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lunedì 18 agosto 2008

L'italietta di destra fa ridere il mondo. Polemiche sui divieti.

L’estate italiana dei divieti diventa un caso internazionale.

Un tuffo in una spiaggia troppo affollata?

(Panorama) Lo avevano fatto notare (quasi) tutti i giornali italiani (anche qui, qui e qui) che l’estate del 2008 in Italia sarebbe stata all’insegna del “Non si può”. Una sfilza di divieti e ordinanze (più o meno strani), che i sindaci - dotati dei super poteri grazie al decreto Maroni - hanno messo in campo (e in strada, sulle spiagge, in piazza) per limitare l’esuberanza dei turisti in libertà.

Ma dopo la segnalazione della stampa nostrana, ecco l’attenzione dei giornali stranieri: in Italia sono vietate tutte le cose divertenti, titola il quotidiano britannico The Indipendent (vedi articolo tradotto sotto), che prende di mira le ordinanze dei sindaci e avverte i turisti stranieri: attenzione perchè rischiate di essere multati. A cominciare dalle spiagge, dove su tutto il territorio nazionale è vietato farsi fare un massaggio cinese, o comprare un pareo o un costume da un vu cumprà. Il titolo dell’articolo recita così: “Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta”.
In realtà l’articolo dell’Independent mette in guardia i turisti che, magari abituati a situazioni più permissive, vanno incontro a possibili sanzioni: “Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano -scrive il giornale- a Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra”. “A Roma è okay, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento ‘indecoroso’ può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all’aria a aperta è seguito da un sonnellino”, scrive il quotidiano britannico.
Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest’estate, e ricorda: “Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il ministero della semplificazione (quello gestito dal leghista Roberto Calderoli, ndr) con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell’interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, e che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze”. E gli esempi, potrebbero continuare.

“Su una spiaggia di Olbia, in Sardegna, i fumatori rischiano 360 euro di multa, ma in tutto il territorio nazionale sono stati vietati i massaggi offerti dagli immigranti, per il rischio che i ’servizi estetici o terapeutici’ offerti da costoro ‘non siano in possesso di adeguata esperienza’”. A Eraclea, vicino Venezia, i genitori devono tenere d’occhio i bambini: i castelli di sabbia sono vietati, perché’ostruiscono il passaggio’ lungo il bagnasciuga. Giocare a racchettoni o a pallavolo è vietato su molte spiagge, e i sub che se ne vanno tranquilli in mare rischiano multe se si avventurano fuori dalle aree consentite”. E poi, continua il quotidiano inglese, formato compact, edito dalla Tony O’Reilly’s Independent News and Media, nato nel 1986 e con una tiratura di 250 mila copie circa: “A Forte dei Marmi non si può fare giardinaggio nel weekend, mentre a Novara, dopo le 23,00 è proibito stazionare nei parchi in più di due persone. A Capri e a Positano, è proibito portare gli zoccoli ai piedi. Il divieto di andare in giro a torso nudo se sei uomo, in bikini se sei donna arriva invece da Viareggio, dove è vietato anche appoggiare i piedi sulle panchine o andare in skateboard sulla passeggiata del lungomare. L’articolo dell’Independent arriva dopo quello del quotidiano svizzero Le Matin, che ha titolato: “L’Italia ha perso la brocca!”. “I comuni combattono il disordine” scrive il quotidiano svizzero “ma qualcuno (leggi il settimanale cattolico Famiglia Cristiana, ndr) ha paura del ritorno del fascismo”.
Ai toni polemici dell’Indipendent, risponde il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, che osserva che il suo autore è “un burlone o disinformato” salvo concludere che quell’articolo sull’Italia “è grottesco e insultante”. “I divieti a cui fa riferimento il giornale britannico” ha spiegato Giro in una nota “sono contenuti in alcune delibere comunali e in alcuni provvedimenti di governo per contrastare la microcriminalità e fronteggiare l’accattonaggio molesto, l’uso del vetro nei locali dei centri storici nelle ore notturne, lo sfruttamento dei minori, l’abusivismo commerciale, il degrado urbano dei monumenti, tutte misure previste in molte Capitali europee e non”. E ancora: “Quando” ha osservato Giro, in tono polemico “da turisti andiamo all’estero ci multano se gettiamo un pezzo di carta per terra. Non vediamo il perché i turisti stranieri possano fare in Italia, e spesso lo fanno, l’esatto contrario di ciò che sono abituati a non fare nei loro rispettivi paesi di appartenenza”.
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Attenti, turisti: se è divertente, l’Italia ha una legge che lo proibisce.
(Peter Popham - The Indipendent | via Italia dall'estero) Andate in una spiaggia o sulla panchina di un parco senza conoscere le regole, scrive Peter Popham, e potreste tornare a casa con una bella multa.
Oltre ai normali pericoli quali scottature, attacchi di meduse e palpeggiamenti, i vacanzieri in Italia fronteggiano una nuova serie di minacce questa estate, il risultato della risposta frontale del governo Berlusconi a quello che definisce “emergenza sicurezza”.
I sindaci italiani hanno ottenuto carta bianca per emanare leggi per risolvere le proprie problematiche relative alla sicurezza. Il risultato è una tempesta di nuove leggi e regolamenti che minaccia di trasformare il bel paese nel più grande stato bambinaia di sempre.
Ignari stranieri rischiano multe salate per cose perfettamente legali in tutto il mondo esclusa la determinata città in cui si trovano.

