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venerdì 15 febbraio 2008

Invasione modaiola a Milano. In scena il prossimo inverno.

Oltre 100 sfilate, tra addii e new entries, e altrettante presentazioni dal 16 al 23. La la kermesse del made in Italy mette in scena la moda per il prossimo inverno.

(e.m.a. - Style.it) Fra qualche giorno Londra cederà il testimone alle passerelle di Milano: dal 16 al 23 febbraio 2008 sono previste 221 collezioni di pret-à-porter femminile. In pista big e astri nascenti del Made in Italy concentrati in un calendario molto nutrito di ben 103 sfilate, 84 presentazioni open day e 51 su appuntamento. Senza contare le illustri defezioni dall'agenda messa a punto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, che da anni organizza e presiede questa manifestazione (anticipata di qualche giorno in questa edizione per via delle pressioni della stampa straniera). Fra gli off-schedule figurano nomi di spicco: da Dolce & Gabbana e D&G a Marni, Bestaff e Ermanno Scervino, mentre fra le assenze si contano Amuleti J, Anna Molinari, Alessandro De Benedetti e Moncler, questi ultimi due accomunati dalla decisione di disertare Milano per la Ville Lumière. Molto attesa e circondata da curiosità la collezione di Gianfranco Ferré che ha appena annunciato l'improvviso divorzio dallo stilista Lars Nilsson, nominato pochi mesi fa direttore creativo dopo la scomparsa del fondatore della Maison, mentre fra le new entry del calendario meneghino ci sono Mila Schön, marchio storico dell'alta moda tricolore affidato alla matita di Bianca Gervasio, e Bulgari che farà una presentazione. Accanto ai big del gotha fashion, come Armani, Missoni, Versace, Alberta Ferretti e Cavalli, Milano Moda Donna varerà il debutto di alcuni giovani leve selezionate da Massimilano Bizzi, ideatore di White, e da lui riuniti nel suo "White club" : dal norvegese Kristian Aadnevik all'italiano Sergio Zambon, stilista di Soft Core, fino a Mikio Sakabe, Steinunn e il duo Klevers Van Engelen.

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Città del Messico per la fiera del sesso tra critiche e grandi eccitazioni anche uno Sex-Zoo fatto di donne e uomini nudi.

(Comunicaweb.it) Ha preso il via a Città del Messico la V edizione della Fiera del Sesso e dell'Intrattenimento. L'evento si chiuderà il 18 febbraio, e ha già scatentato una guerra tra chi è un patito del genere e chi lo reputa solo un'espressione di cattivo gusto.
Porno-attori che si sfidano in un concorso, uno zoo umano, e un gioco dell'oca con penalità a sfondo sessuale.
L'evento è tuttavia cresciuto nel tempo. Nella prima edizione (2004) i partecipanti erano esclusivamente messicani, mentre adesso si prevede l'arrivo di almeno 100.000 visitatori che con 190 pesos (12 euro) potranno divertirsi in 27.500 metri quadri (la prima aveva a disposizione solo 4.500 metri quadri).
Tutte le novità saranno esposte; si potranno ammirare le ultime creazioni made in: Messico, Usa, Olanda, Germania, Grecia e Slovenia.
Ma la grande novità, nonché fonte di attrazione secondo gli organizzatori, è che chiunque potrà fare l'attore porno per un giorno, realizzando e vendendo all'interno della Fiera un suo film. Il "prescelto" dovrà essere sottoposto a visite mediche, poi sarà portato in un hotel con una partner, e filmato; il giorno dopo il suo Dvd sarà in vendita.
Accanto all'offerta di poter diventare attori/attrici porno per un giorno, ci sarà lo Show Amsterdam con tanto di ricostruzione del quartiere Rosa coi tipici ritrovi a carattere sessuale; il Sex Interactive; una versione hot del Gioco dell'oca. Infine un Sex-Zoo fatto di donne e uomini nudi coperti con disegni di body-paint.
Gli organizzatori della Fiera sottolineano che comunque non ci sarà sesso in diretta, prostituzione, accesso a minori o zoofilia così come lo asserisce la legge messicana.

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Polemiche a Rovigo. "La Giunta pensi a gay e lesbiche".

(Marco Signorini - Il Resto del Carlino) "Merchiori faccia come Cofferati a Bologna e crei il settore Politiche per le differenze». A lanciare la proposta è il gruppo Lgbt (Lesbico, gay, bisessuale e transessuale) Politropia che, seguendo l’esempio del capoluogo emiliano, chiede «un osservatorio contro le discriminazioni di donne e omosessuali".

