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giovedì 4 ottobre 2007

Lei cambia sesso coppia chiede divorzio immediato.

Lui, lei, l’altro. Un «triangolo» che ha messo in crisi la coppia.
E fin qui, niente di strano. Più strano forse, che l’altro - in realtà - sia lei dopo un’operazione chirurgica per il cambio del sesso. Una pratica che ha consentito ai due di chiedere il divorzio immediato, previsto dalla legge solo in casi eccezionali.

Protagonisti della vicenda un cubano di 33 anni e un’italiana di 34, sposi dal ’96. L’uomo, l’anno successivo, ottiene la cittadinaza italiana. Poco dopo, la moglie decide di cambiare sesso.
Nel 2004, la donna ottiene dal tribunale civile la rettifica dei caratteri sessuali biologici, certificato necessario per poter essere sottoposta all’operazione. Nel giugno dell’anno successivo arriva anche la sentenza che rettifica lo stato civile. Lei è diventata un lui. Il prossimo 28 novembre, i giudici della IX sezione civile si pronunceranno sulla richiesta di divorzio.






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Il Papa: "La Chiesa non mira a vantaggi economici e potere"

Il messaggio di Ratzinger al nuovo ambasciatore d'Italia presso il Vaticano.
"La Chiesa non è un agente politico, ma ha interesse al bene della comunità politica".
Nessun accenno diretto alle polemiche delle ultime settimane. "Il vincolo di collaborazione fra Santa Sede e Italia è stretto".

"La Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o vantaggi economici e sociali". Così Benedetto XVI nel messaggio al nuovo ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, che questa mattina ha presentato le sue credenziali al Papa. Parole, quelle del Papa, pronunciate a un mese dalla querelle innescata dalla decisione della Commissione Ue, di chiedere al governo italiano chiarimenti sul regime fiscale della Chiesa. Da Ratzinger anche un richiamo al Concordato, quando afferma che "la Chiesa cattolica chiede di essere considerata per la sua specifica natura e di poter svolgere liberamente la sua peculiare missione per il bene non solo dei propri fedeli, ma di tutti gli italiani". E alle "grandi sfide" che "caratterizzano l'età postmoderna", fra cui "la difesa della vita umana in ogni sua fase".

"La Chiesa non è un agente politico"
. Benedetto XVI cita il suo intervento al Convegno ecclesiale, che si è svolto a Verona nell'ottobre del 2006, e usa le identiche parole di allora per ribadire che "la Chiesa non è, e non intende essere un agente politico", ma "nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico".
"Riaffermare indipendenza di Stato e Chiesa". Il Pontefice sottolinea il principio secondo cui "la comunità politica e la Chiesa sono indipendenti", principio "autorevolmente presentato anche dalla Costituzione della Repubblica italiana", e nel quale "vengono riaffermate sia l'indipendenza e la sovranità dello Stato e della Chiesa, sia la reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e del bene dell'intera comunità nazionale". Nel perseguire tale obiettivo, aggiunge il Papa, "la Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o aspira a posizioni di vantaggio economico o sociale. Suo solo scopo è servire l'uomo, ispirandosi alle parole e all'esempio di Gesù".

"L'Italia difenda la vita". Il Papa non fa alcun cenno diretto agli attacchi subìti nelle ultime settimane dal fronte politico e da quello giornalistico, e anzi definisce "stretti" i "vincoli di cooperazione" che "caratterizzano i rapporti" tra la Santa Sede e l'Italia. Infine, formula l'auspicio che il Paese sappia "custodire gelosamente l'eredità culturale e spirituale che lo contraddistingue, e che fa parte integrante della sua storia". La fedeltà alle proprie radici, aggiunge, "sia ancor più stimolo a affrontare in modo adeguato le grandi sfide che contarassegnano l'età post-moderna: tra queste mi limito a citare la difesa della vita umana in ogni sua fase, la tutela dei diritti della persona e della famiglia, la costruzione di un mondo solidale, il rispetto del creato, il dialogo interculturale e interreligioso".

"Sì al progresso, ma con valori umani e cristiani". L'Italia deve continuare "sulla via dell'autentico progresso", ma sempre "promuovendo i valori umani e cristiani", che costituiscono "un irrinunciabile patrimonio ideale e che hanno dato vita alla sua cultura e alla sua storia civile e religiosa".






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Il Consiglio d'Europa censura il Patriarca Ortodosso.

Iniziativa di Giampaolo Silvestri, il religioso aveva detto che l'omosessualità è una "malattia".

Strasburgo, 4 ott. - I commenti del Patriarca della Chiesa ortodossa russa Alessio II contro i gay di fronte all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa non sono passati incensurati.

