotosegnalamenti per stranieri irregolari, 7 fermi amministrativi di veicoli e il ritrovamento di 4 auto furtive”.

Sphere: Related Content

lunedì 25 agosto 2008

Australia, su iniziativa del municipio zone de-omofobizzate a Sydney.

Negozi e locali sono incoraggiati a dichiararsi liberi da omofobia con cartelli o adesivi.

(Ansa) Il comune di Sydney, che raccoglie i quartieri centrali della metropoli australiana, ha dichiarato zone libere da omofobia' il quartiere gay' lungo la Oxford Street, teatro ogni anno del piu' grande Mardi Gras gay e lesbico al mondo, e altre due aree riconosciute come distretti gay, lesbici, bisessuali e transessuali' (Glbt). La decisione, raggiunta con 5 voti a 4, prevede che i locali possano perdere la licenza di operare fino a tardi se i clienti commettono abusi o violenze omofobiche. Negozi e locali sono incoraggiati a dichiararsi liberi da omofobia con cartelli o adesivi.

Il sindaco, signora Clover Moore, che e' anche parlamentare indipendente nell'elettorato che comprende Oxford Street, ed e' molto popolare fra la comunita' gay, si e' impegnata a collaborare con la polizia, con gli esercizi commerciali, le organizzazioni per i diritti dei Glbt e la comunita' dei residenti, per definire i dettagli del piano. ' 'Gli insulti omofobici sono spesso precursori della violenza. Mentre tutte le aree sono tecnicamente zone libere da omofobia, questa strategia riconosce l'importanza della comunita' Glbt nella nostra citta'', ha dichiarato Moore, sottolineando che il provvedimento e' in risposta a lettere di gay che hanno subito insulti e violenze. I media gay riportano spesso notizie di abusi lungo Oxford Street, e la comunita' collabora con la polizia da vari anni per ridurre tali episodi.

La decisione e' stata accolta pero' con qualche scetticismo da alcuni dei consiglieri comunali e dei frequentatori della zona. Molti la vedono come un'arma a doppio taglio, che rischia di attrarre ancora piu' malintenzionati nelle zone gay, e insistono nel chiedere piu' presenza di polizia e di telecamere a circuito chiuso. 'Se dei giovani vengono da altri quartieri per bere alcool e aggredire i gay, non si fermeranno per qualche adesivo sulle vetrine', ha detto il consigliere comunale Shayne Mallard, conservatore, anch'egli gay.

Sphere: Related Content

domenica 13 luglio 2008

A Villafranca stasera la protesta per la festa gay annullata.

Appuntamento alle 18 davanti al Comune. Oggi, per evitare incidenti e provocazioni, ci sarà un servizio di sicurezza organizzato da carabinieri e polizia.
(L'Arena di Verona) È arrivato il giorno della protesta. Oggi alle 18, i simpatizzanti del circolo Pink di Verona si raduneranno davanti al municipio. Contesteranno la mancata autorizzazione del Comune per la festa gay che si sarebbe dovuta tenere al circolo Arci nella contrada Parà.

Il presidio durerà, così come hanno annunciato gli organizzatori, fino alle 22. Oltre alla Fiamma Tricolore, anche i tradizionalisti cattolici di Famiglia e Civiltà hanno dato il loro «pieno sostegno» al sindaco Mario Faccioli. Il primo cittadino aveva spiegato che mancavano i requisiti di sicurezza e legali per far svolgere la festa. Diversa era stata l'opinione del circolo Pink che aveva parlato di un «divieto per discriminare i gay e le lesbiche». In una nota firmata dal presidente Palmarino Zoccatelli, Famiglia e Civiltà esprime «plauso e soddisfazione per la decisione dell'amministrazione di non concedere il permesso al circolo». «Auspichiamo», prosegue la nota, «che questa decisione sia di esempio anche per altre amministrazioni nel dire no alle arroganti pretese di questi gruppi».

Sphere: Related Content

venerdì 11 luglio 2008

Firenze. Niente Ici, si taglia la cultura.