"In questi giorni, a Bologna, il sindaco Sergio Cofferati ha dato il via libera al nuovo settore comunale Politiche per le differenze — osserva Politropia in una nota — inserendo nel bilancio dell’amministrazione 20 mila euro per promuovere un servizio, affidato a 5 dipendenti comunali, che coordini i progetti del Comune in materia di promozione delle differenze e lotta alle discriminazioni. E analoghi servizi sono già attivi nella regione Toscana, a Venezia e a Torino". E perché non a Rovigo, si domanda il gruppo Lgbt.

"Rilanciare l'attività della giunta vuol dire anche partire con una politica europea di lotta alle discriminazioni e riconoscimento delle diversità — spiegano infatti dall’associazione —. Per questo come gruppo Lgbt rodigino e comitato promotore di Arcigay nel Polesine, chiediamo all'amministrazione di seguire la strada del primo cittadino bolognese e di impegnarsi in un'azione chiara contro ogni discriminazione: di genere, di razza, di religione e di orientamento sessuale e identità di genere".

Parole chiare rivolte anche all'assessore alle Pari opportunità Giovanna Pineda e al neo assessore alla cultura e all'associazionismo Federico Frigato "perchè si possa lavorare insieme a un progetto per dotare il Comune di Rovigo di un servizio istituzionale anti-discriminazioni".

Ma dove trovare le risorse per farlo? Il Gruppo Glbt è preparato anche su questo e offre già una soluzione. "Si tratterebbe di un settore che potrebbe anche attirare nella nostra città parte dei fondi europei che Bruxelles stanzia ogni anno per azioni positive contro la violenza e il bullismo — conclude infatti Politropia —. Non basta infatti l'azione quotidiana delle associazioni e dei cittadini per combattere l'omofobia, le prevaricazioni, gli insulti nei confronti dei gay e delle lesbiche. In particolare dei più giovani e degli adolescenti che raramente trovano nell'ambiente scolastico un luogo in cui poter esprimere pienamente la propria personalità".

Insomma, nessun problema di risorse anche se l’assessore Pineda preferisce non mettere il carro davanti ai buoi. "Purtroppo esistono ancora molte forme di discriminazione che non riguardano soltanto l’orientamento sessuale delle persone — risponde infatti l’esponente di Rifondazione Comunista — e l’idea di un osservatorio per fronteggiare il problema non può certo lasciarci indifferenti. Certo, però, che Rovigo non è Bologna e 20mila euro per la nostra realtà resta una cifra difficilmente raggiungibile".
Per l’assessore, inoltre, sarebbe fondamentale coinvolgere l’intera provincia e tutti quei comuni che hanno sottoscritto la carta europea per la parità tra uomo e donna.

"L’articolo uno dello statuto della commissione per le pari opportunità — ricorda tra l’altro Pineda — condanna tutte le forme di discriminazione e limitare il discorso a gay e lesbiche sarebbe riduttivo. Dobbiamo impegnarci contro qualsiasi forma di abuso combattendo tutti gli atteggiamenti che hanno come obiettivo quello di isolare e mortificare chi è diverso. Proprio per questo — conclude l’assessore alle Pari opportunità — si deve investire su più informazione ed educazione, soprattutto negli istituti scolastici".

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Spagna. Matrimonio gay, riforma scolastica fino al dialogo con l'Eta, la chiesa attacca il governo Zapatero.

(Euronews) E' stato il culmine dello scontro tra vescovi spagnoli e governo socialista: la manifestazione a Madrid lo scorso 30 dicembre contro le riforme in materia sociale del governo Zapatero e a difesa della famiglia cattolica. Un tema centrale del pontificato di Benedetto sedicesimo.

"La cultura del laicismo radicale è un inganno, non è costruttiva. Causa solo disperazione, attraverso l'aborto, il divorzio veloce e ideologie che tentano di manipolare l'educazione dei giovani", aveva detto il cardinale di Valencia, Agustin Garcia-Gasco.

La chiesa aveva aperto le ostilità dopo l'approvazione della legge sul matrimonio tra omosessuali. A far infuriare la Chiesa è arrivata poi la riforma scolastica. Al centro del dibattito l'introduzione dell'educazione civica per insegnare gli alunni tra i dieci e i sedici anni il rispetto della diversità, il rifiuto del razzismo e dell'omofobia, la parità tra uomo e donna, i diritti e di doveri del cittadino. Per la Chiesa è un modo per rendere facoltativo il corso di religione nella scuola pubblica.

Il braccio di ferro ha avuto una svolta inattesa a fine gennaio: in piena campagna pre-elettorale la Conferenza dei vescovi ha chiesto ai cattolici di votare per i partiti che non hanno negoziato con l'Eta. "Una società che vuole essere libera e giusta non può riconoscere né esplicitamente né implicitamente un'organizzazione terrorista come rappresentante politico e non può considerarlo interlocutore politico", ha detto il portavoce della Conferenza Episcopale Juan Antonio Martinez Camino.

