banda http://blografando.splinder.com

venerdì 11 luglio 2008

El Pais. Il Parlamento Europeo condanna Berlusconi per il piano di schedatura dei rom in Italia.

(Andreu Missé – El Pais via Italia dall'Estero) Il Parlamento Europeo ha finalmente reagito alla gravità della deriva che sta prendendo la politica d’immigrazione nella UE. L’Europarlamento ha approvato ieri una risoluzione contro la politica razzista e xenofoba del Governo italiano di Silvio Berlusconi per l’iniziativa di schedare con le impronte digitali gli immigrati di origini rom e sinti, inclusi i minori.

La risoluzione, presentata dal gruppo Socialista, Liberale, Verde e dalla Sinistra Unitaria, ha ottenuto l’appoggio di soli 336 voti. Il Partito Popolare Europeo (PPE) e l’estrema destra hanno votato contro (220) o si sono astenuti (77).

L’iniziativa parlamentare afferma che la raccolta di impronte digitali è “un atto discriminatorio diretto basato sulla razza e l’origine etnica, proibito dall’articolo 14 del Convengo Europeo per la Protezione dei Diritti Umani e dalle Libertà Fondamentali”. Aggiunge che “si tratta di un atto discriminatorio tra cittadini dell’UE di origine rom o nomade e altri cittadini”. Inoltre, si esige dalle autorità italiane che non utilizzino le impronte già raccolte. L’Eurodeputato socialista Javier Moreno ha detto che “la discriminazione del popolo rom non trova spazio nell’UE”. E ha precisato: “Il nostro obiettivo dev’essere quello di integrare la popolazione rom, non di perseguitarla, garantendo il suo accesso all’educazione, alla casa e all’assistenza sanitaria”.

Sphere: Related Content

Anglicani. Vescovo Sydney: no preti gay e donne vescovo.

(Apcom) Siamo contrari alle donne vescovi ed è inaccettabile che omosessuali praticanti diventino preti": è netta la posizione del vescovo anglicano di Sydney, il reverendo Robert Forsyth, che proprio la prossima settimana incontrerà Papa Benedetto XVI, in occasione della sua visita in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventù.

"Qui a Sydney non ci sono donne preti o vescovi, e siamo totalmente contrari. Così come diciamo no agli omosessuali dichiarati. È inaccettabile - dice in una intervista ad Apcom - che omosessuali praticanti diventino preti". Il reverendo Forsyth è appena tornato da una conferenza che si è svolta a Gerusalemme intitolata 'Global Anglican Future Conference', un convegno organizzato da oltre 280 vescovi per protestare contro la presenza, alla "Lambeth Conference", di presuli liberali americani favorevoli alle ordinazioni e alle unioni gay.

"Noi boicottiamo la Lambeth Conference - prosegue Forsyth - proprio per la questione degli omosessuali. Alcuni membri della Chiesa anglicana ammettono preti omosessuali che praticano, ma questo per noi è contro Cristo. È immorale, è contro ciò che vuole Cristo".

Proprio in questi giorni stanno arrivando in Inghilterra molti dei vescovi anglicani che dal 16 al 31 luglio parteciperanno alla 'Lambeth Conference', la riunione di tutti i primati anglicani del mondo che si svolge ogni 10 anni a Canterbury, sede storica dell'arcivescovo di Canterbury. La Conferenza si svolge quest'anno in un clima estremamente delicato e a una settimana dalla decisione presa dal Sinodo Generale della Chiesa di Inghilterra di avviare l'iter per ammettere all'episcopato le donne

Sphere: Related Content

Anglicani. Gay e donne, due crisi diverse, il ruolo del Vaticano,

(Asca) La Conferenza di Lambeth, il decennale incontro plenario di tutti i vescovi della Comunione Anglicana, in programma dal 16 al 31 luglio prossimi, non poteva cadere in un momento piu' difficile e cruciale per il futuro di quella che e' la seconda Chiesa cristiana (dopo la cattolica) piu' numerosa al mondo, con circa 75 milioni di fedeli. Saranno numerose centinaia i vescovi che non risponderanno all'invito dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, leader morale e spirituale dell'anglicanesimo mondiale, anche se privo di poteri effettivi, che convoca la Conferenza. In disaccordo con la decisione, presa negli ultimi anni, dalle chiese anglicane di Canada e Stati uniti di ammettere vescovi dichiaratamente gay e benedire le unioni omosessuali, circa 300 vescovi dissidenti si sono ritrovati per una Conferenza ''parallela'' a Gerusalemme dal 23 al 29 giugno.