A Genova, per esempio, adesso è reato andare in giro con in mano una bottiglia di vino o una lattina di birra. A Roma invece questo va bene, ma se vi stendete sotto un pino o sulle scale di piazza di Spagna per berle, o semplicemente per mangiare un sandwich, il vostro “indecoroso” comportamento potrebbe essere punito. Stesso discorso se il vostro spuntino al fresco è seguito da un pisolino.
Per i bagnanti sono previsti regolamenti severi: su una spiaggia di Olbia, in Sardegna, i fumatori rischiano una multa di 360€, mentre a livello nazionale, il ministro del welfare ha imposto il divieto dei massaggi offerti dagli immigrati, per i possibili effetti nocivi dei “servizi estetici o terapeutici” offerti da persone “che non possiedono adeguata formazione o competenza”.
A Eraclea, vicino a Venezia, i genitori devono controllare attentamente i propri bambini: i castelli di sabbia sono vietati perché “ostacolano il passaggio” lungo la battigia. I racchettoni ed altri giochi con palle sono proibiti in molte spiagge ed i nuotatori che si tuffano noncuranti in mare possono andare incontro a multe salate qualora non si trovino in “aree che lo permettano”.

E attenti voi vacanzieri in località di mare che vi aggirate lontano dalla spiaggia indossando solo boxer o bikini: è contro la legge.
La caccia alla streghe nazionale contro i venditori di borse contraffatte è stata rafforzata a Ostia, la spiaggia più popolare di Roma, attraverso l’uso di elicotteri in pattugliamento, rendendo l’esperienza della spiaggia italiana persino più infernale del solito.
Lontano dall’acqua, le cose non migliorano. Due persone possono sedersi su una panchina di un parco nella città di Novara, ma se una terza si unisce a loro dopo le 11 di sera, i tre stanno infrangendo la legge. A Viareggio possono sedersi sulle panchine tutte le persone per cui c’è posto, ma se uno di loro ci appoggia i piedi rischia una multa. Spargete briciole di pane per i piccioni nella città di Lucca e potreste diventare più poveri di centinaia di euro.
La guerra all’accattonaggio è stata intrapresa da molte città - inclusa Assisi, la città di S. Francesco che proprio qui iniziò la sua vita religiosa come mendicante. Nella romantica città di Verona questa tendenza è stata portata fino alla sua logica conclusione: la confisca dei guadagni dei mendicanti. A Firenze adesso è illegale pulire i parabrezza delle automobili in coda ai semafori.
Il governo di Silvio Berlusconi potrebbe essere il primo al mondo ad avere introdotto un “Ministro della semplificazione” con il compito di identificare ed abolire le leggi superflue, ma nell’interesse di una maggiore democrazia e sicurezza a livello locale il suo Ministro degli interni, Roberto Maroni, ha permesso lo sbocciare di migliaia di leggi.
La maggior parte di esse con tutta probabilità non verrà mai applicata, ma sarà una magra consolazione per chi, dopo aver dato da mangiare ai piccioni, si ritroverà una multa salata tra i souvenir delle vacanze.
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The Independent, i sindaci sceriffi ed editoriali senza senso dell'umorismo.

