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giovedì 29 maggio 2008

Addio Festa dell’Unità. Ora è “Democratica” e fa litigare i vertici del Pd.

Preparativi per la Festa de L'UnitÃ

(Filippomaria Battaglia - Panorama) Cambiano i tempi e cambiano anche i nomi. Anche se a volte non lasciano affatto indifferenti. Come già si sussurava da diversi mesi, la vecchia e gloriosa “Festa dell’Unità” non ha trovato più posto nel loft del Pd. Va in soffitta, con buona pace dei suoi militanti. Da quest’anno, al suo posto, ci sarà la “Festa democratica”: “c’è un partito nuovo, che mescola varie culture, è giusto che la Festa nazionale tenga conto di un’identità e un’immagine nuova” fanno sapere gli organizzatori della storica kermesse.

Ma la discussione, in casa Pd, non è affatto pacifica. Anzi: rischia di rivangare vecchie scorie e antichi sensi di appartenenza, forse mai sopiti.
A muoversi in difesa della rassegna è stata nei giorni scorsi L’Unità (da poco acquisita dal governatore della Sardegna e fondatore di Tiscali, Renato Soru) con un battagliero editoriale del suo direttore, Antonio Padellaro : “Le feste dell’Unità sono le feste dell’Unità e non basterebbe una intera biblioteca per raccontare, spiegare, esprimere la quantità di sentimenti, di passioni, di valori che questo nome suscita”. Meglio quindi “evitare la cancellazione di qualcosa che resta comunque nel cuore di milioni di persone”.

Passa qualche giorno è a rispondere è un altro quotidiano di partito, sempre del Pd ma di area ex Margherita, Europa. Che pensa bene di pubblicare in prima pagina un articolo dal titolo inequivolcabile: “Feste dell’Unità, storia finita”. “Finalmente” si legge nell’articolo “una buona notizia: non ci sarà più la festa nazionale dell’Unità”. Via dunque a “tutte le liturgie delle precedenti forme organizzative”, via a birre e salsiciotti grigliati all’ascolto di musica e canti nostalgici.
Ma il giornale diretto da Stefano Menichini non si ferma qui. E rincara la dose, ricordando ai giornalisti della testata fondata da Antonio Gramsci che “l’Unità non è più il quotidiano di un partito ma è diventato il quotidiano di un imprenditore impegnato in politica nel Pd” e che quindi “non c’è alcun bisogno di mantenere vivo attraverso le feste dell’Unità quel legame simbolico che attribuisce alla testata un ruolo di organo ufficiale e che da anni non corrisponde alla realtà e di cui forse il Pd non ha più bisogno”.

Nel frattempo, Walter e il suo loft tengono duro. Già fissata la data (23 agosto - 3 settembre), già fissato il luogo dell’incontro principale (Firenze: Fortezza da Basso). Unica concessione, la possibilità di chiamare gli altri incontri che si svolgeranno nelle città d’Italia come meglio si crede (e non è un caso che a Bologna la kermesse continuerà a mantenere il vecchio stampo). Lì, come del resto in altre città, il vecchio nome, sopravviverà. Almeno per quest’anno.

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