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martedì 5 agosto 2008

Estate in tv, Ancora sesso in prima serata su canale 5 con "Dirty Sexy Money".


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(Scavicchia la notizia) Nonostante la grandissima debacle, almeno in termini di ascolto, de I Tudors, serie americana che Canale5 ha mandato in onda, dal tono forse troppo trasgressivo e poco adatto al tocco familiare che Massimo Donelli vuole conferire alla sua rete, ecco in arrivo un nuovo prodotto, dello stesso genere. Dirty Sexy Money infatti, dopo aver debuttato recentemente su Fox in Italia, e negli Stati Uniti sulla ABC nello scorso settembre. Un mix tra una soap opera ed un telefilm, non possono far altro che rievocare il ricordo dello storico Dallas. Come lo stesso titolo suggerisce, l'intera serie si basa sulla forte contrapposizione tra potere e denaro, due fattori tanto diversi ma tanto uniti, nella nostra società, un tema che apparentemente può apparire privo di qualsiasi appeal ma che, interpretata spendidamente da un cast d'eccezione, tende a dimostrare sino a ce punto una persona possa agire per il denaro, e quindi per lo stesso potere, motore spesso delle azioni della nostra popolazione, forse per indole o per perenne ingordigia. Ecco la notizia:

Tv: 'Dirty Sexy Money' Da Domani Su Canale 5 In Onda Alle 21.10
Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - Prende il via, a partire da domani su Canale 5 alle ore 21.10, la serie "Dirty
sexy money". Canale 5 apre quindi la prima serata ad una nuova serie televisiva che ha saputo, oltreoceano, appassionare milioni di telespettatori. "Dirty sexy money" narra le vicende di un avvocato idealista, Nick George (Peter Krause), che dopo la tragica morte del padre, prende il suo posto come legale di fiducia della ricchissima famiglia Darling. Una famiglia all'apparenza raffinata e glamour che pero', dietro alla facciata rispettabile e irreprensibile, nasconde diversi segreti legate alle bizzarre abitudini dei suoi componenti. Prodotto da Bad Hat Harry Production, il telefilm e' andato in onda per la prima volta sul network statunitense ABC il 26 settembre 2007 riscuotendo un enorme successo. "Dirty sexy money" nasce da un'idea di Craig Wright, gia' conosciuto per aver lavorato in produzioni come "Six feet under".

Per chi volesse conoscere anticipatamente la trama, anche per misurare il proprio interesse nei confronti del prodotto che Canale5 ci propone, ecco uno stralcio di un articolo di giovani.it:

Il serial inizia col funerale dell'avvocato George, legale di fiducia di una delle famiglie più ricche e potenti d'America: i Darling. Il protagonista della serie è il figlio dell'avvocato morto, Nick George, anch'egli avvocato. Contrariamente al genitore, Nick è un idealista e si occupa per pochi soldi delle cause della gente comune. Nick è cresciuto con i Darling e col tempo ha sviluppato un rigetto verso tutto ciò che loro rappresentano: in primis la spregiudicatezza, la superficialità, l'arroganza. Nick ha giurato alla moglie Lisa che non farà mai più parte di quel mondo, ma di fatto, dopo la morte del padre, ci si ritrova immediatamente immerso. Il patriarca Darling, Tripp, gli offre di rimpiazzare il padre come legale di
famiglia, e Nick accetta perchè reputa le circostanze della morte del padre (avvenuta durante un incidente aereo) poco chiare, e sospetta che sotto ci sia lo zampino, appunto, dei Darling. I sospetti di Nick trovano una prima conferma già nella prima puntata, quando viene a sapere che la moglie di Tripp, Laetitia, aveva una relazione con suo padre. Ma chi sono questi Darling? La famiglia è governato dal patriarca Tripp, sposato con Laetitia. I due hanno cinque figli. Il primogenito, Patrick Darling, è un politico che all'inizio della serie è intenzionato a candidarsi al senato: l'ambizione della famiglia sarebbe quella di vederlo diventare Presidente degli Stati Uniti. Dietro la facciata di politico rispettabile e figlio e marito modello Patrick nasconde un imbarazzante segreto: una relazione clandestina con un transessuale. La secondogenita Karen Darling appare come una donna svampita e superficiale, che colleziona mariti (all'inizio della serie è in procinto di convolare a quarte nozze) i quali la sposano solo per i suoi soldi. Karen si proclama innamorata da sempre di Nick, e questo causa non poche arrabbiature alla di lui moglie e al di lei fidanzato. Brian Darling è poi il prete della famiglia, un pastore protestante dal comportamento decisamente agli antipodi di ogni morale religiosa: Brian è infatti arrogante, aggressivo e irascibile, oltre che fedifrago nei confronti della moglie (tanto da avere un figlio illegittimo). I figli più giovani sono due gemelli: Jeremy Darling è il festaiolo della situazione, trascorre le sue giornate nell'ozio e le sue serate nelle feste dei vip. Si accompagna a star della musica e del cinema ed è dedito al poker. Juliet Darling è la classica bionda e oca con pretese di attrice. Il suo nullo talento viene compensato dai quattrini del padre che le "compra" le parti. I riferimenti a
Paris Hilton - dal modo di vestire e di pettinarsi al minuscolo cagnolino che Juliet porta sempre con sé - sono talvolta così espliciti da far pensare quasi a una parodia. Il cast è composto da: Peter Krause (Six Feet Under) nei panni di Nick George; Zoe McLellan (JAG - Avvocati in divisa) nei panni di Lisa, moglie di Nick; Donald Sutherland (Ritorno a Cold Mountain, Orgoglio e pregiudizio, Reign Over Me) nei panni di Tripp Darling; Jill Clayburgh (Una donna tutta sola) nei panni di Laetitia Darling; William Baldwin (Sliver, Il calamaro e la balena) nei panni di Patrick Darling; Natalie Zea (Boys Don't Cry) nei panni di Karen Darling; Glenn Fitzgerald (Il sesto senso) nei panni di Brian Darling; Samaire Armstrong (The O.C.) nei panni di Juliet Darling; Seth Gabel (Law & Order - Unità vittime speciali) nei panni di Jeremy Darling.

