Benedetto XVI sarà in Australia dal 15 al 20 luglio.
L'arcivescovo di Sydney, il cardinale George Pell, ha dichiarato oggi di attendersi le scuse di Papa Benedetto XVI per gli abusi sessuali commessi in passato dai sacerdoti, durante la sua partecipazione alla Giornata mondiale della gioventù.
Parlando alla Abc Radio, l'arcivescovo ha sottolineato come il Papa abbia già trattato l'argomento in maniera ineccepibile durante la recente visita negli Stati Uniti, affermando di aspettarsi che lo faccia anche in Australia. Il Papa sarà a Sydney per la Giornata mondiale della gioventù dal 15 al 20 luglio.
lunedì 7 luglio 2008
Il papa a Sydney. Cardinale Pell: "Mi attendo scuse del Papa per abusi sessuali".
Tra le donne di Silvio in parlamento non c'è solo la Carfagna. Lo dice il Times.
Berlusconi fa telefonate piccanti
Berlusconi è accusato di aver fatto telefonate volgari sull’affascinante ministro.
(John Follain - The Times | via Italia dall'estero) Il miliardario Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, sta portando avanti una legge per vietare la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche dopo essere stato travolto da un nuovo scandalo per i suoi tentativi di trovare parti per giovani stelline nascenti nella televisione di stato.
Secondo servizi della stampa italiana della settimana scorsa, Berlusconi è stato ascoltato mentre faceva commenti piccanti in una serie di telefonate registrate da magistrati a Napoli durante un’inchiesta per corruzione. Le trascrizioni non sono ancora rese pubbliche, ma si dice che includano commenti “inappropriati” da parte del permanentemente abbronzato Berlusconi, 71 anni, su Mara Carfagna, il Ministro 32enne per le Pari Opportunità e membro più affascinante del suo Consiglio dei Ministri.
I magistrati italiani usano spesso le intercettazioni telefoniche per raccogliere prove che poi vengono fatte filtrare alla stampa. Berlusconi, che ha combattuto per anni una guerra aperta al sistema giudiziario, è determinato mettere un freno ai giudici, che lui chiama “cancro” della democrazia.
La nuova legge, che ci si aspetta venga approvata entro alcune settimane, imporrà limiti drastici alle intercettazioni e alla pubblicazione dei loro contenuti. I giornalisti rischiano fino a tre anni di prigione per la pubblicazione di intercettazioni telefoniche prima dell’inizio del processo.
La settimana scorsa un funzionario ministeriale ha detto che il contenuto delle ultime registrazioni di Berlusconi era “erotico“ ma ha aggiunto: “Abbiamo avuto tutti quel tipo di conversazione al telefono, cosa c’è di speciale?”
Secondo il giornale La Repubblica, le registrazioni riguardano commenti a sfondo sessuale del Presidente del Consiglio sulla Carfagna, ex-modella e soubrette televisiva. L’affermazione di Berlusconi dell’anno scorso, che “l’avrebbe sposata immediatamente” fosse stato single, ha provocato una lettera di pubblica protesta da Veronica Lario, sua moglie.
Inoltre, a quanto si dice, nelle registrazioni sono menzionate anche Maria Stella Gelmini, 35 anni, Ministro dell’Educazione, e Michela Brambilla, 39 anni, imprenditrice e Vice Ministro del Turismo. Nessuna delle tre ha commentato. Un funzionario vicino alla Carfagna ha detto che era “calma e sicura di sé come sempre”.
Berlusconi ha la tendenza ad aprire il suo cuore in un fiume di chiamate a tarda notte. Anche l’austero quotidiano Corriere della Sera descrive il cellulare del Presidente del Consiglio diventare bollente la notte.
I primi brani delle 280 ore di registrazioni di conversazioni di Berlusconi, pubblicati il mese scorso, lo mostravano mentre faceva pressione su Agostino Saccà, Direttore della Fiction RAI, per assegnare parti ad alcune giovani ed attraenti attrici.
Durante uno scambio, Saccà promise a Berlusconi che avrebbe trovato lavoro a Elena Russo. Berlusconi gli disse: “Se mi puoi fare questo favore, è come se tu lo facessi a lei. Ma stai facendo un favore direttamente a me”. Berlusconi ha anche descritto le attrici e ballerine che ammira come le “sue fanciulle”.
L’investigazione di Napoli si concentra sui sospetti che Saccà abbia favorito attrici sostenute da Berlusconi in cambio della promessa che il presidente del consiglio si sarebbe preso cura del dirigente televisivo una volta che fosse tornato al settore privato.