Palazzo Vecchio blocca un milione di finanziamenti alle associazioni.
(Ernesto Ferrara - La Repubblica, edizione di Firenze) E´ solo il primo passo in attesa che il governo restituisca parte degli introiti Mancano i soldi dell´Ici prima casa, Palazzo Vecchio è costretto a bloccare un milione di euro di finanziamenti già previsti alle associazioni culturali. Tremano decine di enti, fondazioni, orchestre e gruppi culturali, dal teatro Puccini alla fondazione Tempo Reale, dalla Scuola di musica di Fiesole a Fabbrica Europa. C´è chi rischia di perdere il contributo annuale di 2710 euro come la sezione dell´Anpi d´Oltrarno o il teatro Everest del Galluzzo e chi invece potrebbe veder sfumare un fondo che serve a coprire spese molto più sostanziose: dall´associazione Pupi e Fresedde del teatro di Rifredi che potrebbe perdere gli oltre 70 mila euro di convenzione annuale all´associazione del Teatro Puccini per cui sono a repentaglio 45 mila euro alla fondazione Tempo Reale di Maurizio Frittelli che da accordo per il 2008 dovrebbe incassare 62.500 euro. Il fondo più consistente a rischio è quello della compagnia del coreografo Virgilio Sieni: 90 mila euro.
E´ un caso senza precedenti per la cultura fiorentina. Al netto dei grandi capitoli di spesa come la Fondazione Palazzo Strozzi, il Gabinetto Vieusseux o il Maggio Musicale (tagli in finanziaria permettendo), stavolta rischia di mancare l´ossigeno a decine di realtà che animano il tessuto culturale fiorentino. Prima della pausa estiva l´assessore alla cultura Giovanni Gozzini avrebbe dovuto portare all´esame della giunta la delibera con il rinnovo dei finanziamenti annuali per le associazioni, ma la ragioneria comunale è stata costretta a bloccare il fondo che garantiva la copertura economica: colpa di quei 50 milioni di euro che sono venuti meno di un colpo alle casse pubbliche e che servivano a finanziare, tra gli altri, le associazioni culturali oltre ad una miriade di servizi, dal sociale allo sport.
Il primo terremoto intanto tocca alla cultura. «Siamo molto preoccupati - denuncia Dario Nardella del Pd, che presiede la commissione cultura - tante associazioni hanno già fatto investimenti nella ragionevole convinzione di vedersi rinnovati i finanziamenti, ma noi ci troviamo impossibilitati ad andargli incontro». Tutto sta al governo, che ha promesso di rifondere la somma persa. Ma secondo criteri e tempi di cui la giunta fiorentina non si fida: «Ancora di fatto non abbiamo ricevuto alcun rimborso. E´ tutto molto confuso. Nell´attesa noi abbiamo tagliato il tagliabile», dicono solo dagli uffici del bilancio.
Ecco parte della lista di chi rischia di restare nella mannaia: la fondazione Nozze di Figaro, secondo previsioni, per il 2008 avrebbe dovuto ricevere 15 mila euro, 16 mila Nice, 25.800 Musicus Concentus, 42 mila euro il Festival dei popoli, 63 mila euro la Scuola di musica di Fiesole, 31 mila l´Orchestra da camera fiorentina, 43 mila la Flog, 35 mila gli Amici della Musica, 58 mila Fabbrica Europa, 19 mila euro ai Chille de la Balanza. Si dovrebbe salvare comunque, perchè inderogabile, la convenzione da 149 mila euro con l´Ort.

Sphere: Related Content

sabato 17 maggio 2008

Ecco la giunta Alemanno: 3 tecnici e 2 donne, età media 44 anni.

(Dire) Dodici assessori, 5 di An, 3 di Fi e uno della Dc, il vice sindaco Mauro Cutrufo, cui vanno le deleghe al turismo e alle Riforme istituzionali di Roma Capitale. Due le donne (Sveva Belviso alle Politiche sociali e Laura Marsilio alla Scuola), tre tecnici (Umberto Croppi alla Cultura, Ezio Castiglione al Bilancio e Marco Corsini all’Urbanistica). Questa la squadra della Giunta Alemanno, età media 44 anni, presentata oggi, dopo diciannove giorni dall'investitura del Pdl uscita dalle urne.