Dopo il suo discorso di martedì a Strasburgo, in cui ha decritto l'omosessualità come una "malattia", una petizione di censura promossa dal senatore italiano Gianpaolo Silvestri (Verdi) ha invitato il leader religioso a "rispettare, piuttosto che negare, i diritti fondamentali delle minoranze religiose".
Nella petizione, sottoscritta da circa 40 deputati, tra cui l'ex vicepremier britannico John Prescott e l'onorevole di Forza Italia Dario Rivolta, si sottolinea che il dialogo tra le culture e le religioni deve essere basato sul rispetto reciproco e la tolleranza.

"Esortiamo il Patriarca Alessio II ad evitare un linguaggio che incita all'intolleranza e a rispettare, piuttosto che negare, i diritti fondamentali delle minoranze religiose", si legge nella petizione, in cui si ricorda che già in passato Alessio II ha condannato l'omosessualità e ha appoggiato la decisione delle autorità di vietare il Gay Pride a Mosca.

Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione pan-europea che promuove il rispetto dei diritti umani e che non ha nulla a che fare con le istituzioni europee.
L'Assemblea parlamentare è composta dai deputati nazionali dei 47 Stati membri; l'Italia è rappresentata da 18 membri permanenti, tra cui figurano i nomi di Silvio Berlusconi, Piero Fassino, Lorenzo Cesa, Roberto Maroni, Marcello Dell'Utri, e da 18 sostituti.






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Campagna shock - Aids (SIDACTION 2007).

(Segnalato da Mitch-72.blogspot) Il 1 dicembre è la giornata SIDACTION.
(In francia si dice Sida) Giornata francese dedicata agli aiuti per la ricerca e la cura.
Ecco qui lo spot, molto crudo della giornata. Uno spot che fa riflettere.







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Il Vaticano è moroso.

Lo Stato della Città del Vaticano è moroso nei confronti di Acea s.p.a. per quanto riguarda le tariffe di smaltimento delle acque di scarico.
I cittadini romani e gli azionisti di Acea quindi pagano di tasca propria la depurazione delle fogne del Vaticano.
E non si tratta di fogne da poco. Il caso diplomatico internazionale non è ancora stato risolto. E tutti ne parlano con grandissima cautela. Anzi nessuno ne parla.






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Chiuse le indagini sul gruppo naziskin. Pronti 24 avvisi di garanzia.

La Pm ha notificato l'avviso di fine indagine agli indagati. Ad alcuni membri del gruppo e' addebitata una serie di atti intimidatori e aggressioni tra Bologna e provincia a partire dal 2003.
Nel mirino extracomunitari, omosessuali ed ebrei.


(Il Resto del Carlino) Ventiquattro sui 28 indagati riceveranno nei prossimi giorni dalla Procura di Bologna gli avvisi di garanzia per l'inchiesta sul gruppo di naziskin accusato di aver messo in piedi un'associazione ispirata all'ideologia nazifascista e finalizzata all'incitamento all'odio razziale. La Pm del capoluogo emiliano, Morena Plazzi, ha notificato l'avviso di fine indagine agli indagati. Per quattro di loro e' stata invece chiesta l'archiviazione.

Lo scorso tre agosto, in un'operazione congiunta di polizia e carabinieri di Bologna, erano finiti in carcere, e lo sono tuttora, Alessandro Carapezzi, 34 anni, di Sasso Marconi (considerato il leader del gruppo) e Alessandro Limido, ventottenne di Varese. Gli arresti domiciliari erano invece scattati per Fabio Carlini, 33 anni, di Mirabello (Ferrara).

Secondo l'inchiesta della Procura, i tre sono i promotori di un'associazione che aveva lo scopo di pianificare e commettere reati o semplici contravvenzioni determinati da motivazioni di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Nel corso dell'inchiesta, che ha potuto contare su intercettazioni telefoniche e perquisizioni, il magistrato ha modificato il capo d'imputazione di Fabio Bolognini, 27 anni, di San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese, ritagliando anche per lui un ruolo di primo piano nell'organizzazione. Secondo l'accusa, era colui che teneva i contatti con gruppi d'ispirazione nazista, europei ed extraeuropei, per raccogliere fondi attraverso concerti e propagandare teorie sulla purezza della razza. Un'attivita' che avrebbe trovato ampi consensi in Germania dove Bolognini era in collegamento con un giovane naziskin accusato di tentato omicidio. Tutti gli indagati, chi come promotore chi come semplice partecipante, devono rispondere sia di associazione per delinquere semplice, sia di quella finalizzata ad incitare violenza e discriminazione, secondo quanto previsto dalle 'legge Mancino', la 205/93, che punisce chi istiga all'odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.






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