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domenica 6 gennaio 2008

Preti pedofili. Cosenza, Corte di Appello conferma condanna di Padre Kevin Chukwuka.

Interdetti dalle funzioni religiose i due sacerdoti della Curia cosentina. Il presule annuncia una rivoluzione etica e una fase di penitenza e preghiera. Una dimostrazione plastica di voler voltare pagina e di riaffermare la primazia dell’etica.

(Mario Campanella - La Provincia cosentina) Monsignore Salvatore Nunnari (nella foto) ha sospeso a divinis Padre Kevin Chukwuka e Don Alfredo Luberto. Entrambi i sacerdoti non potranno più amministrare i sacramenti, essendo il provvedimento sospensivo intercorrente e immeditamente esecutivo.
Il provvedimento è stato firmato circa un mese fa, ma nessuna notizia è trapelata dalle stanze di Piazza Parrasio. Padre Chukwuka è stato condananto in primo e secondo grado per molestie sessuali nei confronti di una bambina di Acri. Una vicenda gravissima considerato che il sacerodte nigeriano era parroco di una delle più importanti chiese del comune. Don Alfredo Luberto, invece, amministratore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, si trova ancora agli arresti domiciliari, dopo gli arresti avvenuti lo scorso luglio, per le gravi accuse di malversazione relative alla sua gestione.

Per il sacerdote di colore si profila la possibilità concreta di un allontanamento definitivo dalla Chiesa qualora la Corte di Cassazione dovesse rendere certa la condanna a due anni inflittagli dal tribunale di Cosenza e confermata dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Per Luberto, invece, si profilano le dimissioni volontarie, anche in relazione al fatto che il sacerdote cosentino ha confermato agli inquirenti gran parte delle contestazioni addebitategli. I provvedimenti di sospensione segnano una svolta nell’azione di Mons Nunnari. Una svolta certamente positiva, con l’immagine di una Chiesa che non vuole più rimuovere i suoi problemi, ma affrontarli direttamente e superarli, ribadendo la primazia dell’etica nella gestione quotidiana della Chiesa. Il terzo sacerdote sospeso in un anno (Padre Fedele Bisceglie è stato interdetto direttamente dal suo ordine monastico, come prevede il diritto canonico) chiude il cerchio di un bilancio non certo meritevole, ma di cui (è opportuno ricordarlo) l’attuale Vescovo non ha colpe. Lo scandalo del Papa Giovanni, che ha colpito una struttura diretta della Chiesa (compreso il laicato), ha riguardato uomini e nomine che appartenevano al suo predecessore, Giuseppe Agostino. Il lungo proclama contro l’usura, male che affligge nel cuore la sua città, è la testimonianza di una volontà precisa di non tacere e di alzare sempre di più la voce contro settori precisi dei colletti bianchi. Nunnari è un uomo intelligente, che sa distinguere la zizzania dalla buona erba. Pe rquesto ha riferito ad Eugenio Facciolla nomi e circostanze sulle pressioni che ha subìto per l’affidamento della struttura di Serra Aiello. Pressioni inutili, atteso che la struttura non è stata data a nessuno. Una nuova pagina, forse, si prospetta per la chiesa cosentina.

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Unioni di fatto attenti alle truffe.

(Il Giornale) Caro Granzotto, le premetto che sono una madre di famiglia, cattolica osservante ed elettrice di destra. Nell’alloggio al piano sopra il mio abita, ormai da sette anni, una coppia di gay. Il loro comportamento non ha mai suscitato proteste nel nostro numeroso condominio, costituito da inquilini di ogni ordine sociale, da famiglie numerose, da single, giovani e anziani...
La coppia alla quale mi riferisco non ha mai fatto niente per nascondere la propria scelta. Col tempo abbiamo stretto amicizia, ci scambiamo piccoli favori (uno dei due è un mago del computer ed è stato preso come consulente da tutto il palazzo) e commissioni. Per fargliela breve mercoledì scorso, il primo dell’anno, mio marito ed io siamo stati invitati a pranzo. Le confesso che è stata una sorpresa e mi sono resa conto che la loro è una vera e propria coppia, è una vera e propria famiglia con i suoi ruoli. Nessun atteggiamento e nessun discorso «da gay», ma semplicemente un contegno, un modo di agire e di fare assolutamente identico a quello di una coppia eterosessuale. Fu allora che mi resi conto di quanto ingiusto fosse il rifiuto ad una legge che legittimi le coppie di fatto. Chi vi si oppone evidentemente pensa che i gay siano quelli sguaiati e insolenti delle sfilate del gay pride, ma non è così e io lo posso confermare. Il matrimonio no, è un sacramento che unisce un uomo a una donna, ma una forma di unione civile dovrebbe essere garantita alle coppie omosessuali che hanno formato o intendono formare una famiglia. Lei cosa ne pensa?

