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giovedì 4 ottobre 2007

Napoli: Dolores Madaro: “la pasionaria laica” sempre a fianco dei gay.

(Napoli gaypress) L’Udi (Unione Donne in Italia) ha lanciato la campagna 50 e 50, affinché alle prossime elezioni venga garantita una ampia rappresentanza politica al genere femminile.
Più donne in politica
non farebbero certo danno, ma dipende da quali donne.
Lady Mastella
, ad esempio, è una “sciagura nazionale”, non come donna, ma come politico. Il suo ottuso ostracismo, alle istanze del movimento omosessuale, la rende francamente inadeguata a rappresentare i cittadini campani, allora meglio il nulla che la Mastella.
Ma per fortuna non tutte le donne, come gli uomini, sono uguali. La “sanguigna” assessora del Comune di Napoli, Dolores Madaro, ogni giorno tiene fede al principio della laicità dello stato, in un anno non è mancata ad un appuntamento: era il 30 settembre in piazza con il coordinamento Lgbt, è stata osannata dalla folla di piazza Bellini il 16 settembre, presente al fianco del movimento delle donne da sempre. Ora che tutti si apprestano a baciare l’anello del Papa, in visita a Napoli il prossimo 21 ottobre, Lei stoicamente resiste nei suoi sani principi e concede il patrocinio alla manifestazione di venerdì 5 ottobre:”Cremazione libertà di scelta e laicità dello stato” presso la sala Santa Chiara p.zza del Gesù Nuovo ore 18.30. In questa come in tante altre occasioni, contro chi intende controllare la nostra sessualità, gestire i nostri corpi, limitare il nostro diritto alla autodeterminazione, potremmo scandire in coro: “Il corpo è mio e lo gestisco io!”






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Il sindaco di Treviso... passa anche dall'Arci-gay .

(@Nordest) A Treviso spunta Camolei, ma Forza Italia e anche Lega, An e Udc pensano ancora a Gentilini....

E oggi polemiche anche tra il presidente dell'Arci Gay, consigliere comunale Ds di Padova, Alessandro Zan (firmatario di un esposto contro le "dichiarazioni omofobe" di Gentilini) e il Partito Democratico: "Il Pd - ha detto Zan - ha evitato di assumere alcuna posizione nei confronti degli omosessuali di Treviso minacciati da Gentilini perché spera di ottenere un accordo politico con la Lega per le prossime elezioni amministrative".

"Daremo voce alle persone, raccoglieremo le proposte della gente. Il nostro obiettivo è quello di vivacizzare il dibattito in una città che si sta allontanando sempre di più dalla politica."
A parlare è Paolo Camolei, ex presidente dell'Aeroporto "Canova" di Treviso, che alla vigilia delle elezioni amministrative del 2008 ha deciso di scendere in campo agitando non poco le acque nel panorama politico trevigiano.

Prudente il segretario provinciale Forza Italia, Floriano Zambon, che prima di parlare di candidati preferisce concentrarsi sul programma. "Saluto con piacere l'arrivo di Camolei sul palcoscenico della politica trevigiana - afferma il coordinatore azzurro - la competizione accresce sempre l'interesse per la discussione politica e aumenta la voglia di partecipare, ma per noi rimane prioritaria la costituzione della Casa delle Libertà insieme a Lega Nord, Alleanza Nazionale e UDC. Se poi ci sarà spazio per un altro soggetto, ben venga, ma in questo momento il dialogo con la Lega è una priorità per Forza Italia".

La discesa in campo di Camolei potrebbe infatti mettere d'accordo tutti gli alleati della Casa delle Libertà, o, al contrario, rompere le alleanze e gli accordi che si sono delineati fino ad ora. In quota alla Lega Nord, Comolei ha presieduto AerTre, la società che gestisce l'Aeroporto di Treviso, fino alle recenti operazioni di concambio azionario tra Save e Comune di Treviso. Operazione che di fatto ha avvelenato il clima tra le parti, facendo crescere tensioni tra l'ex numero uno di Aertre e i vertici del Carroccio trevigiano. La svolta politica di Camolei potrebbe quindi essere letta come una forma di rivalsa nei confronti della Lega e come un avvicinamento a Forza Italia, partito che più di tutti si adatta alle prospettive politiche di Camolei. Ma gli azzurri indugiano e al momento l'ex capo del Canova resta un'opzione da valutare nei prossimi mesi. Dal canto suo la Lega ha già le idee chiare, avendo da tempo riproposto la coppia Gobbo-Gentilini. Quest'ultimo sulla questione taglia corto e rivolgendosi agli azzurri tuona: "Zambon faccia ordine in casa sua poichè dal canto suo la Lega ha già le idee chiare. Quando Forza Italia riuscirà a proporre un nome davvero affidabile, ne discuteremo. Fino ad allora è meglio tapparsi la bocca".