Antonio di Pietro, un ex-magistrato e ora leader del piccolo partito di centro-sinistra Italia dei Valori, ha accusato Berlusconi di essere un “magnaccia” che è “occupato a trovare lavoro per le soubrette” piuttosto che fare lo statista.
Massimo Donadi, un deputato dello stesso partito, ha fatto riferimento al noto scandalo di sesso alla Casa Bianca quando ha chiesto: “Cosa sarebbe successo se Bill Clinton avesse eletto Monica Lewinsky ministro nella sua amministrazione?”
Berlusconi ha denunciato quella che lui chiama “porno politica”. Aveva preso in considerazione la possibilità di concedere un’intervista a uno dei suoi canali televisivi, dove avrebbe ammesso di aver fatto battute sulle donne del suo partito ma di averlo fatto senza intendere nessuna mancanza di rispetto.
Tuttavia, il Presidente del Consiglio, conosciuto come “il Grande Comunicatore”, ha poi annullato l’intervista, preferendo invece emettere un breve comunicato. Il governo ha lavorato sodo nei suoi primi due mesi, ha detto. Ha aggiunto: “Non credo che sia né opportuno né fruttuoso intervenire sugli argomenti proposti dal [programma] - la giustizia e le intercettazioni - che offuscherebbero le molte cose fatte da questo governo”.
Berlusconi dovrà ancora affrontare un certo numero di ostacoli legali. Un giudice deve decidere mercoledì se lui e Saccà dovranno subire o no un processo. Se sì, migliaia di intercettazioni telefoniche saranno rese disponibili ai loro avvocati, che in Italia spesso significa che le prove verranno poi passate ai giornali.
Beatrice Lorenzin, 37 anni, e deputato nel partito di Berlusconi, si è lamentata dei pettegolezzi nei corridoi del parlamento: “L’atmosfera è insopportabile, è come il Grande Fratello, tutto pettegolezzi e dicerie. C’è puzza di ricatto.”
Camilla Ferranti, una stella delle telenovelas, è stata una delle poche attrici a manifestare appoggio a Berlusconi: “E’ una persona di grande sensibilità, molto generoso, a cui piace scherzare. Il suo è un comportamento innocente. Apprezza la bellezza, come molte altre persone”.
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Etichette: intercettazioni, magistrati, parlamento, polemiche, scandali, sesso, silvio berlusconi
I gay post fascisti si chiedono che c'entrano i rom con i gaypride?
(...) Un esempio? Quest’anno dal palco del gay pride si è parlato anche dei diritti dei rom… che c’entrano i rom con la causa gay? Conseguenza: gli omosessuali che non seguono la linea ufficiale del movimento gay sui diritti dei rom si dissociano e non militano con il movimento. (...) Enrico Oliari
(La redazione) E' veramente sconcertante leggere ancora frasi del genere e in sovrapprezzo da chi strombazza la sua omosessualità in ogni dove e appena può. Questa frase fa parte di ciò che l'Oliari chiama "editoriale" ma che somiglia più ad un "panettone" dato l'alto numero di ingredienti adoperati per confezionarlo. Gli ingredienti-argomenti utilizzati alla rinfusa sono i più disparati e confusi tali da lasciare il lettore perplesso con una smorfia sul volto. Bho?
Da parte di post-fascisti (e oggi sedicenti gay e lesbiche di centrodestra ma anche gay liberali di centrodestra, un'etichetta dove, tanto per non sbagliare ci mettono dentro di tutto...) , a settant'anni esatti dall'entrata in vigore delle leggi razziali del '38, scrivere cose del genere significa una sola cosa: essere rimasti con il cervello, la mentalità ed i metodi al 1938 e tentare di imbrigliare in una sorta di ghettizzante, chiusa ed esclusiva ideologia gay gli omosessuali di oggi.
Proprio nel '38 dopo la storica visita di Hitler a Roma, il duce del fascismo decise, motu proprio, che anche l'Italia doveva fare piazza pulita degli ebrei. Il clima dell'epoca è reso in modo magistrale dal film "Una giornata particolare" dove un Mastroanni gay è in attesa di essere "deportato" al confino fascista. Perseguitati anch'essi dal macho fascismo al pari degli ebrei. Un film che molti chiedono si faccia vedere nelle scuole ed a cui ci associamo. E' forse il segno più appariscente che un certo nucleo di postfascisti non è ancora pronto per una democrazia completa qual'è l'Italia, e a leggere certe frasi pare di si...