Mi dico subito d’accordo, gentile lettrice, nella condanna della rappresentazione caricaturale che gli omosessuali (non tutti, ovviamente e per fortuna) danno di loro stessi. Facendo di Mario Coruzzi - Platinette per intenderci - un divo del suo show, Maurizio Costanzo intendeva sicuramente concorrere a smentire l’opinione, abbastanza comune, che l’omosessualità costituisca qualcosa di «diverso». Inutile aggiungere che ha ottenuto il risultato opposto perché la sua Platinette fece di tutto, ma proprio tutto, per sottolineare una diversità che non esito a definire iperbolica. Non credo, però, che sia questa la ragione delle difficoltà che incontra l’adozione di una legge che tuteli le unioni omosessuali, quanto piuttosto gli ostacoli che si frappongono alla sua applicazione. Il primo è che finirebbe per essere discriminante, cioè quanto di peggio si possa immaginare in piena cultura del politicamente corretto. Il secondo, ma non meno ingombrante ostacolo, è che di riffa o di raffa si renderebbe necessaria una verifica, il riscontro della reale sussistenza di un rapporto omosessuale. E, come dicono a Napoli, nun è cosa.

Non resta quindi che allargarla a tutte le coppie di fatto o anche a quelle fattesi lì per lì, sia etero che omosessuali. In tal caso si corre però il (serio) rischio che la legge diventi strumento per gabbare lo Stato, cioè noi. Cosa impedirebbe ad un anziano pensionato di costituire una coppia di fatto col giovane nipote del suo carissimo e squattrinato amico così che il ragazzo possa godere a vita dei benefici derivanti dalla reversibilità della pensione? O per ottenere con più sveltezza un alloggio di edilizia pubblica? O per consentirgli la successione nel contratto di locazione? O il trasferimento da una sede di lavoro all’altra? Lo so, gentile lettrice, a veder le cose così si pensa male. E dunque si fa peccato. Però, come diceva quel diavolo d’un Andreotti, ci si azzecca.

Paolo Granzotto

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Hollywood. Johnny Depp è la star più pagata.

Con i 95 milioni di dollari guadagnati in 12 mesi, da giugno 2006 allo stesso mese del 2007, è la star di Hollywood più pagata. L'attore guida l'ambita classifica seguito da Brad Pitt e Tom Cruise. Tra le donne in testa resta la sempre affascinante Nicole Kidman.

(Quotidiano.net) Johnny Depp con i 95 milioni di dollari guadagnati in 12 mesi da giugno 2006 allo stesso mese del 2007 è la star di Hollywood più pagata.

Secondo il sito web 'Extra.tv' della Warner Bross il pirata dei Caraibi guida l'ambita classifica seguito da Bradd Pitt e Tom Cruise. Al club da 20 milioni di dollari a film appartengono anche Will Smith, Vince Vaughn, Will Ferrel, Ben Stiller.

Tra le donne in testa resta la sempre affascinante Nicole Kidman, preferita a Angelina Jolie, Jennifer Aniston, Jiulia Roberts e Scarlett Johanson.

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Anna Frank diventa un musical. "Anche così si tiene vivo il ricordo". Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Calderon di Madrid da fine febbraio.

La prima produzione con il sì ufficiale della Fondazione intitolata alla ragazza.
Il produttore: "Ho promesso a mio figlio di onorare la memoria di un simbolo della lotta alla xenofobia e per i diritti dei bambini".