Ma cosa pensano gli alleati della Casa delle Libertà del nuovo nome che si affacciato nel panorama politico della Marca Trevigiana? Secondo Andrea De Checchi, segretario provinciale di Alleanza Nazionale, gli attuali vertici dell'amministrazione comunale sono i naturali candidati del centrodestra: "Il governo cittadino necessita di un segno di continuità. Camolei è un amico ed ha svolto un ottimo lavoro alla guida dell'aeroporto - spiega de Checchi - però Alleanza Nazionale crede che Treviso abbia bisogno di stabilità, quindi al momento non vedo alternative al tandem Gobbo - Gentilini". Camolei, nonostante secondo voci di corridoio rappresenti l'uomo giusto per Forza Italia, sembra quindi non interessare agli alleati. "Auspichiamo la costituzione anche a Treviso della Casa delle Libertà - chiarisce il segretario di AN - e la collocazione di Camolei segue sicuramente la scia del centrodestra, quindi ben venga chiunque porti sostegno alla nostra squadra. Ma definire Camolei il nostro candidato sindaco mi sembra decisamente fuori luogo". Anche l'assessore regionale dell'UDC, Flavio Silvestrin, respinge qualsiasi ipotesi di Fantapolitica e lascia Camolei alla porta: "Adesso è tutto bloccato, non ci sono nomi o trattative, bisogna prima affrontare i congressi di ottobre, poi ci siederemo al tavolo per discutere. La priorità rimane la costituzione della Casa delle Libertà anche a Treviso, condizione necessaria per guadagnare maggiore peso politico nellíarena amministrativa".






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Walter chiedimi scusa" la lettera della moglie a Veltroni.

(Temis blog) "Egregio direttore - Con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei ventitré anni trascorsi accanto a un uomo pubblico, amministratore, politico illustre mai stato comunista e ora candidato alla leadership del Partito democratico, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti, le assenze prolungate, Kerry Kennedy sempre in visita, Robert De Niro che bivacca sul divano, le compilation notturne, i romanzi, l'Africa, le Maldive, i matrimoni di Totti e di Tom Cruise e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione.
Ora basta. Scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso di un'intervista a Maria Latella: "Voglio Veronica Lario in squadra". Non solo, apprendo che la signora e mio marito si sono già visti. "L'ho incontrata qui in Campidoglio e mi sembra abbia due caratteristiche rare, entrambe utili a questo paese: è open minded e ha una grande autonomia intellettuale... sarebbe bello disporre di un contesto dove Veronica Berlusconi possa dare un suo contributo. Tra l'altro, in questi anni, ho molto apprezzato la sua discrezione".

Sono affermazioni ammiccanti che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l'età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figlie) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. Tanto più che, notato con il consueto understatement, ultimamente mio marito è molto cambiato: alle "Invasioni Barbariche" di Daria Bignardi, venerdì scorso, ha fatto apprezzamenti eccessivi sulla bellezza di una deputata, Stefania Prestigiacomo, e ha ripetuto in diretta televisiva quella vecchia battuta di Steve Martin: "Non potrei mai essere una donna starei tutto il giorno a toccarmi le tette", mentre doveva soltanto presentarsi come unico candidato possibile al sogno di una nuova stagione.
Non mi vergogno di affermare che, con quei sorrisetti, assomigliava tremendamente a Silvio Berlusconi.

