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sabato 1 dicembre 2007

Cinema. La Kidman vuole Beckham sul set. Pronto un ruolo nel suo nuovo film.

L'attrice è impegnata nelle riprese di 'Australia' e avrebbe chiesto al regista Baz Lurhmann di assegnare un ruolo al centrocampista inglese. Si tratterebbe di una piccola parte, ma potrebbe essere un buon lancio per approdare a Hollywood.

(Quotidiano net) Il fatto che giocare a Los Angeles avrebbe potuto spalancare un giorno a David Beckham le porte del cinema era prevedibile, forse, però, non così presto. Secondo il "Daily Star", Nicole Kidman avrebbe espressamente chiesto al regista Baz Lurhmann di assegnare al 32enne centrocampista dei Galaxy il ruolo di un prestante muratore nel suo nuovo film dal titolo "Australia".
Una richiesta che il regista di "Moulin Rouge" si appresterebbe a esaudire dopo aver visto la muscolatura di Beckham, ideale per la parte. "Baz pensa che David sarebbe grandioso in 'Australia' - rivela una fonte anonima - Ha tutte le qualità per il ruolo ed è così umile che sarebbe brillante".
La pellicola, che costerà 91 milioni di euro e che vedrà come protagonista maschile Hugh Jackman, è stata già in fase di produzione per nove mesi e dovrebbe ripartire a marzo. "Sarebbe una piccola parte ma tutti sperano che David la prenda in considerazione", ha aggiunto la fonte. Per Beckham sarebbe la seconda presenza sul grande schermo: il suo esordio risale al 2005 quando interpretò se stesso nel film "Goal!".

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Calcio inglese, il primo cheerleader maschio.

E un suo video su you tube e' gia' un cult.
Ha debuttato nella Premier League, unico uomo tra le sue colleghe, Andrew, il nuovo supporter del Blackburn.

(Simona Marchetti - Il Corriere della Sera) Si chiama Andrew, è biondo, magro e non esattamente aggraziato, eppure i fan dei Blackburn Rovers impazziscono per lui, mentre quelli delle altre squadre lo prendono in giro senza pietà.
Perchè Andrew non è l’ennesimo nuovo acquisto del club, bensì un cheerleader. Anzi, il primo cheerleader maschio nella storia della Premier League.

IL DEBUTTO - Il ragazzo ha debuttato il 29 novembre scorso contro l’Aston Villa, nel recupero della seconda giornata, e sebbene non abbia portato molta fortuna alla squadra di casa (il Blackburn ha perso 4 a 0), la sua performance è, però, servita a divertire i 25.000 tifosi, che si sono messi a scattare foto a più non posso (e molti filmati sono poi finiti su Youtube), non appena Andrew ha fatto il suo ingresso in campo, insieme alle altre compagne di ballo. Tutte donne. Del resto, vedere un uomo che ondeggia e sculetta in tuta e maglietta (fortunatamente, il gonnellino lo ha lasciato alle ragazze) non è roba di tutti i giorni e nel calcio lo è ancora meno. Il Blackburn non ha voluto rivelare ulteriori dettagli sulla nuova “recluta”, ma per la coach delle cheerleaders locali, Kathy Foster, non c’è proprio niente di strano

IDEA RIPRESA DAGLI USA - «Negli Stati Uniti ci sono un sacco di cheerleaders maschi – ha spiegato al “Daily Mail” – e poi Andrew è il più appassionato di tutti, dico davvero. Viene ogni settimana, tutte le ragazze lo adorano e lui ama veramente quello che fa. Sorride sempre, ha grande fiducia in se stesso ed è pronto anche alle critiche». Che, ovviamente, non sono mancate. Se, infatti, sugli spalti la novità è stata accolta con boati e risate, sulle chat dei tifosi i commenti sono stati assai meno favorevoli. «Questo è quello che succede quando si permette al “politically correct” di prendere il sopravvento – si legge in un post sul sito glory-glory.co.uk – . Non sono favorevole ai cheerleaders maschi, ma nemmeno alle cheerleaders nel calcio». Un altro navigatore ha, invece, un pensiero un po’ più malizioso: «Pensate a quello che succede quando se ne va via con il resto delle compagne e lui è l’unico ragazzo…». Anche negli Usa, però, tradizionalmente riconosciuti come la patria delle fenomeno, l’idea del maschio con i pon-pon non trova unanimi consensi. Emblematico il caso della squadra di basket dei Sacramento Kings: quando cercò di introdurre la novità di un cheerleader uomo, venne trascinata in tribunale dai fan scandalizzati. Per ora il Blackburn è la sola squadra di calcio della massima serie inglese ad aver tentato una cosa simile. Il sospetto è che resti l’unica…
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Circoncisione, erezione ed eiaculazione precoce.

