(Ansa) La mozione Vendola e' prima al congresso della federazione romana del Prc con il 48% dei voti, contro il 42,7% di quella Ferrero ma la maggioranza dell'assise vota un ordine del giorno con cui boccia la costituente di sinistra.
Questo il risultato dopo tre giorni di lavori aperti dal segretario uscente Massimiliano Smeriglio, che ha lasciato l'incarico di segretario. In seguito alle decisioni prese dalla commissione nazionale su alcuni ricorsi, come informa una nota della federazione, su un totale di 2.395 voti la mozione 1 (Acerbo-Ferrero) raggiunge il 42,7%, la 2 (Vendola) si attesta al 48%, la 3 (Pegolo) al 5%, la 4 (Bellotti) e la 5 (De Cesaris) al 2% circa.
In base alle percentuali raggiunte da ciascuna mozione, sono stati votati e decisi i 25 delegati romani e regionali che andranno al congresso nazionale di Chianciano (24-27 luglio). Tra questi Patrizia Sentinelli, Massimiliano Smeriglio e Luigi Nieri.
E' stato inoltre costituito il Comitato politico federale, formato da 110 eletti. A partire dai prossimi giorni verranno avviate le consultazioni dei nuovi organismi dirigenti per eleggere il nuovo segretario e i membri della segreteria della federazione.
Il voto dopo il congresso di Chianciano. ''La costituente di sinistra di Vendola, sostenuta dal segretario uscente Smeriglio e' stata bocciata dal congresso - ha detto il portavoce della mozione Ferrero, Alessandro Cardulli - l'ordine del giorno conclusivo approvato con 191 voti favorevoli, 187 contrari e 8 astenuti afferma che l'ipotesi politica della costituente non si e' affermata e risulta non maggioritaria''. Nel documento si sottolinea che ''l'ipotesi di superamento del Prc in una nuova formazione della sinistra non ha spazio e possibilita' ne' oggi ne' domani''.
lunedì 14 luglio 2008
Passa la mozione Vendola ma è bocciata la costituente di sinistra.
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14:12:00
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Roma, gaystreet. Il municipio X contro il I. “Vi ospito a Cinecittà”.
(River-blog) Ieri riferivo del probabile rifiuto del presidente del I municipio, Orlando Corsetti, di concedere la pedonalizzazione della Gay Street romana. In serata l’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi - braccio destro del sindaco Gianni Alemanno - era stato possibilista: “Nessuna chiusura culturale verso quella strada. Valuteremo la situazione, anche se le pedonalizzazioni non competono all’assessorato alla Cultura”. Oggi una nuova presa di posizione, da parte di Sandro Medici, presidente del Municipio X, ed esponente della sinistra del Prc. “Quello che mi da particolarmente fastidio, quasi mi indigna è l’atteggiamento del mio collega Corsetti - ha detto poco fa ai microfono di Radio Popolare - Abbiamo perso le elezioni per una serie di ragioni e perseveriamo con questa linea bacchettona e perbenista che chiude la porta e il dialogo alle realtà associative”. “Non scherziamo”, ha continuato, “ci prenderemmo la responsabilità di interrompere un’iniziativa serena e tranquilla? E non il sindaco Alemanno, esponente della destra, ma un presidente eletto dal centrosinistra. Io“, ha concluso Medici, “sarei disponibile a ragionare col movimento omosessuale, ma mi rendo conto che arrivare a Cinecittà non è molto agevole e poi il posto lo hanno già scelto loro”.
Da segnalare anche una piccata presa di posizione della Rosa Arcobaleno, verso l’Arci Gay Roma, che ieri ha diramato il comunicato stampa, senza aver sentito le altre associazioni romane. “Arcigay Roma ha voluto muoversi autonomamente senza interpellare le associazioni glbt e neppure i consiglieri comunali, come ad esempio Gianluca Quadrana, che l’anno scorso hanno reso possibile la prima Gay street a Roma. Una azione politica solitaria come quella di Arcigay è doppiamente lesiva perchè determina una sconfitta per tutti i gay, le lesbiche e i trans di roma, che si trovarenno senza gay street, e continua ad alimentare un clima non collaborativo tra associazioni gay“.
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13:55:00
Etichette: arcigay, estate, locali, partito democratico, polemiche, roma, sindaco, sinistra arcobaleno, soldi
Grecia, una gara di sesso orale nove prostitute arrestate.
(Reuters) Nove donne britanniche sono state accusate di prostituzione dopo essere arrestate nel fine settimana durante una gara di sesso orale nell'isola di Zacinto, secondo quanto ha riferito oggi la polizia.
Sei britannici e sei greci, tra cui due proprietari di un locale - ha detto la polizia - sono stati invece accusati di istigazione ad atti osceni, per quanto accaduto nella spiaggia di Laganas, a sud dell'isola sullo Ionio.
Le donne, in vacanza nella popolare località, sono state pagate per partecipare alla gara, registrata in un video poi immesso su Internet.
Negli ultimi anni, Laganas è diventata una delle spiagge più gettonate per le vacanze dei ventenni ed è nota per i suoi party trasgressivi.
