Studentesse di giorno. Di notte attrici hard a pagamento sul Web. Assieme ai fidanzati. Un libro esplora il boom del personal eros. Che sta rivoluzionando il mercato a luci rosse.
(Sabina Minardi - L'Espresso) Ogni pomeriggio, Luana accende il computer, si collega a Internet e attraverso una videochat conosce nuove persone. Clienti. Davanti ai quali si spoglia e fa giochi erotici. "Strip-tease, senza mai inquadrare il viso", spiega. Ovviamente, a pagamento: guadagna un migliaio di euro al mese, soldi che giustifica con una finta attività da baby-sitter. "Ma potrei diventare molto più ricca se decidessi di farlo a tempo pieno: conosco ragazze che andando in cam più frequentemente di me portano a casa uno stipendio di 5 mila euro". Professione camgirl. Tecnicamente, né una prostituta, né una pornostar. Praticamente, l'ultima espressione del web-fai-da-te. E la frontiera più nuova ed aggiornata del mercato dell'eros.
'Personal Porno', ha appena battezzato il fenomeno il giornalista Federico Ferrazza, collaboratore de 'L'espresso', in un libro in arrivo il 20 giugno (Fazi Editore). Un volume dalla doppia chiave di lettura: da una parte rigorosa analisi di un mercato in crescita, anche se dai contorni ancora sommersi e frammentati. Dall'altra, lucida istantanea su 'come diventare pornostar in Rete e manager di se stessi (senza farsi fottere)'.
"L'idea di lavorare a un'inchiesta sulla pornografia on line mi è nata da una notizia sorprendente", spiega l'autore: "Un comunicato che segnalava, dopo anni di inarrestabile crescita, un improvviso calo nella vendita e nel noleggio di dvd per adulti. Un giro d'affari che negli Stati Uniti si era ridotto da 4,28 miliardi di dollari a 3,62. Colpa di Internet, certo. E dei download pornografici, sempre più facili e alla portata di tutti. Ma non solo". Ha gironzolato per i network della rete, navigato tra i corrispettivi a luci rosse di YouTube (siti come YouPorn, PornTube o PornHub), incontrato molti interpreti di questo mondo, ambiguo, sommerso eppure così contiguo alla real life. Per dimostrare che se il mercato tradizionale dell'hard è ufficialmente, e per la prima volta, in crisi
"i principali colpevoli sono proprio i siti targati Web 2.0 che, ospitando migliaia di video porno gratis, gli fanno concorrenza", nota Ferrazza: "Con i propri filmati hard è possibile mettere in piedi non solo una tv ma anche piccole case di produzione, capaci di generare diverse migliaia di euro al mese".
In vendita ci sono sì, soprattutto, ragazze (la versione al maschile del personal porno esiste, ma è limitata: a gigolò che usano la Rete per adescare donne o a siti rivolti all'universo omosessuale). Ma non è previsto alcun contatto fisico: tutto passa dalla telecamerina, attraverso la quale il cliente assiste a spettacoli live. Interni casalinghi e movenze amatoriali. Divani stinti e lingerie da grandi magazzini. Termosifoni su cui strusciarsi e giocattoli erotici improvvisati. Solo gli utenti più avanzati, e le escort più competitive, sperimentano il sesso a distanza con l'aiuto degli ultimi sex toys: finti organi sessuali collegati al computer, in grado di amplificare l'effetto simulazione.
Chi sono le protagoniste di questo universo? Studentesse, casalinghe, giovani donne, che rivendicano di agire all'insaputa di tutti (i partner, però, generalmente sono al corrente: e la gelosia, in assenza di fisicità, sconosciuta ): secondo i dati riportati, e aggiornati a febbraio di quest'anno, sarebbero almeno 4.000 le ragazze italiane dalla doppia vita, registrate su siti specializzati. Ogni giorno se ne aggiungono di nuove.