Il sindaco Gianni Alemanno tiene per sé le deleghe sulla Pulizia municipale, sulla Sicurezza urbana e sulla Protezione civile, e Sergio Santoro viene nominato capo di gabinetto.

In squadra, oltre al vicesindaco, entrano il coordinatore provinciale di Fi Alfredo Antoniozzi (Patrimonio, casa e progetti speciali), Sveva Belviso (Politiche sociali), Davide Bordoni (Attività produttive, Lavoro e Litorale), Ezio Castiglione (Bilancio e sviluppo economico), Enrico Cavallari (Personale e decentramento amministrativo), Marco Corsini (Urbanistica), Umberto Croppi (Cultura), Fabio De Lillo (Ambiente), Fabrizio Ghera (Lavori pubblici e periferie), Sergio Marchi (Mobilità e trasporti), Laura Marsilio (Scuola, famiglia e infanzia).

Sphere: Related Content

sabato 10 maggio 2008

Trieste. Segnalati i gay che "battono" in viale Gessi? Pare di si.

Saranno installate due telecamere per monitorare la zona nelle ore notturne.
(Maddalena Rebecca - Il Piccolo di Trieste) Non solo hanno dovuto fornire le generalità ed esibire i documenti. Si sono anche sentiti porre domande quanto meno insolite del tipo «perché vi siete dati appuntamento proprio qui?» e «frequentate abitualmente questo posto?». È il trattamento riservato qualche sera fa dagli agenti di polizia ad una coppia di giovani omossessuali seduti su una panchina del giardino di viale Romolo Gessi. E il sospetto dell’Arcigay è che l’atteggiamento particolarmente insistente di quei poliziotti non rappresenti un caso isolato, ma sia piuttosto il segnale di un nuovo, e preoccupante, clima di intolleranza verso la comunità omosessuale.

Un timore alimentato anche da un secondo elemento venuto alla luce in questi giorni: la scelta di collocare due delle 25 telecamere previste dal Protocollo sulla videosorveglianza firmato da Comune, Questura e Prefettura, proprio all’interno dell’area verde di viale Gessi, nota a tutti come storico luogo d’incontro tra gay. «Da parte nostra speriamo che questa decisione sia stata presa in buona fede - afferma il vicepresidente del circolo Arcobaleno Nicola Cicchitti - . Facendo uno più uno, però, è difficile pensare che non ci sia un collegamento tra i fatti. La sensazione di una crescente ostilità nei nostri confronti, effettivamente, ce l’abbiamo. Del resto, a Trieste come nel resto del Paese, l’ondata omofoba non è mai venuta meno. Semplicemente i riflettori su questo fenomeno, riconducibile sempre all’ignoranza e alla paura del diverso, si accendono di solito solo quando succedono fatti particolarmente eclatanti. Ecco perchè - conclude Cicchitti - ci attiveremo subito per fare chiarezza su questa ”attenzione particolare” riservata ai frequentatori di viale Romolo Gessi, e chiederemo risposte alle istituzioni».

Risposte già sollecitate anche dal capogruppo del Pd in consiglio comunale Fabio Omero, secondo cui sarebbe in atto «un’azione preordinata di repressione che colpisce tutti, anche i cittadini che non commettono reati ma chiacchierano semplicemente su una panchina, solo per il fatto di essere omosessuali». Durante l’illustrazione del regolamento sulla videosorveglianza, Omero ha chiesto al comandante della polizia municipale perchè fossero state posizionate due telecamere proprio in viale Gessi. «E mi è stato risposto che la localizzazione degli impianti è frutto di una scelta politica - continua il capogruppo del Pd -. È allora il sindaco, che ha la delega alla sicurezza e alla Municipale, a dover dire se questa linea politica, che rischia di ledere i diritti elementari di alcuni cittadini, può essere giustificata semplicemente dalla prevenzione di atti osceni in luogo pubblico».

«Ma quale scelta politica - replica Roberto Dipiazza -. Non abbiamo fatto altro che dare ascolto ai residenti della zona che si lamentano per la presenza dei gay. Personalmente nei confronti degli omosessuali ho la massima tolleranza. Ma nel momento in cui finiscono per rendere insicura una certa zona della città, è necessario intervenire. Così come è giusto e necessario che i poliziotti facciano domande alle persone ritenute sospette. Con tutto quello che succede in Italia in questo momento, tra stupri ed episodi di violenza - conclude il sindaco - non vedo cosa ci sia di strano».

