(TGCom) Tante lacrime di commozione. I Bianchi, a sopresa, vengono portati nello studio del teatro 5 di Cinecittà dove andrà in onda in diretta su Canale5 la fase finale di Amici. All'interno ad accoglierli una grande scritta: "Benvenuta squadra Bianca". Scorrono le immagini del loro ingresso nella scuola. Antonino singhiozza e rivela a Susy di soffrire per l'ostilità di suo padre alla sua scelta di fare il ballerino.
Antonino piange quando guarda i suoi passi di danza e le discussioni con la Celentano, mentre tutti i ragazzi alla fine si abbracciano commossi. Luca parla loro dell'esordio, e fa sentire la sigla d'apertura che dovranno ballare. I ragazzi sono emozionatissimi, e molto felici. La visita si conclude con il "grido di battaglia" della squadra Bianca.
Intanto Jurman vuole preparare Marta, Maria Luigia e Cassandra al palco, e propone loro di fare degli esercizi bendate e di isolarsi il più possibile dal contesto che le circonda: le ragazze cantano camminando con le gambe piegate, stando attente a non "ondeggiare" con la voce, poi fanno delle flessioni, e poi cantano le canzoni vere e proprie. Jurman dice però a Maria Luigia, che canta "Voglio il tuo profumo", che all'interpretazione manca la necessaria sensualità.
Alessandra cerca di far stare con i piedi per terra Giulia, dicendole che, anche se l'hip-hop è la sua danza preferita e lei è molto brava, la ragazza non deve sentirsi arrivata, perché c'è ancora molta strada da fare. Alessandra continua spronando la ragazza a concentrarsi su quello che sa fare bene, senza voler a tutti i costi allargare il proprio raggio d'azione. L'insegnante conclude dicendo a Giulia che un lungo soggiorno negli Stati Uniti le potrebbe fare molto bene, e al ritorno in Italia la renderebbe "una regina dell'hip-hop".
Spazio anche per le confessioni personali: in giardino Antonino parla a Susy di suo padre, e di come sia dispiaciuto di non essere mai riuscito a instaurare con lui un buon rapporto, per via dell'ostilità del genitore nei confronti del suo sogno di diventare ballerino. Antonino singhiozza, e dice di voler scrivere una lettera al padre per invitarlo a guardare il serale, dove il figlio ballerà per lui. Susy incoraggia il ragazzo: "I padri non dovrebbero sperare di vedere nei figli il realizzarsi dei propri sogni, ma dei loro. Vedrai che le cose cambieranno".
venerdì 1 febbraio 2008
"Amici di Maria". Antonino in lacrime: "Mio padre non accetta che io danzi".
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Unioni civili a Genova. La Bindi frena: "Ci pensi lo stato".
Regione, lite tra il diniano Monteleone e Costa (Pd). Gasparri: nel capoluogo ligure ci sono altre priorità.
(Silvia Neonato - Il secolo XIX) Non vuole pronunciarsi Lamberto Dini, leader di Ld ieri impegnato con Franco Marini nella ricerca di un accordo sul futuro governo: del resto è un tema di cui non si è mai occupato. Sarà per la prossima volta, per ora non supporta le dichiarazioni di Rosario Monteleone, ex Margherita e ora suo referente ligure per il partito dei liberal democratici. Monteleone ha speso parole favorevoli al progetto allo studio del Comune di Genova di istituire un'anagrafe per le coppie di fatto e ha criticato "l'ipocrisia" del vicepresidente della Giunta regionale Massimiliano Costa (Margherita). «Lo giudico un ipocrita e un falso moralista, un anno e mezzo fa , prima delle elezioni politiche, ha posto lui la questione facendo approvare un testo che riconosce i diritti alle coppie di fatto», ha spiegato Monteleone.
