(Tuzone) Gli EuroGames, i Campionati europei per gay e lesbiche, sono una manifestazione sportiva organizzata ogni anno dalla European Gay & Lesbian Sport Federation (EGLSF). L’edizione 2008 si svolge a Barcellona dal 24 al 27 luglio. Si tratta della principale manifestazione sportiva a livello europeo per lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Sin dal 1992, quando per la prima volta sono stati organizzati all’Aia, nei Paesi Bassi, l’EGLSF continua a promuovere questi campionati in tutta Europa. Fanno eccezione gli anni in cui i campionati internazionali, quali i Gay Games o gli Outgames, vengono svolti in un paese europeo.
Esistono due tipologie di EuroGames, gli Eurogames “grandi” e gli EuroGames “piccoli”. Mentre quelli piccoli accolgono fino a 3.000 partecipanti, gli EuroGames grandi non prevedono alcun limite rispetto al numero di sportivi. Nel 2004, gli EuroGames grandi di Monaco, per esempio, hanno visto la partecipazione di ben 5.000 atleti, e manifestazioni di questa portata vengono organizzate con cadenza quadriennale. Questo permette anche ai gruppi sportivi più piccoli di poter organizzare gli EuroGames nella propria città.
venerdì 22 febbraio 2008
Eurogames a Barcellona per lo sport versione gay.
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01:05:00
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lunedì 4 agosto 2008
Il Presidente Fini riceverà gli omosessuali "Olimpici" dei gay games di Barcellona.
Domani l'incontro voluto dalla pd Paola Concia, oro nel tennis ai gay games di Barcellona.
(Il Corriere della Sera) Domani il presidente della Camera incontrerà una delegazione di sportivi italiani che hanno partecipato agli Eurogames 2008 a Barcellona. Scritta così non è una notizia. E' uno dei tanti appuntamenti di routine di chi guida Montecitorio.
Ma se colui che siede su quella poltrona si chiama Gianfranco Fini la cosa cambia, visto che gli Eurogames sono le Olimpiadi dei gay e che il presidente della Camera era il leader di un partito che spesso e volentieri si è lasciato andare ad atteggiamenti omofobi. Basti pensare che una decina di anni fa Fini, allora numero uno di Alleanza nazionale, disse pubblicamente: «Lo so, ora l'intellighenzia mi farà a fettine, ma io la penso così: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro».
Gli anni sono passati e nel frattempo, a quanto pare, il presidente della Camera ha fatto la sua piccola «svolta», anche in questo campo. Prima, con la dichiarazione del 2006, in cui affermava che i diritti per le unioni di fatto dovevano valere per tutti, ossia anche per gli omosessuali (benché con qualche timidezza Fini non pronunciò quella parola). Ora un nuovo passo avanti. Dovuto alla deputata del Pd Paola Concia, gay dichiarata, nonché vincitrice di una medaglia d'oro nel tennis agli Eurogames 2008, che si sono tenuti a fine luglio a Barcellona.
La parlamentare del Partito democratico, che era capo della delegazione di trecento sportivi che hanno partecipato ai giochi, l'altro ieri ha telefonato a Fini per proporgli un incontro. Per la verità era convinta di ricevere un bel «no» da parte del presidente della Camera. Così però non è stato. Anzi: «Certo che voglio incontrarvi, anche perché mi convince questo modo di combattere per i diritti dei gay, mi sembra la maniera giusta per affrontare le cose e fare la vostra battaglia».
Nessun problema, allora, a ricevere nel suo studio a Montecitorio i cinquanta gay italiani che hanno vinto una medaglia agli Eurogames.
Nessun timore di critiche e rilievi: «E' vero, potrebbe esserci anche chi fa polemica rispetto a questo mio gesto, chi si scandalizza, ma a me non importa proprio nulla. Al contrario penso che questo incontro sia utile e perciò lo voglio fare senza che nessuno mi possa condizionare ». Magari qualcuno dentro Alleanza nazionale storcerà il naso, e qualche altro si esibirà in battute di dubbio gusto, ma Fini non sembra crearsi dei problemi al riguardo. Con grande stupore di Paola Concia. Alla deputata del Pd, abituata ai frizzi anche dei colleghi di casa sua, non è parso vero che l'ex leader di Alleanza nazionale accettasse subito la sua proposta.