(Alessandra Vitali - La Repubblica) E' la voce più conosciuta della Shoah, un'icona tragica, una conoscenza condivisa attraverso la traduzione in sessanta lingue e quaranta milioni di copie vendute. E anche se riesce difficile associare Il Diario di Anna Frank a un musical, forse - come accaduto con tante opere che raccontano il dramma, da Schindler's List a La vita è bella a Train de vie per citare i titoli più celebri - è anche una strada per evitare che l'orrore finisca nell'oblìo. Questo è uno dei motivi che hanno spinto il regista Daniel Garcìa Chavéz a portare in scena, al Teatro Calderon di Madrid, dal prossimo 28 febbraio, El Diario de Ana Frank, un Canto a la Vida, primo musical autorizzato dalla Fondazione che cura il ricordo della ragazza ebrea.
Protagonista dello spettacolo la tredicenne cubana Isabella Castillo /nella foto), scelta fra 800 giovani attori e cantanti selezionati su internet, che durante una presentazione informale del musical ad Amsterdam, proprio nella casa-museo, ha detto di sentire "qualcosa in comune" con Anna Frank: figlia di un'esule fuggita da Cuba, la cantante Delia Diaz de Villegas, Isabel ha vissuto in Belize con la madre nascondendosi, in attesa di poter raggiungere Miami, dove oggi vive. "Non potevamo fare rumore, avevamo paura che la polizia ci trovasse - ha spiegato - non è la stessa storia dei Frank, ma ha qualcosa in comune con essa".
Anna Frank sapeva di avere il dono della scrittura, e aveva riveduto e ricorretto più volte "Kitty" - così aveva deciso di chiamare il suo Diario - nei primi anni Quaranta, durante la segregazione nella casa di Prinsengracht, ad Amsterdam. L'intenzione era quella di pubblicarlo durante la guerra. Un sogno che non riuscì a realizzare, così come non poté assistere alla trasposizione teatrale della sua vita, messa in scena nel 1955 dal drammaturgo americano Alfred Hackett.
Quattro anni dopo, sarebbe stato un compatriota di Hackett, George Stevens, a utilizzare quell'adattamento per realizzare The Diary of Anne Frank, film da tre Oscar uno dei quali, quello vinto da Shelley Winters per il ruolo di Petronella Van Daan, oggi esposto nella casa-museo sui canali di Amsterdam.
Negli anni Ottanta Steven Spielberg cercò di riportare la storia al cinema ma non riuscì a ottenere i diritti, sebbene membro di una famiglia ebrea ortodossa decimata dai nazisti. Per raccontare la tragedia girò nel 1993 The Schindler's List, anch'esso pluripremiato agli Oscar. E comunque, fu lui a finanziarie alcuni recenti lavori di ristrutturazione e ampliamento della casa-museo.
"Questa versione rispetta il messaggio di tolleranza, insito nella tragedia, che a noi interessa tener vivo" spiega Jan Eric Dubbelman, capo del Dipartimento internazionale della Anne Frank Foundation in un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais, motivando così la decisione del via libera al musical. "Il fatto, poi, che sia in lingua spagnola - aggiunge - può contribuire a far conoscere la figura di Anna Frank al mondo latinoamericano, una comunità che ha sempre dimostrato grande interesse nei confronti della sua storia".
Quanto ai realizzatori dell'opera, Rafael Alvero, direttore generale della Federaciòn de Cines de Espana e produttore esecutivo del musical, racconta: "E' stato un lavoro al quale ho dedicato dieci anni, tanti ne sono serviti per convincere la Fondazione a dare il via libera al progetto. Ma anche la realizzazione di una promessa fatta a mio figlio, quella di mantenere vivo un simbolo della lotta alla xenofobia e per i diritti dei bambini, qual è Anna Frank".

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Una fan pericolosa. Spasimante minaccia di morte Howard dei Take That.

Una spasimante 'esagerata', che si fa chiamarte Kendra, da qualche tempo controlla ogni suo passo e gli invia mail al vetriolo.

(Quotidiano.net) Howard Donald? Irresistibile. Ultimamente, però, questa caratteristica non gli giova. Uno dei quattro Take That 'residui', che negli anni '90 sfoggiava un'indimenticabile chioma rasta, avrebbe infatti ricevuto minacce di morte da una spasimante quantomeno 'esagerata'.

La donna - secondo quando raccontato - si fa chiamare Kendra e da qualche tempo controlla ogni suo passo e gli invia mail al vetriolo. L'indiscutibile fascino dell'artista - soprannominato The Body - sembra aver fatto scattare un meccanismo ossessivo nella mente della sua ammiratrice. 'Tutto è iniziato alcuni mesi fa - rivelano alcune fonti vicine alla pop star - quando la donna ha cominciato a presentarsi ad Howard come la sua futura moglie. Kendra ha cominciato a seguire la band ovunque si spostasse, e a presentarsi puntualmente in ogni albergo in cui il gruppo si trovasse ad alloggiare'.

Più tardi l'esasperante ammiratrice è diventata un vero e proprio problema e ha più volte minacciato di morte il povero Howie, che sta pensando di rinforzare i suoi addetti alla sicurezza.
Nel corso della loro carriera, i Take That sono stati spesso molestati da fan ossessive. Lo scorso mese, a Londra, è dovuta intervenire la sicurezza per bloccare una fan che tentava di fare irruzione nella stanza in cui si trovavano i ragazzi.

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Soldi per tutti, anche i Re Magi hanno sovvenzioni nell’Italia degli sprechi.