Come Morgana, 25 anni, studentessa dell'università La Sapienza, prossima alla laurea in Scienze politiche e un titolo già in tasca in Scienze della comunicazione: la mattina a lezione, due o tre pomeriggi alla settimana in palestra, uscite con gli amici o per fare shopping. La sera nei panni di Persephone, rapita dall'Ade telematico: "Non c'è un orario fisso: mi mostro durante la notte, fino all'alba". Tra spettacoli in diretta o giochi di coppia (il fidanzato, mai inquadrato in viso, partecipa spesso; insieme realizzano filmati che vendono a 36 euro), mette su uno stipendio mensile che la rende indipendente. Le prime due settimane del mese sono le più proficue; seguono quindici giorni in cui le visite al sito sono inferiori: finché non ritorna il 27 e gli accessi, e i guadagni, riprendono a crescere.
"La mattina mi alzo e faccio le pulizie come tutte le casalinghe", racconta Ophelia, nom de plume di una quarantenne che vive in provincia di Verona: "Poco prima dell'ora di pranzo mi connetto e vado avanti fino alle 20. Poi preparo la cena". Un lavoro da otto ore al giorno, come fosse una normale impiegata. Solo che gli unici dipendenti sono i suoi clienti: in pausa pranzo, o di lavoro. "Gente che ha bisogno di svagarsi per un po'", minimizza lei: ogni minuto davanti alla webcam costa 3 euro. Per uno spogliarello, un pezzo di corpo in bella mostra davanti al pc, richieste ordinarie. A volte, scambi di ruolo: come per qualche signore che ama mostrarsi dalla scrivania, per il puro gusto di esibirsi in orario d'ufficio ("giacca, cravatta e pantaloni abbassati").
Perché fare sesso on line è ormai facilissimo: basta una connessione a Internet e una webcam di livello accettabile. Per le ragazze, il passo ulteriore è registrarsi, in genere gratis, su una delle tante piattaforme a disposizione. Come ragazzeinvendita.com, siti che fanno anche da intermediari nella riscossione del denaro: incassano dal cliente e girano, garantendo privacy, il compenso (mediamente, la metà). Videochattare è il servizio che rende di più. I guadagni però cambiano in base alla fantasia di ognuna. C'è chi vende il suo numero di cellulare. O video amatoriali girati insieme ad altri uomini. Ma c'è anche chi si spinge oltre. Come Maliziosa Chanel e il suo compagno Ale, raccontati nel libro: organizzano orge e gang-bang (rapporti sessuali in cui una donna sta con molti uomini). Filmano tutto. E spediscono, a pagamento, su Internet il risultato.
"Il personal porno ha dato a chiunque la possibilità di entrare nel business del cinema hard. Ma il mercato che ha generato è ancora troppo giovane e instabile per essere misurato", dice Ferrazza: "Non è mai stato fatto neppure uno studio completo. Le storie che ho raccontato servono a dimostrare che chiunque può esserne parte".
"Le persone non si accontentano più di film lontani dalla realtà. Non vogliono solo guardare ma partecipare, e Internet ha dato loro questa possibilità ", spiega il produttore hard Riccardo Schicchi: "Girare un video e metterlo in Rete è semplice, il nostro lavoro è solo quello di mettere in contatto le persone. Basti pensare che gran parte del business di Diva Futura deriva dalle chiacchierate telefoniche che le nostre star fanno sedute su un divano mentre l'interlocutore le guarda in tv. L'industria del porno, come l'abbiamo conosciuta finora, non esiste più".
lunedì 16 giugno 2008
Signorine pornocam.
lunedì 28 aprile 2008
«Che lavoro faccio? Sono una camgirl». Elena, mestrina di 27 anni, nuda sul web: 15 euro per 10 minuti di show. Guadagno di 3000 euro al mese.
Prima di cambiare vita era orafa. «Ma ora arrivo a 3.000 euro al mese». Ho iniziato grazie a un’amica che mi ha parlato del mondo delle videochat: ho provato e ho visto che è anche divertente.