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Sondaggio gradimento politici. Napolitano all'82%, cala di 4 punti Berlusconi, salgono Brunetta e Maroni.

Giorgio Napolitano è la personalità che suscita maggiore fiducia negli italiani. Il presidente della Repubblica nel sondaggio di fine luglio della Ipsos ha ottenuto l'82%.

(Il Corriere della Sera) I duri attacchi in piazza di Grillo, Travaglio Co. per aver firmato il Lodo Alfano non hanno condizionato il giudizio degli italiani, che vedono nel capo dello Stato una figura di garanzia: «Napolitano ha ottenuto piena fiducia per il suo ruolo super partes, rassicurante in questo momento di dialogo interrotto tra le forze politiche», spiega Nando Pagnoncelli, Ad della Ipsos. «Negli ultimi dodici mesi — continua — la fiducia in Napolitano è cresciuta di 10 punti e si sta avvicinando ai livelli raggiunti da Ciampi, presidente tra i più amati, alla fine del suo settennato: superò il 90%». Il sondaggio della Ipsos viene aggiornato mensilmente da diversi anni e misura il grado di fiducia nei confronti di 50 personalità del mondo politico- istituzionale e di alcuni esponenti di quello delle imprese. Al secondo posto, ma a distanza, gli intervistati hanno indicato l'ex leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo: è al 57%, in crescita rispetto al 48-49% registrato quando si parlava di un suo possibile ingresso in politica. Stessa percentuale per il presidente della Camera Gianfranco Fini, che «è cresciuto di 5 punti dopo la nomina istituzionale, premiato anche lui dalla funzione super partes » precisa Pagnoncelli, ricordando che «si tratta di un fenomeno simile a quello di Pier Ferdinando Casini, che ebbe un incremento di popolarità dopo l'incarico a Montecitorio». Insomma, le figure di garanzia istituzionale in questo momento sono premiate dagli italiani, che invece hanno tolto consensi a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, scesi dal 56-57% di maggio al 53% il premier, al 52% il leader del Pd: «Luglio è stato un mese turbolento — spiega Pagnoncelli — con le discussioni sul Lodo e la giustizia. Chi sperava nel dialogo, tra gli elettori di Pd e Pdl, ha perso fiducia». Sono in crescita, invece, Giulio Tremonti con il 51% (nel precedente governo Berlusconi si aggirava al 40%), Pierluigi Bersani con il 52% (5 punti in più rispetto a un anno fa quando era ministro), Renato Brunetta e Roberto Maroni al 50% (più 3 e 2 punti rispetto a giugno), dopo gli interventi sulla pubblica amministrazione e in tema di sicurezza

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Il Pd non ha correnti ma canali tv...