In quest'atmosfera di scisma imminente e' arrivata la notizia del voto del Sinodo Generale della Chiesa anglicana di Inghilterra, la scorsa settimana, di avviare l'iter per ammettere all'episcopato le donne, da oltre un decennio gia' ammesse al sacerdozio. Si tratta di un passo che rischia di influire negativamente soprattutto sul dialogo ecumenico tra anglicani e cattolici: se infatti le donne-vescovo sono gia' una realta' consolidata e non controversa in molte Chiese anglicane (a cominciare da quella statunitense, presieduta dal reverendo Katharine Schori), il voto del Sinodo inglese e' simbolicamente significativo perche' la Chiesa d'Inghilterra, guidata dall'arcivescovo di Canterbury, e' la Chiesa-madre di tutto l'anglicanesimo.

Inoltre, la consacrazione di donne vescovo provochera' probabilmente un esodo di decine o centinaia di pastori anglicani verso il cattolicesimo, come gia' avvenne nel '92 con l'ordinazione delle donne-prete. A guidare l'ondata dei transfughi potrebbe essere il vescovo anglicani di Ebbsfleet, il reverendo Andrew Burnham, che ha chiesto dalle colonne del giornale cattolico conservatore britannico Catholic Herald un ''gesto magnanimo'' da parte della gerarchia cattolica inglese nei confronti di chi volesse tornare nel seno di Roma.

Di fronte a questi sommovimenti, molti anglicani ora aspettano con ansia di capire quale sara' l'atteggiamento tenuto dal Vaticano. ''E' impossibile sapere ora cosa fara' Roma'', spiega il reverendo William Franklin, vicedirettore della American Academy di Roma. ''In ambienti cattolici, e anche sull'Osservatore Romano, si tende a confondere le due questioni, quella dell'ordinazione delle donne e quella del ruolo degli omosessuali nella Chiesa. Ma si tratta di due questioni separate''.

Sul piano mondiale, molto dipendera' dal clima che si instaurera' alla Conferenza di Lambeth e in particolare dal consenso che raccogliera' una proposta per tenere unite a livello mondiale le Chiese anglicane nota con il nome di Anglican Covenant. ''Teologicamente - spiega Franklin -, deve molto al percorso di avvicinamento tra Chiesa cattolica e anglicanesimo. Se il Covenant raccogliesse un vasto sostegno da parte di vescovi e Chiese nazionali, il rapporto con il Vaticano ne risulterebbe sicuramente migliorato''.

Le cose, pero', potrebbero anche andare diversamente. Di norma, di fronte alle divisioni interne all'anglicanesimo mondiale, la Santa Sede, pur criticando gli ''errori' teologici, ha sempre adottato un approccio prudente affermando di non voler interferire in questioni interne di un'altra Chiesa. C'e' pero' il precedente della Chiesa episcopaliana statunitense: in occasione delle sue divisioni interne, il card. Ratzinger scrisse una inusuale lettera di solidarieta' ai tradizionalisti.

E negli Stati Uniti e' in vigore una speciale misura canonica che permette il passaggio degli anglicani al cattolicesimo ''in blocco', anche per intere parrocchie. Molti tradizionalisti inglesi, sia cattolici che anglicani, sperano in un'estensione di questa misura anche all'Inghilterra. Ma sarebbe un provvedimento, secondo Franklin, che avrebbe effetti ''devastanti'' per l'intero anglicanesimo. ''Niente verra' deciso prima della Conferenza di Lambeth'', aggiunge.

Ma dopo la sua conclusione, il futuro dell'anglicanesimo dipendera' in misura significativa anche dal Vaticano.