Neppure Francesco Rutelli è reperibile, inutile insistere. Rosy Bindi non si sottrae, invece, al dibattito che si è scatenato sul caso Genova. Bindi ribadisce una posizione già tenuta a Roma, quando il Comune guidato da Veltroni, ha di fatto bocciato la proposta di creare un registro delle coppie di fatto avanzata da Rifondazione, Rosa nel Pugno e Sinistra democratica. Secondo il ministro della Famiglia Bindi (firmataria con Barbara Pollastrini anche della proposta di legge sui Dico, poi bocciata) occorre che «i Comuni non procedano in ordine sparso». Coerente con l'impegno profuso nel voler regolamentare le coppie di fatto (dette Dico, poi Pacs e infine Cus), l'esponente della Margherita dice che è«indispensabile una legge nazionale che consenta finalmente ai Comuni di lavorare con maggiore efficacia giuridica». Sono proposte sacrosante, insomma, e l'anagrafe delle coppie di fatto ha un grande valore simbolico (il che non è poco), ma senza una legge accade che poi la coppia non abbia alcun effettivo diritto.
Intanto la Giunta comunale di Genova è corsa ai ripari: dopo aver compreso che il certificato per le unioni di fatto non avrebbe avuto un riconoscimento politico di tutti gli alleati della maggioranza, ha corretto il tiro. Invece del certificato il Comune potrebbe autorizzate l'emissione di un attestato di convivenza, poco più di un'autocertificazione il cui valore legale è nullo.
Chi non ha dubbi è l'esponente di Alleanza Nazionale Maurizio Gasparri. «Una proposta sbagliata fatta fuori tempo», dice Gasparri commentando proprio il dibattito circa la possibilità di istituire un registro anagrafico delle coppie di fatto nel Comune del capoluogo ligure. Dibattito che sta creando forti scontri anche nel Pd ligure.
«Ritengo che sia una proposta che creerà solo lacerazioni nel loro fronte, come è stata di impaccio, causa non secondaria delle difficoltà di Prodi - ha proseguito Gasparri, ieri a Genova per presentare il suo libro "Il cuore a destra" - Credo che potrà essere causa di impaccio, politicamente parlando, per il Comune, che penso abbia altre priorità da affrontare».
Secondo Gasparri la proposta è«sbagliata perché in contrasto con principi laici della Costituzione che vedono la famiglia come un'unione tra un uomo e una donna. Siamo cattolici e quindi crediamo anche ad un principio tradizionale della famiglia - ha aggiunto - ma basta fare riferimento a testi assolutamente laici come la Costituzione voluta anche da Togliatti. Aveva ragione il cardinal Bertone che diceva che era meglio Togliatti di quelli di oggi. Quando arrivarono di fronte ad alcune cose, i comunisti del dopoguerra si fermarono».
La Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani apprezza, invece, «l'apertura del dibattito in merito all'istituzione di un registro anagrafico delle coppie di fatto». E si augura che «si apra una discussione seria e costruttiva e che anche Genova possa essere un esempio per tutto il paese».
«Riteniamo - si legge in una nota - che questo sia uno strumento utile che va incontro alle esigenze di tanti giovani e non, che scelgono la convivenza come scelta di vita e che oggi non si sentono adeguatamente tutelati dalle istituzioni, come invece avviene nella maggior parte dei Paesi europei».
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16:33:00
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I socialisti rispondono ai vescovi, in Spagna lo scontro Chiesa-PSOE accende la campagna elettorale.
(Rainews 24) E' uno "scontro senza precedenti", scrive oggi il quotidiano spagnolo Abc, tradizionalmente vicino all'elettorato cattolico. Ad un mese dalle elezioni politiche ( si vota il 9 marzo) la Spagna si spacca in due dopo la discesa in campo dei vescovi con un documento ufficiale della Conferenza episcopale spagnola (Cee).
"La reazione dei socialisti contro la presa di posizione della Chiesa prima dell'appuntamento elettorale trova un precedente ed una motivazione - si legge su Abc - nella grande manifestazione per la famiglia" promossa dai vescovi, anche se allora "gli attacchi si indizrizzarono solo ad alcuni cardinali" che erano scesi in piazza.