(Paola Setti - Il Giornale) Alzi la mano chi conosce San Cromazio d’Aquileia. E anche chi, con tutto l’affetto per Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, destinerebbe 235mila euro in tre anni al Viaggio dei Re Magi. Lo Stato italiano ha la mano alzata, anzi in tasca, da dieci anni, per finanziarli. Insieme a una lunga serie di personalità a volte note, altre sconosciute, e di eventi culturali grandi e piccoli spesso piccolissimi.
Dal 1997, i governi che si sono succeduti hanno speso qualcosa come 67 milioni di euro, più o meno 130 miliardi di vecchie lire, per sostenere le attività di 158 Comitati Nazionali, in un crescendo che non accenna ad arrestarsi, visto che se nel ’97 erano solo 8 le iniziative accolte, nel 2006 erano ben 29. L’elenco è infinito: 262mila euro per il centenario di Giosuè Carducci, più o meno altrettanti per celebrare i 550 anni dalla morte del Beato Angelico o i 50 anni dei Trattati di Roma sull’integrazione europea.
E fin qui. Ma non mancano casi decisamente curiosi, come il Comitato per il Viaggio dei Re Magi, o contributi per celebrare personalità come il filosofo di Modica Carmelo Ottaviano. In base ad una legge del 1997, spiegano alla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del ministero dei Beni Culturali, lo Stato destina ogni anno a Comitati ed Edizioni Nazionali (edizioni di opere di autori del passato considerati benemeriti della cultura) un totale di solito poco inferiore ai 7 milioni di euro (6.713.940; nel ’97 furono 13 miliardi di lire), finanziamento decurtato per la prima volta dalla Finanziaria 2007, che impose a livello trasversale un taglio del 12,57% da ripartire su tutte le voci di spesa. Il numero dei Comitati ammessi a dividersi il budget varia però ogni anno per decisione della Consulta, l’organismo che per legge regola il settore e decide la ripartizione del denaro, della quale fanno parte oltre a tre «saggi», il direttore generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del ministero dei Beni Culturali, un rappresentante della Presidenza del Consiglio, un rappresentante ciascuno per i ministeri dell’Economia, dell’Università e dell’Istruzione, un rappresentante delle Regioni. Ogni anno la lista viene sottoposta dalla Consulta all’esame delle commissioni cultura di Camera e Senato e varata con decreto ministeriale.
La parte del leone, negli anni, l’hanno fatta i grandi eventi della storia e i super big di ogni tempo, da Giordano Bruno a Giuseppe Garibaldi, da Andrea Mantegna a Pinturicchio, Galileo Galilei, Giacomo Leopardi. Per loro, anche grazie ai Comitati e al contributo dello Stato, sono state organizzate mostre, convegni, tavole rotonde, sessioni di studio, pubblicati libri, organizzati archivi. Il contributo economicamente più pesante lo hanno avuto negli anni le celebrazioni per Giacomo Puccini, con 887.429 euro tra il 2004 e il 2007, e Leon Battista Alberti con 791.456 tra il 2002 e il 2005. Oggetto di celebrazioni, in alcuni casi, anche luoghi fisici come le Abbazie di Nonantola e di San Nilo: la prima, nella provincia di Modena, destinataria di 400mila euro di contributi tra il 2003 ed il 2006 per una serie di mostre, convegni, feste; la seconda, a Grottaferrata vicino Roma, di 816.456,90 tra il 2002 ed il 2005 per ricordare i mille anni dalla fondazione. Contributi sono andati anche ai Comitati per le Cattedrali di Parma (287.429 euro tra il 2005 ed il 2007) Cremona (100mila euro nel 2006) e Sarsina (262.288 nel 2007) e per un progetto culturale costruito intorno al monumento a Ilaria del Carretto (150mila euro nel 2006) nella Cattedrale di Lucca.
Ma c’è anche, tra il 2006 e il 2007, un contributo di 137.429 euro andato al Comitato per la Storia dell’Energia Solare. E 100mila euro sono stati devoluti, nel 2006, per celebrare, con tre convegni organizzati a Milano, Catania e Modica, il centenario della nascita del filosofo siciliano Carmelo Ottaviano. Un largo spazio, negli anni, hanno avuto papi, santi e beati, tanti molto famosi, altri meno. È il caso, ad esempio, del Comitato sorto per le celebrazioni - una mostra, due concerti, una rassegna cinematografica - per il IV centenario della beata Giovanna Maria Bonomo di Asiago al quale lo Stato ha devoluto, nel 2006, 200mila euro.
Al 2005, infine, la palma del Comitato più curioso, quello per il Viaggio dei Re Magi. In questo caso una serie di mostre e conferenze organizzate tra il Trentino e la Lombardia per riportare alla luce la tradizione di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, le cui reliquie, custodite inizialmente a Milano nella chiesa di Sant’Eustorgio, furono poi trasferite nella Cattedrale di Colonia per ordine di Barbarossa. Sono fra le figure più note del mondo, eppure per quest’iniziativa lo Stato italiano ha dato 100mila euro nel 2005, altri 100mila nel 2006, e 34.971 nel 2007.

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