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domenica 3 febbraio 2008

2008, fuga da Palazzo. A sinistra è partita la corsa alla poltrona sicura.

Un'auto blu in uscita dal Quirinale | Ansa
(Vasco Pirri ardizzone - Panorama) Chi non ricorda la mitica Jena Plissken di 1997 - Fuga da New York? Quello che con solo 22 ore di vita riesce a fare irruzione in una Manatthan in mano alla malavita e portare in salvo il presidente degli Stati Uniti. Oggi, in una versione casereccia (all’amatriciana), il fuggi fuggi è dai palazzi della politica e la salvezza è quella personale.

“Si salvi chi può” sta insomma diventando il motto di molti ministri e primedonne del centrosinistra. Che, fiutata l’aria di fallimento che tira su Franco Marini e data per certa la sconfitta elettorale (tanto più se Walter Veltroni poterà il Pd in splendido isolamento alle urne), sono pronti a cercarsi altre poltrone sicure.

Francesco Rutelli non sarà certo Kurt Russell, ma in queste ore potrebbe sciogliere la riserva e pensare di fuggire, anzi tornare, sul più celebre dei sette colli di Roma: il Campidoglio. E l’attesa per la decisione di Rutelli (che a sua volta attenderebbe le dimissioni di Veltroni, che a sua volta aspetta la fine del tentativo Marini), coinvolge altri due ministri, il cui nome si fa per la corsa alla successione a Veltroni a Roma: il rutelliano Paolo Gentiloni e la veltroniana Giovanna Melandri. Se l’ex leader della Margherita non dovesse correre per la carica di sindaco di Roma, gli altri due sarebbero in pole position.

La capogruppo al Senato del Pd, la siciliana Anna Finocchiaro, pare stia seriamente valutando di andare a correre per la prestigiosa, quanto difficile, carica di presidente della Regione Siciliana dove, dopo l’addio di Totò Cuffaro, si voterà tra poche settimane (tra sabato e domenica Finocchiaro e Veltroni saranno insieme a Palermo per un’iniziativa politica). Stessa possibilità, ma con tempi diluiti e sull’altra isola, per il presidente dei deputati Pd, Antonello Soro, che potrebbe andare succedere al suo quasi omonimo Renato Soru in Sardegna.
Le voci di fuga da palazzo Chigi hanno investito tutti. Anche l’inquilino più importante: se è vero che Romano Prodi tornerà a Bologna a fare il nonno per sua stessa ammissione, c’è chi, tuttavia, parla in maniera assolutamente informale, di una sua possibile candidatura alle comunali a Bologna per il post Sergio Cofferati.

La ministro della Famiglia, Rosy Bindi, e quello della Difesa, Arturo Parisi, si contenderanno le poche briciole che Veltroni lascerà alla minoranza del Pd. Poco, ma dovranno farselo bastare, aspirando a guidare la corrente minoritaria dei democratici.

Giovanna Melandri, Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Gentiloni | Ansa

Meno problemi avranno tutti quei ministri che sono leader di partito. Il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, tornerà a guidare i Verdi a tempo pieno, mentre quello delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori o la nascente Cosa Bianca in cui si mormora potrebbe finire. Fabio Mussi, leader di Sinistra Democratica, non ha ascoltato le sirene di Veltroni che lo volevano far rientrare nel Pd perché vuole costruire la Cosa Rossa. E proprio la nuova aggregazione della sinistra radicale dovrebbe essere guidata dal ticket Fausto Bertinotti (che non vede l’ora di tornare alla politica attiva e che allo scioglimento delle Camere lascerà lo scranno più alto di Montecitorio) e Grazia Francescato, oggi deputata dei Verdi.

Restano fuori le due “menti fini” oggi agli Esteri e all’Interno: Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Baffino, che in questi anni si è ritagliato un ruolo da grande saggio e king maker del centrosinistra, mira a qualche anno di esilio per arrivare al 2013 in prima fila per salire al Quirinale. Mentre sull’ex delfino di Craxi basta riportare la voce che gira in Transatlantico: “Ad Amato hanno fatto, ancora una volta (come ai tempi dell’elezione di Napolitano al Quirinale), annusare la poltrona di premier. E ancora una volta dovrà aspettare”.