Botta e risposta
Per il Partito Socialista (Psoe) spagnolo è "immorale" che la Chiesa spagnola utilizzi il terrorismo per fare campagna elettorale. Il duro comunicato dei socialisti ha seguito, ieri, quello della commissione permanente della Conferenza Episcopale Spagnola, in cui i vescovi hanno formulato una serie di consigli agli elettori cattolici in vista delle elezioni politiche. Ta questi, anche quello di non non votare chi adotta come "interlocutore" un'organizzazione terroristica. Una raccomandazione che è stata interpretata come un chiaro attacco al premier Jose Luis Rodriguez Zapatero.
I socialisti, che durante la legislatura che volge al termine si sono resi protagonisti dei negoziati con l'organizzazione terroristica separatista dell'Eta per una soluzione pacifica della questione basca, hanno replicato che "è immorale che i vescovi, cosi' come il Partito Popolare (Pp), utilizzino il
terrorismo per fare campagna". Ancora, i socialisti ricordano alla Cee che i governi precedenti non si differenziano dall'attuale, perché "Adolfo Suarez, Felipe Gonzalez, Jose Maria Aznar: tutti hanno dialogato con l'Eta".
Il Psoe, il cui governo è stato criticato nello stesso comunicato dei prelati anche per la legalizzazione dei matrimoni omosessuali e per l'introduzione della materia di Educazione alla cittadinanza (assimilabile all'educazione civica) nei programmi scolastici, ha ricordato che l'ex premier conservatore
Aznar si servi' durante le trattative di "un vescovo come intermediario". "Per cui -hanno concluso i socialisti riferendosi all'invito a non votare a chi ha trattato con i terroristi- si tratta di un argomento ipocrita e malintenzionato".
L'affondo del Gurdiasigilli
Nella polemica interviene oggi anche Mariano Fernandez Bermejo, ministro della Giustizia del governo socialista: la Chiesa, assicura, non influirà sul risultato elettorale delle prossime elezioni politiche in Spagna. In un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano spagnolo El Mundo, tradizionalmente vicino ai popolari, il guardasigilli spagnolo spiega che la gerarchia ecclesiastica spagnola non ha compreso che la società iberica non accetterà nessun passo indietro e non voterà contro il Psoe per seguire le indicazioni dei vescovi.
"Credo che- ha affermato Bermejo -ci sia un gruppo integralista all'interno dell'episcopato spagnolo che non ha compreso quasi nulla dell'evoluzione della società e della democrazia. Non è stata esattamente la Chiesa chi ha lottato per le libertà in questo paese", ha detto il guardasigilli alludendo al passato franchista del Paese. E ancora: "Se qualcuno crede che, protetto dalla porpora, può realizzare affermazioni di questa natura, attaccare un governo legittimo e entrare in campagna elettorale, deve sapere che c'è una società che non retrocedera' nemmeno un millimetro nelle libertà ottenute". Insomma, ha concluso Bermejo, "i vescovi possono provare a fare campagne elettorale per il Pp, ma che ci riescano è un'altra cosa".
Sullo stesso terreno si scatena El Pais, che nelle ultime 48 ore muove all'attacco delle gerarchie ecclesiastiche spagnole. "In questo campo non sono i pastori d'anime che stabiliscono i prinicipi - si legge nell'editoriale di oggi del quotidiano molto vicino al premier Zapatero - Posto che vide il principio 'una persona, un voto', non possono reclamare il monopolio della verità se non esponendosi ad accuse di fanatismo".
E ancora: "Il ritratto negativo dei partiti che secondo i vescovi non devono essere votati dai cattolici non corrisponde alla realtà. Non è che sussistano 'difficoltà crescenti per incorporare lo studio libero della religione cattolica nella scuola pubblica' (come sostiene il documento della Conferenza espiscopale spagnola, ndr.) Quello che succede, al contrario, è che la scuola pubblica non può trasformarsi in un agente di catechesi cattolica, come pretende la fazione più intrgralista dei vescovi. Il riferimento al negoziato con i terroristi è particolarmente malevolo: né la società spagnola né alcun partito democratico ha mai considerato che una banda di assassini sia 'rappresentante política di alcun settore della popolazione' o 'interlocutore político' di qualcuno". La campagna elettorale, se non si fosse capito, è partita.