Circa 15 milioni di persone, un terzo dei quali provenienti dalla Gran Bretagna, visitano il paese mediterraneo ogni anno, attirati dalle temperature miti, dalle acque azzurre e dalle spiagge dorate.
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La stampa inglese:
Verona. La protesta gay blindata ma ordinata.
La domenica del secondo centro della provincia «animata» dalla manifestazione contro la discriminazione. Con musica, slogan e attacchi al Comune.
(Morello Pecchioli - L'Arena di Verona) Anche se, alla fine, non è accaduto nulla di quello che si temeva, quella di ieri non è stata una domenica come tutte le altre per Villafranca. La protesta del Circolo Pink contro il divieto dell’amministrazione Faccioli al "Sunday gay pride", la festa dell’orgoglio omosessuale prevista al circolo Arci Kroen in località Parà, nei campi oltre gli impianti sportivi, ha animato il passeggio domenicale dei villafranchesi e dirottato un gran numero di curiosi, attirati dalla musica dei Pink e dallo spiegamento delle forze dell’ordine, in via Garibaldi.
I manifestanti, una quarantina di persone, si sono piazzati davanti all’ex teatro Verdi, stendendo striscioni, poster e cartelloni sui gradini e sulla facciata dell’edificio e sugli antistanti marciapiedi. Sull’altro lato della strada, tra il municipio e il bar Garibaldi, a cavallo dell’incrocio con via Rinaldo, si sono sistemati gli uomini e i mezzi inviati dalla questura per prevenire disordini: 60 uomini tra poliziotti in tenuta antisommossa, carabinieri del battaglione mobile di Mestre, vigili urbani di Villafranca; camionette, pantere, gazzelle.
Il Circolo Pink ha affidato ai manifesti, alla musica diffusa da un impianto stereo alimentato da un generatore di corrente, e alle parole di Giovanni Zardini, presidente del circolo, i motivi della protesta. Appeso alle serrande abbassate del Verdi un grande striscione rosa recitava: «Uccisi dalle barbarie, sepolti dal silenzio. Circolo Pink Verona». Altri erano diretti contro l’amministrazione: «Non ci avete dato la festa ci prendiamo la strada» «Meglio froci che fascisti» «Meglio froci che Faccioli» «Siamo sbarcati a Villafranca grazie a Faccioli» «We love Villafranca». Nessun incidente. Un signore, transitando in macchina davanti al Verdi, ha urlato qualcosa contro i manifestanti che hanno contraccambiato con un «vaffa».
«Che venga proibita una festa è un paradosso», ha sottolineato Zardini, «il circolo Arci Kroen ha organizzato altre feste e non gli è stato detto niente. Solo la nostra è stata negata. Villafranca ha una giunta fascista. Denunciamo la presa di posizione omofoba e razzista dell’amministrazione Faccioli. Avevamo le carte in regola ma abbiamo rinunciato per non mettere nei casini il circolo che ci ospitava, l’Arci Kroen. Ma non potevamo rassegnarci a nasconderci. Ecco perchè abbiamo scelto questa manifestazione di visibilità».
«Ringraziamo il sindaco Faccioli», ha aggiunto Zardini ironicamente, «per la botta di visibilità che ci ha regalato. Guardate che spiegamento di forze dell’ordine: migliaia di euro spesi inutilmente. Se ci lasciavano fare la nostra festa in campagna non sarebbe successo niente. E invece abbiamo dovuto trasferirci qui. È triste pensare che proprio domani (oggi per chi legge) ricorre il 13° anniversario della vergognosa mozione del comune di Verona, sindaco Michela Sironi, che rigettava la risoluzione di Strasburgo che parificava i diritti degli omosessuali a quelli degli etero. Dopo 13 anni siamo ancora costretti a rivendicare i nostri diritti».
Laurella Arietti, vicepresidente trans del Circolo Pink, candidato sindaco alle ultime amministrative di Verona, aggiunge: «Il nostro è un sit-in variopinto e pacifico. Dimostriamo con la musica, i balli e i discorsi che non vogliamo mollare nè scomparire. La presa di posizione della Fiamma Tricolore che ha cercato di farci passare per gente pericolosa, era falsa. Alla festa era prevista la partecipazione di tre-quattrocento persone: omo, etero, trans. Il nostro è un circolo molto traversale».
Pochi metri più in là. seduto a un tavolino esterno del bar Brasil, il sindaco Faccioli è insieme all’assessore Riccardo Maraia. «La decisione di proibire la festa al circolo Arci Kroen è stata presa dalla giunta all’unanimità. Perchè? Questioni urbanistiche: quell’area è agricola, c’è una casa dove si è fatto un circolo privato in attesa di condono. Non sono previste manifestazioni pubbliche. In luglio erano in programma tre feste, due sono state fatte, una si farà. Questa non era in programma. L’Arci è riservato a soci, questi non lo sono. E non è vero che abbiamo minacciato il proprietario. Sì, lo so che in passato quando c’era il circolo Adrian, l’area fu concessa per feste di estrema destra, ma io non c’entro con quel passato. Sono il sindaco di adesso, rispetto le regole e le faccio rispettare. E mi dispiace che questo rispetto sia stato strumentalizzato».