Dichiarazione che ha rotto un tabù: quello di chiedere il voto agli elettori agitando il tema delicato del terrorismo. "Con quel criterio" ha commentato il portavoce del partito socialista Diego Lopez Garrido, "non sarebbero stati eletti Adolfo Suarez, Felipe Gonzalez, José Maria Aznar, visto che tutti hanno dialogato con l'Eta, e alcuni di loro, come Aznar, hanno avuto un vescovo come intermediario".

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Il cardinale belga Danneels non è Papa per colpa del nipote porno star.

Secondo la stampa fiamminga a sbarrare la strada del soglio pontificio al primate del Belgio, potrebbe essere stato il mestiere di suo nipote, un noto attore di cinema porno, probabilmente il più famoso del Paese.

(Quotidiano.net) Finora si pensava che il primate del Belgio, il cardinale Godfried Danneels, non fosse stato eletto papa al posto di Joseph Ratzinger, durante il conclave dell'aprile 2005, per le sue posizioni troppo 'progressiste'; oggi, tuttavia, la stampa belga emette una nuova ipotesi: a sbarrare la strada del soglio pontificio al cardinale, afferma il settimanale fiammingo 'Dag Allemaal', potrebbe essere stato il mestiere di suo nipote, un noto attore di cinema porno, probabilmente il più famoso del Belgio.

Il nome di Danneels è uno di quelli che circolavano tra i 'papabili' dopo la morte di Giovanni Paolo II (che lo creò cardinale nel 1983), ma la scelta cadde su Ratzinger, andando in direzione opposta a quel che speravano il cardinale belga e i suoi sostenitori, imponendo una virata della Chiesa verso posizioni più conservatrici.

Il Dag Allemaal - ripreso, anche da alcuni quotidiani belgi francofoni - ha rivelato che la più grande pornostar maschile fiamminga, conosciuta con lo pseudonimo 'Byrne', è in realtà il figlio adottivo di Paul Breyne e Godelieve Danneels, rispettivamente cognato e sorella del cardinale Danneels.

Dries Breyne, questo il vero nome dell'attore, ha 36 anni, è nato a Lilla, città del Nord della Francia al confine con il Belgio, e fu adottato dai suoi nuovi genitori fiamminghi dopo essere stato abbandonato dalla madre. Risiede oggi a Praga, ma torna frequentemente in Belgio per partecipare alle riunioni di famiglia. "Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare - ha detto 'Byrne' ai suoi intervistatori fiamminghi - non c'è il minimo problema. I tempi sono cambiati e le mentalità si sono evolute: è finita l'epoca in cui la mia famiglia era imbarazzata per il il mio mestiere".

Nell'intervista comunque, Breyne ha escluso di poter essere la causa, sia pure indiretta, della fallita elezione di suo zio: "Non ha alcun senso, sono solo voci. Il mio mestiere di attore porno non ha influenzato alcun membro del conclave". D'altra parte lo stesso cardinale afferma oggi: "non sono responsabile per la mia famiglia".

Monsignor Danneels, 74 anni, arcivescovo di Malines-Bruxelles, è molto conosciuto per le sue doti diplomatiche, la sua intelligenza e le sue posizioni 'progressiste' su temi come l'uso del preservativo contro l'Aids, il celibato dei preti, l'attenzione ai diritti umani e alla lotta contro la povertà, l'attitudine riformatrice.

Una volta, a una bambina che gli chiedeva come avrebbe voluto chiamarsi se fosse stato eletto papa, rispose: "Giovanni XXIV, perché ho dei bellissimi ricordi di Papa Giovanni". Sull'uso del preservativo fece scalpore la sua dichiarazione in cui osservava che, se un sieropositivo ha rapporti sessuali, non prendere precauzioni nei confronti del partner equivale a violare il comandamento "non uccidere". Sul celibato di preti, invece, ha sostenuto che "è una regola della Chiesa che può cambiare".

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Berlinale, niente premi per il film italiano sui DiCo.

Svelati vincitori premi per migliori lungometraggi su temi gay.

(Apcom) È andato a "The Amazing Truth About Queen Raquela" di Olaf de Fleur Johannesson il premio "Teddy" 2008 per il miglior lungometraggio. Il riconoscimento del festival del cinema di Berlino è riservato ai film che trattano tematiche omosessuali.

Il "Teddy" al miglior documentario è stato assegnato a "Football Under Cover" di David Assmann e Ayat Najafi, un lungometraggio che riesce "a mostrare in modo sottile e spiritoso i ruoli sessuali nello sport nelle società islamiche", come si legge nella motivazione della giuria.

Uno dei tre nominati nella categoria dei migliori documentari era "Improvvisamente l'inverno scorso", il film di Luca Ragazzi e Gustav Hofer relativo alla legge sulle unioni civili (i "Dico"), che è rimasto a mani vuote.
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Trailer Queen Raquela.

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