Sphere: Related Content

Sì, caro, stanotte ancora: Addio coppie in bianco...

sesso
(Foto di Ellen von Unwerth)

(Antonella Piperno - Panorama) Segnare il sesso in agenda, come un deprimente appuntamento dal dentista, spingerebbe chiunque a infilarsi sotto le lenzuola con un buon sonnifero per dimenticare il partner, però, non certo con la voglia di acrobazie erotiche. Ma gli americani sono avvezzi alle americanate e non deve stupire l’esperimento di due coppie, Charla e Brad Muller, autori del libro 365 nights, e Annie e Douglas Brown, che hanno appena dato alle stampe Just do it. Per rinfrescare il loro avvizzito ménage coniugale si sono imposti di fare l’amore tutte le sere per 1 anno, magnificando i risultati nei due libri. Sebbene i Brown abbiano gettato esausti la spugna al centesimo giorno, quando, nonostante un attacco di vertigini di lui, la moglie pretendeva comunque l’amplesso, giurano che la loro intimità sia rifiorita.
Liquidare l’esperimento con una risata sarebbe troppo facile. C’è poco da scherzare, le due coppie americane rappresentano un vasto universo di inappetenti in cerca di stimoli. Protagonisti di pellegrinaggi dai sessuologi, di passaparola tra amiche, di spese nei negozi di intimo e di affannose ricerche di pozioni magiche.
Non tanto il Viagra, che può risolvere problemi di erezione ma non agisce sul desiderio, quanto erbe africane, tipo lo yohimbe, raccomandato per la libido in Riaccendi il desiderio (Sperling & Kupfer) dai due autori, il ginecologo Andrew Goldstein e la psicologa Marianne Brandon, del Sexual wellness center del Maryland. La testimonianza di una paziente è quasi uno spot: “Beviamo ogni sera la tisana, è come se mi andasse in fiamme la vagina e mio marito fa l’amore come se avesse 15 anni in meno”.
Per fortuna anche tra le 40 coppie su 100 che, volendo dar credito a una recente ricerca di Mente & cervello, si astengono, e fra i tanti maschi il cui calo del desiderio (Rapporto 2008 sugli italiani a letto) è triplicato rispetto a 3 anni fa, non tutti si siano arresi alla pace dei sensi. Provocata, secondo una tesi, da stress e iperbombardamento di stimoli erotici.
A fronte degli 800 italiani iscritti al forum della castità Aven (Asexuality visibility and education network), la maggioranza delle coppie in crisi cerca di ritrovare l’appetito. “Le più preoccupate sono le donne, abituate ai loro ‘mal di testa’ ma oggi spiazzate da quelli dei mariti. Sono loro a trascinarli per un consulto implorando la prescrizione del Viagra” racconta Chiara Simonelli, vicepresidente della Federazione europea di sessuologia.
Arrivano dopo averle provate tutte, indossano baby doll, mandano i figli dai nonni per una cenetta a due… Simonelli consiglia “di uscire dall’ansia di dover sedurre. Perché il potere è nelle mani del non desiderante”. Franco Califano, maître à penser del genere con il suo Kalisutra (Castelvecchi), la pensa diversamente: il disinteresse maschile si deve alla rinuncia a gonne e calze autoreggenti a favore dei jeans. “Poggiare la mano su una coscia nuda ha tutt’altro effetto sulla libido che accarezzare una stoffa ruvida”.
Più che il reggicalze (”va bene, purché non diventi un travestimento) la sessuologa Marinella Cozzolino invita a ripristinare l’atmosfera giocosa: “Una donna che accoglie l’uomo a casa lamentandosi per la lavatrice rotta ha un effetto deprimente, così come il marito che le rovescia addosso le frustrazioni da ufficio”. Consiglia quindi “di scappare un giorno dal lavoro e andarsene al mare, o anche di fumarsi di nascosto insieme una sigaretta, interrompendo l’astinenza salutista: da complici”.
È un po’ il metodo di Simona Izzo e Ricky Tognazzi, sposati da 14 anni, insieme da 24: “All’inizio del nostro rapporto tenevo il conto dei nostri incontri sessuali, adesso la passione si è trasformata, lui non mi salta addosso urlando ‘ti voglio’ e io non gli dico certo ’sei il mio Tarzan’” scherza lei. Li stuzzica invece una giornata insieme a leggere, oppure una cena preparata da Tognazzi (”a rendere più afrodisiaca la bruschetta alla bottarga è il fatto che lui la prepari solo per me”).
Complicità cara anche a Michelangelo Tortalla, sessuologo del Progetto Amos, associazione cattolica di volontariato: ai fedeli inappetenti consiglia le cosiddette mansioni, esercizi per recuperare la tenerezza, con carezze sparse.
Per chi preferisce invece andare dritto alla meta non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal “dirty talking” (il dirsi porcherie a letto), consigliato da Valeria Marini nel suo nuovo Lezioni intime (Cairo editore), a coadiuvanti come il rabbit pearl, vibratore a forma di coniglietto magnificato in Sex and the city e illustrato da Sesso a test di Silvia Bencivelli (Apha test). Fino al “gioco della prostituta”, con gli euro per la prestazione sul comodino, raccomandato dalla sessuologa spagnola (ed ex escort di lusso) Valerie Tasso nel suo Antimanual del sexo, esaurito in Spagna e in arrivo in Italia a novembre.
C’è chi si spinge oltre, verso i corsi di Bdsm (bondage, disciplina, sadismo e masochismo) organizzati a Roma con kit per esercitarsi a casa. Ha tratto molti vantaggi dal sadomaso la signora che firmandosi “concubina di mio marito” solleva il tono del capitolo “Sesso lesso”, dedicato all’eros matrimoniale, nel libro di Massimo Gramellini Cuori allo specchio (Longanesi): racconta di essere rinata quando il marito le ha regalato un paio di stivaloni alti, reggicalze e manette.
Non sono da scartare, però, le maratone del sesso, esasperazioni americane, puntualizza il sessuologo Emanuele Jannini, di un esperimento messo in atto dieci anni fa dal suo gruppo dell’università dell’Aquila e pubblicato dal New Scientist: “Due rapporti alla settimana scatenano la produzione di testosterone. È un meccanismo psicoendocrino, l’attività stimola il desiderio”.
Strategia antitetica rispetto alla “focalizzazione sensoriale”, adottata dai sessuologi di opposta scuola: sesso vietato per un mese a favore di cenette romantiche e carezze in zone neutre.
Chissà chi ha ragione. Ma forse bisogna prenderla con più filosofia, come la stilista Luisa Beccaria che, sposata da 25 anni con il nobiluomo siciliano Lucio Bonaccorsi, dice “che il desiderio va e viene come un’onda”. Bisogna sedersi sulla spiaggia e aspettare quella giusta.