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Nino Strano chiede cusa dopo gli insulti a Cusumano e i festeggiamenti per la caduta di Prodi.

Tre giorni in processione per il senatore pentito.

(Ettore Maria Colombo - La Nazione) Andrà in processione per le vie della sua Catania con un sacco bianco, cappuccio nero, cordone in vita e stemma dell’amatissima «Santuzza», cioè Sant’Agata, patrona della città, insieme a folle di devoti pellegrini. Ma le preghiere del senatore di An Nino Strano hanno una ragione in più. «A maggio dell’anno scorso ho rischiato di morire per una bruttissima malattia, l’acalasia esofagea e mi sono salvato dopo un’operazione rischiosa» confida. «Ho fatto voto a Sant’Agata, ora lo onoro». Storie di ordinaria devozione meridionale, se non fosse che Nino Strano —57 anni, catanese, un cursus honorum nella destra lungo come una quaresima — è lo stesso uomo finito sui giornali di mezzo mondo perché urlava «checca squallida» all’indirizzo del senatore Nuccio Cusumano. E perché ingurgitava mortadella e pasteggiava a champagne mentre cadeva il governo Prodi. «Esteta fottuto», «amico di troie, froci e travestiti», «amante del turpiloquio«: così si descriveva fino a ieri. Con Qn, invece, rivela ben altro profilo. «Sono cattolico. Credente e praticante. Anche se sono divorziato, un prete amico di famiglia mi permette di fare la comunione. Ho il culto della famiglia, penso sempre ai miei genitori scomparsi, ho un bel rapporto con la mia ex moglie, un figlio fiero di me». E anche per quello che è successo al Senato Nino si è pentito. «Ho chiesto scusa a Cusumano subito. Poi via email a tutti i senatori, a Prodi e al presidente Marini. Ma anche ai catanesi, comprando una pagina a pagamento — che mi è costata ben 5mila euro — su La Sicilia». Persino i particolari che ne hanno fatto un’icona, in quei giorni infuocati, per lui vanno riletti sotto un’altra luce: «Portavo il maglione rosso attorno al collo perché avevo mal di gola, gli occhiali da sole perché avevo dimenticato quelli da vista, la mortadella me l’hanno passata in aula, lo champagne pure». E le parolacce? «La debolezza di un momento». E un temperamento focoso.

A Catania hanno capito, pare. D’altronde Strano viene rieletto da trent’anni con il pieno dei voti: come consigliere e assessore comunale, poi deputato e assessore all’Assemblea siciliana, nel 2001 deputato e nel 2006 senatore. Nel partito, se il suo capogruppo Altero Matteoli lo ha rimbrottato, l’amicizia personale con Gianfranco Fini e Ignazio la Russa (catanese a sua volta) resta a prova di bomba. Strano sa già che verrà rieletto. Crede nella nascita «di un unico, grande, partito conservatore, fondato sui valori». Politicamente non si definisce più «fascista», ma culturalmente le sue letture sono Gentile, Cèline, Evola, Nietsche. Amante del cinema, della musica e del balletto, vorrebbe «l’immenso Zeffirelli, che mi onora della sua amicizia, senatore a vita». Le contraddizioni, però, continuano a inseguirlo: frequenta locali per omosessuali, ma rivendica rapporti rigorosamente etero. «Oggi sono single, dopo la fine di un grande amore» sospira. Ha presentato una proposta di legge per le coppie gay: «Ma non sono certo per i Dico, solo per l’agibilità di alcuni diritti» dice. Chissà se è per pentirsi di questi (e altri) peccati che per tre giorni il senatore sfilerà incappucciato invocando la Santuzza.

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Lele Mora, il fisco, il Papa e Panorama.

