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venerdì 14 marzo 2008

Amici di Maria. "Striscia la notizia" attacca Grazia Di Michele.

Scende in campo "Striscia la notizia" a favore del giovane cantante sardo Marco Carta e presenta un video con le stonature di Grazia Di Michele... chiedendosi che razza di insegnante sia.
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Francis Bacon. A Milano si inagurano le mostre per il centenario della nascita.

(Artsblog) Si è aperta il 5 marzo e si concluderà il 29 giugno al Palazzo Reale di Milano, l’antologica dedicata a Francis Bacon, il tormentato pittore irlandese nato nel 1909 a Dublino. Il prossimo anno ricorrerà, dunque, il centenario della sua nascita e Milano si prepara.

La retrospettiva, che ripropone l’opera di Bacon in Italia dopo 15 anni, percorre il lavoro dell’artista attraverso una cinquantina di tele divise per tema, dalle prime degli anni ‘30 in cui, complice la sperimentazione, Bacon dimostra già un forte interesse per la deformazione e l’ambiguità del corpo, fino ai trittici, tra cui quelli dedicati a John Edwards, suo ultimo compagno.

E’presente anche una sezione dedicata al tema del Papa, con cui Bacon si è confrontato circa 15 volte in maniera sempre drammatica e tormentata, e a quello dei ritratti.

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Stasera premiere romana de "Improvvisamente l'inverno scorso".

(Gaytoday) La distribuzione dei documentari, soprattutto quelli scomodi, si sa che in Italia ha vita difficile. Addirittura "Redacted" di Brian De Palma (in realtà una via di mezzo tra fiction e documentario), che tanti applausi aveva ricevuto a Venezia, non avrà una distribuzione nella sale italiane, ma passerà direttamente su Sky.
Possiamo dunque immaginare i problemi e i no categorici che avranno incontrato i registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi del film "Improvvisamente l'inverno scorso", presentato con successo al Festival di Berlino nella sezione "Panorama", che ha ricevuto la menzione speciale della giuria "Manfred Salzgeber", dedicato a lungometraggi innovativi.
Il film segue i due registi, in coppia da otto anni, che vengono investiti (insieme a milioni di altri omosessuali) da un'ondata di omofobia quando il governo decide nel febbraio 2007 di presentare il disegno di legge sui DiCo. Molte le interviste a gente comune, parlamentari, di destra e di sinistra, e associazioni religiose.
Ma se Maometto non va alla montagna... E i due registi coraggiosamente hanno allora scelto di portare il loro film in un vero e proprio tour nelle principali città italiane.
Premiere a Roma venerdì 14 Marzo ore 21 all'Apollo 11 c/o Itis Galilei - Via Conteverde, 51 (Piazza Vittorio). A seguire le date certe sono: 20 Marzo Bari, 25 Marzo Trieste, 26 Marzo Pordenone, 27 Marzo Udine, 28 Marzo Lecco, 3 Aprile Padova, 5 Aprile Campobasso, 7 Aprile Torino, 8 Aprile Mantova, 9 Aprile Reggio Emilia, 10 Aprile Bergamo, 16 e 20 Aprile Bolzano. Ma altre se ne vanno aggiungendo giorno dopo giorno. Per ulteriori informazioni potete visitare il sito del film.
Venerdì sera a Roma sono stati invitati inoltre Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Vladimir Luxuria e Cesare Salvi, oltre a Veronica Pivetti che al film presta la sua voce.
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GF8. Thiago senza Benedetta. Che palla...

Tra fiducia e vecchi rancori.
(inside amici del gf8) Il pomeriggio scorso, all'interno della casa del Grande Fratello, si è chiuso su uno spunto di riflessione tra Silvia e Lina circa la gelosia. La dottoressa napoletana dispensa perle di saggezza e dice all'amica di Gallarate che è buona abitudine essere amici degli amici del proprio fidanzato. Nello stesso tempo Lina confessa di essere in grado di perdonare un tradimento: “qualora ne valesse la pena”.