(Noirpink) Gli inglesi, si sa, sono un popolo amante del senso dell'umorismo. Lo adorano così tanto da aver dato un nome al loro tipo di comicità, lo British Humor. Esso ha origini antiche, si è poi formato attraverso libri di scrittori come Laurence Sterne, Henry Fielding, William Thackeray, Jerome K. Jerome e altri... Lo humor inglese è qualcosa di unico, lo utilizzano soprattutto per prendere in giro incongruenze e ipocrisie.

L'articolo che in questi giorni sta facendo discutere mezza Italia, pubblicato su The Independent, riguarda proprio alcune incongruenze che la legge sulla sicurezza e i poteri speciali ai sindaci ha fatto nascere. In questo articolo si citano molti divieti che i sindaci hanno stabilito nelle varie città. Si legge che a Novara una terza persona non può sedersi su una panchina dopo le 11 di sera; o che in molte città di mare non ci si può allontanare dalla spiaggia solamente con il costume; o che ad Ostia ci siano più elicotteri del previsto; o che a Venezia non siano permessi i castelli di sabbia. Tuttavia, l'articolo scrive dei più divertenti divieti, non a caso si chiama "Il divertimento ha una legge contro". Non c'è nulla di male nell'indicare, e descrivere in quel tipico humor inglese, questi divieti tipici delle zone costiere, anche considerando che sono gli anglosassoni a contribuire, in maniera netta, alla salvaguardia dell'economia turistica italiana. Anche perchè, a parte la "lista" dei divieti, quello che l'articolo vuole mettere in evidenza è, ancora una volta, un'altra contraddizione del Governo Berlusconi, capace di istituire il Ministero della semplificazione e dare poteri speciali ai sindaci che, in questo modo, possono creare norme su norme.

Ma, evidentemente, molti giornalisti italiani non riescono a cogliere questo sottile umorismo. Anzi, una giornalista de Il Giornale evidenza in un suo editoriale che noi dobbiamo essere gli ultimi a prendere lezioni dagli inglesi. E fornisce una lista, senza spirito di umorismo ma anzi con piglio molto offeso, tutta la lista dei divieti degli inglesi. In stile Occhio per occhio. Ma, in ogni caso, l'ammissione di qualche errore del Governo che quel giornale difende strenuamente e a spada tratta, nemmeno l'ombra.

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sabato 16 agosto 2008

L'italietta della destra 2. Al mare e in montagna: è l’estate del “non si può".

Giovani in spiaggia

(Panorama) Tempi duri per caciaroni, ciabattoni, disturbatori dalle mille mode. Quelli che in vacanza liberano l’anima cafona e impongono a tutti la loro presenza. Mare e montagna off limits per chi non rispetta le regole. Estate 2008 con un decalogo fitto di divieti, vecchi e nuovi. E una lista infinita di comuni di villeggiatura dove vige il più assoluto “non si può fare”.

Forti del decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto e dotati di superpoteri, ora i sindaci si sono visti allargare la maglie del loro intervento, e ora sono incaricati della vigilanza “su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto”. La voce “sicurezza e ordine pubblico” prende così svariate sfaccettature: oltre ai classici topless (in diverse località) e giochi in spiaggia (persino i castelli di sabbia a Eraclea, nel veneziano), sono proibiti i massaggi in spiaggia (in Versilia multe fino a 10mila euro e il sequestro di oli e creme). Dopo anni di nudismo, al Lido di Dante a Ravenna è ora vietato il look total nude.