Youdem.tv, la televisione, radio, giornale on-line del Parito Democratico.
Inaugurazione il 14 ottobre. Veltroni: "Non è un canale televisivo...ma una struttura aperta".

(Agenzia radicale) La data di inizio delle trasmissioni è il 14 ottobre. In quella data inizieranno attraverso il web, il satellite, i telefonini, i programmi di "Youdem.tv" che negli auspici dei vertici del Partito Democratico dovrebbe essere oltre che una televisione, anche un giornale on-line e una radio che concretizzi quel modello di struttura aperta che come ha detto alla conferenza stampa di presentazione Walter Veltroni "...e punta a coinvolgere i contributi di cittadini e utenti perché il nostro riferimento è il linguaggio dentro la rete e non la vecchia tv".

Fare un "racconto dell'Italia" è l'obiettivo, ha sintetizzato Vincenzo Cerami, della tv democratica - così come ci informa l'agenzia ANSA - che partirà ad un anno dalle primarie che incoronarono Veltroni a leader del Pd. Un anniversario che cadrà in un momento cruciale a livello di vita politica e di impegni e "al quale - ha assicurato il capo dei democratici - dovremo presentarci accelerando quel profilo di innovazione del partito ai primi mesi della sua nascita".

Ovviamente la nascita della Tv del Partito Democratico non ha potuto non sollevare qualche domanda impertinente partendo proprio dal fatto che questa struttura nasce quasi in concomitanza con la tv satellitare dell'Associazione ‘Red" che nasce come è noto da una costola di ‘Italianieuropei' ispirata da Massimo D'Alema.

Logico quindi che ne sono nate valutazioni e insinuazioni che riportano la discussione interna al Pd alla filosofia del vecchio duello sotterraneo tra appunto Veltroni e D'Alema. "Il problema - si sfoga Veltroni, che reagisce con fastidio ad un giornalista che gli chiede appunto questo, - è che voi, prima di noi, siete inchiodati a questa idea dei duellanti. Questa è la tv del partito - scrive ancora l' ANSA - e non dei veltroniani anche perché se ci fossero i veltroniani io non ci apparterrei. E non capisco perché se 'Italianieuropei' o altri fanno iniziative del genere dovremmo impedire che accada".

Fin qui la versione ufficiale. Il resto, come è ovvio, sarà affidato al tempo, che si incaricherà di spiegarci come stanno effettivamente le cose.
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Libri. Quella provincia oscura dell'America.

Romanzi. "Uno strano destino" di Daniel Woodrell con Jason che combatte contro la sua natura gay e contro orde di donne del negozio di parrucchiere in cui lavora, che vorrebbero portarselo a letto.

(Sergio Pent - L'Unità) Torna l’America oscura, appartata e selvatica di Daniel Woodrell. Tornano i suoi personaggi rancorosi, irrisolti e perdenti, incasellati quasi a forza in un angolo di territorio - i monti Ozark, nel Missouri - da cui sembra non riescano a staccarsi, se non con la violenza o la morte. Scrittore di frontiera per eccellenza - in buona, seppur variegata compagnia con McCarthy, Harrison, Burke e in parte Lansdale - Woodrell incarna lo spirito di un’America senza riflettori, dove i destini si vivono alla giornata e la distinzione tra ricchi e disadattati è netta, precisa, l’unica cesura in grado di decidere vittorie e sconfitte.
Disadattato lo è in assoluto Sammy Barlach, che nel corso di un’incursione notturna in una villa deserta della cittadina di West Table conosce i fratelli Merridow, la rossa diciannovenne Jamalee e lo splendido diciassettenne Jason. I Merridew sono anch’essi lì per caso a giocare ai ricchi, fanno parte della feccia del villaggio, vivono in una malconcia baracca di fianco a quella della loro madre Bev, fascinosa quarantenne puttana per mestiere e per indole. I ragazzi vorrebbero lasciare quel buco senza futuro, ma il destino è un gioco al ribasso, e i sogni sono quelli di entrare di notte nelle case dei ricchi o farsi cacciare a pedate dal country club locale. Jason combatte contro la sua natura gay e contro orde di donne del negozio di parrucchiere in cui lavora, che vorrebbero portarselo a letto; Jamalee combatte contro se stessa per diventare diversa da una madre che detesta e ammira in ugual misura.
L’arrivo di Sammy nelle loro vite rappresenta il punto cruciale di un delirio provinciale destinato a sfociare in tragedia dopo l’incursione dei tre ragazzi al country club. E per Sammy - arrivato quasi per caso dall’Arkansas - quella parentesi surreale tra birra e spinelli, il letto accogliente di Bev e l’irrisolta attrazione per Jamalee, diventa davvero il punto d’arrivo di un destino beffardo, impietoso. Ma quasi «naturale», in un mondo dove i diseredati e i reietti sembrano andare incontro con assurda ingenuità alla malasorte. Un Woodrell più introspettivo e psicologico, meno attento al paesaggio e agli odori della natura, ma raccolto con sincera passione attorno al nucleo di figure smarrite, a modo loro inconsistenti, perfettamente dipinte nella loro fragile inutilità.