Sphere: Related Content

In Francia la destra di Sarkozy scheda i giovani gay e sieropositivi.

(Queerblog) Si chiama Edvige, ma non è un’attrice o una modella. Non è neppure l’ultima fiamma del presidente della République Nicolas Sarkozy (che pure ci ha abituato ad avventure galanti da prima pagina). È un acronimo che designa il nuovo software della polizia francese con cui saranno schedati anche i minorenni (a partire dai 13 anni) considerati pericolosi per l’ordine pubblico: di loro si potranno registrare e conservare anche informazioni sull’orientamento sessuale e sullo stato di salute.

Gay e sieropositivi, quindi, anche se 13enni rischiano di finire schedati negli archivi del ministero dell’Interno francese, nonostante il parere negativo della Cnil, l’autorità transalpina per la protezione dei dati personali. Fra i primi a lanciare l’allarme il mensile gay Tetu, che diffonde le proteste delle associazioni lgbt e dei sindacati.

Con quest’atto Sarkozy conferma - secondo i suoi detrattori - le proprie aspirazioni da piccolo duce e il disprezzo per i diritti dei cittadini e in particolare delle minoranze. Raccogliendo i dati sulla vita sessuale delle persone, compresi i minori, si criminalizza di fattto l’omosessualità, considerandola un fattore di rischio per l’ordine pubblico. Un passo inaccettabile e che non rimarrà senza risposta in un paese - la Francia - abitato da cittadini, abituati a conoscere rivendicare e difendere i propri diritti.

Sphere: Related Content

Il sostituto Pm Ingroia: "Di boss mafiosi e gay ce ne sono eccome".


---
Antonio Ingroia, sostituto procuratore della Dda di Palermo, risponde alle domande di Klaus Davi per "Klauscondicio", una trasmissione in onda su "You tube".

E la polemica è assicurata. Il magistrato critica il silenzio della Chiesa nella lotta alla mafia, il disimpegno del servizio pubblico e parla di boss omosessuali e della Confindustria.