(Benessere blog) La circoncisione per motivi medici o religiosi, pur essendo una operazione di routine nel campo dell’andrologia, ha sempre suscitato interrogativi, sulle conseguenze positive o negative sulla salute dell’organo genitale e sulla qualità della vita sessuale.

Meno sensibili e dunque con più problemi nell’erezione, oppure meno sensibili e dunque più resistenti nella performance sessuale? Oppure problemi di eiaculazione precoce maggiormente accentuati? Ma poi davvero un pene circonciso è un pene meno sensibile oppure più sensibile? Principalmente a queste ma anche altre domande tenta di dare risposte articolate, la ricerca medica fatta dai medici della prestigiosa rivista Urology.

Di questa prestigiosa ricerca che ha coinvolto 40 giovani uomini, ne parla in una scheda di andrologia anche dica33.it che presenta una sort di Faq della circoncisione.

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Torino FilmFest. Nanni e Tinto, la strana coppia. Una serata di cinema e sesso.

Brass: "Il cinema impegnato si è rivelato inutile, per questo io ho saltato il fosso". Quinto ed ultimo incontro coi registi del Film Festival di Torino diretto da Moretti.

(Paolo D'Agostini - La Repubblica) "Volevo arrivarci il più tardi possibile". Sembrano una coppia di collaudato affiatamento quando Moretti così interrompe Brass che, all'ennesima domanda seria del suo pubblico intervistatore - "che cosa è cambiato dopo il fascismo che tu hai conosciuto?" - come un fiume in piena risponde: "Niente. L'autoritarismo è rimasto. Solo cambiamenti apparenti e il cinema impegnato si è rivelato inutile. Per questo io ho saltato il fosso. La prima rivoluzione da fare è quella di cambiare gli individui attraverso la sessualità".

Comunque anche Brass sta al gioco serio nel quinto ed ultimo degli incontri di Moretti con i registi al Torino Film Festival. Salvo ammiccare malizioso al padrone di casa quando gli escono le parole "membro" oppure "turgido". Ed è sinceramente grato di questo riconoscimento: "Nanni, ti ringrazio ufficialmente per avermi invitato". Moretti: "dico di più, sei stato il primo che ho invitato". Brass: "a dire la verità, al telefono credevo che fossi Fiorello che ti imitava". "Sai quante volte mi capita che dall'altro capo del filo mi dicano: dai, stronzo, smettila". E bisogna dire anche che, per quanto riuscita (però meno di quella con i due Taviani con i quali Moretti ha ricordato quando li torturava per farsi prendere come assistente), la serata è stata un po' ovvia, e prevedibile.

Moretti chiede notizie sulla scelta di Tino Buazzelli nel cast di Chi lavora è perduto (l'incontro, come tutti, prende le mosse dal film d'esordio dell'ospite). Brass risponde: "Mi piacciono i gigioni e lui lo era. A te forse no, ma sono proprio curioso di vedere come te la cavi nella scena della sodomizzazione in Caos calmo" (il film di Antonello Grimaldi dal romanzo di Sandro Veronesi di cui Moretti è protagonista). Sala combattuta se scompisciarsi - tutti se l'aspettavano, questa - o tenere duro al fianco del no comment del direttore. Che liquida con un "va bene, andiamo avanti".

Poi. "Ma in questi anni, dopo La chiave, hai mai progettato un film dove il sesso non fosse centrale? Vabbé, anche solo un po' laterale?". "Sì, uno. Su una donna sola su un'isola, guardiana del faro". E qui è Moretti ad essere tempista: "Sì, conoscendoti poi immagino che cosa sarebbe successo". Moretti: "In quali paesi sono più conosciuti i tuoi film?". "Tutti. Anche in Cina malgrado la censura. E ho scoperto di essere un'icona del mondo gay cinese". Questa Moretti avrebbe preferito non sentirla. E delusioni dalle attrici? "Maria Schneider. Odiava il proprio corpo. E non si voleva spogliare. Si è inventata che la mia era crudeltà mentale e mi ha denunciato ad Amnesty. Io, il primo e ultimo suo giorno sul set, le ho detto: quella è la porta".