Gianfranco e i gay
Nel 1998
Dieci anni fa Gianfranco Fini, all'epoca presidente di An, durante la registrazione di una puntata del Maurizio Costanzo Show dichiara: «Se lei mi chiede "Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro?", la mia risposta è no»
Nel 2005
Alla festa di Azione giovani, chiedono a Fini se abbia cambiato idea a proposito dei maestri gay. Il presidente di An risponde: «Non ho cambiato idea. Allora ho detto che ostentare comportamenti gay, diversi può determinare fastidio»
Nel 2007
Fini nel maggio 2007 afferma: «Proprio perché rispetto la persona umana e le scelte che liberamente l'individuo fa, non mi permetterei mai di dire che l'omosessuale è un diverso.
È evidente, però, che di questa scelta non possono fare un modello»
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martedì 29 luglio 2008
Eurogames di Barcellona. La Concia è medaglia d'oro nel tennis.
Eurogames. Le gare sportive omosex a Barcellona. Anna Paola Concia è stata portabandiera dell'Italia. La principale manifestazione sportiva per omosessuali ha visto in campo atleti di ottimo livello. Un rovescio vincente dai banchi del Parlamento ai campi da tennis.
(Valentina Marzo - Il Corriere del Mezzogiorno) Anna Paola Concia, deputata del Pd eletta in Puglia alle recenti elezioni, si è aggiudicata la medaglia d'oro del tennis agli Eurogames di Barcellona, la principale manifestazione sportiva a livello europeo per omosessuali. Domenica l'onorevole, grande appassionata della racchetta, ha battuto in finale Melanie Vinzent con il punteggio secco di due set a zero. Al termine di una gara abbastanza combattuta la rappresentante del Pd si è aggiudicata il primo set lasciando solo due giochi all'avversaria tedesca e il secondo set senza neanche possibilità di replica per la Vinzent. La scalata al podio della Concia, 44 anni, originaria dell'Aquila, è cominciata il 24 luglio, giornata di apertura dei giochi nella metropoli spagnola, dove 31 anni fa sono cominciate le prime manifestazioni per i diritti gay. Con la maglia della nazionale azzurra, la politica in versione tennista ha fatto da portabandiera della delegazione italiana. Già dal primo incontro di singolo, ha sfoggiato doti brillanti sul terra rossa del Barcelona Tennis Olimpic, battendo l'avversaria olandese Gerrie Mulder in due set. «E' donna tosta e tennista capace - si legge nel blog del sito dell'onorevole abruzzese - ma l'ho battuta per 6 a 1 e 6 a 3». Da quella partita in poi per la parlamentare azzurra la strada verso l'oro si è fatta più intensa. Solo una battuta d'arresto in un singolo non le ha consentito di raggiungere il record di vittorie, in tutti i match disputati. E' successo nella seconda giornata degli Eurogames, quando la Concia ha affrontato tre partite in sequenza sul campo. Due le ha vinte, la terza l'ha persa. Ma poi la semifinale del singolare femminile ha consacrato ancora una volta la sua bravura, al cospetto di una impegnativa Ines, l'avversaria tedesca caduta alla fine di un match al cardiopalma. «Erano forse più di vent'anni che non facevo maratone simili, è stato bello, ma faticosissimo», si legge ancora tra i commenti della campionessa sul sito internet. Ma la grinta e l'esperienza hanno fatto della Concia la migliore tennista del torneo, in cui si sono cimentate decine di atlete con altrettanta esperienza alle spalle. E poi dopo la vittoria finale, festa tra donne per le strade di Barcellona. L'unico rammarico per Paola Concia è stato constatare un altro modo di vivere la diversità sessuale, più libero e sereno da parte degli spagnoli, rispetto all'Italia. E ne fa esplicito riferimento nel momento dell'euforia sportiva.
«Ero esterrefatta - dice l'onorevole - ma anche piena di rabbia per il nostro paese fuori dal tempo e dalla storia. Ho conosciuto tanti ragazzi e ragazze italiani che ormai vivono qui: mi hanno chiesto come trovo la forza di combattere in Italia, ho risposto a tutti che finché la trovo, rimango lì». Gli sportivi omosessuali si sono cimentati in 25 discipline, tra le quali anche il wrestling, l'areobica e il golf, utilizzando tutti gli impianti sportivi della città: la delegazione più numerosa era rappresentata dai tedeschi.
