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venerdì 18 luglio 2008

Erotismo in mostra a Venezia. Corpo, ossessioni e possessioni di elegante ironia.

Lo Spazio Eventi Mondadori di Venezia ospita immagini d’autore. E c’è anche Tinto Brass.
(Alessandra Artale - La Nuova di Venezia e Mestre, foto di Fabrizia Zammateo) Non farlo, dicono i medici, fa male alla salute. E allora dimenticate paure piccole e grandi e tuffatevi felicemente nell’universo del sesso. A questo punto, se siete liberi da ogni orpello mentale che potrebbe recare disturbo a una sana libidine, se siete convinti che la sensualità sia una faccenda da trattare con eleganza e ironia e, perché no, se avete pensieri inconfessati e inconfessabili, allora, da domani pomeriggio, salite al terzo piano dello Spazio Eventi Mondadori a San Marco. Ed ecco la sorpresa: «Possesso. Corpo e ossessioni», la mostra organizzata da Piergiorgio Baroldi di Art&forte e curata da Roberto Ronca che rimarrà aperta fino al 24 agosto. Un itinerario suggestivo in cui potrete passeggiare in mezzo alle opere di una sessantina di artisti, equamente divisi tra maschi e femmine, ai quali è stato chiesto di scavare nel proprio animo per rendere tangibile con pennelli e colori il concetto di «possesso», inteso in senso metaforico e fisico.
Un approccio quindi rispettoso verso il sesso, con sensazioni che ognuno può vivere in modo diverso e personale, il cui comune denominatore è la libertà d’immaginazione verso un tema che, con più o meno soddisfazione, fa parte integrante della vita di tutti. Ecco allora che potrete scoprire la parte più erotica e anche perversa dei coraggiosi sessanta che si sono messi in gioco, le loro pulsioni spesso represse o soffocate e anche per questo forse ancora più forti, flashback di ciò che hanno vissuto o forse soltanto ardentemente desiderato. E il possesso dei sensi si materializza nelle immagini di una donna nuda fotografata in bianco e nero alla maniera di Newton nella deserta pescheria di Rialto o su uno dei tanti ponti «storti» di Venezia o nella inquietante installazione formata da una tela a fondo nero con spruzzi di colore dorato appesa davanti a una ciotola che contiene liquido rosso simil sangue. O ancora un grande quadro verticale di tre metri con una meravigliosa donna nuda giocata sulle tonalità cromatiche del grigio e del beige, quasi una Duse dei giorni nostri per la sensualità unita a un che di drammatico o il forte impatto che può provocare la vista di una giovane fanciulla con una lametta da barba appoggiata sulla lingua: la presa di coscienza che le donne possono ormai permettersi di fare tutto o la materializzazione di un dolore tagliente causato da un uomo?
Ma il sesso è anche e soprattutto gioco e ironia e con le sue maggiori «unità significanti», vale a dire gli organi genitali di entrambi i sessi, ci si può scherzare, come ha fatto l’autore di una delle opere più divertenti: un fallo molto materico appena percettibile da dietro una sorta di finestra realizzata con una leggera tramatura di juta. E se questo non vi basta, passate oggi nel tardo pomeriggio: potrete incontrare Tinto Brass e la sua nuova scoperta, Caterina Varzi, sentire le sue impressioni sulla mostra, carpirne le reazioni, leggere nel suo sorriso enigmatico quello che magari mai avete immaginato sulla sempre diversa e magica danza della vita.

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