Il cerimoniale per Afef
A mio marito e all'uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l'occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Non mi era sfuggito, lo sappia Walter, il cerimoniale per Afef Tronchetti Provera, ma nel corso del rapporto con mio marito avevo scelto di non lasciare spazio al conflitto, anche quando i suoi comportamenti berlusconiani ne hanno creato i presupposti.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i figli. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine l'esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un'importanza particolarmente pregnante. RingraziandoLa per avermi consentito di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente
Flavia Prisco Veltroni"

PS: la lettera è pubblicata da "Il Foglio" di oggi come "anteprima mondiale" e sarebbe stata anticipata perchè diretta a Repubblica. Secondo noi è una sonora bufala perchè lo stile e il destinatario ricalcano troppo quella di Veronica Berlusconi.






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Mostre/L'Annunciata di Antonello da Messina per la prima volta a Milano.

(Milano 2.0) Segnialiamo questo importante evento. Uno dei capolavori del Quattrocento italiano è in mostra per la prima volta a Milano. Si tratta della "Annunciata" di Antonello da Messina, fresco di un'accurata campagna di analisi diagnostiche e non invasive. Il quadro proviene dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo, a cui era stato donato nel 1906 da monsignor Vincenzo Di Giovanni.

L'opera, tra le più rappresentative del Rinascimento europeo, secondo gli studi più recenti è datata 1475, e si contraddistingue per lo straordinario concetto di assolutezza spaziale, sviluppato dall’artista siciliano durante il soggiorno veneziano tra il 1475 e il 1476.

Torna così l'iniziativa culturale "Un Capolavoro per Milano" promossa dal Museo Diocesano, da Bipiemme Gestioni con la sponsorizzazione del Gruppo Fondiaria Sai e con il patrocinio del Comune di Milano-Assessorato alla Cultura.

Il quadro sarà in mostra nella sede museale di corso di Porta Ticinese 95 dal 4 ottobre al 25 novembre.

Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato l'assessore Vittorio Sgarbi; il direttore del Museo Diocesano Paolo Biscottini, il direttore generale dei Bipiemme Gestioni Pietro Cirenei e Andrea Novarese, vice direttore generale del Gruppo Fondiaria Sai.

"L'opera è assoluta: è un'opera che guarda più alla vita che all'arte. - ha detto Vittorio Sgarbi durante la conferenza - Si tratta di un'Annunciazione senza angelo che è dentro di lei: la mano che si spinge davanti sembra intercettare le parole dell'Angelo che non è corpo ma parola. L'altra mano chiude il velo quasi a significare che il Cristo è in grembo. Il manto è una corazza che incornicia questo bellissimo volto".

ATTIVITA' CORRELATE - In occasione della mostra l'Assessorato al Turismo, Marketing territoriale, Identità contribuisce alle attività didattiche organizzate dal Museo. Nelle domeniche 7, 14, 21 e 28 ottobre; 4, 11, 18 e 25 novembre e giovedì 1 novembre sono previsti laboratori didattici gratuiti per bambini e ragazzi tra 6 e 14 anni. Negli stessi giorni, per gli adulti, sono organizzate visite guidate gratuite alla scoperta dell'opera esposta.

"Un'iniziativa - ha detto Massimiliano Orsatti - che rappresenta un modo divertente e insolito per avvicinare ed educare tutti i giovani milanesi al gusto dell'arte del bello, accostando alla semplice esperienza visiva anche la conoscenza dei processi artigianali che hanno permesso la creazione di un tale capolavoro della storia dell'arte". [Comune di Milano]






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Alessio II a Parigi, la preghiera rafforza il dialogo.

