banda http://blografando.splinder.com

giovedì 14 agosto 2008

L'Espresso: Federalismo, ora sono sette le regioni che pagano per tutti.

(Adnkronos) Sono sette le Regioni italiane con un residuo fiscale positivo, vale a dire la differenza tra cio' che lo Stato incassa dai cittadini di quel territorio e cio' che spende per loro. In tutte le altre il saldo e' invece negativo. A sottolineare il dato e' il settimanale 'L'Espresso', che nel numero in edicola domani pubblica cifre elaborate dall'Ufficio studi dell'Associazione degli artigiani (Cgia) di Mestre, in vista della preparazione del testo sul federalismo fiscale. In particolare la Lombardia risulta la Regione con il piu' alto indice positivo, visto che i cittadini versano al fisco 162 miliardi di euro e ne ricevono 124 in spesa pubblica, con una differenza quindi di 38 miliardi. A livello pro capite, la differenza e' tra 17 mila 097 euro versati e 13 mila 097 ricevuti, con un saldo di 4 mila. Subito dopo la Lombardia c'e' il Veneto, dove le entrate sono pari a 66,2 miliardi di euro e le uscite a 50,6, con un segno piu' di 15,6. A livello pro capite, i dati parlano di 13 mila 983 euro versati e 10 mila 691 incassati, con 3 mila 292 di attivo. Per quanto riguarda le altre Regioni: l'Emilia registra 67,5 miliardi incassati e 52,2 spesi (+ 15,3), pro capite 16 mila 138 euro versati e 12 mila 483 ricevuti (+ 3 mila 656); il Piemonte 61,8 miliardi versati, 55,8 di spesa (+ 6 miliardi), pro capite 14 mila 243 versati e 12 mila 868 ricevuti (+ 1.375); la Toscana 50,4 miliardi versati, 45,5 ricevuti (+4,9), pro capite 13 mila 937 versati, 12 mila 579 ricevuti (+ 1.358); il Lazio 84 miliardi versati, 80, 2 ricevuti (+ 3,8), pro capite 15 mila 841 versati, 15 mila 134 ricevuti (+ 707); le Marche 18,9 miliardi versati, 16,7 ricevuti ( + 2,2), pro capite 12 mila 390 versati, 10 mila 952 ricevuti (+1.438). La Provincia autonoma di Bolzano apre invece l'elenco delle Regioni dove cio' che lo Stato incassa dai cittadini e' inferiore rispetto a cio' che spende: 7,4 miliardi di euro incassati a fronte di 7,7 miliardi spesi, con un saldo negativo di 0,3. Pro capite la differenza e' tra 15 mila 473 euro incassati e 16 mila 38 spesi , con un meno 565 euro. Segue la Provincia di Trento, dove la differenza tra 7,6 miliardi versati nelle casse dell'erario e gli 8,1 impiegati in spese e' di 0,5, mentre pro capite la differenza e' tra 15 mila 165 di tasse e 16 mila 172 di spese, con un meno 1.007. Sempre di 0,5 miliardi di euro preceduto da segno negativo e' la differenza che si registra in Val d'Aosta, tra 2,1 miliardi di tasse e 2,6 di spese. Ma c'e' una particolarita': questa Regione e' infatti quella dove pro capite si registra la differenza piu' alta tra imposte versate (17 mila 261 euro) e spese statali (21 mila 453), pari a 4 mila 192 euro. Proseguendo con le altre Regioni, l'Umbria versa 10,9 miliardi e ne incassa 11,5 (- 0,6), pro capite 12 mila 672 euro, contro 13 mila 274 (- 602); il Molise versa 2,9 miliardi e ne incassa 3.5 (- 0,6), pro capite 9 mila 60 contro 11 mila 175 (- 2mila 115); il Friuli Venezia Giulia versa 18,5 miliardi e ne incassa 19,2 (- 0,7), pro capite 15 mila 366 contro 15 mila 942 (- 576);la Liguria versa 21,8 miliardi e ne incassa 22,7 (- 0,9), pro capite 13 mila 581 contro 14 mila 110 (- 529); l'Abruzzo versa 13, 2 miliardi e ne incassa 14,3 (- 1,1), pro capite 10 mila 126 contro 11mila (- 874); la Basilicata versa 4,9 miliardi e ne incassa 6,3 (- 1,4), pro capite 8 mila 375 contro 10 mila 686 (- 2 mila 311); la Sardegna versa 17,5 miliardi e ne incassa 19,9 (- 2,4), pro capite 10 mila 604 contro 12 mila 022 (- 1.418); la Calabria versa 15,9 miliardi e ne incassa 21,1 (- 5,2), pro capite 7 mila 956 contro 10 mila 554 (- 2 mila 598); la Puglia versa 32,1 miliardi e ne incassa 37,8 (- 5,7), pro capite 7 mila 902 contro 9 mila 306 (- 1.404); la Campania versa 46,9 miliardi e ne incassa 53, 5 (- 6,6), pro capite 8 mila 110 contro 9 mila 247 (- 1.137); la Sicilia versa 40 miliardi e ne incassa 53,3 (- 13,3), pro capite 7 mila 982 contro 10 mila 630 (- 2 mila 648). >Partendo da questi dati, scrive 'L'Espresso', il sistema di federalismo fiscale che dovrebbe essere presentato a settembre dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli prevede che per materie garantite dalla Costituzione come scuola e sanita' vengano stabiliti dei costi standard, finanziati trattenendo in ogni Regione una parte delle tasse versate in loco. Chi spendera' meno, avra' le risorse per estendere l'offerta, magari aumentando le cure garantite. Chi sprechera', avra' vita dura. Per evitare sperequazioni al momento dell'avvio del sistema, l'idea di Calderoli e' prendere le tre Regioni migliori e calcolare che fetta di tasse devono trattenere per sostenere la loro spesa. Si calcola la media fra le tre. Chi riesce a spendere meno, versa il resto in un fondo (detto perequativo) che verra' ripartito fra chi, al contrario, spende di piu'. Per pagarsi la propria sanita', alla Lombardia basterebbe trattenere una fetta del gettito Irpef del suo territorio pari a un'aliquota del 4,4 per cento; in Calabria, dove i redditi dei cittadini sono piu' bassi, si arriverebbe al 16,3. Le tre Regioni migliori -ipotizzate secondo le schema Calderoli- sarebbero Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. L'aliquota media fra le tre (il 5,3 per cento relativa all'Irpef) e' pero' inferiore a quella che sia l'Emilia che il Lazio dovrebbero trattenere per sostenere interamente la loro spesa sanitaria. Alla fine solo la Lombardia darebbe un contributo al fondo perequativo, pari a circa 1,2 miliardi. Tutte le altre Regioni, comprese quelle che generano sul loro territorio un gettito fiscale sufficiente a ripagare per intero le loro spese, andrebbero a debito con il fondo perequativo, rimpinguato dallo Stato per circa 11 miliardi l'anno, al quale dovrebbero chiedere denaro continuamente per pagare medici e infermieri.

Sphere: Related Content

Nessun commento: