(TGCom) A causa dell'agitazione degli sceneggiatori Usa, non c'è stata la consueta cerimonia dei Golden Globe, i premi cinematografici assegnati a Los Angeles dalla Hollywood Foreign Press Association. I vincitori, ad ogni modo, sono stati annunciati nel corso di una breve conferenza stampa. Miglior film, "Non è un Paese per vecchi" dei fratelli Coen. Fra gli attori vincono Daniel Day-Lewis per "Il Petroliere" e Julie Christie per "Lontano da lei".
I Golden Globe, attribuiti dalla stampa estera, rappresentano un'indicativa anticipazione degli Oscar. Ecco, secondo quanto riporta l'Agi, a chi sono andati i riconoscimenti.
MIGLIOR FILM 'Non e' un Paese per vecchi'
MIGLIORE COMMEDIA 'Juno'
MIGLIORE ATTORE Daniel Day-Lewis per 'Il Petroliere'
MIGLIOR ATTRICE Julie Christie per 'Lontano da lei'
MIGLIOR REGISTA Ethan e Joel Cohen per 'Non e' un Paese per vecchi'
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA Javier Bardem per 'Non e' un paese per vecchi'
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA Amy Ryan per 'Gone, baby, gone'
MIGLIOR CAST 'Hairspray'
MIGLIOR GIOVANE ATTORE Ahma Khan Mahmidzada
MIGLIOR GIOVANE ATTRICE Nikki Blonsky per 'Hairspray'
MIGLIOR SCENEGGIATORE Diablo Cody per 'Juno'
MIGLIOR COMPOSITORE Johnny Grennwood per 'Il petroliere'
MIGLIOR COLONNA SONORA 'Falling slowly' di Glen Hansard e Marketa Irglova
MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA 'Lo scafandro e la farfalla' di Julian Schnabel.
mercoledì 9 gennaio 2008
Golden Globe, vincono i Coen. Ma nessuna cerimonia a Los Angeles.
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03:18:00
Etichette: attori, cinema, hollywood, personaggi, premiazione, scioperi, usa
giovedì 29 novembre 2007
Trasporti, domani un altro venerdì nero: la mappa dei disagi.

Ecco la mappa dei disagi. Le ferrovie si fermeranno per otto ore continuate dalle 9 fino alle 17: saranno garantiti alcuni treni a media e lunga percorrenza, e Trenitalia mette a disposizione il numero verde 800 892 021. Per i trasporti locali sono previsti disagi della durata di otto ore con autobus, tram, metro: le modalità sono diverse in ogni città, come rivelano i siti delle aziende per la mobilità urbana di Milano, Roma, Bologna, Napoli e Torino. Negli aeroporti le partenze saranno cancellate dalle 11 alle 15, ma sono assicurati alcuni voli, elencati sul sito dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Per le tratte Alitalia si può chiamare il numero verde 800 650 055. La società Autostrade comunica che il personale dei caselli autostradali potrebbe sospendere il servizio in tre fasce orarie: dalle 2 alle 6, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 (numero verde: 840 04 21 21). Le navi, inoltre, ritarderanno la partenza di 24 ore. Sono previsti disagi nell’autonoleggio e nel soccorso stradale.
Intanto a Roma non accenna a placarsi la protesta dei tassisti, che ieri hanno bloccato il traffico della capitale per protestare contro la decisione del sindaco Veltroni di assegnare cinquecento nuove licenze. Questa mattina in Piazza Venezia è stato confermato il presidio e si annuncia per tutti una nuova giornata di disagi.