Raccolti in cucina, Silvia, Lina, Mirko e Raffaella, insieme con Fabio, si dilettano ad intonare melodiche canzoni di repertorio. Ed ecco interpretare, tra una spolverata e l'altra, il bellissimo testo di Mia Martini "Almeno tu nell'universo". Divertente notare come, non appena si giunge alla fatidica frase "tu... tu che sei diverso", tutti i ragazzi rivolgono, in simultanea, i loro sguardi verso Fabio, che, questa volta, non si fa per nulla schernire e, con il sorriso che sempre lo contraddistingue, impugna le redini del gioco. Ora è lui il migliore: canta "Parlami d'amore" dei Negramaro e lo fa così bene da catturare l'invidia di tutti i beffardi coinquilini.

In piscina, abbandonato dalla sua amata Benedetta, Thiago non può che concedersi dei lunghi momenti di silenzio, momenti, forse, in cui sognare di lei.
Ovviamente se una parte degli inquilini si diverte, un'altra parte deve necessariamente stare male. Così ad accusare acciacchi di varia natura è, questa volta, il dinamico Botta che, in compagna della sua bionda glaciale milanese, sfila il lungo elenco dei malanni: la testa ("che pulsa"), l'osso sacro, il piede e soprattutto il dito. "Sto a cascà a pezzi qua io, soò pieno de cicatrici... Vieni a farmi da infermiera?", incalza Francesco con aria tanto lamentosa quanto imperativa. Christine, dal canto suo, non fa una virgola. Immobile e divertita,tende solo a canzonarlo: "Ti rimangono poche ore!".
Finalmente la scorsa sera è arriva la prova settimanale a colorare il lungo mercoledì all'interno della casa. A prendere le redini della nuova sfida proposta dal Grande Fratello sono Silvia e Mirko che, una volta "studiata" la busta contenente le direttive, radunano i restanti fratellini per spiegare loro le dinamiche del gioco. Saranno proprio i due ragazzi a dare inizio alla prova nascondendo degli oggetti ricevuti dalla sempre più poliedrica mente del GF. Compito degli altri fratellini, invece, organizzarsi in squadre da due: da una parte il bendato, dall'altra la guida (e viceversa).
Obiettivo: trovare gli oggetti e riconoscerli solo con un unico senso, il tatto. Vera bizzarria della prova della fiducia si rivela essere la scelta delle maschere. IL GF ne ha proposte davvero tante. Fluorescenti, zebrate, a pois: ciascun concorrente dovrà scegliere quella che più si addice alla sua personalità. Il primo a doversi fidare, riponendo tutta la sua speranza nel suo partner di gioco, è Fabio. Dopo aver scelto una maschera fucsia, perfetta espressione della sua effervescente sensibilità, il piccolo Orlando si lancia nell'ardua impresa al buio. Diretto dalla prudente Teresa, che lo bacchetta a suon di "avanti e indietro", Fabio riesce a ritrovare l'oggetto nascosto solo dopo una raffica di “scene madri”. Solo una giustificazione va a suo favore: Silvia e Mirko, decidendo di non risparmiare nessuno, avevano nascosto l'oggetto nel posto più improponibile, il materassino galleggiante. Bendata con una maschera zebrata, Christine si lascia guidare dal suo fidato Botta. Sottoposta ad una raffica di "ruota su te stessa, muoviti e fermati", la bionda modella viene costretta, più che ad una caccia all'oggetto, ad un percorso ad ostacoli. Francesco, si sa, è un uomo davvero incorreggibile e non poteva che inventarsi degli intralci posizionati ad hoc: prima un puff, poi l'asse da stiro e, per finire, le sue stesse gambe. Dopo aver strisciato per tutto il loft, Christine riesce finalmente ad afferrare l'oggetto nascosto e dopo qualche tentativo la bionda riesce perfino a riconoscere cosa ha tra le mani: una saliera. Poi è la volta di Silvia ad essere sottoposta alla prova delle fiducia. Con una mascherina gialla, espressione della sua solarità, la donna di Gallarate viene condotta dalla calda voce di Mirko a seguirlo fino all'oggetto di valore, questa volta un semplice elastico. La prova non si rivela per nulla incontaminata. Anzi, i fratellini la colorano con qualche scherzo. Prima, il piccolo Orlando la stordisce con il rumore di due piatti, poi Lina la sculaccia con la scopa. Per finire, il nostro fratellino di Isernia la fa avanzare fino a farle scivolare sul volto il “mocio” intriso di ammoniaca.
Sul finire della giornata raccolta in chiacchiere con Raffaella, Silvia si trasforma in Marzullo: si domanda e si risponde da sola: "Come mai, fino ad ora, sono uscite sempre donne dalla Casa? Tra uomini c'è più solidarietà mentre tra donne c'è sempre competizione". La Lolita annuisce, poi prova ad ipotizzare chi sarà il prossimo a dover abbandonare la Casa: "Pensavo che Fabio fosse a rischio, ora non ho proprio idea sul possibile candidato all'uscita".
Al risveglio questa mattina,Silvia è curiosa di sapere se Raffaella abbia cambiato opinione su Christine e Lina dopo l'ultima accesa litigata. La ragazza risponde senza troppa esitazione e punta il dito sull'ipocrisia della modella. La ritiene falsa e crede che non sia mai stata mossa da buoni sentimenti nei suoi confronti. Sebbene la piccolina abbia accettato tutte le critiche che le sono state rivolte perchè si sentiva responsabile delle incomprensioni nella Casa, non ha gradito sentirsi dire dall'inglesina che fin dal primo momento non la sopportava. Del rapporto con Lina non è dato sapere poichè Fabio, con il suo arrivo, interrompe la conversazione.
I pensieri di Francesco sono sempre rivolti a Christine, la bella modella inglese che gli ha rubato il cuore. Il suo duro guscio romano si indebolisce ogni giorno e piano piano non abbiamo dubbi che scomparirà. Stanotte, infatti, il suo spirito romantico gli ha suggerito di portare un regalo floreale alla biondina: nonostante le difficoltà incontrate nella realizzazione del bouquet, il ragazzo non si è perso d'animo e la sua amata ha gradito il dono.