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Gaystreet. A Roma tanto per cambiare Arcigay difende i propri interessi.
Concia: "non si sente il bisogno di nuovi passi indietro sul piano culturale e sociale".
(Il Corriere della Sera, edizione di Roma) Protesta dell'Arcigay per il «no» del presidente del I Municipio Orlando Corsetti (Pd, ex Margherita) che ha detto di non voler concedere l'autorizzazione per la «Gay Street», tratto di via San Giovanni in Laterano meta di ritrovo da anni della comunità gay. Il «no», in sintesi un «no» alla pedonalizzazione parziale durante le sere estive, arriva dopo che per anni il progetto era stato sostenuto da giunta Veltroni e municipio.
Per il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo «così si torna indietro di anni rispetto a tutte le capitali europee. Rue Sainte Croix de la Bretonnerie a Parigi e Old Compton Street a Londra sono tutelate dalle amministrazioni». Arcigay ha anche annunciato che ricorrerà allo strumento (consultivo) del referendum popolare in municipio. Il «no» di Corsetti ha suscitato critiche anche da parte della collega parlamentare Paola Concia: «Il Pd è diverso dal Pdl anche per il tipo di società che noi vogliamo costruire. O sbaglio?». Per l'assessore capitolino alla Cultura Croppi, che in Comune si occupa delle relazioni con la comunità gay, «la questione non è di competenza del mio assessorato. Ma cercherò di capire meglio l'intera vicenda. Nessuna opposizione culturale comunque».
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Un referendum per la gay street.
(Laura Mari - La Repubblica, edizione di Roma) «Riteniamo assurde - fa sapere il presidente dell´Arcigay di Roma Fabrizio Marrazzo - le accuse di Corsetti, secondo cui la Gay street sarebbe solo un modo per incrementare il business dei locali. La pedonalizzazione - prosegue Marrazzo - è un atto simbolico per dare visibilità al luogo di ritrovo della comunità omosessuale romana». E mentre l´Arcigay annuncia che avvierà una petizione nel caso in cui non venga permessa l´inaugurazione della Gay street, l´assessore alla Cultura Umberto Croppi fa sapere che oggi «esaminerà la questione, ma non è un problema culturale, perché la questione riguarda piuttosto la viabilità della zona». Il presidente del Comitato Celio, Fabio Nicolucci, sottolinea infatti che da tempo «i residenti lamentano il caos notturno provocato dalla pedonalizzazione di via San Giovanni in Laterano».
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Ndr. Ecco l'ennesima lite tra le organizzazioni gay romane perchè di questo si tratta anche se non viene esplicitato. A Roma è in funzione il Gay village organizzato dal gruppo che fa riferimento a Imma Battaglia per cui le parole di Fabrizio Marrazzo (...) " atto simbolico per dare visibilità al luogo di ritrovo della comunità omosessuale romana".(...) sono quanto mai inutili e fuori luogo. La richiesta di pedonalizzazione avanzata dal Marrazzo per dar modo per incrementare il business dei locali è talmente evidente che non merita nessuna riga in più di queste. La politica delle clientele gay portata avanti dalla giunta Veltroni ha subito una battuta d'arresto. Ancora una volta l'on.le Concia non coglie l'occasione per tacere ed evitare un'ulteriore brutta figura. L'alto tasso di gelosie e litigiosità all'interno delle associazioni gay romane stanno facendo il gioco della destra che per non scontentare nessuno, in futuro non accontenterà nessuno, evitando di patrocinare o finanziare qualsisi iniziativa promossa dai gay romani. Francamente, se fossimo al posto dell'amministrazione comunale, faremmo altrettanto. (Aspis)
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13:18:00
Etichette: arcigay, fabrizio marrazzo, omosessualità, roma
La Concia dice la sua sulla gaystreet romana.
Si trasmette la dichiarazione dell'On. Anna Paola Concia, (nella foto con Fabrizio Marrazzo, Presidente Arcigay Roma) deputata PD, sul mancato rinnovo "GayStreet" a Roma.
Invito Corsetti a riflettere sulle conseguenze (devastanti?) che la sua decisione avrà su Roma e sulle capacità di questa d’essere “città aperta” ed inclusiva, al pari delle grandi capitali europee.
È quanto afferma Anna Paola Concia, deputata PD, sul mancato rinnovo della pedonalizzazione della ormai notissima “gay street” vicino al Colosseo, a Roma da parte del presidente del Primo Municipio dell’Urbe.
Davvero, dice Concia, non si sente il bisogno di nuovi passi indietro sul piano culturale e sociale, nel nostro paese.
Il Partito Democratico è contro tutte le discriminazioni e vuole una società inclusiva: il nostro Partito è diverso dal PDL anche per il tipo di società che noi vogliamo costruire. O sbaglio, conclude Concia?
on. Anna Paola Concia, deputata PD
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13:12:00
Etichette: arcigay, estate, locali, omosessualità, paola concia, roma, soldi







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