(Francesco Furlan - La nuova di Venezia e Mestre) E infine fu la webcam, che a sua volta generò le camgirl, le ragazze della video-camera (da letto), anche se più spesso si esibiscono davanti alla postazione del pc della loro scrivania. Figure mitologiche del sesso virtuale, guai a cercare di guardarle negli occhi: vi fulmineranno con un colpo di clic e vi faranno fuori pur di non svelare lo loro identità. E’ questo il loro potere. Un occhio elettronico le guarda mentre si spogliano o si esibiscono in spettacoli erotici, e dall’altra parte del pc il cliente che, grazie a Internet e solo dopo aver pagato il servizio, può godersi lo spettacolo. Ai tempi del precariato è un lavoro che paga bene e che, dopo l’imbarazzo delle prime volte, può diventare pure piacevole. «Sempre meglio di timbrare il cartellino, il lavoro è mio e me lo gestisco io» spiega subito Elena, 27 anni, parafrasando senza saperlo un vecchio slogan femminista in voga negli anni Settanta della liberazione sessuale. «Per me questo lavoro è stata una liberazione, e non mi importa cosa pensa la gente, anche perché lo faccio con professionalità». Mora, occhi verdi, fisico mozzafiato, la bella Elena abita a pochi chilometri da Mestre e da due anni ha abbandonato la sua professione per diventare una camgirl a tempo pieno.
Elena, come sei diventata una camgirl?
«Due anni fa un’amica mi ha raccontato che, per prendere qualche soldo, si esibiva nuda in alcune videochat. Mi ha incuriosito e ho deciso di provare, per togliermi lo sfizio. Ho visto che riuscivo a guadagnare bene, tanto che dopo pochi mesi mi sono licenziata per diventare una camgirl a tempo pieno».
Che lavoro facevi e quanto guadagnavi prima?
«Lavoravo come orafa, prendevo circa mille e cento euro al mese, facendo anche gli straordinari. Ho cominciato a lavorare giovanissima, mi ero stancata, ho deciso di darci un taglio».
E adesso quanto prendi?
«Mediamente tra i 2.500 e i 3.000 euro al mese, lavorando dal lunedì al sabato, la mattina, fino a mezzogiorno, e la sera dopo le 11, per un paio d’ore. Se ne ho voglia mi esibisco in cam anche la domenica sera».
Un sacco di tempo libero, che ci fai?
«Mi riposo, vado a fare shopping, incontro le amiche, vado al supermercato, le cose che fanno tutti nel tempo libero».
E quanto costa un tuo spettacolo?
«Si va dai 15 euro per dieci minuti, ai 50 euro per 45 minuti, 100 euro l’abbonamento settimanale. Le tariffe le decido io perché dopo le prime esibizioni in videochat ho deciso di aprire un sito tutto mio che gestisco come voglio, sia per le tariffe degli spettacoli, sia per le altre offerte, che non riguardano solo le esibizioni in webcam. Vendo pacchetti di 20 foto e 8 video per 25 euro».
E i soldi che prendi li dichiari al Fisco?
«Queste sono cose personali.»
Comunque sia hai incarnato lo spirito del Nordest, ti sei messa in proprio.
«Dopo pochi mesi mi sono stancata che i siti per i quali mi esibivo si trattenessero parte del mio guadagno, tra il 30 e il 40%, senza fare nulla, visto che a spogliarmi ero io. Quando ho preso un po’ di confidenza ho deciso di aprire un sito tutto mio (elenahot.net, ndr) dove è possibile contattarmi senza intermediazioni, così i soldi che guadagno sono tutti miei. Non ero un’esperta di Internet, per realizzarlo mi sono fatta aiutare dal mio ragazzo».
Stai dicendo che il tuo fidanzato ti ha aiutato a diventare una camgirl?
«Sono fidanzata e convivo da sette anni. Non è geloso, perché sa che nella vita reale mi spoglio solo per lui. Esibirmi in webcam per me è un lavoro, non c’è alcun coinvolgimento sentimentale. Quando ho deciso di diventare una camgirl a tempo pieno lui ha appoggiato la mia scelta, anzi è orgoglioso che molti uomini mi chiedano di spogliarmi perché mi desiderano, quando nella realtà mi può avere solo lui».
I tuoi genitori, i tuoi amici lo sanno?
«I miei genitori sono un po’ all’antica, per loro sono ancora un’orafa. Per i miei più cari amici invece sono una camgirl».