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Francesco Tricarico piace sempre più ai gay.

Puro come un "giglio": il nuovo Tricarico.
(Cadavrexquis) Giglio è il nuovo album di Tricarico, che secondo me è stata la presenza più originale dell'ultimo festival sanremese. L'ho comprato quasi a scatola chiusa, ma non mi ha deluso e, anzi, da allora non smette di girare nel lettore cd. Giglio è una fotografia del personaggio e del mondo di Tricarico. Undici pezzi in cui il cantautore rivela una sensibilità acutissima che si manifesta con un immaginario molto visivo, a tratti fanciullesco, usato però per trattare temi che non hanno nulla di rassicurante. Tutt'altro: l'ascoltatore ha l'impressione di avere davanti a sé un uomo che si muove nel mondo quasi come se non avesse più una pelle a separarlo dalle offese e dai dolori, un uomo che solo attraverso queste canzoni - all'apparenza così strane e allusive - riesce a difendersi e a lenire un po' le proprie ferite. Il canto di Tricarico è in realtà un "non canto", una sorta di incrocio tra Vasco Rossi e Lucio Battisti. Qualcuno è infastidito da questi "cantanti" che non sanno cantare - leggevo al riguardo un pezzo su La Stampa di ieri -, ma a me non pare il caso di infierire, perché quello che conta è l'interpretazione. Qui, come nell'esecuzione di Sanremo, si avverte che Tricarico è viscerale: canta cioè con la pancia, che ancora più dell'ormai svalutato e banalizzato cuore è la sede delle emozioni. Chi lo ascolta, avverte una nota di sincerità e, a sua volta, prova la stessa emozione del cantante.