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Desperate Housewives, ritornano le casalinghe invecchiate. Ne parla il regista gay.

Sul calendario gli americani hanno già segnato in rosso la data del 28 settembre per sintonizzarsi sulla Abc e assistere al seguito del «salto nel futuro» delle «Casalinghe disperate»… «Lei è come mia madre, sa che sono gay, basta non parlarne», ironizza il regista.

(Ilaria M. Linetti - Il Mattino) Los Angeles. La quarta serie è appena terminata sul canale Fox di Sky, lasciando a bocca aperta il pubblico italiano, e già sale la febbre per conoscere le novità della quinta stagione di «Desperate Housewives». Sul calendario gli americani hanno già segnato in rosso la data del 28 settembre per sintonizzarsi sulla Abc e assistere al seguito del «salto nel futuro» delle «Casalinghe disperate»: dopo il presunto addio nell’ultima puntata della quarta serie, Edie (Nicollette Sheridan) tornerà, invece, a Wisteria Lane con un nuovo compagno (Neal McDonough) e sarà al centro di un nuovo mistero. Ma la vera protagonista sarà la fresca new entry Katherine Mayfair (Dana Delany). Nel presentare la quinta serie (forse in onda in Italia su Sky Fox Life Sky in contemporanea con gli Usa), il papà delle casalinghe disperate Marc Cherry le ha volute tutte schierate vicino a sé, compresa Nicollette, il cui ritorno è stato tenuto segreto, o quasi, fino alla fine. «Non racconterò più nulla a nessuna di voi», ha esclamato Cherry rivolgendosi alle protagoniste: «Ogni volta che mi lascio sfuggire qualcosa lo spifferate ai giornalisti». Belle, con tacchi a spillo vertiginosi e abiti aderenti, Marcia Cross, Teri Hatcher, Felicity Huffman, Eva Longoria e Nicollette Sheridan sono incalzate dalle domande dei giornalisti. I cronisti, però, più che alla trama sono interessati al gossip di cui è regina inevitabilmente la sex symbol in miniatura Eva Longoria Parker, che ha festeggiato da poco il primo anniversario di nozze con il marito (il campione di basket della NBA Tony Parker) e sfoggia un taglio di capelli più corto, adatto al nuovo ruolo di mamma-casalinga: «È fantastico, ora impiego solo dieci minuti al trucco invece che due ore. Mi sveglio, e sono pronta per il set». Poi mette a tacere i pettegolezzi su una sua ventilata gravidanza: «La pancia che mi vedrete in tv me l’hanno fatta crescere... i truccatori: ho protesi sulla pancia, sul sedere e sul seno». Per la quinta serie il regista invecchia le casalinghe di cinque anni, facendocele ritrovare inevitabilmente più disperate: «Volevo addirittura un salto di sette anni, ma tutti me l’hanno sconsigliato», racconta Cherry, «terrorizzati dal dover dire alle nostre attrici che volevamo invecchiarle di sette anni». I colpi di scena saranno tanti. Bree (la Cross), ormai famosa grazie ai suoi libri di cucina e passata da celebrità locale a (forse) fenomeno nazionale, tornerà con Orson, come anticipato nel finale della quarta serie: «Lei è come mia madre, sa che sono gay, basta non parlarne», ironizza il regista. Lynette (la Huffman) e Tom saranno alle prese con i figli teenager e con la polizia che segue da vicino le loro imprese da scavezzacolli superviziati. Trasformazione radicale, come già accennato, per la Gabrielle della Longoria, che avrà due bambine da Carlos e dirà addio al fisico da pin-up, mettendo su qualche chilo di troppo e non curandosi del guardaroba. Scopriremo anche i motivi della fine del matrimonio di Susan (la Hatcher) e Mike: la più pasticciona delle casalinghe avrà un nuovo uomo, sebbene «non voglia avere una relazione fissa», assicura Cherry, magari solo per depistare. «La cosa più dura per il mio personaggio», spiega Teri, «è la mancanza della figlia Julie, che va a vivere da sola. Sarà paradossale, ma per me Andrea Bowen, che interpretava quel ruolo, era ormai una persona di famiglia». La crisi del settimo anno, intanto, si profila sulla serie: «Non le ho invecchiate di sette anni», sorride Marc Cherry, «ma posso dire sin d’ora che non continuerò all’infinito a occuparmi di loro. Ho deciso di arrivare alla settima stagione e terminare lì la serie, mi sentirei male se sapessi che la mia creatura finisse nelle mani di qualcun altro».

