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martedì 1 luglio 2008

L'affaire Bertozzo e la sceneggiata di Mancuso.

(Une belle histoire) Ricevendo nuove informazioni su quanto accaduto, visto che, accennando alla cosa nel post precedente, ho citato l’unica fonte che ero fino ad allora riuscito a reperire (un comunicato di “Facciamo Breccia”) vorrei fornire anche l’altra versione dei fatti, quella del Comitato del Bologna Pride.

Il fatto in questione è l’arresto di Graziella Bertozzo durante la chiusura del BolognaPride’08 a piazza VIII Agosto sabato scorso. Secondo quanto continua ad affermare “Facciamo Breccia” e secondo quanto inspiegabilmente affermato da Aurelio Mancuso, tornato sul palco per annunciare la cosa durante l’intervento della Ladelfa, la Bertozzo sarebbe stata additata da una volontaria e arrestata dalla polizia.

Secondo un comunicato del Comitato Bologna Pride e secondo qualche testimone presente le cose avrebbero avuto una genesei e degli sviluppi leggermente diversi .
Pare che dopo aver chiesto il permesso, fra l’altro comunque negato, non ai rappresentanti del Comitato ma a Porpora Marcasciano che sarebbe di lì a poco intervenuta ma che non aveva alcun titolo per poter autorizzare una cosa simile, la Bertozzo abbia iniziato a dare letteralmente di matto aggredendo verbalmente e fisicamente, insieme ad altri membri di “Facciamo Breccia” le volontarie impegnate a gestire gli ingressi al palco. Nel frattempo alcuni rappresentati di Facciamo Breccia, come hanno potuto vedere tutti, durante l’intervento di Porpora Marcasciano raggiungevano il palco non autorizzati esponendo uno striscione. Al precipitare della situazione una delle volontarie aggredite avrebbe avvertito le forze dell’ordine che sarebbero state a loro volta vittima dell’esagitazione della Bertozzo sotto gli occhi di diversi testimoni.La Bertozzo, arrestata e portata in questura, sarebbe stata rilasciata tre ore dopo con l’intervento del presidente del Comitato e di una dei portavoci di BolognaPride.

Il Comitato condanna le strumentalizzazioni che a loro dire “Facciamo breccia” avrebbe messo in atto questi giorni, ed in particolar modo col comunicato che vi ho segnalato alla fine del post precedente, difendendo l’operato dei suoi volontari che hanno lavorato duramente per un anno per la riuscita della manifestazione di sabato scorso. Viene precisato inoltre che la polizia non era presente per fare sicurezza sul palco ma nell’adiacente parco della Montagnola e che “Facciamo breccia”, avendo partecipato al corteo con un suo carro ma non avendo aderito alla piattaforma nè all’organizzazione della manifestazione, nonostante le diverse sollecitazioni degli organizzatori, non aveva alcun titolo di intervenire sul palco e che è assurdo che un modo di agire violento e spropositato sia perpetrato verso persone con con comuni intenti come se invece il palco della manifestazione dovesse essere violato per battere simbolicamente un avversario che certamente non era rappresentato dall’organizzazione di questo Pride.

Ora, mentre mi mi tornano in mente alcuni commenti che ho sentito da più di qualcuno su “Facciamo breccia” sull’organizzazione a Roma dell’ultimo (credo non solo in ordine di tempo ma anche in maniera assoluta, visto il modo questo movimento stia implodendo) NO VAT dello scorso febbraio mi chiedo due cose: perchè di questa storia continua a non leggersi nulla se non negli incalzanti comunicati di “facciamo breccia”. ma soprattutto: perchè Aurelio Mancuso ha messo su quella sceneggiata durante l’intervento della Ladelfa evidentemente ancora prima di capire cosa fosse accaduto?

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