Sphere: Related Content

Un gay competente in giunta a Udine. E' l'unico assessore omosessuale visibile italiano ed è polemica nel Pd.

(Il Messaggero veneto) Enrico Pizza, 40 anni, ex iscritto ai Ds, tecnico di laboratorio, è il nuovo assessore alla Mobilità. Lo ha indicato il Pd. Il sindaco Honsell al fotofinish lo ha preferito ai margheritino Daniele Cortolezzis e Claudio Romano. Promotore dell’Arcigay a Udine nel 1999, è l’unico assessore gay dichiarato in Italia. Pizza si è dichiarato gay pubblicamente in un’intervista rilasciata nell’ormai lontano 1990.

Appena è stato nominato in giunta è scoppiata la polemica dentro il Pd. E’ così?
«La polemica era scoppiata prima. E non era una polemica tra ex diesse ed ex margherita, tra etero e gay, ma era e rimane una polemica tra vecchia e nuova visione del Partito democratico».
Vale a dire?
«Il Pd nasce con il rispetto di tutte le sensibilità. E siccome in quella polemica facevano riferimento alla sensibilità cattolica, io ho dimostrato che il Pd dev’essere la casa di tante sensibilità».
Scusi se insisto, ma l’ostruzionismo degli ex Margherita nei suoi confronti è perché è un ex ds o perché è gay e pure dichiarato?
«Per tutto. Perché sono un ex diesse, perché sono gay dichiarato, ma soprattutto perché sono nuovo».
In che senso?
«Nel senso che credo di avere interpretato la nuova visione del Pd. E questo scontro ha dimostrato che ci sono questioni che si possono discutere per giorni, ma anche che in questa vicenda Udine si conferma laboratorio politico. Udine si è trovata di fronte a una scelta pragmatica».
Ovvero?
«Ovvero ragionar per sensibilità, mirando al nuovo. Il criterio non viene dalla politica ma dal mix di preferenze ottenute e dalle competenze».
Le risulta che ci sia stato un pressing dell’Arcigay sul Pd per farla entrare in giunta?
«Assolutamente no. Arcigay si è limitato al commento a cose fatte da parte di Daniele Brosolo, presidente del comitato provinciale dell’Arcigay di Udine secondo cui innovare vuol dire saper guardare con coraggio al futuro, superare gli stereotipi e dare fiducia alle nuove generazioni. Nel chiamarmi in Giunta – aveva aggiunto – il neoeletto sindaco ha intrapreso questa strada e a lui va tutto il nostro plauso».
Nel colloquio con Honsell che ha preceduto la nomina cosa vi siete detti?
«Era una sorta di colloquio di lavoro. Ho avvertito uno stile nuovo. Mi ha fatto domande sul curriculum. E poi mi ha parlato di una criticità».
Quella relativa al suo referato?
«Si, la Mobilità».
Perché ritiene abbia pensato a lei?
«Non mi ha proposto un assessorato in quanto poltrona. Mi ha detto che c’era questo problema e che lui mi aveva individuato come persona adatta ad affrontarlo».
E le ha motivato questa indicazione?
«Mah, nel settore della Mobilità i tecnici ci sono già. Manca, invece, un politico, una persona in grado di ascoltare e mettersi in relazione con la città e cittadini. Da omosessuale penso di avere seguito nella precedente legislatura pochi atti amministrativi che potessero riguardare i gay. Insomma, da consigliere ho lavorato molto di più sulle questioni inerenti la viabilità, le strade, le rotatorie, le piste ciclabili, la mobilità sostenibile. E questo credo mi sia stato riconosciuto».
---