Ma cosa rispondi a chi, magari ad una cena tra amici ti domanda: che lavoro fai?
«Se ho un po’ di fiducia nella persona che mi sta davanti rispondo che faccio la camgirl. Non ho nulla di cui vergognarmi, è un lavoro dignitoso come tanti altri».
Però nelle foto del tuo sito e negli spettacoli non mostri mai il viso, perché?
«E’ una questione di privacy, non sai mai chi può esserci dall’altra parte del computer. Metti che ci sia mio cugino, sarebbe un po’ imbarazzante. E poi di matti in giro ce ne sono tanti e in Internet ancora di più, come quelli che si sprecano a scrivermi solo per riempirmi di insulti di tutti i genri».
Chi c’è, dall’altra parte del computer, che ti chiede di spogliarti ed esibirti?
«Maschi giovani e anziani, ma soprattutto di età compresa tra i 28 e i 32 anni, o tra i 40 e i 45. Quasi sempre sono delusi, mi raccontano, dal rapporto con la fidanzata o con la moglie. Una volta però mi sono spogliata per un anziano di 73 anni. Si è mostrato anche lui in cam, era sempre che teneva sott’occhio la porta dello studio dal quale parlava per paura che entrasse la moglie».
Sono in molti a parlarti dei loro problemi?
«Eccome, devo sorbirmi certe storie sulle mogli o le fidanzate che non riescono a capirli. La maggior parte delle volte cerco però di tagliare in fretta e passare subito allo spettacolo».
Immagino che tutti chiederanno di incontrarti.
«Otto clienti su dieci sì, ma questa è la prima e unica regola fondamentale del lavoro della camgirl. Mai incontrare nessuno, se qualcuno insiste elimino il suo contatto Internet, e lo stesso faccio se qualcuno insiste nel chiedere di volermi vedere in faccia. Ecco, questa è la seconda regola».
Quindi sei tu che conduci il gioco.
«Certo, e questo mi fa sentire sicura. Se qualcuno esagera lo elimino dai miei contatti».
Mai nessuno ti ha incuriosito a tal punto da volerlo conoscere?
«No, meglio non fidarsi di nessuno».
Richieste strane?
«Sono all’ordine del giorno. C’è chi mi vuole portare in vacanza con lui, chi si innamora e vuole un indirizzo dove potermi spedire soldi e regali. Una volta un uomo mi ha offerto 5 mila euro per un incontro».
Una proposta indecente, hai accettato?
«Nemmeno per scherzo. La regola è non incontrare nessuno».
Ma ti piace spogliarti, o dopo due anni di lavoro è diventata routine? Insomma, sarà anche vero che non timbri il cartellino ma dopo un po’ è sempre la stessa musica.
«E invece continua a piacermi, è divertente, mi eccita sapere che c’è qualcuno che paga per vedermi mentre mi spoglio».
Quanti spettacoli fai al giorno?
«E’ difficile fare una media, circa 30 spettacoli, con punte di cinquanta. Altre volte invece anche solo dieci. Dipende».
Per quanti anni hai intenzione di continuare a fare questo lavoro?
«A dire il vero non ci ho ma pensato... probabilmente fino a che mi diverto».
Facciamo un gioco: esci di casa e vai in panificio dove un tizio, chissà come chissà perché, riconosce che sei la camgirl alla quale ha chiesto di spogliarsi la sera prima. Che fai?
«Mi metto a ridere, e poi vado a presentarmi, piacere mi chiamo Elena, e sono la tua camgirl, questa volta però in carne e ossa!».
giovedì 17 aprile 2008
"The Naked Vlog Campaign": Tutti nudi su YouTube. Nudi in Webcam? Tutti gli indirizzi nel web.
Il video di Cristopher, ideatore della campagna
---
Christina Valeriee
---
Il tutto, come è facile intuire dai video, giocato all’insegna dell’ironia e del sarcasmo. Anche perché la policy di YouTube parla chiaro: i contenuti “hot” o “indecenti” non sono ammessi sul sito, pena la cancellazione. Tutto sta quindi a dribblarsi tra allusioni e immaginazione, senza mai sfociare nell’hard. Come fa questo utente, che si nasconde con gli oggetti più vari…
---
O quest’altra utente che imita una Hillary Clinton schierata a favore della campagna di Nude Vlog.