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Redazione
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10:37:00
Etichette: disagio sociale, lifestyle, scioperi, società
lunedì 12 novembre 2007
Tho, chi si rivede. Albertini da Strasburgo:"Va spezzata la casta degli enti lirici".
La denuncia. Con la corporazione degli orchestrali ci vuole uno scontro vero, non ceda ai ricatti.
(Rodolfo Sala - La Repubblica, edizione di Milano - foto di Marco Brescia) «Lissner tenga duro, con la corporazione degli orchestrali ci vuole uno scontro vero. La Scala può rinascere solo dopo un grande show down, ma la premessa è non cedere ai ricatti, compreso quello dello sciopero alla Prima del 7 dicembre». Parla Gabriele Albertini, per nove anni sindaco, quindi presidente del consiglio di amministrazione scaligero, e da qualche giorno membro del cda dell´Orchestra Simphonica Toscanini.
Onorevole Albertini, dunque la sua guerra contro gli orchestrali continua...
«Le rispondo con delle cifre. La "Toscanini", di cui non ho accettato la presidenza che pure mi era stata offerta, ma solo per i miei impegni di parlamentare europeo, ogni anno dà in tutto il mondo un´ottantina di concerti, che costano una media di 120mila euro ciascuno. Alla Scala spendono cinque volte tanto».
Forse il paragone è un po´ improprio.
«Per carità, la nostra non è un´orchestra lirica, anche se raggiunge livelli artistici di eccellenza. In ogni caso qui non c´è lo scandalo che ho scoperto alla Scala».
Sarebbe?
«Gli orchestrali pagati a prescindere dal numero di concerti che tengono. Possono farne uno o due l´anno, o anche nessuno, ma a ciascuno viene considerato il 60 per cento delle presenze minime previste per il contratto».
La Scala è un carrozzone?
«Orchestrali di altissimo profilo artistico. Questi professori signori sono molto bravi, purtroppo anche a gestire i propri privilegi. Nel libro La casta manca un capitolo, quello degli enti lirici».
Non è che ai suoi tempi andasse molto meglio.
«Certo che no, anche se la giunta preceduta da un semplice "amministratore di condominio" è riuscita a ristrutturare il teatro tirando fuori la bellezza di 180 milioni di euro di finanziamenti in conto capitale. La targa dell´inaugurazione l´hanno già tolta due volte, speriamo che non succeda ancora: credo di no, perché Lissner l´ha fatta incollare al muro, ma - lo dico con autoironia - se accadesse è perché non sopportano che sulla nuova Scala ci sia il cartiglio di quel Faraone...».
A proposito, che cosa pensa di questo sovrintendente?
«Tutto il bene possibile. Del resto l´ho proposto io, su suggerimento di Bruno Ermolli, poi approvato dall´intero cda: un francese, un professionista non pescato nel cestino della casta. Sono in totale sintonia con Lissner quando sostiene che non si può derogare alla regola che vieta di dare corso al contratto integrativo se prima non è stato rinnovato quello nazionale. Su questo non deve cedere di un palmo, e se a Palermo o in altre città hanno seguito una strada diversa, hanno scelto l´illegalità: qui si parla di soldi pubblici, non bisogna dimenticarlo».
Lissner non ceda ai ricatti: anche a costo di mettere a rischio la Prima?
«È un´ipotesi che io non auspico, ma la minaccia di uno sciopero il 7 dicembre come al solito provocherà immobilismo. Ci saranno fior di intellettuali che si schiereranno dalla parte degli orchestrali per salvare la Prima, si dirà che non si può rischiare una figuraccia proprio alla vigilia della decisione sull´Expo del 2015, fioccheranno gli inviti a non dare schiaffi... «.
E invece?
«Invece un bel ceffone va dato. Dopodiché penso sia possibile affrontare il problema sul serio, magari tenendo chiuso il teatro per sei mesi».
Ma lei non ha nulla da rimproverarsi come principale amministratore della Scala?
«Ho chiesto invano i poteri speciali per saltare tutti i passaggi e le pastoie tipiche di questo sistema corporativo. Non me li hanno dati, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. È anche per questo, per la mancanza di un potere monocratico in grado di intervenire in modo deciso, che abbiamo perso in un colpo solo il sovrintendente Fontana e il maestro Muti».







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