L'album si apre con Oroscopo, un pezzo dall'andamento un po' jazz in cui si prendono i giro quei "maghi" che, sfruttando le debolezze degli ingenui e il loro bisogno di rassicurazione, fanno credere di saper leggere il futuro, mentre in realtà sono dei pozzi di cinismo. Eternità - il terzo brano dopo Vita tranquilla - riprende lo stesso tema della canzone sanremese: la ricerca della serenità nelle cose semplici e nella vita di tutti i giorni, un'esigenza tanto più forte quanto più profondo è l'abisso che minaccia la tranquillità dell'esistenza. Un'altra possibilità è una delle canzoni che, in maniera più esplicita, affondano il coltello nel disagio psichico. In questo caso - sostenuto da una musica nervosa e ritmata, che si scioglie quasi in un'invocazione ottimistica nel refrain - il tema è la "coazione a ripetere" causata da traumi antichi che spingono l'individuo a infliggere agli altri il male patito. Le altre due canzoni che si spingono sul terreno accidentato del disagio psichico sono Pomodoro e Fili di tutti i colori. La prima sembrerebbe, a un ascolto superficiale, una filastrocca infantile, sia per la melodia che per i testi. In realtà, prestando più attenzione alle parole, ho la netta sensazione che descriva il narcisismo patologico di chi non distingue tra sé e il mondo e finisce per "annegarci" dentro, proprio come il mitico Narciso davanti allo specchio d'acqua. Per raccontare questa esperienza, però, Tricarico usa una serie di immagini leggere, bambinesche, e le rafforza attraverso la reiterazione: "Com'è che se mi mangia una tigre non diventa lei Francesco? / Com'è che se mi bacia una ragazza non diventa anche lei un maschio?". La seconda - Fili di tutti i colori - sembra assurda, ma in realtà parla di autismo e lo fa adottando il punto di vista del bambino sottoposto a un test psichiatrico che deve stabilire se è "sano" o no. La canzone racconta, insomma, da dentro come ci si sente a subire una violazione della propria intimità. Il bambino non comprende il senso di questa indagine e protesta: "io... credevo che... tutti... fossero... come me". E il senso di rabbia si riflette nella musica: è il brano più violento di tutti, un punk-rock pieno di schitarramenti in cui s'innervano sbaffi e scariche elettriche che la movimentano ancora di più.

Mi ha divertito molto, quando ho comprato Giglio, scoprire che una canzone s'intitola Il mio amico - esattamente come quella della Tatangelo. In questo caso, però, l'amico di Tricarico non è gay. La "diversità" di cui canta lui è una diversità totale, su cui si posano due sguardi. Il primo è quello del cantautore, per cui l'originalità dell'amico ha del miracoloso e del prodigioso: "Ecco per esempio volava / E i muri i muri lui li attraversava / Poi in inverno di colpo / I fiori li faceva fiorire / Sapeva anche scomparire e i / gatti morti risvegliare". Quello che per lui è una ricchezza è invece, per gli altri, un difetto (ed è questo il secondo sguardo): se lo portano via, "gli hanno aperto la testa", lasciandogli le cicatrici. L'importante è averlo normalizzato e infatti ora "non sa più far niente / sembra un deficiente". E' uno dei pezzi più orecchiabili e cantabili di tutto l'album e presenta echi decisamente "celentaneschi" - soprattutto quando la melodia si scioglie verso la fine. E, parlando di influenze, la canzone "battistiana" per eccellenza è Cosa vuoi adesso? Lo è sin dagli accordi di chitarra iniziali e dai primi versi sul filo della memoria: "Io non dormo e resto sveglio e ricordo quando ero un ragazzo / La maglietta i pantaloi e le scarpe il giubbotto / Poi a scuola a guardare dalla finestra e a sputarsi addosso". Poi, però, quando deve descrivere la fatica di crescere, vivere e diventare uomo, la melodia diventa più energica e arrabbiata e si capisce che non è affatto quell'idillio battistiano che sembrava all'inizio: "Quante prove nella vita che bisogna sopportare / Quante prove nella vita che bisogna affrontare". L'album si chiude con Libero, che è proprio quello che promette il titolo: un inno alla libertà, che è soprattutto la possibilità di vivere fregandosene delle convinzioni: "Fare l'amore con lei davanti a tutti / Camminare nudo senza vergogna / Baciare un uomo e accarezzarlo". Non vorrei quindi dare l'impressione che Tricarico sia solo "tormentato". No, in tutto questo apparente disagio, c'è una grande vitalità e un forte desiderio di affermarla e di affermarsi ed è il suo lato fanciullesco che rivela, appunto, un incancellabile ottimismo malgré tout. Perché, come canta lui stesso, "in fondo nulla è solo brutto".
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"I costumi e gli amori degli uomini e degli dei" al circolo Arcibellezza di Milano.