E ancora: niente bagni di notte e la mattina presto, niente windsurf entro i 100 metri dalla battigia, banditi il pallone, i racchettoni e tutti gli altri giochi che possono arrecare disturbo, vietati i tuffi con corsa in mare, lasciare rifiuti in spiaggia, portare gli animali, ecc. Basta pure con la sciatteria: vietato circolare in costume e a torso nudo nelle città marittime. A Forte dei Marmi e a Riccione multe alle bagnanti in bikini per strada. A Capri il divieto è esteso pure agli zoccoli (quelli di legno che fanno clac, clac). Fin qui la salvaguardia del decoro.
Quest’anno guerra agli ambulanti che vendono la loro svariata mercanzia sulla spiaggia. Addio, dunque, agli acquisti sotto l’ombrellone (condite da estenuanti trattative) di asciugamani, braccialetti, bandane, occhiali da sole, borse pseudo-griffate, artigianato etnico, collane di pietre dure, parei velati, vestiti da baiadera, cose che improvvisamente diventano utilissime e poi, una volta, comprate nessuno ha più il coraggio di indossare. E poi addio anche a tutte quelle cineserie in offerta speciale (compreso la racchetta elettrica fulmina insetti, il must del 2008).
Non va meglio per chi volesse lasciarsi (un po’ troppo) andare, tra i monti. A Cortina d’Ampezzo vietata la sosta dei camper in centro perché occupano troppo spazio. In Alto Adige, poi, è vietato danneggiare i cartelli di divieto. A Montecatini Terme, invece, sanzioni da 25 a 500 euro per chi si sdraia su una panchina o ci appoggia i piedi.

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Versilia. Quella maratona sui tacchi che fa arrabbiare i gay di destra.

E' genovese il vincitore della maratona sui tacchi.
L'inusuale competizione a Torre del Lago.
(Ansa) Federico Bacigalupo, genovese di 22 anni, ha vinto la prima maratona sui tacchi per gay, lesbiche, transessuali ed etero che si e' corsa ieri sera sulla marina di Torre del Lago, a Viareggio (Lucca).

Il premio finale consisteva in una scarpa di pitone realizzata da un'azienda di calzature da donna per piedi fino al 48. Per partecipare alla corsa l'unica regola era indossare un paio di scarpe con tacchi di almeno sei centimetri di altezza.

Lungo il chilometro di percorso si sono cimentate oltre cento persone. Accanto a gay, lesbiche e trans hanno corso anche una coppia sposata che ha gareggiato sui tacchi insieme al figlio di tre anni sul passeggino e molti ragazzi incitati dalle rispettive fidanzate.

'E' la prima volta che indosso i tacchi a spillo - ha detto Federico ricevendo la scarpa di pitone - e ho seriamente temuto per le mie caviglie: correre non e' che mi piaccia molto, ho partecipato solo perche' era una occasione di festa'.

La maratona di Torre del Lago e' dedicata a Sylvia Rivera, transessuale americano icona della comunita' Glbt.
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GAYLIB CONTRO LA MARATONA SUI TACCHI A SPILLO "COSì CI METTONO IN RIDICOLO".
«Era meglio fare una fiaccolata silenziosa».
Non piace, al movimento GayLib, associazione vicino al centrodestra, la “maratona sui tacchi a spillo” organizzata ieri sera dai locali Priscilla e Mamamia. La parola utilizzata da Luisella Audero, referente per la Toscana è «indignazione».

«Se il movimento Gay, lesbiche, bisex e transgender in tanti anni non ha ottenuto gli stessi riconoscimenti e diritti di altri paesi europei - spiega GayLib - non è per la tanto “sventolata” ingerenza vaticana, ma per l’incapacità di proporre qualcosa di serio e costruttivo, limitandosi il più delle volte a manifestazioni che mettono in ridicolo la comunità Glbt e di conseguenza anche certi temi che invece sono fondamentali. Manifestazioni che fanno apparire gay, lesbiche, transessuali non come persone, ma come individui superficiali, pervertiti, sessualmente promiscui, come se queste stesse non fossero caratteristiche del tutto analoghe al mondo eterosessuale».

Secondo il movimento, «avrebbe avuto più senso e attenzione una fiaccolata silenziosa tra i locali della Marina, coinvolgendoli tutti, in memoria di tutte le vittime della comunità Glbt e in favore dei diritti di chi, transessuale, cerca una vita dignitosa e un lavoro che non sia quello della strada. GayLib si dissocia da questo tipo di iniziative e sostiene invece una profonda riflessione sui temi relativi alle tematiche legate alla transessualità, alla mancanza di opportunità di lavoro, all’approfondimento delle conoscenze delle leggi che disciplinano la materia e alla concreta possibilità di far prostituire i transessuali in strutture protette, con controlli sanitari e tutela per la salute propria e dei clienti».
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ndr. Di ridicolo in questa storia probabilmente c'è solo il comunicato di GayLib che, al solito, parla a sprooposito. Se dovessimo usare il loro metro, a questo punto si dovrebbero eliminare anche i gaypride visto la notevole dose di folklorismo che troviamo nelle parate gay... a meno che i gay di destra non vogliano proprio questo... Non possiamo che prendere atto di quanto i gay di destra si siano immediatamente adeguati al regime di divieti installato da questo governo. Non sarebbe stato sufficiente suggerire anche la fiaccolata "silenziosa" senza demonizzare una forma di divertimento qual'era la maratona sui tacchi? (Aspis)

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mercoledì 13 agosto 2008

Usa, la legge che vieta ai malati di Aids di entrare nel Paese sarà abrogata.