---
Non si è dovuto attendere molto per avere anche la risposta di (un presunto) Obama.
---
La campagna intende, da una parte, prendere in giro la mania dei vlog, ovvero i videoblog in cui gli utenti condividono eventi più o meno interessanti della loro vita quotidiana davanti a una webcam: perché non andare oltre e raccontarsi letteralmente senza veli? Così come già fanno le giornaliste di Naked News, il tg-spogliarello appena sbarcato anche in Italia (qui una gallery).
Dall’altra parte, l’iniziativa prova a scimmiottare i tanti siti di porno 2.0 (come Xtube, Youporn, Pornotube), in cui si trovano migliaia di video amatoriali (ma seriosi) di utenti che si riprendono mentre compiono gli atti sessuali più diversi.
La catena per ora è partita solo negli Stati Uniti, ma tutto fa pensare che presto arriverà anche in Italia.
mercoledì 5 marzo 2008
Attenti ai falsi managers. "Con me farai carriera", finto agente abusa di una ragazzina.
(Agi) Il Compartimento Polizia delle Comunicazioni di Pescara ha denunciato alla Procura della Repubblica di Pescara, nel corso dell’attivita’ di contrasto del fenomeno della pedofilia on-line, una persona accusata di aver costretto una minorenne di 14 anni, adescata via internet, a compiere autonomi atti sessuali su se stessa.
Di seguito alla segnalazione ricevuta dai genitori della minorenne, gli investigatori della seconda sezione area informatica, dopo una complessa indagine con la collaborazione degli internet service provider, sono riusciti ad individuare a Genova un utente che nascondendosi dietro un “nickname” era entrato in contatto con la minorenne spacciandosi per una persona introdotta nel mondo dello spettacolo, ne aveva carpito la fiducia convincendola a spogliarsi con la promessa di introdurla nel mondo della moda e di guadagnare lauti compensi. Nel corso di successive sessioni di chat, il presunto organizzatore di casting, con la minaccia di diffondere le immagini che ritraevano la minore sulla rete Internet e di inoltrarle alla famiglia, l’ha costretta a compiere atti sessuali davanti alla web-cam.
L’attivita’ investigativa e’ stata in un primo tempo coordinata dalla Procura della Repubblica dei Minori in quanto l’ignoto adescatore aveva riferito di essere di minore eta’. Risultato invece essere un adulto, l’attivita’ e’ passata alla Procura di Pescara che ha disposto una perquisizione domiciliare urgente a carico della persona individuata, che e’ stata eseguita il 29 febbraio. L’uomo e’ un trentenne residente nel capoluogo ligure, padre di due figli minori di cui una femmina di 9 anni.
Pubblicato da
Redazione
alle
10:28:00
Etichette: abusi sessuali, internet, minori, moda, pedofilia, spettacolo, truffe, webcam
sabato 1 marzo 2008
Usa. Il Grande Fratello a luci rosse cacciato dal comitato di quartiere.

Pubblicato da
Redazione
alle
14:26:00
Etichette: grande fratello, omosessualità, polemiche, pornografia, ragazzi, usa, webcam
sabato 12 gennaio 2008
Ever Banega nudo in internet. L'argentino mostra il pene in cam, club spagnolo senza pace. Scandalo a Valencia.
(Tulife) Nel Valencia dilaniato dalle polemiche interne con pochi risultati tra Champions e Liga ci mancava solo lo scandalo a luci rosse. Il protagonista è il gioiellino argentino Ever Banega, ultimo acquisto pagato la bellezza di 18 milioni di euro al Boca Juniors avversario del Milan nella finale del mondiale per club a Yokohama. Chiariamo subito: non c’entrano le squille alla Cristiano Ronaldo, tanto per intenderci, ma un filmetto che sta già impazzando sul web (vedi il video sotto) e che ha fatto morire dal ridere persino la stella delle furie rosse Joaquin. Nei 5 minuti registrati da un anonimo internauta e messi in rete dal sito argentino subiteya.com (già quasi 900.000 proiezioni) il centrocampista è impegnato in una sessione di sesso virtuale, con espliciti interventi dimostrativi verso la webcam accesa e pronta a registrare ogni particolare. Non è la prima volta che Banega finisce su internet con un video autoprodotto: figurava tra i protagonisti, insieme ad alcuni compagni della nazionale argentina, della distruzione di una camera d’albergo durante l’ultimo Mondiale Under 20.