(Adnkronos) Un viaggio Cuba-Milano per 'el pibe de oro' Diego Armando Maradona, un concerto 'fantasma' di Zucchero Fornaciari all'Avana, ville in affitto, aerei e barche a noleggio. Erano tanti, e alcuni molto originali, i modi in cui Lele Mora ha tentato di evadere il fisco. Ma l'agente delle star, gia' coinvolto in 'vallettopoli', e' stato 'beccato' e quindi dovra' pagare 5,6 milioni di euro. La societa' di Mora, la L.M. Management e' caduta nella rete dell'Agenzia delle entrate di Treviglio, che aveva rilevato delle irregolarita' per gli anni 2003 e 2004. La sentenza, emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Bergamo, ha dato ragione agli uffici fiscali secondo cui, tra evasioni e sanzioni, l'agente dei vip dovra' pagare 2,7 milioni per il primo anno e 2,9 milioni per il secondo anno.

Leggi anche:
Lele Mora chiede udienza al Papa. Tutti si chiedono se ci andrà con Costantino.

Lele Mora in Vaticano? Si, ma non con Costantino forse con Christian.

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Notizie gay, Panorama, Kataweb e l'informazione gay: E' polemica sulle libertà?
Non siamo stati noi ad accenderla ma è scoppiata una polemica, era inevitabile, ognuno ha il suo punto di vista.
Uno dei tanti internauti che probabilmente transitando sul sito di Panorama è stato richiamato da questo titolo:

# Il 2 Febbraio 2008 alle 20:02 Livingston, il blog di Marco Mazzei - Aggregare l’aggregatore aggregando il copia-e-incolla ha scritto:

[…] Panorama Notizie Gay Kataweb News […]
ha pensato bene di cliccarci sopra per leggerne il contenuto e ha risposto a Marco Mazzei, giornalista di Panorama. Non facciamo e non vogliamo fare commenti al suo post ed a quelli degli intervenuti per controbatterlo, pensiamo solo che si commenti da se.
Per quel che ci riguarda non possiamo far altro che invitarvi a leggerlo e se volete a parteciparvi.

Il nostro pensiero è che aldilà dei continui richiami all'educazione ed alle buone maniere da parte del Mazzei, crediamo nella libera e gratuita circolazione delle informazioni (noi come la Mondadori, editore di Panorama, possediamo una licenza Creative Commons, cosa che peraltro i maggiori portali gay e che fanno le stesse cose che facciamo noi non hanno...) e delle idee contro ogni forma di divieto e/o censura anche mascherata. E con questo, per noi l'incidente è chiuso.

Notizie gay
La redazione.

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Forbes stila l'elenco delle cantanti più ricche del mondo. La prima è Madonna.

Al primo posto Madonna, con oltre 40 milioni di euro di guadagni in un anno. Sul podio anche Streisand e Dion.

(La7) Leggendo la classifica delle cantanti più ricche del mondo stilata per la prima volta dall'autorevole rivista Forbes, verrebbe da dire "madonna, quanto guadagnano!". Per essere più precisi, però, dovremmo esclamare: "Quanto guadagna Madonna!", cioè Louise Veronica Ciccone, la "Material girl" che da anni gonfia l'entusiasmo dei suoi fan e il suo conto in banca. Tra il giugno del 2006 e lo stesso mese del 2007, Madonna ha incassato 48,70 milioni di euro: è lei, secondo Forbes, la cantante più ricca del mondo. Al secondo posto l'intramontabile Barbara Streisand: 65 anni all'anagrafe, oltre 40 milioni di euro in banca in un solo anno. Terza un'altra big della canzone, Celine Dion, con 30 milioni di euro. Alle nuove leve della musica non resta che inseguire. Fuori dal podio Shakira e Beyonce si consolano, si fa per dire, con circa 20 milioni a testa. Euro più, euro meno.
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La crudeltà del lusso.

(Trendelemburg) Non capita tutti i giorni di vedere un'immagine cosi: una modella vestita interamente di...... feti!