in collaborazione con Arci Gay, l'Arci Bellezza presenta una originale rassegna dal 17 al 30 marzo

Lunedi 17 marzo dalle ore 20.00
La serata si aprirà con un aperitivo musicale lounge a cura della giovane dj Arge. In seguito affronteremo il tema del travestitismo nello spettacolo, grazie alla visione di "Venus Boyz", il documentario di Gabriel Baur sui drag king e la mascolinità femminile e grazie all'intervento di una drag queen di "Join the Gap" (la serata organizzata con grande successo dal gruppo E20 del Cig) che ci parlarà del fenomeno e ci darà "lezioni di trucco". Infine, sarà proiettata la divertentissima commedia "Chinese Odissey" di Jeffrey Lau, in cui si raccontano le vicende di una ragazza vestita da uomo per partire all'esplorazione del mondo.
Ingresso (con tessera Arci o simile: ArciGay, ArciLesbica, ecc…) + buffet = solo 5 euro.

Mercoledì 19 marzo – ore 21
Presso Cig
Mercoledì 19 si inaugurerà la mostra "TRAVisamenti. Letture erronee di realtà erranti", composta da una serie di installazioni e giochi interattivi creati appositamente per la mostra stessa. Si tratterà di un percorso fatto da "esperienze di deragliamento" dai classici binari su cui troppo spesso si crede che i generi viaggino tranquillamente. In occasione dell'inaugurazione, si terrà anche un dibattito. La mostra rimarrà aperta fino al 30 marzo (orario pomeridiano). L'ingresso, sia per l'inaugurazione che per la mostra, è libero e gratuito.

Mercoledì 26 marzo – ore 20
Presso Cig
Anche la cena della sezione Cultura del Cig, che tante persone ha incantato nel corso degli ultimi anni per la sua convivialità e l'atmosfera rilassata e familiare, sarà dedicata al tema del travestitimo. Il titolo "Cambia la buccia…" dice tutto...
La cena (dal costo di soli 5 euro) è aperta a tutt*.
Si consiglia di prenotare a: cultura@arcigaymilano.org.

Domenica 30 marzo – ore 20
Presso Arci Bellezza
Ancora un aperitivo musicale lounge con le note di dj Arge. A seguire, l'incontro con la scrittrice Buci Sopelsa e su* figli*: ci parleranno delle proprie esperienze, di transgenderismo e ci presenteranno il libro "Barba ben fatta e un filo di rossetto" e l'ultimo lavoro (ancora inedito) di questa simpaticissima autrice. Il tutto accompagnato da immagini, poesie, canzoni… Per concludere la proiezione di "Lui portava i tacchi a spillo" di Bernard Blier, con uno straordinario Gerard Depardieu.

Ingresso (con tessera Arci o simile: ArciGay, ArciLesbica, ecc…) + buffet = solo 5 euro.

Vi ricordiamo indirizzi e numeri di telefono dei due circoli:
Arci Bellezza – via Bellezza 16a – linee 9, 29, 30, 90, 91 – tel. 02 58 30 26 74
Cig Arcigay Milano – via Bezzecca 3 – linee 12, 14, 27, 29, 30, 60, 73 – tel. 02 541 22 22 5
Per maggiori info: travisamenti@gmail.com

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