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E ancora una volta quello slogan urlato da Bologna a Biella, da Roma a Catania e prossimamente a Pozzallo: "Meglio froci che fascisti" fu più attuale e deve rimbombare in modo ossessionante nelle orecchie dell'Oliari, Ministro "penombra" del governo Mussolini del 2008.
M quello che maggiormente turba della frase dell'Oliari è (...) "gli omosessuali che non seguono la linea ufficiale del movimento gay sui diritti dei rom si dissociano e non militano con il movimento."(...)
Non ho letto da nessuna parte di omosessuali dissociatisi perchè oltre ai loro diritti si manifesta anche per i diritti di altre minoranze, anzi... E non occorre essere di sinistra per manifestare a favore delle minoranze, occorre solo avere qualche grano di buonsesenso e sale nella zucca...
Fra i valori glbt c'è anche la solidarietà, evidentemente un valore che non fa parte della paccottiglia ideologica della destra.
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E' chiaro a questo punto che l'Oliari si riferisce ad altri movimenti in altri stati perchè quello di cui scrive, in Italia non è mai successo e probabilmente mai succederà, se poi per rodimenti personali si riferisce al suo "manipolo" di gay post-fascisti sono affari suoi.
Un secondo punto riguarda poi Franco Grillini, tirato in ballo sempre dall'Oliari e si badi bene, solo dall'Oliari:
(...)"mi riferisco a segnali palesi Franco Grillini, che non è un signor nessuno, non ha parlato dal palco del gay pride della sua città, né era in scaletta la presentazione del suo libro, cosa che ha fatto in modo autonomo presso una libreria."(...)
Se Grillini ha rimostranze da fare agli organizzatori del pride bolognese, le faccia pubblicamente, non lasci che in un momento così delicato e difficile per il mondo Glbt, diventino "sassate strumentali" da parte della destra. E' grottesco che un ex onorevole della Repubblica sia difeso da avvocati così maldestri. Probabilmente abbiamo fatto demagogia in questo articolo ma è sempre bene mettere dei paletti.
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Budapest. Tra molotov e cariche della polizia spunta il gay più bello e l'italiano era un poliziotto.
E così a Budapest tra le molotov lanciate dai neonazisti contro la polizia che tentava di allontanarli dal corteo del Gaypride per eviarne il contatto ed i relativi scontri che ne sarebbero derivati, insomma tra bombe, manganelli, fumo e urla, veniva eletto il "Mr Gay Europe 2008". Il vincitore è uno spagnolo (quest'anno fanno man bassa di tutto...) e i chiama Antonio Pedro Almijez. La gara ha visto sfidarsi concorrenti di 20 paesi diversi.
L'Italia era rappresentata da Fabrizio Caiazza, 33enne milanese ed ufficiale di polizia, stando alla sua scheda qui sotto.
Ce ne da conto con una galleria fotografica anche La Stampa.
Spagna. La chiesa all'angolo: Zapatero la sfida sui crocifissi e sull'aborto.
Il Psoe: «Un diritto l'interruzione di gravidanza». Laicità al centro del 37esimo Congresso dei socialisti. Che chiedono anche l'abolizione dei funerali religiosi di Stato.
(Elisabetta Rosaspina - Il Corriere della Sera) Arrivano tutte insieme, anche se non proprio inattese, le cattive notizie per il presidente della Conferenza Episcopale spagnola, cardinale Antonio María Rouco Varela: secondo i socialisti, al governo, la Spagna non è ancora abbastanza laica. Ed è anche arrivata ora di rimettere mano alla legge sull'aborto, ormai più che ventenne; mentre si comincia a parlare, seppure sommessamente, di eutanasia. Il 37esimo congresso del Psoe, che conclude oggi tre giorni di lavori a Madrid, traccia le linee di un futuro che non concilierà il sonno dei vescovi più conservatori della Chiesa iberica: via i crocifissi da scuole e uffici pubblici; niente più giuramenti ufficiali sulla Bibbia, niente più funerali di Stato secondo il rito cattolico. Il partito di maggioranza non prevede una tabella di marcia serrata e, dopo molte discussioni e ripensamenti, ha deciso di aggiungere l'avverbio «progressivamente» nel comunicato (non vincolante per il Governo) in cui riassume i suoi propositi di riforma della Legge organica sulla libertà religiosa. Ma «la Chiesa cattolica deve essere cosciente che la Costituzione non le riconosce privilegi », si legge nella nota.