(La Stampa) Sieropositivi, sì ai viaggi negli Usa. Gli Stati Uniti stanno per abrogare la legge, conosciuta da pochi specialmente al di fuori del Paese, che vieta ai sieropositivi e a i malati di Aids di varcare il confine ottenendo il permesso di soggiorno.
L'abrogazione della legge, vigente da oltre venti anni, è prevista in un pacchetto che stanzia cinquanta miliardi di dollari in cinque anni per la lotta all'Aids in Africa e nei Paesi del terzo mondo e varato la scorsa settimana dal presidente Bush. Ancora oggi, infatti, non è possibile per i soggetti colpiti dal virus dell'Hiv visitare gli Stati Uniti e ottenere la cittadinanza.

Il senatore John Kerry e il repubblicano Gordon Smith si sono fatti portavoce del movimento per la caduta della legge in questione: "Non ci sono scuse per una legge che stigmatizza una particolare malattia", dicono. La legge, promulgata nel 1987 e confermata nel 1994 dal Congresso Americano, ha causato alcune spiacevoli conseguenze segnalate in una lettera da centosessanta associazioni: esperti del virus dell'Hiv, a loro volta sieropositivi, non hanno potuto presenziare a conferenze tenutesi sul suolo americano, e molti studenti stranieri non si sono sottoposti ai controlli per la paura di essere espulsi dal Paese.

La legge è attualmente in vigore in pochi altri Stati tra cui Russia, Sudan, Libia e Arabia Saudita.

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venerdì 20 giugno 2008

Il Sindaco di Gerusalemme non approva il gaypride. Chiede che venga annullato.

(Peace reporter) Il sindaco di Gerusalemme vuole impedire il Gay Pride previsto per giovedì prossimo. Uri Lupoliandki si è rivolto all'Alta Corte d Giustizia con una lettera sostenendo che ''le passate esperienze dimostrano che l'evento offende deliberatamente e inutilmente i sentimenti di ebrei, musulmani e cristiani che lo considerano un'offesa alla città santa e ai valori in cui credono''. Yossi Havillo, consigliere legale del comune, si è invece espresso a favore della manifestazione e ha affermato che gli organizzatori del corteo stanno in tutti i modi cercando di non offendere le comunità ortodosse e utraortodosse di Gerusalemme.

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mercoledì 13 febbraio 2008

Tv locali. Porno e caffelatte? Stop del Corecom.

«Niente porno-tv la mattina presto». Segnalazione al Corecom da Modena. Controlli centralizzati.