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16:26:00
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GF8. Si parla solo di sesso nella casa. Presto anche i fatti?
Nadia, la sexy-psicologa. E Fabio "ruba" le polpette del Gf
(TGCom) Nadia gioca a fare la psicologa con Mario e gli pone una serie di domande maliziose. Da subito indaga a che età il muratore ha fatto l'amore per la prima volta, quindi gli chiede del rapporto con il figlio e su come ha vissuto la paternità. Mario non sembra imbarazzato e risponde alle curiosità dell'amica. Intanto scoppia il "caso polpette", tirato in ballo da Gian Filippo e che vedrà coinvolta la famiglia Orlando.
Il muratore umbro racconta all'amica di aver conosciuto l'amore fisico all'età di sedici anni e di essere diventato padre a ventiquattro. Della paternità, fortemente voluta da lui e dalla ex compagna, parla come di una bellissima esperienza, anche se a suo avviso per una donna è divero: "Per forza di cose, una madre vive la nascita di un figlio in maniera molto più intensa", dice Mario.
Intanto, nel Camping scoppia il "polpette gate". Gian Filippo denuncia la scomparsa di alcune polpette, avanzate la sera prima e accusa la famiglia Orlando di averle nascoste, per poi cibarsene tra loro. La famiglia non ci sta e rifiuta l'accusa del ragazzo palermitano. Le immagini, però, rivelano che è stato il figlio Fabio ad intrufolarsi nel camper e mangiare di nascosto le polpette.
I ragazzi cercano pagliativi per passare il tempo. Non disponendo di una rete ed un pallone da pallavolo, Teresa, Andrea e Alice si servono del divano come rete e dei cuscini colorati per sostituire il pallone, dando vita ad un set di volley quanto mai inedito.
Nadia e Teresa parlano del più e del meno, arrotolate sotto le coperte. Quindi spostano l'attenzione su Alì, mettendo in dubbio il suo racconto sull'esperienza vissuta nella Bolla di Ponte Milvio, prima di entrare nella Casa. Nadia domanda ironicamente all'amica: "Quando mai si è sentito che il Grande Fratello rinchiude delle persone prima dell'inizio del programma?". Mai sottovalutare le potenzialità del Gf.
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16:06:00
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Milano il carnevale è "Leonardesco".
( 02blog) Dal 7 al 9 febbraio Milano riscopre il carnevale, pare che Palazzo Marino abbia deciso di rinforzare la ‘tradizione’ carnescialesca milanese per attirare turisti anche durante il periodo di carnevale. In ogni caso, il tema di quest’anno sarà Leonardo da Vinci. L’assessore al turismo Massimiliano Orsatti ha così commentato le scelte per quest’anno:
“Il tema di Leonardo, che segue quello del futurismo che ispirò la passata edizione del Carnevale, consente alla città di coniugare il divertimento tipico del Carnevale con momenti di conoscenza di tratti importanti della storia di Milano e dei personaggi che l’hanno resa grande. Un divertimento consapevole perché Milano intende entrare, grazie a questa ricca programmazione nel circuito dei principali carnevali italiani e internazionali, coinvolgendo i milanesi e i tanti turisti che sempre più scelgono Milano quale meta delle loro vacanze”.
Da oggi inoltre sarà funzionante la fabbrica dei coriandoli in Via Mercanti, una struttura dall’apparenza leonardesca che trasformerà vecchi giornali e riviste in coriandoli da regalare a tutti i bambini che li vorranno. Maledetti coriandoli, aggiungo io. In ogni caso sul sito del comune trovate tutto.
Vi segnalo l’evento più consistente, ovvero la parata con i carri allegorici che, dopo due anni di assenza, si svolgerà sabato 9, dalle ore 15. Il percorso sarà questo: partenza dai Giardini di via Palestro, c.so Venezia, p.za San Babila, c.so Vittorio Emanuele e conclusione in Piazza Duomo verso le ore 17.30.
Non c'è pace nel Pd. Spaccatura a Genova sul registro delle coppie di fatto.