Pur ammettendo che «democrazia e religione non sono incompatibili », i socialisti spagnoli si impegnano a realizzare «la laicità che la Costituzione conferisce allo Stato». E citano i passi già compiuti in questa direzione, più o meno gli stessi che, sei mesi fa, avevano spinto la Conferenza episcopale spagnola a chiedere agli elettori cattolici di non votarli: l'educazione civica nelle scuole, il riconoscimento dei matrimoni omosessuali, lo snellimento delle pratiche per il divorzio, l'impulso alla ricerca biomedica.
La questione più dibattuta è stata quella dei funerali di Stato: se non saranno celebrati secondo il rito cattolico, quale liturgia alternativa può proporre un sistema perfettamente laico e aconfessionale? Nella versione definitiva del testo, la segreteria del Psoe ha preferito sfumare il tenore iniziale considerando piuttosto «indispensabile una legislazione che stabilisca nuovi criteri di collaborazione tra confessioni religiose e amministrazioni pubbliche e assicuri a tutte le confessioni un trattamento uguale». Pur senza ritoccare gli accordi raggiunti nel 1979 tra Stato e Santa Sede, come reclamava invece l'ala oltranzista, rappresentata da Izquierda Socialista.
Ieri il Segretario organizzativo del Psoe, José Blanco, ha aggiunto altre spine nel fianco dei vescovi annunciando che la legge sull'aborto dovrà essere rivista. Proposito confermato dalla numero due del Governo, Maria Teresa Fernández de la Vega, che ha parlato di una «riforma avanguardista in difesa dei diritti delle donne». Una commissione di esperti studierà la situazione in Europa per ispirarsi alle leggi più avanzate, prima di formulare modifiche alla normativa del 1985. Durante la campagna elettorale il Premier e Segretario del partito (riconfermato ieri col 98,53% dei voti), José Luis Rodríguez Zapatero, interrogato sull'argomento, aveva preferito mantenersi vago, sostenendo che non c'era urgenza né necessità di modificare la legge.
Un'altra donna, infine, entra nella direzione del Psoe: Leire Pajín, basca, 32 anni, attuale Segretaria di Stato per la Cooperazione internazionale, è la nuova numero tre del partito.
Spagna. Lesbiche discriminate a Madrid dopo l'Orgullo gay.
“Questo posto non è per voi!”.
(Italiani a Madrid) Casa Parrondo (a fianco) è una sidreria famosa di Madrid, uno di quei posti storici, in cui le mura sono vecchie e dure così come il proprietario e i suoi baffi. È qui, in questo locale in centro a Madrid, nel cuore della città che ha appena ospitato la festa dell’orgullo gay, che quest’anno ha dato visibilità al mondo delle lesbiche, dove una coppia di ragazze ha deciso di festeggiare la partenza di un’amica. Non era la prima volta che decidevano di passare la serada da Casa Parrondo, ma questa volta, il famoso proprietario Nicolás Parrondo ha deciso che il suo locale non è un locale per lesbiche e all’urlo “questo non è un locale per voi” le ha cacciate in malo modo.
“L’unica cosa che abbiamo fatto è stato darci un bacio” hanno affermato le ragazze, mentre il proprietario del locale dice che una aveva una tetta scoperta e che, oltretutto, consumavano droga. Due testimoni, che a quanto pare non hanno niente a che fare con le due ragazze, hanno dichiarato che le ragazze sono state cacciate perché lesbiche, hanno dichiarato che il cameriere ha tolto le consumazioni dal tavolo prima che le due potessero terminarle e che Nicolás Parrondo le ha cacciate gridando “¡Fuera de aquí! ¡Guarras! ¡Basura! ¡Éste no es un sitio para vosotras!”. Naturalmente le ragazze hanno chiesto un foglio di reclamo, che gli è stato negato fino a quando non è arrivata la polizia chiamata dalle due.
Dopo la festa di ieri, dopo aver ballato in Gran Via e Plaza de España, mi sembra inutile sprecare tempo a parlare di questo isolato episodio, le teste di cazzo ci saranno sempre, per fortuna, viviamo in una città e facciamo parte di una società in cui, ormai, la minoranza sono le persone con una mentalità chiusa e cieca e la festa di ieri ne era la dimostrazione.
Una piccola nota sul foglio di reclamo, la famosa hoja de reclamaciones, sappiate che in Spagna dal 1997 la Ley de Espectáculos Públicos obbliga i locali a consegnare il foglio per le lamentele nel momento stesso in cui si chiede e senza l’intervento della polizia.
Se siete interessati a leggere tutta la vicenda questo è l’articolo di “El Pais“
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