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martedì 5 agosto 2008
Il Presidente Fini ha ricevuto a Montecitorio la delegazione italiana agli Eurogames.
(Redazione) Oggi, nella sala Aldo Moro (già Sala Gialla) di Montecitorio, il Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini, ha ricevuto le atlete e gli atleti italiani che hanno vinto la medaglia agli Eurogames di Barcellona. Un Fini raggiante, spiritoso, disponibile ed al solito ironico ha ricevuto i nostri atleti che hanno tenuto alto l'onore dello sport italiano. Con l'incontro di oggi il Presidente Fini ha voluto rendere merito ai nostri atleti. Le organizzazioni Lgbt italiane esistono da quasi quarant’anni e solo il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga e due Presidenti della Camera le hanno incontrate.
Dice Paola Concia, portabandiera della nostra compagine sportiva: "Ho dato al Presidente Fini, come pegno, la medaglia d’oro che ho vinto a Barcellona nel tennis: gli ho chiesto di restituirmela solo nel giorno in cui il nostro Parlamento approverà la prima legge a tutela dei diritti degli omosessuali, visto che – ancora - l’Italia non li riconosce affatto.Vorrei che la politica italiana si appropriasse del senso di accoglienza che il Presidente Fini ha mostrato verso gli sportivi omosessuali, riconoscendo per legge il valore sociale delle persone gay, lesbiche e transessuali. E’ un impegno di civiltà che la politica italiana, di destra e di sinistra, deve adottare contro l’omofobia e le discriminazioni per l’orientamento sessuale, prendendo esempio dallo sport, che abbatte tutte le barriere. Oggi, abbiamo messo un’altra pietra nella costruzione della casa del rispetto e dell’inclusione.
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GAY: FINI, SPORT ESEMPIO PER SUPERARE DISCRIMINAZIONI.
Il Presidente della Camera riceve i vincitori italiani Eurogames.
(AdnKronos) Lo sport come esempio di superamento delle discriminazioni presenti nella societa'. Lo ha auspicato il presidente della Camera Gianfranco Fini, ricevendo a Montecitorio gli atleti italiani vincitori di medaglie agli ultimi Eurogames, evento sportivo creato dalla comunita' gay e lesbica europea, svoltisi quest'anno a Barcellona dal 24 al 27 luglio. A guidare la delegazione italiana la deputata del Pd Paola Concia, vincitrice nel torneo di tennis.
"Chi conosce quella dimensione della persona che e' l'attivita' sportiva -ha sottolineato Fini- sa perfettamente che, quale che sia la disciplina con la quale ci si cimenta, il primo insegnamento che deriva dalla pratica sportiva e' il rispetto per se stessi, per le regole, per l'altro. Sempre e comunque nell'attivita' sportiva chi e' impegnato con coscienza sa che non esiste l'altro se non in ragione dell'essere momentaneamente un avversario" che "sempre e comunque merita rispetto".
"Se questi valori riusciamo a farli uscire dall'ambito sportivo e inserirli nella societa' italiana, quello sara' un bel momento per tutti quale che sia l'attivita', sportiva o meno; l'orientamento che ognuno ha, libero anch'esso; il livello di inserimento nella societa'.
E' un modo diplomatico, da ex ministro degli Esteri, per dire -ha concluso Fini- che quando si dice che lo sport deve davvero unire a volte si dice una frase fatta, in alcune circostanze unisce per davvero. E se lo sport diventa anche veicolo per l'attenuazione e la cancellazione di discriminazioni di qualsiasi natura, per davvero lo sport e' non soltanto un'attivita' che merita di essere incentivata ma e' un'attivita' cui occorre riconoscere una forte valenza sociale".
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mercoledì 18 giugno 2008
A Barcellona il primo "Gay circus" per gli Eurogames, in scena acrobati solo uomini.
(Tuzone) Durante gli “EuroGames”, a Barcellona si svolgerà quest’anno anche la prima edizione del “Gay Circus”. Dal 25 al 27 luglio, infatti, la capitale catalana darà vita ad un’altra originale occasione per avvicinare gay e non gay all’insegna del divertimento e dell’abbattimento di ogni tipo di pregiudizio.