La sindaco Marta Vincenzi: sarà solo un segnale per eliminare sofferenze. Il Pd Costa: è solo una sparata ideologica.
(Eduardo Di Blasi - L'Unità) La possibilità che anche Genova accolga l’anagrafe delle coppie di fatto sul modello di quella nata a Padova, pur non essendo ancora all’ordine del giorno del consiglio comunale, ha provocato uno scossone tra le fila del Pd ligure. È bastata la proposta, lanciata tre giorni fa in conferenza stampa dal consigliere comunale dei Verdi Luca Dall’Orto, dalla presidente della commissione comunale Pari Opportunità Michela Tassistro (Pd) e da Alessandro Zan, consigliere comunale a Padova, e l’auspicio della sindaco Marta Vincenzi (nella foto) a discuterne in Consiglio, a provocare la reazione del vicepresidente della Liguria Massimiliano Costa, esponente del Pd di provenienza Dl (che la bollava come «una sparata dal sapore ideologico, senza nessun fondamento giuridico né vantaggio per i cittadini»). Fatto sta che nella giornata di oggi, in un’altra conferenza stampa, il gruppo del Pd presenterà la propria proposta e non parla dell’anagrafe sulle coppie di fatto. Simone Farello, 33 anni, capogruppo Pd a Palazzo Tursi, la chiama però «l’anagrafe dei diritti». E spiega come nell’impostazione data alla questione ci sia ben poco di ideologico e molto di realtà concreta: «Quello che il Comune deve fare è fornire servizi ai propri cittadini, secondo i servizi che questi richiedono, indipendentemente dalla forma che hanno deciso di dare alla loro affettività. Il problema è che noi non la conosciamo questa realtà. Per questo l’anagrafe va fatta in base a quello che è la realtà: le persone ci devono dire di cosa hanno bisogno. E quali ritengano siano i loro diritti. A quei diritti noi dobbiamo dare risposte. Punto». Una sorta di «mappatura della domanda», che, dal punto di vista amministrativo, supera il concetto di «stato di famiglia». Spiega Farello: «Lo stato di famiglia di uno che è separato, e Genova è la città con più divorzi in Italia, mi dice che quello è separato, ma non mi dice che magari quel genitore separato per tenere il figlio nei periodi che gli spettano, deve avere un appartamento di un certo tipo, e magari in graduatoria è trecentesimo dietro ai nuclei familiari numerosi. Il problema è che noi oggi non abbiamo strumenti per tracciare quel bisogno e quel diritto. Per noi quello è un single». La mappatura, non senza qualche ulteriore discussione, dovrebbe essere anche alle convivenze omosessuali (che richiedono diritti specifici come gli anziani soli, le coppie eterosessuali, i single...). Quello che Farello rimpiange è che all’interno del gruppo del Pd, in questo frangente «chi ha sollevato questa problematica non ha fatto nessun confronto collettivo». Afferma: «Rimpiango tanto le sezioni di partito e gli scout che ti insegnavano che le posizioni politiche devono essere condivise prima che essere affermate. Io credo, ad esempio, che noi dovremo ripartire dal punto di mediazione che il Pd aveva trovato con i Dico». Sullo stesso piano Victor Rasetto, giovane segretario provinciale del Pd, che, alle prese con un partito ancora diviso per provenienza, avvisa: «Noi non dobbiamo decidere se per noi una data legge sia giusta o ingiusta, ma se sia legittima o meno. Ed è questo, adesso, che manca».
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15:27:00
Etichette: coppie di fatto, genova, partito democratico, polemiche, questione omosessuale, unioni civili

“Il tema di Leonardo, che segue quello del futurismo che ispirò la passata edizione del Carnevale, consente alla città di coniugare il divertimento tipico del Carnevale con momenti di conoscenza di tratti importanti della storia di Milano e dei personaggi che l’hanno resa grande. Un divertimento consapevole perché Milano intende entrare, grazie a questa ricca programmazione nel circuito dei principali carnevali italiani e internazionali, coinvolgendo i milanesi e i tanti turisti che sempre più scelgono Milano quale meta delle loro vacanze”.





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