Matteo Messina Denaro
"In questo momento è l'unico leader mafioso in Italia ed è anche il più difficile da prendere perché vive in un territorio, come quello trapanese, in cui gran parte della società é schierata con la mafia".

La chiesa
"Nella sua lotta alla mafia è troppo in silenzio, sta troppo zitta, da parte sua ci vorrebbe una maggiore assunzione di responsabilità. Non è solo la Chiesa ad essere silente, ma sono anche un po' tutte le istituzioni. In realta' solo un 30% della Chiesa siciliana è protagonista e attiva nella lotta alla mafia - aggiunge -. Il resto non è impegnato troppo passionalmente, e noi abbiamo bisogno di passione, di assunzione di responsabilità e di modelli".
"Abbiamo nostalgia e il rimpianto di prese di posizione come quelle di Papa Giovanni Paolo II. Abbiamo bisogno di preti coraggio come padre Puglisi. Abbiamo bisogno di quel tipo d'interventi perché abbiamo avuto tracce e certezze che quella presa di posizione del Papa polacco, così forte ed energica fece breccia nei giovani e perfino nei mafiosi".

La televisione pubblica
"La Rai non ha fatto quasi nulla o pochissimo, anche in questi due anni, nella lotta alla mafia. Al contrario, da qualche fiction tv, sono emersi alcuni messaggi equivoci, addirittura controproducenti per la lotta contro la criminalità. Colpisce per esempio che la serie Soprano in Italia sia stata di fatto oscurata. E' una serie che deride la mafia, non la celebra".

Boss gay
"Di boss mafiosi e gay ce ne sono eccome, ma si nascondono e non escono allo scoperto. Sono ben lontani dal fare outing. Questi boss mafiosi omosessuali non si sono mai dichiarati per un semplice motivo: hanno paura di essere estromessi dall'organizzazione. Se l'essere gay costituisce ancora un tabù per la società italiana, figuriamoci in una società arcaica come quella mafiosa. Perciò questi boss vivono la loro omosessualità clandestinamente e con paura perché, se scoperti, rischiano di essere estromessi. Diverso il discorso per i mafiosi americani. Nelle nuove generazioni, più aperte, come la mafia italo-americana, c'è una maggiore tolleranza verso l'omosessualità; e quindi ci sono anche boss gay più palesi".

Confindustria
"Spero che il presidente di Confindustria continuerà la battaglia alla mafia portata avanti da Montezemolo. Devo ammettere, però, che non abbiamo avuto segnali tangibili e incisivi. Bisogna sostenere gli imprenditori, ci deve essere una presa di posizione di Confindustria, in questo momento sarebbe di grande significato".

Le banche
"Non ci sono dubbi: un terzo del giro di soldi amministrato dalle banche in Italia ha una provenienza criminale, diretta o indiretta. Con questo non voglio assolutamente dire che le banche sono controllate dalla mafia, ma che amministrano questi soldi sicuramente sì". Da questo punto di vista è bene che l'Abi cominci a mettersi in fila dicendo: noi siamo consapevoli che al nostro interno ci sono delle collusioni, dei silenzi e delle coperture. Mettiamoci attorno a un tavolo, con magistrati, operatori ed esperti di anti-riciclaggio e troviamo gli strumenti per frenare il riciclaggio. Temo che su questo ci sia un eccesso di cautela".

41-bis (carcere duro per i mafiosi)
"Oggi per i boss è potenzialmente possibile commissionare omicidi e stragi, come può avvenire attraverso l'ora d'aria in comune, che si può svolgere con altri capimafia. Con un 41bis allentato può accadere che si incontrino 4-5 boss nel cortile, consentendo di fatto la ricostituzione di cupole in carcere".

Terrorismo islamico e mafia
"Fino ad oggi tra mafia ed estremismo islamico non c'è stata alcuna sovrapposizione. Ma nel flusso di immigrazione clandestino, a volte, si sono trovati soggetti facenti parte del terrorismo che utilizzano la Sicilia come terra di passaggio. Questo traffico era gestito da organizzazioni criminali miste, costituite sia da stranieri sia da italiani, ma non abbiamo un riscontro che siano mafiosi. In pratica, c'è un potenziale rischio di contaminazione fra terrorismo islamico e mafia, che però non è stata ancora messa in atto".
---

Sphere: Related Content