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"Cover boy", il film di Carmine Amoroso vince l’"Est film festival" di Montefiascone, forse è il momento di riportarlo in sala.

Passato come una meteora nei cinema è la storia di amicizia tra un qurantenne italiano e precario e un ragazzo rumeno.

(Ella Baffoni - L'Unità) Un precario quarantenne, tante porte chiuse in faccia, ma ancora uno sguardo aperto. Un ragazzo romeno, sguardo chiaro e pulito sul mondo, voglia di lavorare e un sogno segreto. Cosa hanno in comune questi due uomini, che si incontrano, convivono, si capiscono? Lo racconta Cover boy, il film di Carmine Amoroso che ha vinto il premio dell’«Est Film Festival» di Montefiascone, in provincia di Viterbo, un festival di cinema d’autore organizzato e gestito per il secondo anno da giovani appassionati di cinema. Il premio per il film in concorso e quello del pubblico. Che è riuscito così a puntare i suoi riflettori su un film passato come una meteora nelle sale italiane – sette copie per tutt’Italia nonostante i successi e i premi all’estero - ma che il passaparola potrebbe rilanciare. Forse anche riportandolo nei cinema. Lo dice il regista, Carmine Amoroso, ritirando il premio: «È la storia di un’amicizia semplice. Avevo l’urgenza di raccontarla, quasi un obbligo morale nella deriva quasi razzista che sta prendendo l’Italia. Non solo verso i romeni ma anche verso i rom, un popolo ingiustamente discriminato che meriterebbe invece il Nobel per la pace. Non ha mai fatto la guerra, non ha mai avuto un esercito».
Ma gli uomini rom, come i giovani romeni o gli albanesi, o i polacchi, percorrono le strade del mondo, cercano la loro strada anche nelle nostre strade, e spesso nemmeno li guardiamo. Quella di Cover boy s’intreccia con l’indifferenza, le piccole crudeltà , gli egoismi di una Roma bella e crudele, incrocia il mondo della moda milanese, ricco e cinico e vuoto; il suo amico rumeno sceglierà la strada del marchettaro perché – ed è vero – «Qui se non hai i soldi sei meno di una cacca di cane». E il quarantenne italiano, (Luca Lionello) in fondo sta davanti alle stesse scelte dei due rumeni: precario per sempre, una vita strappata con i denti, ma un cuore generoso, che gli consente la grazia di un incontro ma poi non lo salva dalla disperazione.
Quando ci si rispecchiamo nello sguardo limpido del giovane Johan, non facciamo una gran figura. Resta il sogno, un sogno ereditato, ma inseguito con tenacia, nonostante tutto. Il sogno e la speranza, l’alba sul delta di un Danubio che dovrebbe essere luogo comune della civiltà d’Europa, di cui ha visto guerre e conflitti. E che ne ha visti anche in anni recenti e quasi dimenticati.
A ricordare la necessità della memoria, ma aggiornata alla deideologizzazione di moda ora, il corto premiato dalla giuria dei giovani studenti della Tuscia. Lo ha girato Pierluigi Ferrandini, Vietato fermarsi è il titolo, incitazione a non ripetere i gesti e i simboli della memoria – anche recente – ma di rispettarne il senso e il significato, rielaborandolo e mantenendolo vivo. Così la falce e martello degli anni 60 disegnata dal nonno sul muro contro una Democrazia cristiana trionfante diventa un «sosta vietata». Perché fermarsi, davvero, ora non si può.
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