Dalla platea si reclamano le rispettive classifiche di film erotici. Moretti (che dice "mi piace" mentre Brass dice "mi eccita") risponde di getto La chiamavano Bilbao di Bigas Luna. E spiega: "Nell'ansia da prestazione questa risposta me l'ero preparata". Brass non ne ha, perché preferisce i suoi. Semmai gli piace (lo eccita) il sofisticato cinema di Russ Meyer. "Lui però è un teets-man mentre io un ass-man". A lui piacciono le tette, a me i culi. E malgrado Moretti tenti di arginarlo ("sì, questo lo sappiamo") lui continua: "sì, proprio il culo. Non il sedere, che è un verbo, ma il culo. Si chiama così". Argomento, del resto, sul quale gli chiede un approfondimento una seria ragazza orientale dal pubblico. Ultima domanda, del pubblico: che c'è di carnale in quello che vediamo alla tv? Brass: "Niente. Tutto finto, tutte uguali. Ma preferisco i culetti delle veline alle altre facce da culo". Una serata monografica.

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TV trash. "Ciao Darwin" si sposta al sabato, ma il Moige ne chiede la cancellazione.

(Televisionando) E’ ufficiale lo spostamento di Ciao Darwin: dal prossimo sabato occuperà lo spazio di C’è Posta per Te, che stasera si commiata dal pubblico con un “best of” intitolato Ragione e Sentimento. Paolo Bonolis obbedisce così, sebbene malvolentieri, agli ordini dei vertici Mediaset, ma deve vedersela anche con il Moige, che chiede ancora ed insistentemente la sospensione del programma.

Il Moige intende fare pressione sulle aziende che pubblicizzano i propri prodotti durante il programma, considerato insostenibile per “la volgarità e il continuo richiamo al sesso” nella costruzione delle sfide, nei balletti sensuali e dai costumi succinti e via così. Potete leggere il comunicato ufficiale del Moige qui.

Ormai Bonolis ci scherza, considerando i continui attacchi del Moige una “persecuzione“. Ovviamente provvede a difendere le scelte autoriali, affermando che “il trash é una spezia senza pietanza: nel nostro caso c’è un contenuto per cui non si può parlare di volgarità gratuita. Il mio programma, pur nella leggerezza e nel disimpegno, mette in barzelletta i pregiudizi, combatte con il sorriso i ghetti reali che ancora ci sono. Penso alla puntata omosessuali contro eterosessuali e a quel ragazzo cacciato dal coro perché schierato tra i gay, discriminazioni che hanno dell’assurdo e che noi prendiamo in giro. Una puntata come quella è uno sdoganamento necessario che mi piace aver fatto”.

Preferiamo non entrare nel merito, ma anticipiamo le sfide delle ultime due puntate, ovvero “Micro contro Macro” e il classico “Donne del Nord contro donne del Sud“. Sullo spostamento, Paolo Bonolis si è sempre mostrato critico, dati gli ottimi risultati di ascolto finora raggiunti (una media del 23,1% di share e 5.120.000 di telespettatori): “E’ stata una necessità aziendale, io sarei rimasto dove ero e dove ho vinto, 11 sere su 11, la serata tosta del martedì con le partite di Champions contro, la fiction su RaiUno e Ballarò su RaiTre“.

In primavera dovrebbe tornare con Il Senso della Vita e poi chissà… nell’aria si intravede la Rai.

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Queen un loro inedito per la lotta contro l' Aids

(Soundsblog) I Queen regaleranno al mondo della rete un loro inedito, mai pubblicato prima e suonato in versione acustica nel loro concerto del 2005.

Un gesto simbolico che cerca di focalizzare l’attenzione mediatica sul primo Dicembre, giornata mondiale per la lotta contro l’ AIDS.
Nel frattempo i Queen sono a lavoro con il sostituto di Freddie Mercury, Paul Rodgers, sul loro nuovo album.

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