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sabato 19 aprile 2008

Milano. Phillippe Starck, l'artista che odia il design. I mobili a ergonomia sessuale

Phillippe Starck, il designer più famoso del mondo, presenta a Milano una microcentrale eolica 'da casa' e una collezione di mobili 'a ergonomia sessuale'. E in questa intervista dichiara: "Il design mi interessa poco, anzi nulla". Colloquio con Philippe Starck.

(Giacomo Leso - L'Espresso) Philippe Starck, 59 anni, è uno di questi uomini indomabili, pieni di sé, gentili nella vita di ogni giorno ma impossibili nel confronto, che trovano il conflitto stimolante. Designer più conosciuto al mondo, riceve una ventina di richieste di interviste al giorno e sta a sua moglie, Jasmine, ex giornalista, sceglierne una ed organizzarla. Le domande devono essere inviate prima, come ai ministri, le regole le detta lui. Prendere o lasciare.

Ha definito "ridicolo" il fatto che il Centro Pompidou abbia deciso di dedicargli un'esposizione cinque anni fa: vi si presentava in ologramma con la sua faccia proiettata su delle statue "E tutti sanno che fine fanno le statue" dice, spiegando che è contro ogni forma di credo. In "Starck contro Starck", documentario di Vassili Silovic, che un suo amico ha voluto produrre su di lui, non sta al gioco, gli fa cambiare film, fa quello che vuole e mostra in realtà il suo lato più debole: il suo ego naturalmente sovradimensionato. Un giorno anche lui, come Valeria Marini nei vecchi sketch della Marchesini, finirà per far causa alla sua immagine.

In questa intervista a L'espresso, va a ruota libera. Dichiara che "fra due anni" smette, che il "design non lo interessa", che "i giornalisti sono impostori almeno quanto lui", che l'importante è lasciare un segno. Ma parla anche dei suoi "mobili ad ergonomia sessuale" e dell'eolica casalinga che presenta a Milano.

Ha dichiarato che fra due anni smette. Conferma?
Il design mi interessa poco, se non nulla. È per pigrizia che ho fatto questo mestiere che mi ha scelto più di quanto io lo abbia scelto. Il che è il più grande errore che si possa fare in una vita. Ai miei figli cerco di dire che anche se una persona è la più intelligente del mondo quando è la numero uno nel suo settore, se non ha scelto il suo mestiere questo è inutile.

Se il design la interessa poco, che cosa l'interessa?
Capire. Provare a comprendere i funzionamenti, le strutture, la materia, la chimica, la fisica delle cose, perché comprendendo quello si entra nella polpa nella ragione di esistere della nostra specie animale. Siamo "scimmie verticali", scimmie vestite. Il mio lavoro è provare a capire. Però, nonostante abbia avuto la gioia di ricevere corsi da un gran professore dell'astrofisica come Thibault Damour, membro dell'Accademia delle scienze e dell'Istituto di Francia, è impossibile per uno come me tentare di capire, per esempio la meccanica del cervello, la meccanica della comprensione. Quello che posso percepire, invece, quello che ascolto è la musica di questa meccanica, posso percepirne degli stralci e collegarli alla vita reale e trarne conclusioni per la vita reale e per la vita amorosa. Con un piccolo sforzo ne esce la più bella poesia dell'uomo che sono la matematica e l'astrofisica.

Sorprende che un designer si interessi all'astrofisica...
Mi sono sempre interessato alla mutazione. Ho una passione per la nostra specie animale e mi chiedo perché abbia deciso di diventare più intelligente, per diventare migliore, prendere il controllo della velocità, della qualità della sua rapidità di mutazione. Questa è l'unica differenza che abbiamo con l'animale. Questo è quello che mi appassiona, la zuppa primordiale, 4 miliardi di anni fa, un'esplosione, il batterio, il pesce, la rana, la scimmia e la super scimmia che siamo. Fra altri quattro milioni di anni il sole esploderà e questo farà implodere la terra. Siamo quindi oggi nel bel mezzo di questa grande e bella storia di 8 miliardi di anni. Il batterio dell'origine non aveva nessuna idea di quel che siamo noi oggi e noi non abbiamo alcuna idea di quel che saremo fra quattro miliardi di anni.

Quali sono le conclusioni che trae da questa riflessione?
Una delle regole è che un progetto non ha legittimità se non s'iscrive in questa storia, nella grande storia degli 8 miliardi di anni. Cerco di attenermi a quest'idea, con successo variabile in quanto sono solo un piccolo designer di regali di natale e quando si disegnano spazzolini da denti o da WC non ci si può stimare capaci di essere alla scala di tutto questo, ma nessuno è obbligato di definirsi un genio. Tutti, invece sono destinati a partecipare. Partecipo con i miei mezzi. Oggi osservo che la curva dell'evoluzione è positiva. La storia avanza. certo, tutto dipende dalla prospettiva: da lontano la curva è impeccabile. Da più vicino ci si accorge che sale e scende. Il basso può essere chiamato ombra e barbarie, l'alto luce e civilizzazione. ma oggi le cose non vanno poi così male.

Galleria fotografica.

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