Il “Gay Circus” nasce dopo una gestazione di oltre due anni e vedrà esibirsi acrobati maschili, all’interno della programmazione già molto ricca degli Eurogames riservati agli atleti gay di tutta Europa.
Lo spettacolo metterà in scena l’eterno conflitto tra gli angeli e il diavolo, tra il bene e il male con continui richiami ed ispirazioni al mondo della letteratura, della pittura, della danza, della scultura, della fotografia e del cinema.
Ogni spettacolo potrà ospitare oltre 1.000 spettatori e il costo dei biglietti varia da 25 a 55 euro. INFO: www.gaycircus.net
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17:57:00
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giovedì 31 luglio 2008
Eurogames di Barcellona. Io, rappresentante di un Paese che ho abbandonato.
(River-blog) Francesco Z. è un river-lettore che conosco ormai da tre anni. Da quando, studentello a Milano, decise di trasferirsi in Spagna. Una vera e propria fuga dal nostro Paese. Adesso vive a Barcellona. Lavora, ed è felice. Qualche giorno fa mi ha proposto di scrivere per questo blog qualche racconto dalla Spagna. Ecco la sua testimonianza - testuale e fotografica - dalle Olimpiadi gaye. Qui ha portato il cartello del nostro Paese (la bandiera è stata portata dalla parlamentare del Pd, Paola Concia).

24-27 luglio, Eurogames 2008, i “giochi (olimpici?) della diversitá” organizzati per la prima volta a Barcelona, per la prima volta in un paese del Sud Europa. Io c’ero. Ero uno tra le centinaia di volontari gay e lesbiche, transessuali e bisex, ed etero. Guarda caso ero portacartelli nella cerimonia di inaugurazione, per il mio amato/odiato Paese. 300 italiani, belli, belli, belli; erano dietro di me, ma guarda un po’, dandosi alla pazza gioia durante la cerimonia di inaugurazione nel Palau Sant Jordi, con piú di 13.000 persone provenienti da tutta Europa, una trentina di Paesi partecipanti, tra cui la Germania, con piú di 1000 atleti. C’erano anche delegazioni di molti Paesi “omofobi” tra cui la Croazia, Turchia, Russia, Ucraina, Romania, Polonia, Estonia. E poi gli atleti italiani, tutti in azzurro, come la nazionale di calcio ma tra un “It’s raining man” e “Ymca”! In prima fila, dietro di me, a sbandierare il tricolore c’era la nostra unica deputata lesbica, Anna Paola Concia, con cui mi sono fatto quattro chiacchiere:
Concia: “ahhh, ma tu sei italiano, e vivi qui?”
Francesco: “sì sì sono italiano… vivo qui a Barcelona da 8 mesi e in Spagna da 3 anni più o meno”
Concia: ” e come mai te ne sei andato via dall’Italia? studio? lavoro?”
Francesco: ” no no, perché mi faceva schifo…”


Morale della favola: un evento sportivo memorabile per la comunitá LGTB europea, che ha apportato alla cittá di Barcelona 10 milioni di euro in 4 giorni. Sport, feste, brunch e soprattutto tanto divertimento! Anche nei bagni del Palau Sant Jordi durante l’inaugurazione e del parco di Montjuic, dove sono presenti tutte le istallazioni olimpiche adiacenti: un grande Palombini (traduco per i non-romani: un’immensa dark-room). Aspettando che gli Eurogames arrivino anche in Italia, quando anche il nostro Paese sará pronto e all’altezza di un tale evento…

lunedì 28 luglio 2008
A Barcellona festa per gli EuroGames, le “Olimpiadi gay”.
Un momento della sfilata che ha inaugurato gli “Eurogames” 2008 a Barcellona, la festa dello sport gay.
(Emanuele Rossi - Panorama) Una sola, enorme bandiera arcobaleno. Così si sono aperti ieri gli “EuroGames 2008” a Barcellona, una specie di Olimpiadi dello sport gay, lesbico e transgender. Nel Palau Sant Jordi, il palazzetto olimpico del basket costruito nel ‘92 sulla montagna di Montjuic, si è svolta la cerimonia inaugurale. Gli atleti delle nazioni partecipanti hanno sfilato sotto le loro bandiere nazionali. A parte i padroni di casa che hanno deciso di presentarsi sventolando la bandiera della città “Non è una rivendicazione politica, volevamo solo segnalare l’appoggio e l’aiuto ricevuto dal sindaco e dalla Generalitat (il governo regionale)”. Come una cerimonia olimpica, insomma, ma con una colonna sonora che non lasciava dubbi sull’ orientamento della manifestazione: da “Ymca” dei Village people, a “It’s raining man”, a una versione spagnola di “Com’è bello far l’amore” di Raffaella Carrà.