(Saverio Cioce - La Gazzetta di Modena) Gli spogliarelli del mattino all’ora di colazione davanti a bambini mattinieri? Niente da fare, sono stati eliminati d’ufficio e i genitori hanno potuto riaccendere la tv mettendo in tavola i cartoni animati assieme al caffelatte. E’ stato grazie alle segnalazioni di alcuni papà dell’Appennino che il Corecom, l’organo di vigilanza sulle comunicazioni, ha detto basta. Niente porno a colazione.
L’organo di controllo ha intimato a due emittenti di non mandare in replica oltre le 5.30 gli spogliarelli riservato agli adulti e agli insonni.
«In effetti - spiega il modenese Gianni Galeotti, che per cinque anni è stato nell’esecutivo del Corecom - non sono molti a conoscere le potenzialità di una struttura come questa. C’è chi chi confonde i nostri compiti con quelli della Polizia Postale, altri parlano di censura, ma non è così.
La vigilanza che la la legge ci affida sulle telecomunicazioni su base regionale, si concentrano soprattutto sul rispetto delle norme a tutela degli utenti nel caso delle telecomunicazioni e nella verifica dei codici di autodisciplina delle emittenti radio e tv».
Inutile dire che la telefonia fa la parte del leone
«E’ così, almeno dal punto di vista numerico. Sono centinaia gli abbonati di Telecom, ma anche delle altre società che gestiscono reti per i cellulari, che si rivolgono al Corecom per contestare bollette eccessive o collegamenti a servizi a pagamento che non sono mai stati chiesti. E ancora: i disservizi per bollette pagate in ritardo arrivano sui tavoli di conciliazione. Molte volte le contestazioni si risolvono spiegando le regole».
A favore di chi?
«Niente preconcetti, il vincolo è l’applicazione della legge. Mi pare che siano le compagnie che approfittano della posizione di giganti sul mercato per imporre il loro punto di vista in modo unilaterale, a discapito degli utenti».
Quindi?
«Nella stragrande maggioranza dei casi sono i singoli utenti a veder accolti reclami e ricorsi. Ci sono stati centinaia di pronunciamenti in cui abbiamo imposto di riallacciare immediatamente le linee che le compagnie telefoniche avevano già sospeso».
E le televisioni?
«Sinora il Corecom era per così dire oscurato dalla difficoltà di reperire le presunte prove delle infrazioni. Così quando a Bologna arrivava la telefonata indignata dell’anziana di turno, toccava a noi - tramite la Guardia di Finanza - chiedere per iscritto a tutte le emittenti che arrivano presumibilmente in una zona le copie dei programmi. Inutile dire che molto spesso le segnalazioni erano imprecise; le telefonate arrivavano a giorni o settimane di distanza, senza indicare l’emittente contestata, senza lasciare un domicilio o un numero di telefono. E poi va messo in conto che i responsabili dei programmi spedivano con molto ritardo inviando le registrazioni. Da lì in poi bisognava vedersi tutto da capo».
E ora invece?
«Ora c’è un sistema elettronico che permette una registrazione simultanea su un’unica memoria elettronica di tutte le tv che vengono immagazzinate in uno spazio ridottissimo. Così immediatamente, in tempo reale, ci sono le copie che qualsiasi ente abilitato può visionare al Corecom. E non è tutto: è in progetto l’estensione alle Province del servizio in modo da rendere disponibili le trasmissioni anche in sede locale. A Forlì lo hanno già fatto».
«Tutto consultabile via internet?
«Certo. Solo che la mole di dati è tale che non è ancora possibile estenderla a qualsiasi utente privato. Spero che in un futuro prossimo sia possibile. Ormai ho finito il mio mandato ma sono lieto di lasciare in eredità al mio successore questo strumento che grande efficacia alle operazioni di verifica»

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venerdì 21 dicembre 2007

Inghilterra. "Vietiamo la prostituzione", la Leader della Camera dei Comuni riapre il dibattito.

Harriet Harman, numero due del Labour: basta, cambiamo la legge (Bbc).

(Apcom) - Mettere fuori legge la prostituzione in Gran Bretagna. A chiedere di vietare senza eccezioni il sesso a pagamento è Harriet Herman, numero due del Labour e leader della Camera dei Comuni: "Se non affrontiamo dal lato della domanda il traffico di esseri umani che gonfia questo commercio, non saremo in grado di proteggere le donne da esso".

"Riteniamo giusto che nel ventunesimo secolo le donne debbano essere oggetto di commercio sessuale, o lo consideriamo uno sfruttamento che dovrebbe essere messo al bando?". Domanda retorica per l'interessata, quella posta dalla Herman nel corso di un'intervista alla Bbc radiofonica: "Solo perchè è una cisa che c'è sempre stata, non possiamo lavarcene le mani".

L'esempio indicato è quello della Svezia. L'Home Office concorda: il ministro Vernon Coaker andrà in Scandinavia a inizio 2008 per "constatare i progressi fatti lì", spiega Jacqui Smith. Ma quella che il Governo ha in mente, puntualizza, è "una mini revisione" della legislazione vigente.

Al momento, in Gran Bretagna sono reati l'adescamento, il sesso a pagamento con minorenni e il loro sfruttamento. In teoria anche la pubblicità delle prostitute (o dei prostituti): norma ampiamente disapplicata, la prima su cui si interverrà. Sembra invece definitivamente tramontata l'idea di consentire l'apertura di piccoli bordelli.

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