La FAADA (un'organizzazione animalista spagnola) ha creato questa campagna per portare avanti la sua lotta contro l'uso delle pelliccie.
Il focus è tutto su questa figura centrale, creato attraverso lo sfondo nero e la luce ad occhio di bue. Sembra quasi un dipinto del Caravaggio.
Ma lungi da rappresentare Madonne e conversioni, si afferma che uccidere animali per creare una soffice pelliccia equivale ad uccidere poveri innocenti come potrebbero esserlo i bambini appena nati.
Idea riproposta nel pay-off che afferma che "per fabbricare una pelliccia occorrono 120 pianti".

A me pare che la campagna abbia colto nel segno: un'efficace e ben fatta metafora visiva per dimostrare come il lusso e il glam del vestire una pelliccia naturale possano derivare da pratiche poco umane.
E voi che ne pensate?

Via adgoodness

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Il difficile mestiere di far ridere. E i clown scendono in strada.

(Stefania Vitulli - Il Giornale) Se si prova a seguire un clown per le strade di Milano può accadere di tutto. Ad esempio può accadere che si entri in metropolitana e che in mezzo al vagone lui gridi a uno sconosciuto: «Gianni! Anche tu qui!». E che inizi così un’improvvisazione. Qualcuno ride. Qualcuno rimane paralizzato dallo stupore. Qualcuno si arrabbia. Molto. E lo aggredisce, gli strappa i manifesti, lo insulta. È successo in questi giorni, nella metropolitana di Milano, al clown Maurizio Accattato, direttore artistico del «Milano Clown Festival», e ai suoi giovani Clown Minimi. «Il mio è un lavoro anche rischioso - racconta Accattato -. La gente è così compressa che invece di sfogarsi con chi la fa stare male, aggredisce chi cerca un contatto di scambio».

I clown sono in giro per la città. Potreste incontrarli anche voi. Oltre a cercare di «reinserire la spina alle persone per far tornare loro la voglia di giocare», promuovono la terza edizione del Festival internazionale che quest’anno animerà il Carnevale di Milano. In tre giorni, 30 compagnie e artisti provenienti da tutta Europa si esibiranno all’Isola: nello chapiteau rosso con 500 posti a disposizione, poi a rotazione nei Teatri Sala Fontana e Sassetti, al Frida, all’aperto in piazza Minniti, sul sagrato del Santuario di Santa Maria alla Fontana, al Teatro Sacro Volto. Oltre 100 spettacoli (gratuiti), dal mattino a notte, con la conclusione delle serate insieme agli artisti allo Jodokabaret dell’ex Pini.

Prodotto e organizzato dall’Associazione Scuola di Arti Circensi e Teatrali, diretta da Accattato - attore, mimo, clown e regista che debuttò quasi vent’anni fa con Dario Fo -, il Festival è dedicato soprattutto ai giovani, con compagnie ad alto contenuto acrobatico come la Roc Kidz Crew, compagnia che unisce nei suoi streetshow hip hop, danza moderna e acrobazia. O come i Clown Minimi allevati da Accattato, adolescenti o già giovani laureati che finalmente non saranno più destinati solo a feste di bambini o convention, ma al vero teatro di strada.

«Alla scuola di clownerie, che ha sede in via Sebenico 21, lavoriamo con niente - spiega Accattato -. Usiamo l’aria, un cappello, ci mettiamo a correre, abbracciamo la gente. Chiunque può farlo. I maestri sono Patch Adams, Leo Bassi, Jodorowski, Jango Edwards, Paolo Nani. Tutti grandi nomi che sto cercando di portare a Milano quest’estate per un convegno sulla clownerie. In Italia ci sono clown camuffati da comici come Aldo, Giovanni e Giacomo, ma quest’arte non è riconosciuta. Milano oltre che capitale della moda, può diventare capitale del teatro. E dell’amore. Il Festival vuole dimostrare che i clown non sono professionisti del divertimento, ma insegnano a giocare con la vita ed eliminare l’aggressività».

Info: www.maurizioaccattato.org

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