Insomma al Valencia di tutto avevano bisogno tranne che di un nuovo caso extra-calcistico, visto che al già poco edificante quadro sportivo (una sola vittoria in Liga, eliminazione da Champions League e Uefa, 3 punti nelle ultime 6 giornate) va aggiunta la rissa di Manuel Fernandes, centrocampista portoghese, arrestato, insieme al fratello, in un locale notturno per il presunto furto di un orologio.
---
sabato 29 dicembre 2007
Sesso e incontri nel web. Dagli appuntamenti online delusioni e speranze come da quelli reali.
(Reuters) I siti di incontri online rinnovano le speranze delle donne per quanto riguarda amore e sesso ma possono riservare delusioni molto simili a quelle della vita sentimentale reale.
E' quanto rivela una recente ricerca canadese.
Susan Frohlick, docente di antropologia all'università di Manitoba a Winnipeg, ha detto che le donne che ha intervistato ottengono un senso di maggior responsabilità dalle esperienze di amore online.
Tuttavia le intervistate dimostrano anche chiaramente di volere ancora che sia l'uomo a fare il primo passo.
"Le donne pensano che sia uno strumento utile entrare nel mondo degli appuntamenti online, che sia sicuro e che ciò permetta loro di essere un po' più coraggiose di quanto non sarebbero in un incontro faccia a faccia", ha detto Frohlick a proposito della ricerca che ha cercato di capire come le donne over 30 considerano il mondo degli incontri online.
"Ma allo stesso tempo, devono fare i conti anche con la frustrazione per il fatto che a quanto pare Internet non è poi così diverso dal classico incontro di persona", ha spiegato.
Tra le lamentele, il fatto che la maggior parte degli uomini cerca donne molto più giovani ma anche il fatto che ci sono uomini che "ritoccano" il proprio aspetto, mentono sulla loro condizione o che dimostrano scarso interesse nel far decollare la relazione anche al di fuori di Internet, secondo quanto riferito dalla docente.
"Non c'è molta differenza tra il mondo virtuale e quello reale", spiega Linda, 33 anni, professionista di Toronto.
"E' triste e frustrante allo stesso modo".
martedì 18 dicembre 2007
Il sesso virtuale e i giovani milanesi.
(Cac/Dire) Qual è il rapporto degli italiani under 30 con il sesso virtuale? Sul fenomeno di costume ormai crescente hanno indagato alcuni studenti del Master di Giornalismo della Statale. Moralisti in pubblico e spregiudicati in privato: è questo il complicato rapporto con il sesso virtuale degli universitari milanesi.
Ad arricchire il reportage sono anche le testimonianze di alcuni studenti. Elenoire, 25 anni, iscritta ad architettura al Politecnico, ha accettato di raccontare al microfono la sua esperienza da webcam girl. Da anni vende il suo corpo su internet e sostiene che tante studentesse lo fanno. Lei ha iniziato per gioco e ha scoperto che era un modo per guadagnare anche mille euro al mese. L’unico problema è tenerlo nascosto alla famiglia: "I miei genitori impazzirebbero se scoprissero cosa faccio".
Il ritratto degli universitari è stato tracciato intervistandoli fra una lezione e l’altra. L'opinione più ricorrente è stata: "Vendere il proprio corpo è toccare il fondo, perdere la propria dignità". Eppure a loro Elenoire risponde: "Problemi loro. Il sesso virtuale è un lavoretto come un altro, come fare la hostess congressuale o la commessa".








My StumbleUpon Page