(Avvenire - Daniele Zappalà) È stato un incontro speciale e denso di significati quello che la Conferenza episcopale francese ha ospitato ieri mattina nella propria casa madre dell’avenue de Breteuil, a Parigi. Tra i partecipanti accolti dal cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e presidente dell’episcopato transalpino, era ospite d’onore il patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II.
Il viaggio in Francia del patriarca della più grande Chiesa ortodossa è stato l’occasione per una serie d’incontri anche col mondo politico, a partire dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Fin dal discorso tenuto a Strasburgo al suo arrivo in Francia però Alessio II aveva chiarito le ragioni eminentemente spirituali che l’hanno spinto ad accettare l’invito offerto dai vescovi francesi. Il patriarca si è in particolare augurato che «l’incontro con i vescovi e i fedeli della Chiesa cattolica porterà frutti e contribuirà all’avanzamento del dialogo fra ortodossi e cattolici in Europa e nel mondo». L’incontro di ieri si è aperto con un intervento di benvenuto del cardinale Ricard centrato sulla storia degli ultimi decenni dell’ecumenismo in Francia e in Europa, così come sui «vecchi legami» fra cattolici e ortodossi russi. «Oggi, nel rispetto, la benevolenza e la stima reciproca – ha detto il porporato –, possiamo condividere i frutti spirituali di rinnovamento nella fede e di dinamismo evangelico che lo Spirito santo non cessa di far crescere in ciascuna delle nostre Chiese».
Alla fine del suo discorso, il cardinale ha espresso la speranza di un incontro fra papa Benedetto XVI e Alessio II. Un incontro che potrebbe diventare «il punto di partenza comune di un lungo cammino da percorrere assieme al servizio di Dio e al servizio di tutti gli uomini».
Alessio II ha chiarito a più riprese negli ultimi giorni che «non esclude affatto» questa prospettiva: «Forse non fra un mese, ma fra un anno o due.
Nondimeno, occorre prepararsi con cura, togliere tutte le difficoltà», ha detto alla stampa francese. Per il patriarca, una comune proclamazione dei valori evangelici trova oggi il suo fondamento «nella prossimità delle posizioni della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica romana su numerose questioni attuali».
Ieri mattina riuniti attorno alla stessa tavola, c’erano 26 alti esponenti cattolici, protestanti e ortodossi. A cominciare dal cardinale Roger Etchegaray, presidente emerito dei Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace e «Cor Unum», da monsignor André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, dal cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione. Per il Patriarcato di Mosca era presente anche il metropolita di Smolensk e Kaliningrad, Kirill.
È nel tardo pomeriggio, sempre a Parigi, che il patriarca di Mosca ha partecipato al rilevante evento ecumenico che ha ufficialmente motivato il suo viaggio in Francia.
Monsignor Vingt-Trois ha infatti invitato Alessio II a una cerimonia nella Cattedrale di Notre Dame per una preghiera comune davanti alla Corona di spine del Cristo. Un incontro ecumenico, aperto ai fedeli, che ha avuto come momenti iniziali lo scambio dei doni e la lettura del Vangelo. La preziosissima reliquia della Passione giunse in Francia nel XIII secolo direttamente da Costantinopoli. Posta oggi sotto la protezione dei cavalieri del Santo Sepolcro, viene generalmente esposta ai fedeli ogni primo venerdì del mese e ogni venerdì di Quaresima.
Salvo occasioni speciali come quella di ieri, che ha subito spinto diversi autorevoli osservatori a sottolineare il carattere «storico» di un viaggio senza precedenti. Ieri mattina l’incontro del patriarca ortodosso di Mosca con il cardinale Ricard e il presidente della Repubblica Sarkozy Poi nella cattedrale di Notre Dame con Vingt-Trois davanti alla Corona di spine.

© Copyright Avvenire, 4 ottobre 2007.






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Festa dei Teatri a Roma, ritorna il 7 ottobre.

Domenica attesa la prossima per gli amanti del teatro e per coloro che non vedono l’ora di scoprirlo. Il 7 ottobre infatti l’AGIS Lazio, con il contributo ed il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma ed in collaborazione con la SIAE, organizza la festa dei teatri, un unica giornata dedicata esclusivamente alla scoperta del mondo del teatro.
Memori del successo delle edizioni precedenti, i teatri aprono per la terza volta i loro spazi al pubblico, con prezzi più che popolari: appassionati e nuovi spettatori potranno infatti sedere nelle classiche poltroncine a titolo gratuito o puramente simbolico (2€).
Alla manifestazione aderiranno quasi 40 teatri, inoltre saranno previste incontri, letture, laboratori e visite guidate alla scoperta dei teatri e degli spettacoli attualmente attivi nel panorama romano. Un programma variegato che propone spettacoli di musica, prosa e danza, esibizioni, visite guidate ed incursioni dietro le quinte (scarica il programma).






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