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La delegazione più numerosa era la tedesca, quella più piccola la rumena (una sola donna, applauditissima). Un gay pride sportivo, visto che i partecipanti si cimenteranno in 25 discipline, tra le quali anche il “wrestling”, l’aerobica e il golf. Utilizzeranno impianti sportivi in tutta la città. Ad accogliere i partecipanti, nel palazzetto gremito (16mila posti), c’era anche il sindaco della capitale catalana Jordi Hereu, che ha ricordato le prime manifestazioni per i diritti dei gay in Spagna, 31 anni fa proprio a Barcellona. La città, sempre in competizione con Madrid, vuole attirare il turismo omosessuale, che continua a preferire gli storici bar di Chueca, il quartiere gay della capitale spagnola, al discreto ma più sobrio “Gayxample”, nei viali ottoenteschi della metropoli catalana.
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mercoledì 30 luglio 2008
Patriottismo... Paola Concia, un’onorevole d’oro: vince le olimpiadi-gay e corre da Fini.
(Gianni Pennacchi - Il Giornale) “Sto cercando il presidente Fini, voglio chiedergli di ricevermi con tutta la delegazione italiana, appena rientriamo da Barcellona”, esclama al telefono, agitata ed entusiasta, l’onorevole Anna Paola Concia. È felice perché ella stessa ha vinto una medaglia d’oro, quella del singolare di tennis, dopo aver portato il tricolore all’inaugurazione degli Eurogames di Barcellona. “Solo noi salviamo l’immagine dell’Italia in Europa!”, esulta ancora. La riceverà, il presidente della Camera, questa sua deputata d’opposizione – e l’unica dell’intero Parlamento a dichiararsi omosessuale – con gli altri 300, giovani e forti si presume, che han difeso i colori italiani alle Olimpiadi dei gay e delle lesbiche? Già, ci sono le Olimpiadi di Pechino, quelle degli handicappati, volete che mancassero queste? L’onorevole Concia, quarantenne dal fisico atletico, a Barcellona ha letteralmente stracciato le sue robuste avversarie, onorando così il ruolo di portabandiera che le era stato assegnato. E grazie all’assist fornitole da Umberto Bossi con quel suo muto commento all’inno nazionale, ora può dichiarare con fierezza che “in una Italia dove il tricolore viene bistrattato continuamente, i gay e le lesbiche italiane ne hanno difeso orgogliosamente i colori, nonostante siamo cittadini senza diritti”. Altro che gay pride sui carri carnevaleschi, la Concia ha vinto sul terreno di gioco, in una disciplina in cui alle Olimpiadi più famose abbiamo raccattato solo un bronzo a Parigi nel 1924. E la squadra italiana torna a casa con 10 medaglie d’oro: oltre a quella del tennis femminile, 2 nella pallavolo, 6 di atletica leggera ed una nel nuoto. Ma perché anche le Olimpiadi degli omosessuali? “Non è affatto la pulsione a ghettizzarsi”, risponde l’onorevole campionessa, “né tanto meno il bisogno di rimarcare la diversità. È invece la voglia di lottare contro le discriminazioni attraverso lo sport, che è un grande strumento di trasmissione di modelli culturali e messaggi positivi”. Tant’è che gli Eurogames, invenzione del Nord Europa, si tengono ormai da vent’anni. A Barcellona, da giovedì sino a ieri sera, hanno gareggiato 5.000 atleti, e la squadra italiana era numerosa, 300 appunto. Tutti in maglia azzurra con la scritta Italia sulla schiena, e sul petto il simbolo del Gsi, il coordinamento nazionale di lesbiche, gay e trans per lo sport, che ha compiuto da poco il suo primo anno di vita. Se non è una cosa seria? Anna Paola Concia tiene a sottolineare che l’Eglsf, federazione sportiva europea gay e lesbiche, “Ha firmato con la Uefa un protocollo per la lotta alle discriminazioni dei gay e delle lesbiche nel mondo del calcio”.
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17:13:00
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