Enrico Pizza: «Non sarò assessore in quanto omosessuale ma dimostrerò che un gay è un buon assessore».
(Il Gazzettino) Martedì sera, molti habituè del mondo politico cittadino lo davano perdente nel "ballottaggio" con l'ex Margherita Claudio Romano per la corsa al quarto assessorato del Pd che ha spaccato il partito. Poi, come succede nelle favole, Enrico Pizza si è addormentato consigliere semplice e si è risvegliato assessore alla mobilità. Meglio, come puntualizzano i presidenti Arcigay e Arcilesbica di Udine Daniele Brosolo e Eva Dose, assieme al presidente nazionale Aurelio Mancuso, Pizza si è svegliato nel ruolo dell'«unico assessore dichiaratamente gay di tutta Italia». L'ha saputo solo dopo le 10.30, ricevendo una telefonata nella serra della scuola di Pozzuolo dove lavora come tecnico di laboratorio (ma è laureato). «Non era affatto scontato - dice Pizza, fondatore del circolo Arcigay di Udine -. Il sindaco martedì mi aveva parlato della criticità della mobilità. Ma l'incontro si è svolto come un colloquio di lavoro e si è concluso con un "le farò sapere". Uno stile nuovo anche in questo, quello di Honsell». Come «nuovo» Pizza giudica l'approccio del sindaco, che, parlando delle critiche al suo esecutivo ha detto di voler far piazza pulita delle «logiche del passato» da manuale Cencelli e, soprattutto, dei «pregiudizi». «Mi è piaciuta quella frase sull'esecutivo che non è una "giunta di ex" ed è "una giunta contro i pregiudizi - dice Pizza -. Io non sarò assessore in quanto gay, ma dimostrerò di essere un buon assessore omosessuale». E sarà un lavorone, il sindaco l'ha messo in guardia («Mi raccomando: sulla mobilità ci massacreranno», gli ha detto sulle scale di Palazzo). Anche perché sarà uno dei tre «assessori dialoganti» (con Malisani e Santoro) che si spartiranno le competenze che prima erano del solo Cavallo, visto che Honsell ha rinunciato a fare il «superassessorato» riunendo i referati alla Pianificazione e Lavori pubblici e li ha «composti e decomposti - come spiega lo stesso sindaco - spartendo le competenze fra tre persone: mi è sembrato più efficace il dialogo a tre della ricompattazione in uno». Ma il dialogo cominciato nella riunione di ieri alle 14 fra i novelli assessori per ora si è risolto in una spartizione di competenze che vede avvantaggiata Malisani. A quanto si narra, infatti, l'«assessora» uscente avrebbe voluto per sè alcuni settori che, in teoria, sarebbero dovuti andare a Pizza (arredo urbano e strade) e Santoro (aree dismesse tranne la Stu). L'Enrico, però, su questo tace. E, forse per mettere la parola "fine" alla «guerra delle rose» con gli ex margheritini, annuncia: «Mi dimetterò da consigliere: lo farò anche per far posto a Freschi (ex Margherita ndr) in consiglio».

Sphere: Related Content

martedì 6 maggio 2008

Comune di Udine. Gay in giunta?

Il margheritino Duccio Valente ha chiesto, a titolo personale, al sindaco di dare spazio in giunta anche al mondo cattolico.
(Il Gazzettino)
Anche il nuovo sindaco di Udine, l'ex rettore Furio Honsell, è al lavoro per completare la composizione della propria giunta. Per oggi è previsto un nuovo incontro con le forze del centrosinistra che l'hanno sostenuto in campagna elettorale per trovare l'accordo definitivo sui futuri assessori. Espressione di una coalizione che aveva già sostenuto negli ultimi cinque anni il primo cittadino uscente Sergio Cecotti, più la Sinistra arcobaleno, Honsell ha l'esigenza di dare comunque segnali di rinnovamento rispetto all'amministrazione del suo predecessore, con la quale è comunque in continuità. L'intenzione sarebbe di riconfermare nel ruolo di vicesindaco l'esponente del Partito democratico Vincenzo Martines, pur con l'obiettivo di ringiovanire i rappresentanti in giunta e istituendo una delega assessorile per l'innovazione.

Nel Pd udinese, ora retto da un quadrumvirato, va registrata anche una polemica interna: l'ex margheritino Duccio Valente ha chiesto, a titolo personale, al sindaco di dare spazio in giunta anche al mondo cattolico, bypassando le indicazioni giunte dall'assemblea del partito che aveva inserito nella rosa di papabili anche Enrico Pizza, consigliere comunale già fondatore dell'Arcigay friulano.

Sphere: Related Content